venerdì 7 novembre 2014

SCEGLIERE L'ACETO DI MELE e CIBI FERMENTATI, utilizzo e benefici

Aceto di mele: quale scegliere e come si produce



Aceto di mele come scegliere? Trattamento di bellezza per i capelli e utilizzo anche per gli amici a quattro zampe.

CIBI FERMENTATI con l'aceto di mele, quali sono i benefici.

Avete mai sentito parlare dei cibi fermentati e dei loro benefici ? Perchè sono utili e come produrli. Come scegliere e come si produce un buon aceto di mele.

Come scegliere un buon aceto di mele.

Per essere certi di aver acquistato un aceto di mele, ricco di acetobacter e minerali, occorre prestare attenzione all’etichetta. E’ preferibile acquistare quello ottenuto con il metodo francese, da mele intere (e non con gli scarti), con un ph fra il 5,5 e il 6, più delicato e meno aggressivo per lo stomaco,  e per mantenere vivi i preziosi batteri, non dovrebbe essere pastorizzato. L’aceto di mele non pastorizzato contiene la madre dell’aceto, quella soluzione sul fondo della bottiglia, composta da batteri acetici e che rimane dopo il processo di fermentazione.  Il miglior aceto di mele quindi è biologico, ottenuto da buccia, polpa e torsolo,  non filtrato e non pastorizzato. Andrà formando sul fondo un sedimento torbido, proprio per la presenza della madre dell’aceto; quelli che rimangono limpidi probabilmente hanno perso le sostanze che lo rendono così prezioso. Spesso, anche sulle bottiglie di aceto di mele biologico non vengono citate specificazioni di sorta. Io ne ho acquistati due in erboristeria, di differenti aziende produttrici, che specificavano: la produzione biologica, l’assenza di pastorizzazione e il ph  5. Entrambe le etichette non riportavano altre diciture, e con un ph superiore al 5 non l’ho ancora trovato,  non demordo.
Per la  conservazione, semplici regole quali: tenere la bottiglia lontana da fonti di calore e al riparo dalla luce.  Chiudere bene il tappo, meglio se a vite, per non permettere all’aria di entrare deteriorando il prodotto.
In commercio si trova anche in capsule e compresse, ma probabilmente non contengono la madre dell’aceto quindi…
Ippocrate già lo utilizzava come tonico e digestivo, e il dottor Jarvis del vermont è diventato famoso per i suoi trattati di medicina (“guida per la buona salute di un medico del Vermont”) nei quali afferma che i reumatismi, l’artrite e la gotta originano da un eccessivo accumulo di calcio nell’organismo. Considerava l’aceto di mele una panacea per tutti i mali, i suoi studi sugli animali si rivelarono sorprendenti. Le mucche vecchie a cui veniva somministrato aceto di mele con acqua, come trattamento, presentavano una carne più morbida (come quella giovane), le loro ossa presentavano una perfetta consistenza del midollo di colore rosso vivo (indice di abbondanza di globuli rossi), e mucche di 10 anni riprendevano la produzione di latte, dopo tre mesi di trattamento. Concluse che l’uso di aceto di mele con miele, portava gli stessi benefici anche per l’organismo umano: un rinvigorimento generale.

Metodi tradizionali per la produzione dell’aceto di mele: il francese e il tedesco.

Il metodo francese prevede che ad un piccola quantità di aceto di mele, delle annate precedenti, in botti di quercia, vengano aggiunte di volta in volta, piccole dosi di sidro, che a contatto con l’aceto si acidificano.
Il metodo tedesco, più veloce, parte sempre dal sidro, che viene sistemato in una botte con tre scomparti comunicanti, uno sopra l’altro. Nel primo scomparto in alto si colloca il sidro da acidificare, che sgocciola lentamente nel secondo scomparto dove avviene la fermentazione che poi passa al terzo scomparto. Da quest’ultimo, tramite un rubinetto, viene raccolto l’aceto di mele finito.
Entrambi i metodi producono un aceto di mele di qualità elevata, anche se il francese viene indicato come migliore, ma oggi le grandi industrie alimentari producono su larga scala, e spesso l’aceto viene sottoposto a
pastorizzazione, cioè a riscaldamento, che uccide gran parte dei batteri acetobacter che conferiscono le proprietà benefiche all’aceto di mele.

Trattamenti di bellezza: pelle e capelli
Per donare lucentezza ai capelli, mettete in un barattolo a chiusura ermetica 50 g di aghi di rosmarino e mezzo litro di aceto di mele. Lasciate macerare per dieci giorni, agitando il barattolo ogni giorno; passato il tempo, filtrate e imbottigliate. Potrete usare questo tonico dopo lo shampoo, tenendo presente che tende a scurire leggermente i capelli. La stessa soluzione può essere utilizzata come tonico per il viso, l’odore non è dei più gradevoli ma conferisce trasparenza alla pelle.
Per la forfora, i capelli grassi e il prurito, potete frizionare il cuoio capelluto con un batuffolo di cotone imbevuto in una miscela composta al 50% di acqua e aceto di mele. Una capigliatura sana e priva di forfora possiede un ph inferiore a 7 e l’aceto di mele possiede il giusto grado di acidità per mantenerli in salute.

Per i nostri amici a quattro zampe.
L’aggiunta di un cucchiaino di aceto di mele alla pappa dei cani e dei gatti rende il pelo folto e lucido. Nel periodo della gravidanza e allattamento, garantisce abbondanza di latte, un bel pelo e buona ossatura ai cuccioli. Sempre che lo gradiscano!

Aceto di mele in cucina:  cibi fermentati.

La cucina costituisce il suo uso principale, come condimento, per conservare verdure estive come le melanzane, i cetrioli…
Ma
avete mai sentito parlare dei cibi fermentati?
La fermentazione dei cibi è molto praticata in Germania, in Italia solo in alcune zone come l’Alto Adige anche se si sta, nel tempo, diffondendo la pratica. La fermentazione arricchisce di enzimi e vitamine rendendo i cibi più facilmente assimilabili e nutrienti; i cibi, o anche le bevande “invecchiate”, vengono colonizzati da batteri e lieviti, utili e benefici per l'organismo. Anche se c’è chi afferma che non ci sono prove sufficienti per affermare che non si sa esattamente quali tipi di batteri siano apportati dai cibi fermentati, e se la dose sia sufficiente, di avviso contrario sono coloro che asseriscono le loro proprietà benefiche. Alcune ricerche dell’università di Cambridge hanno evidenziato che il loro consumo regolare si è dimostrato capace di ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Inoltre, essendo questi batteri, utili per equilibrare la flora batterica intestinale, dove risiede il 70% del nostro sistema immunitario, ne deriva un miglioramento generale.
Con l’aceto di mele si possono ottenere ottimi cibi fermentati: carote, cetrioli, peperoni, fagiolini e fagioli, precedentemente scottati in acqua bollente (rende i fagioli più digeribili, distruggendo le saponine) . Oltre a questi alimenti, ricordiamo anche lo yogurt, i crauti, la salsa di soia, il tempeh…
Le verdure, lavate e asciugate, vengono tagliate a tocchetti e disposte in vasetti di vetro, riempiendo bene gli spazi in modo da eliminare le bolle d’aria fra le verdure (una corretta fermentazione deve avvenire in assenza di ossigeno); si versa nei vasetti una salamoia ottenuta facendo bollire un litro d’acqua nel quale avrete disciolto 8 grammi di sale grosso. Una volta che la salamoia sarà intiepidita, unire 250 ml di aceto di mele per ogni litro e versarla ancora tiepida nei vasetti, riempiendoli fino all'orlo, lasciando che fuoriescano le bollicine d'aria. Coprire l’imboccatura con un foglio di carta alimentare (se non la trovate potete usare quei dischi a griglia di plastica), chiudere bene il coperchio e lasciare il vasetto a testa in giù per un giorno. Conservatelo per 3 o 4 giorni in un luogo caldo ( 10/15°, comunque non superiore ai 30 gradi) dopo di che potrete iniziare a consumare le vostre verdure e conservarle in frigorifero per massimo 6 mesi. Alcuni testi indicano come tempo di fermentazione 2 o 3 settimana a temperatura di 10/15°. Basta un quarto di tazzina al giorno per disintossicare l’organismo e riequilibrare la flora batterica intestinale, riducendo così gonfiori e disturbi.

Metti "mi piace" sulla mia pagina facebook: Benessere Natural-mente
Aceto di mele quale scegliere, autore: Naturopata Angela Ballarati
.Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.



mercoledì 5 novembre 2014

ACETO DI MELE: RIMEDIO NATURALE DALLE MILLE VIRTU'

Aceto di mele: proprietà e benefici

L' aceto di mele possiede proprietà dimagranti e terapeutiche. E' un rimedio naturale per i malanni stagionali e un aiuto per l'intestino

Articolazioni doloranti, diete ipocaloriche, malanni stagionali, per aiutare la digestione, per depurare…conoscete tutti gli usi dell’aceto di mele?
Ricco di minerali, oligoelementi e sostanze utili, l’aceto di mele puo’ essere considerato, a tutti gli effetti, un integratore alimentare.

L’aceto di mele contiene i sali minerali, le vitamine e gli zuccheri propri della mela. Si ricava dal sidro, una bevanda fermentata e leggermente alcolica, ottenuta dal succo di mele.
E’ importante il metodo di produzione per assicurare che l’aceto di mele mantenga intatte tutte le sue qualità.
Il sidro viene lasciato all’aria (20-30 gradi) in modo che i batteri presenti, gli acetobacter, possano trasformare l’alcol in acido acetico. Per accelerare il processo si ricorre alla “madre” dell’aceto, una sostanza gelatinosa e ricchissima di acetobacter. I metodi tradizionali per la produzione sono il francese e il tedesco che rappresentano l’eccellenza dell’aceto di mele, mentre la produzione industriale prevede, spesso, la pastorizzazione, che sottoponendo l’aceto a riscaldamento uccide quasi totalmente i batteri acetobacter, quelli che maggiormente conferiscono le qualità benefiche a questo prodotto.

Cosa contiene l’aceto di mele e perche’ è prezioso per l’organismo

L’aceto di mele è ricco di potassio: minerale in cui sono immerse le cellule. Il potassio stimola l’assimilazione degli alimenti, nutre il sistema nervoso ed è benefico per il cuore.
Il calcio è il secondo minerale presente nell’aceto di mele per importanza. Altre minerali presenti, alcuni  aiutano a fissare il calcio alle ossa e ai denti, sono:  il fosforo, il ferro, il rame, il magnesio, il fluoro e lo zolfo.
Anche le vitamine B2, riboflavina, e B3, acido nicotinico, sono presenti in quantità notevole insieme a beta-carotene, vitamine A, C ed E, acido acetico, altri acidi di frutta e pectina.
Ma il componente principale dell’aceto di mele è l’acetobacter, prezioso microrganismo simile ai batteri contenuti nel nostro intestino che hanno il compito di equilibrare la flora batterica intestinale, combattere i batteri nocivi, i processi di fermentazione e putrefazione. Consideriamo che circa il 70% del nostro sistema immunitario risiede nell’intestino, per cui il suo buon funzionamento promuove una maggiore capacità dell’organismo di far fronte alle aggressioni. Con l’uso dell’aceto di mele nella nostra alimentazione, introduciamo microrganismi nuovi che rinnovano e potenziano la flora batterica intestinale; gli altri tipi di aceto non contengono le stesse quantità di acetobacter. L’aceto di vino è più acido, ha un ph compreso fra 2,8 e 3,2 mentre l’aceto di mele ha un ph di 4,5-6.
Per questa sua bassa acidità e il contenuto in pectina ha la capacità di regolare il tasso di acidità dello stomaco;  risulta quindi utile, sia in caso di cattiva digestione dovuta a scarsità di succhi gastrici, ma anche per eccesso di acidità.

Gli utilizzi dell’aceto di mele e quando farne uso

  • Nelle infiammazioni delle articolazioni, l’aceto di mele ostacola la formazione di depositi di calcio nelle articolazioni, che producono dolore e rigidità, soprattutto al mattino al risveglio. Bere ogni sera un bicchiere d’acqua con un cucchiaino di aceto di mele e un cucchiaino di miele (non storcete il naso, se vi piace l’agrodolce, la miscela è gradevole) è in grado di sciogliere i depositi di sali di calcio nelle articolazioni. Questo è dimostrato dal fatto che le vecchie pentole incrostate di calcare (carbonato di calcio), tornano come nuove se versate al loro interno per alcune ore, una miscela di acqua e aceto di mele; anche se quello di vino si trova ad un prezzo minore, entrambi possono essere riutilizzati per lo stesso scopo.
  • In caso di raffreddore e per fluidificare il catarro o nella tosse. L’aceto di mele è antibatterico e antivirale, quindi utile per alleviare i sintomi di mal di gola, per sciogliere il catarro e calmare la tosse. Un rimedio nei casi di malattie da raffreddamento consiste nel respirare i vapori (suffumigi), ottenuti riscaldando un pentolino con metà acqua e metà aceto di mele, libera il naso e calma la tosse. Anche bere un bicchiere d’acqua con un cucchiaino di aceto di mele, dolcificato con miele di eucalipto, aiuta in caso di raffreddore e tosse. Per la raucedine e il mal di gola si possono fare dei gargarismi con 1 cucchiaino di aceto di mele in mezzo bicchiere d’acqua.
  • Per aiutare la digestione, si può bere un bicchiere d’acqua con due cucchiaini di aceto di mele. Nei disturbi dell’apparato digerente, l’acetobacter ricostituisce la flora batterica intestinale, e oltre a favorire la digestione, previene la fermentazione intestinale e i gonfiori, eliminando le tossine accumulate; inoltre per la presenza di pectina, che ha la capacità di assorbire notevoli quantità di acqua, aumenta il volume delle feci facilitandone l’espulsione.
  • Favorisce la guarigione in caso di herpes simplex, applicandolo semplicemente puro sulla parte, più volte durante la giornata.
  • Nelle cure dimagranti,spesso restrittive, l’organismo si trova in deficit di minerali e oligoelementi, per questo viene consigliato di bere acqua, un bicchiere, in cui disciogliere un cucchiaino di aceto di mele e un cucchiaino di melassa di zucchero di canna, ricca di sali minerali: rimineralizza l’organismo e   accelera il metabolismo in generale, migliorando quello dei grassi per effetto dell’acido acetico che inibisce l’accumulo di grasso. Nell’universo delle diete dimagranti, si è guadagnata un posto anche quella che utilizza aceto di mele, per le ragioni di cui sopra e anche perchè considerata più naturale di altre. Viene consigliato di assumere un bicchiere di acqua a cui aggiungere un cucchiaino di aceto di mele prima dei pasti; successivamente i cucchiaini diventano due e poi tre. Il tutto in un regime alimentare controllato, bevendo molta acqua lontano dai pasti e associando un adeguato esercizio fisico.
  • Per depurare. Elimina il grasso, il catarro e il muco prodotti dall’organismo in caso di infiammazioni, eliminando le tossine.
  • Ricercatori giapponesi hanno dimostrato che l’aceto di mele (anche quello di vino per la verità) è in grado di contrastare l’ipertensione e l’obesità; merito dell’acido acetico che attiva la produzione di proteine che ossidano i grassi.
  • L’aceto di mele aiuta a ridurre i livelli di colesterolo per effetto della pectina presente che assorbe i grassi e ne aiuta l’eliminazione.
  • Abbassa il livello degli zuccheri nel sangue: questo è anche uno dei motivi per cui è un prezioso alleato delle diete.
  • Anche se leggermente acido, contribuisce a mantenere l’equilibrio del pH.
  •  Impacchi sui polpacci, con pezzuole imbevute in una miscela composta al 50% di acqua e aceto di mele, in caso di febbre, aiuta a non farla salire.
  • L’insieme dei minerali presenti nell’aceto di mele, migliora la fissazione del calcio alle ossa, ai denti e alle unghie.

Precauzioni e controindicazioni riguardanti l’aceto di mele

Occorre prestare particolare attenzione all’uso eccessivo di aceto di mele se si hanno problematiche gastriche (gastrite, ulcera…) Perchè, anche se ha un pH meno acido rispetto all’aceto di vino, può comunque irritare ulteriormente la mucosa gastrica.
In caso di osteoporosi, l’uso prolungato di aceto di mele abbassa i livelli di potassio.
Attenzione in caso di ipertiroidismo (accelera il metabolismo), in caso di diabete, assunzione di anticoagulanti o ipersensibilità. Importante consultare preventivamente il medico di famiglia prima di utilizzare eccessivamente l’aceto di mele.


Metti "mi piace" sulla mia pagina facebook: Benessere Natural-mente
Segui anche il mio blog: benessere-natural-mente.blogspot.it/
Autore, Aceto di mele proprietà e benefici: Angela Ballarati

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

mercoledì 29 ottobre 2014

OLIO DI RICINO, PROPRIETA', BENEFICI E USO per i capelli, le unghie, i dolori ...

Ricino (ricinus communis): proprietà e rimedi




Ricino (ricinus communis): proprietà terapeutiche, benefici, impieghi della pianta e metodi d’uso

E’ stato sperimentato in omeopatia.
Vi hanno mai raccontato, i vostri nonni, l’uso dell’olio di ricino, derivato dalla pianta Ricinus communis?  Veniva utilizzato, due volte l’anno, per pulire l’intestino, come depurativo e nell’Italia fascista era la “purga del sovversivo”. Ma il caro e vecchio olio di ricino possiede altre virtù oltre a quelle relative all’intestino: utilissimo per ristrutturare i capelli sfibrati, viene citato da Cayce nei suoi impacchi, per svariati disturbi: costipazione cronica, disturbi alla cistifellea, artrite e molti disturbi addominali.

Ricinus communis: benefici per capelli, ciglia, sopracciglia e unghie

La tradizione popolare ci tramanda l’uso dell’olio di ricino, non solo come lassativo, ma come terapia per il trattamento di svariati disturbi. Probabilmente, tutti conoscono il suo uso come cosmetico per i capelli: per le sue proprietà ammorbidenti in caso di secchezza o per capelli sfibrati da trattamenti liscianti e tinture. Riequilibra il grasso in eccesso, previene le doppie punte e si può produrre una miscela, in ragione di due parti di olio di mandorle dolci (o olio di cocco) e una parte di olio di ricino, con la quale massaggiare i capelli inumiditi su lunghezze e punte.  Partendo dalla miscela precedente, si può, aggiungendo del miele ottenere un ottimo impacco reidratante e ristrutturante. Sempre sui capelli inumiditi, stendere la miscela avvolgendo i capelli in una cuffia da doccia o un asciugamano caldo, lasciare in posa per almeno un’ora. E’ efficace se tenacemente riuscirete a perseverare, almeno 2 impacchi a settimana per un mese. Non eccedete con l’olio che, essendo viscoso, ha necessità di un buon lavaggio, ne basta poco. L’olio di ricino è ristrutturante anche per ciglia e sopracciglia; per questa applicazione potrete servirvi di un vecchio applicatore del mascara.
E’ noto, dalle varie pubblicità, che capelli, ciglia, sopracciglia e anche le unghie (applicate la miscela anche lì, rinforza le unghie fragili) hanno in comune la cheratina,  proteina presente appunto, nelle unghie e nei peli (anche nelle corna dei mammiferi!). Si presume, non vi è ancora certezza scientifica, che l’olio di ricino abbia notevole affinità con la cheratina e questo spiega le sue proprietà e il suo ampio utilizzo dell’industria cosmetica; per uso esterno rientra nei componenti di oli solari, oli da bagno e prodotti per il cuoio capelluto.
E' idratante: massaggiato sulla pelle, forma un film che riduce l’evaporazione dell’acqua, trattenendo l’idratazione fisiologica.

Ricinus communis: caratteristiche della pianta

E’ una pianta perenne, spesso coltivata come annuale e a
scopo ornamentale, con fusti alti fino a 2-3 metri. Le foglie palmate sono dentellate ai margini, i fiori sono riuniti in pannocchie all’apice e i frutti sono capsule che contengono grossi semi marmorizzati, estremamente velenosi per la presenza di ricina , una proteina altamente tossica; ne bastano 5-6 per uccidere un uomo. Nella spremitura per ottenere l’olio, la ricina rimane nel pannello residuato dalla compressione.
La pianta, della famiglia delle euforbiaceae, è nativa dell’Africa tropicale e il suo uso risale all’antichità. L’uso dell’olio di ricino per le lampade ma anche come unguento per il corpo è conosciuto dall’antico Egitto; in India, oltre alle lampade era usato come lassativo.

Cosa contiene l’olio derivato dal ricinus communis?


L’olio di ricino è un olio molto viscoso, caratteristica mantenuta a temperature molto basse e molto alte, è poco infiammabile e non secca all’aria . E’ un trigliceride dell’acido ricinoleico e probabilmente a questo acido, presente per il 90%,  si deve la maggior parte delle sue proprietà.
Oltre che per i capelli… È stata dimostrata l’efficacia come preventivo nei confronti di alcune specie di virus, batteri, lieviti e muffe; infatti viene usato per trattare la tinea, infezione micotica che colpisce le unghie (onicomicosi) il cuoio capelluto,  la barba e altre parti del corpo. Anche la cheratosi, alterazione dell’epidermide che si inspessisce, con le abrasioni, l’acne e il prurito trova lenimento nell’applicazione dell’olio di ricino.

Un panno imbevuto di olio di ricino viene usato come impacco sulla zona da trattare nei casi di malattie della cute.

Alcuni studi hanno evidenziato che gli impacchi di olio di ricino possono migliorare la funzionalità del timo e del sistema immunitario.

Le proprietà del ricinus communis e dell’olio di ricino secondo Edgar cayce

Il famoso, quanto discusso cayce, il “profeta dormiente”, l’uomo più misterioso d’America era un grande sostenitore degli impacchi e dei massaggi con l’olio di ricino. Attribuiva molte proprietà all’olio di ricinus communis, spesso collegate al sistema linfatico; ripuliva il sistema  per detossificare e poi procedeva con la cura. Lo indicava per favorire il flusso di  latte, in caso di verruche, per le problematiche relative alla colecisti, per le coliti, costipazioni, calcoli biliari, indolenza del fegato, cellulite, artrite… “Le irrigazioni del colon, con gli impacchi di olio di ricino e la manipolazione, sono veramente il marchio di fabbrica caratteristico della terapia senza farmaci di Cayce”. Mentre le proprietà dell’olio di ricino sono note ai guaritori popolari da migliaia di anni, per i mali di stomaco e dei reni e per le coliche infantili, l’uso che Cayce faceva degli impacchi di olio di ricino sembra essere esclusivamente suo".  I suoi impacchi venivano eseguiti piegando una flanella intrisa di olio di ricino con l’applicazione di un termoforo, l’impacco doveva essere tenuto per un’ora e ripetuto ogni giorno fino a miglioramento. Il massaggio invece, si esegue con movimenti che seguono il percorso linfatico per migliorarne la circolazione e favorire l’espulsione delle tossine.

Edgar Cayce e Pierantonio Di Coste

Anche questa ricerca sull’olio di ricino, che segue quella sul verbasco, nasce dalla lettura del libro: “il manuale della salute di Edgar Cayce”. E’ un libro che si consulta inizialmente per ciò di cui si soffre e poi cattura per la quantità di informazioni utili e utilizzabili.
Edgar cayce (1877-1945) fu il “profeta dormiente”, molto conosciuto negli USA. A lui si rivolsero personaggi famosi e, anche se il suo metodo diagnostico era decisamente paranormale, le sue cure non lo erano. Le sue cure comprendevano esercizi fisici, osteopatia, fisioterapia, idroterapia , massaggi e rimedi di tipo alimentare, a volte strani ma efficaci. Trentasei libri diffusi in milioni di copie e innumerevoli articoli su giornali e riviste sono stati scritti su cayce; in italia è stato studiato e tradotto da Pierantonio Di Coste, fondatore spirituale del sito naturopataonline, e ricercatore dello spirito umano.
Precauzioni: evitare il fai-da-te e consultare preventivamente il medico di fiducia. Utilizzare oli di qualità, pressati a freddo.

Ricinus communis in omeopatia

In omeopatia, i semi maturi del ricinus communis, altamente tossici, vengono macerati in alcol, filtrati, diluiti e succussi…tranquilli, il rimedio non è tossico!
Anche in omeopatia, il rimedio derivato dal ricinus communis è elettivo per l’apparato digerente. I sintomi per cui in genere è prescritto (insieme ai sintomi psichici del paziente) sono: nausea, vomito abbondante, diarrea. A questi sintomi si associano, spesso, disidratazione, prostrazione per via della diarrea, sete intensa e inappetenza. E’ un rimedio che andrebbe sperimentato ulteriormente, che annovera fra le generalità il peggioramento con la pressione sull’addome.

Autore: Naturopata Angela Ballarati

Metti "mi piace" sulla mia pagina facebook: Benessere natural-mente

SEGUI IL MIO BLOG:http://benessere-natural-mente.blogspot.it/

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

mercoledì 22 ottobre 2014

MENOPAUSA E ALIMENTAZIONE, alimenti ALCALINI e ACIDI, cereali integrali ...

MOSSA 2: MENOPAUSA e ALIMENTAZIONE.
Come, un approccio più sano alla salute del corpo, aiuta ad affrontare meglio la menopausa e i disturbi che possono derivare

Perchè e quale aiuto ci arriva dall'alimentazione? Può fare veramente la differenza? Tutte le donne soffrono di vampate? Sapevate che le donne giapponesi non conoscono la parola che indica la vampata?
Un approccio più sano alla salute del corpo ci permette di affrontare meglio la vita in generale e la menopausa in particolare, perchè un corpo sano permette una maggiore efficienza nell'adattamento ai cambiamenti.
Entrare in un nuovo ordine di idee in cui si fa spazio al cambiamento di stile di vita è fondamentale. Le statistiche ci parlano di dati, sempre relativi, ma che danno un quadro generale. Il 25% delle donne arriva alla menopausa prima dei 47 anni, il 50% entro i 50, il 75% entro i 52 anni e il 5% dopo i 55 anni. Non tutte le donne presentano “sintomi”, un 25% non lamenta vampate, irritabilità, risvegli notturni ecc. Le donne giapponesi e in genere le orientali, non presentano gli stessi disturbi delle occidentali e questo è stato spiegato con un'alimentazione più ricca di fitoestrogeni (con azione simile agli estrogeni) contenuti nella soia.
In che modo è possibile cambiare il regime alimentare e migliorare il periodo particolare della menopausa?
Possiamo iniziare introducendo i CEREALI INTEGRALI nella nostra dieta. Perchè?
Iniziamo col dire che nell'ultimo secolo abbiamo assistito ad una RAFFINAZIONE di cereali via, via, sempre più crescente: farine, zucchero e sale, ma anche: spremitura a caldo degli oli, lavorazione, trasformazione e manipolazione industriale con utilizzo di sostanze come l'olio di palma o i grassi idrogenati (sostanze nuove che i nostri enzimi non riescono a metabolizzare). Tutto ciò ha portato ad un IMPOVERIMENTO nutritivo degli alimenti e di conseguenza della nostra alimentazione. 
E' necessario, soprattutto in menopausa, introdurre i CEREALI INTEGRALI.

Perchè?

Perchè sono ricchi di proteine, vitamine, enzimi, grassi e minerali come il calcio, il fosforo, il ferro … facilitano il transito intestinale combattendo stitichezza e problematiche ad essa collegate.
Perchè i cereali raffinati che abitualmente presentiamo sulle nostre tavole sono quasi del tutto privi di elementi nutritivi e apportano una rapida sensazione di benessere e sazietà, per il loro rapido assorbimento, ma poi ci lasciano con una nuova sensazione di fame e bisogno di nuovi zuccheri. Questo, unito al fatto che sono tutti cibi ad alto o altissimo indice glicemico (l'indice è la misura dell'aumento della glicemia data dall'assorbimento di un cibo), ci dovrebbero far propendere per i CEREALI INTEGRALI che alzano anch'essi l'indice glicemico, ma in maniera più lenta ed è in questo modo che, l'assimilazione più lenta, si determina un senso di sazietà più duraturo. 
I popoli che da sempre utilizzano cereali integrali registrano tassi bassissimi di stitichezza, diverticolite, emorroidi, diabete e cancro del colo-retto. 
Il transito intestinale è più veloce e produce una flora batterica utile, riducendo i batteri nocivi
Lo squilibrio delle colonie batteriche intestinali porta un aumento della permeabilità intestinale  che è  ritenuta responsabile del rapido aumento delle patologie autoimmunitarie (allergie, asma, dermatiti...). Anche il metodo KOUSMINE identifica nella “moderna” alimentazione industriale, la causa di svariate patologie provocate dalla carenza di elementi nutritivi come le vitamine, i minerali, gli enzimi e gli acidi grassi polinsaturi. 
Prendete in considerazione anche di alternare i cereali o introducetene alcuni “nuovi” come la quinoa, il grano saraceno, il miglio, l'avena, l'amaranto... sperimentate nuovi gusti e cimentatevi in nuove ricette, siate creative, il gusto ci guadagna!

Avrete già sentito parlare di CIBI ALCALINIZZANTI e CIBI ACIDIFICANTI, cosa hanno a che fare con la menopausa?

Le scorie acide sono il prodotto dello smaltimento delle proteine, degli zuccheri ecc. Il ciclo mestruale rappresenta, oltre che il fisiologico ciclo ormonale legato alla fertilità, anche una via di smaltimento di queste scorie. Chiaro che, con la menopausa, questa “copertura” diminuisce e l'organismo si vede costretto, in caso di iperacidificazione, a prelevare minerali dal suo serbatoio “alcalino” (quindi i cibi alcalini rimineralizzano) e, se scarseggiano, da ossa e denti. 
Si è osservato che una acidificazione organica protratta alimenta situazioni infiammatorie che possono dare origine a patologie degenerative. 
I cibi, che più di altri acidificano, sono le proteine animali (carne, formaggio, salumi) i cereali raffinati, i dolci, senza tralasciare quel nemico, a volte indistinto e silenzioso, rappresentato dallo stress. 
Riportare l'organismo ad una situazione di equilibrio è utile e possibile, con un'alimentazione ALCALINIZZANTE.

Quali sono i cibi alcalinizzanti?

FRUTTA dolce (da consumare lontano dai pasti e dall'assunzione di carboidrati), VERDURA, meglio se cruda,  miele, fibre solubili ed insolubili, spinaci e pomodori crudi... la lista prosegue. 
I pasti dovrebbero contemplare la presenza di verdure, sia cotte che crude.
Bisogna ricordare che anche i cereali integrali e i legumi sono acidificanti, se assunti troppo spesso, e prestare attenzione a non assumere cereali e frutta insieme o la frutta a fine pasto perchè crea fermentazione e quindi acidificazione; vale anche per gli zuccheri + amidi.
Una dieta adeguata prevede proteine (soprattutto vegetali) con appropriate combinazioni alimentari che contrasteranno l'eccessiva acidificazione.
In linea di massima, una giusta colazione può prevedere, a digiuno al risveglio, un bicchiere di acqua tiepida con mezzo limone spremuto, frutta di stagione, yogurt naturale senza zucchero (meglio se fatto in casa),  fiocchi di teff, di riso, del tè rosso (meglio evitare il pane e marmellata che essendo zucchero+amido è acidificante). 
A pranzo preferire i primi piatti a base di riso o pasta integrale e a cena le proteine, alternandole e accompagnandole a verdura cruda (non usare aceto sull'insalata) e cotta.
Alcuni suggerimenti di ordine generale riguardano i formaggi: prediligere quelli di capra o di pecora; eliminare le bevande gassate, niente dolciumi e zucchero raffinato, l'acqua a pasto ostacola l'assimilazione dei grassi, non combinare le patate (amidi) con le proteine e nemmeno il caffè col latte (indigesto).

FRUTTA e VERDURA sono i nostri alleati per la presenza di antiossidanti, sono antinvecchiamento e aiutano il nostro organismo a neutralizzare i RADICALI LIBERI in eccesso perchè è comunque organizzata una fisiologica offensiva. 
Ricordate che la frutta, in generale, è dolce, quindi se si vuole eccedere è meglio eccedere con la verdura.
Quotidianamente a tutte le età, ma necessariamente in menopausa, assumere alimenti ricchi di VITAMINA A, BETACAROTENE, VITAMINA E, VITAMINA C ma anche preziosi minerali come il CALCIO, lo ZINCO, il RAME, il SELENIO... assicura al nostro organismo il giusto apporto di nutrienti.
Gli alimenti vegetali più ricchi di antiossidanti sono quelli di colore verde ( kiwi, broccoli, prezzemolo, spinaci, erbette, crescione, fave e piselli...), giallo arancione (arance, carote, zucca, pesche, papaia, alghe, zafferano...), i cavoli e in generale le crucifere, la cipolla, l'aglio e la frutta in generale. Quindi, una buona dieta in MENOPAUSA che sia antinvecchiamento dovrebbe comprendere frutta e verdura cruda, legumi, germogli, semi oleosi o pesce. Con antinvecchiamento non si intende avere un aspetto più giovanile, anche se è conseguenza di uno stato di benessere psico-fisico, ma un generale e fisiologico stato di salute.

Nel prossimo appuntamento parleremo ancora di alimentazione, di grassi utili, di quelli il cui consumo andrebbe moderato e quelli da evitare; dei semi oleosi, preziosi alleati in menopausa e dei legumi, spesso dimenticati. 
Alla prossima.

Scritto da Angela Ballarati.
VISITATE IL MIO BLOG: http://benessere-natural-mente.blogspot.it/
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.




lunedì 20 ottobre 2014

RUTA, r. graveolens e fitoterapia.

Ruta graveolens : proprietà, benefici

ruta_graveolens

La Ruta è digestiva, combatte le fermentazioni intestinali e l'aria nella pancia.

Una ricerca in vitro dell’Università di Napoli ha dimostrato che l’estratto acquoso della Ruta uccide le cellule di un tipo di tumore del cervello risparmiando le cellule sane.


La RUTA, Ruta Graveolens, appartiene alla famiglia delle rutaceae (come il limone) e le sue sommità fiorite vengono largamente impiegate nella preparazioni di liquori, come aromatizzante. La grappa alla ruta, la grappa è probabilmente ciò che l'ha resa famosa, dopo un pasto abbondante aiuta la digestione. In Italia, la pianta, è molto diffusa ed è presente su tutto il territorio (isole escluse) fino a 1000 metri. Presenta dei piccoli fiori gialli e foglie grigio-verde, può raggiungere l'altezza di un metro.

COSA CONTIENE

La pianta è ricca di eterosidi,  cioè glicosidi che aumentano la resistenza dei capillari sanguigni oltre a svolgere azione antispasmodica e  diuretica ; flavonoidi,  riconosciuti antiossidanti; fucumarine con azione fotosensibilizzante e  vasodilatatoria e oli essenziali. Dalla ruta si estrae un flavonoide particolare, la RUTINA, che viene utilizzato dall'industria farmaceutica per la prevenzione e la cura della FRAGILITA' CAPILLARE.

UNIVERSITA’ DI NAPOLI (SUN)

La Seconda Università degli Studi di Napoli, coordinata da Luca Colucci-D’Amato, docente di Patologia generale, ha dimostrato che l’estratto acquoso di Ruta Graveolens uccide le cellule tumorali del glioblastoma, senza intaccare le cellule sane. Lo studio pre-clinico, condotto in vitro, è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One. Il glioblastoma è un tumore cerebrale molto aggressivo (Ansa).

COME SI UTILIZZA

Come aromatizzante viene tradizionalmente impiegata per aromatizzare liquori e grappe.

Come digestivo, per prevenire l'aria nella pancia e gli spasmi intestinali perchè stimola l'attività gastrica e contrasta la fermentazione.
Si può utilizzare anche in cucina. In piccole quantità, nelle insalate (foglie fresche) o per aromatizzare olio, aceto o piatti di carne. L'infuso di semi di ruta e menta viene utilizzato per marinare la selvaggina prima della cottura.

In casa, per tenere lontano i topi, si possono sistemare dei rametti di ruta fresca nei luoghi dove si sospetta la presenza. L'aroma che emana è sgradito ai roditori ma anche alle zanzare, per questo si coltiva nei giardini.

CURIOSITA' dalla TRADIZIONE

Fin dai tempi della Grecia antica la ruta è stata utilizzata come fitoterapico: per rinforzare la vista, come abortivo e per stimolare le mestruazioni. Si narra che Leonardo la utilizzasse per gli occhi, attribuendo alla piante le sue capacità visive. Veniva considerata l'erba in grado di  scacciare la paura ma anche il contagio dalla peste.
In Lombardia viene chiamata Midigù e Ruda in Veneto.

PRECAUZIONI
L'infuso di ruta, in passato, è stato utilizzato per stimolare le mestruazioni, ma oggi viene sconsigliato in quanto un sovradosaggio
può provocare infiammazioni all'apparato digerente e uro-genitale. Il succo e la polpa venivano applicate sulla pelle per eliminare i porri ma anche questa indicazione è sconsigliata dagli erboristi in quanto la pianta è molto irritante.



Scritto da Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 



giovedì 16 ottobre 2014

ZUCCA E SEMI DI ZUCCA: PROPRIETA' e BENEFICI


 Stagione della zucca: è indicata nelle diete ipocaloriche, controlla la glicemia, per le mucillagini contenute è lenitiva del tratto gastrointestinale e favorisce il transito intestinale.




I piatti preparati con la zucca sono pressochè infiniti. Dai  ravioli al risotto trova largo impiego in cucina. Ma l'interesse per questo frutto non si ferma all'uso culinario, se ne utilizzano le foglie e i fiori nei decotti e i semi vengono largamente usati in fitoterapia. Vediamo perchè.


La pianta della zucca, Cucurbita Maxima, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, famiglia che comprende anche il cetriolo, il melone, le zucchine ed il cocomero; è una pianta annuale, originaria dell'America Meridionale, dal fusto rampicante o strisciante con grandi foglie a forma di cuore e fiori di colore giallo vivo.

Ne esistono diverse varietà.
La mantovana, prodotto tradizionale lombardo, adatta per tortelli e gnocchi.
La Marina di Chioggia, con la scorza bitorzoluta di colore verde, con polpa saporita e farinosa, ideale per stufati di zucca a cubetti o fritti in padella.
La Lunga di Napoli, profumata con forma allungata e un’estremità più larga, ideale al forno.
Trombetta d’Albenga a forma allungata e scorza verde chiaro, tipicamente ligure e perfetta per le zuppe.

 Il frutto della zucca si chiama peponide e può avere forma sferica, a pera, allungata e, oltre alla forma, variano anche le dimensioni e il peso.

Negli Stati Uniti ogni anno, si svolgono concorsi che premiano la zucca commestibile più grossa: si arriva a zucche di 150 Kg.  La pumpkin pie viene mangiata anche cruda.

All'interno della zucca,  si trovano numerosi semi ovali, appiattiti. Le zucche sono coltivate in zone a clima temperato e i frutti si raccolgono a fine estate, tardo autunno, i fiori e le foglie in autunno. 

COSA CONTIENE la ZUCCA e quali sono gli EFFETTI BENEFICI

La polpa dal colore arancione ci parla del prezioso contenuto in BETACAROTENE, precursore della vitamina A (sostanza che l'organismo utilizza per ricavare la vitamina A), di cui la zucca è molto ricca. 

Contiene MUCILLAGINI, lenitive per il tratto gastrointestinale ma anche per le vie respiratorie e lassative. Le mucillagini sono considerate anoressizzanti per la loro capacità di assorbire acqua e dilatare le pareti dello stomaco apportando senso di sazietà.

Altri componenti sono i glucosidi, la VITAMINA E ed OLIGOELEMENTI, preziosi antiossidanti come il SELENIO, importante sostanza dal comprovato effetto antinvecchiamento, ma anche MANGANESE, ZINCO e RAME.

Uno studio condotto sui Nativi americani, che con la loro occidentalizzazione alimentare hanno registrato un aumento vertiginoso dei casi di DIABETE e SOVRAPPESO, ha concluso che la loro dieta, costituita da mais, fagioli e zucca, era vincente; soprattutto per l'apporto nutrizionale della zucca,  utile nel mantenere i livelli glicemici sanguigni nella norma, ma anche nel controllo del peso e dell'ipertensione.

I SEMI

Capitolo a parte per i  PREZIOSISSIMI semi.
Oltre che per uso alimentare, i semi di zucca vengono largamente utilizzati in fitoterapia.

La Commissione Europea cita come rimedio efficace i semi di zucca in caso di ingrossamento della prostata e di vescica irritabile.
Nei paesi dell'area tedesca sono alla base di diversi medicinali per la cura dei disturbi urologici e della prostata.

I componenti principali sono gli ACIDI GRASSI, linoleico e oleico, i “SALVACUORE”, ma anche carotenoidi e minerali come il ferro, lo zinco, il fosforo, il magnesio e il manganese.
Aggiunti, opportunamente macinati (in un macinino da caffè), alle pietanze, possono fornire la dose quotidiana di OMEGA 3.

Contengono l’amminoacido triptofano precursore della serotonina, l’ormone del buonumore.

I fitosteroli contenuti aiutano ad abbassare i livelli colesterolo ematico.

Sono alcalinizzanti e contengono fibre per il benessere intestinale.

Nella tradizione popolare sono sempre stati usati nelle problematiche prostatiche ma anche come antielmintici (combattono i vermi intestinali) e nei problemi di enuresi notturna nei bambini.  E' stato dimostrato che i semi di zucca provocano l'espulsione dei parassiti per la presenza di un amminoacido, la cucurbitina, senza provocare effetti indesiderati e in assenza di controindicazioni.

Il loro consumo è indicato come preventivo per le affezioni prostatiche, 1 o 2 cucchiaini al giorno interi o macinati.
Quando acquistate una zucca, meglio intera, non gettate i semi ma fateli essiccare su un panno, usufruirete di tutti i benefici di questo ricco frutto autunnale.

Olio di semi di zucca

L'olio di semi di zucca viene impiegato per gli stessi motivi preventivi e curativi dei semi di cui possiede le stesse proprietà.

L’olio di semi di zucca è ricco di acidi grassi polinsaturi, vitamine, soprattutto la E, e minerali. Contiene sali minerali come magnesio, manganese e ferro e la cucurbitina dagli effetti vermifughi.


Il miglior acquisto è pressato a freddo, è costoso e si utilizza rigorosamente a crudo.

E’ di colore verde ed un sapore gradevole e intenso.



QUANDO e COME USARE LA ZUCCA E I SUOI DERIVATI...


                   Come ALIMENTO la zucca trova impiego in molti piatti: tortelli, minestre, risotti, gnocchi … in linea di massima, le stesse ricette delle patate si possono applicare alla zucca.
Le calorie apportate dalla polpa sono veramente pochissime, quindi sono indicate nelle diete ipocaloriche anche per la ricchezza in fibre che facilitano il transito intestinale.

                   Il SUCCO, come quello della carota, può essere ottenuto centrifugando la polpa, è un buon diuretico con effetto anche lassativo, che alcuni medici nutrizionisti consigliano di bere al mattino a digiuno. Per il contenuto in betacaroteni è utile alla vista, per cui berne il succo aiuta quando si presentano disturbi della visione.

                   DECOTTO di FOGLIE. Il decotto si ottiene portando a ebollizione (lasciate bollire per 10 minuti) 20 g di foglie fresche in 100 ml di acqua con un pizzico di sale, filtrate e bevete. UTILE in caso di diarrea.


                   DECOTTO di FIORI. Portare a ebollizione 20 g di fiori freschi in 100 ml di acqua, lasciare cuocere per 10 minuti e filtrare. Usato in caso di tosse, per le mucillagini lenitive ed emolliente.




Ricettina veloce e gustosa

Togliere la scorza dura alla zucca e tagliarla a listarelle, più o meno di 1 o 2 cm e con uno spessore di mezzo cm.
Foderare una leccarda da forno con carta forno e adagiare le listarelle di zucca.
Aggiungete molto rosmarino tagliuzzato, sale e olio, date un bella mescolata e distendete la zucca su tutta la leccarda.  
Infornate per 15/20 minuti, estraete la leccarda e cospargete con scaglie di pecorino o parmigiano infornate di nuovo per 10 minuti.


MEDICINA POPOLARE

Nella tradizione sono presenti medicamenti per combattere l'ASMA BRONCHIALE: un cucchiaino di pasta della radice, con un cucchiaino di miele per un mese.
Anche la polpa rappresentava un rimedio per la stessa problematica: mangiare ogni giorno ½ kg di zucca cotta al vapore, mescolata con miele, riportano gli antichi, apportava miglioramenti.


Scritto da Angela Ballarati

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.