lunedì 29 agosto 2016

CAROTE: centrifugati, decotti e impiastri. Cosa contengono e quando sono utili.

Le CAROTE sono una miniera di vitamine, minerali e oli.
Come cucinarle per trarre il massimo beneficio
Cosa contengono e quando sono utili
Come sceglierle e come conservarle
Centrifugati, tisane, decotti e impiastri

Della carota, Daucus carota della famiglia delle Apiaceae, si utilizzano la radice, le foglie e i semi.
E’ una miniera di vitamine, minerali e oli essenziali.

COSA CONTIENE  e QUANDO è UTILE

VITAMINE. La carota è l’ortaggio con il maggior contenuto di betacarotene (provitamina A) che viene trasformato in vitamina A dall’organismo.
Il betacarotene protegge i tessuti che rivestono le pareti dell’apparato gastrointestinale e respiratorio dall’aggressione dei virus, batteri e altri microrganismi responsabili di infezioni.
Alcune ricerche hanno dimostrato che un’alimentazione ricca di betacarotene previene la formazione di alcuni tipi di tumore come quello ai polmoni, alla vescica, alla laringe e all’esofago. Si è rivelata sostanza utile ai fumatori che risultano più protetti rispetto ai fumatori che non consumano carote e anche altre verdure.
Il betacarotene si è rivelato utile nella cicatrizzazione delle ferite che risulta più veloce, anche in caso di ferite interne come l’ulcera.
La vitamina A, di cui il betacarotene è precursore, è importante per migliorare la vista, soprattutto la visione crepuscolare. Infatti chi ha problemi di vista al crepuscolo spesso risulta carente di vitamina A. Altri studi sono rivolti a dimostrare che la carota corregga anche altri disturbi della vista.
La vitamina A è efficace anche in molte affezioni della pelle,come l’acne, anche se le dosi massicce risultano tossiche sui lunghi periodi, mentre i betacaroteni contenuti nella carota ottengono risultati simili e sono innocui.
L’assimilazione dei carotenoidi nelle carote crude è del 4-5 %, ma aumenta  in presenza di grassi omega-9 (olio d’oliva, avocado) e con una cottura non prolungata. La cottura, in alcuni casi, aumenta l’assorbimento dei carotenoidi (come il licopene dei pomodori); nel caso delle carote, il betacarotene è più assimilabile dopo una leggera cottura e associate ad un olio, come l’extra vergine di oliva per via della liposolubilità. Alcuni fanno notare però che la cottura distrugge in parte le vitamine e il maggior assorbimento si riferisce alla quantità superstite.
Nelle carote sono presenti anche le vitamine B1, B3 o PP e B2, oltre a ottime quantità di vitamina C ed E che sono potenti antiossidanti.
I caroteni contenuti sono utilizzati dall’industria agro-alimentare come colorante con la sigla E160.

MINERALI. La carota contiene buone percentuali di ferro, utile in caso di anemia. Perfetto quindi il centrifugato di carote con l’aggiunta di succo di limone che aumenta l’assorbimento del ferro.
Contiene potassio, sodio, calcio e fosforo, rame, selenio, zinco …
La carota è ricca di fibre e anche le foglie, ricche di flavonoidi, si possono mangiare.

OLI ESSENZIALI.  Nei semi della carota sono contenuti oli essenziali molto indicati, per uso esterno,  in caso di affezioni alla pelle.
Se ne fa uso in cosmetica per creme abbronzanti, anti-invecchiamento e in prodotti che stimolano la crescita dei capelli.
I semi delle carote possiedono proprietà digestive e aumentano la quantità di urina.
Oltre a contenere geraniolo e limonene, contengono daucolo che ha la proprietà di dilatare i capillari della pelle aumentando così la capacità di assorbire le altre sostanze nutritive contenute nella carota.
L’olio essenziale si ottiene per distillazione a vapore dei semi essiccati e si può acquistare nelle erboristerie.

Le carote possiedono molte proprietà.

-      Le carote sono diuretiche, depurative, mineralizzanti, idratanti e antinfiammatorie.

-      Prevengono e rafforzano le difese dell’organismo, soprattutto nei periodi di affaticamento o stress e per i fumatori.

-      Nei periodi invernali aiutano in caso di ripetuti disturbi alle vie aeree. Sono indicate nel caso di affezioni polmonari. La radice fresca di carota aiuta in caso di tosse e raucedine ed è espettorante.

-      Utilissime nelle affezioni della pelle come acne e brufoli, costituiscono un ottimo antinvecchiamento. Oltre a consumare carote crude, cotte e centrifugati con regolarità, si possono applicare sulla pelle  le foglie fresche triturate come cataplasma. In alternativa si possono aggiungere 20 gocce di olio essenziale di semi di carota a 50 ml di olio di mandorle dolci e tamponare delicatamente il viso precedentemente deterso.

-      Per il loro contenuto di betacarotene, che ha la capacità di stimolare la sintesi della melanina, aiutano l’abbronzatura.

-      Costituiscono un alimento ideale per problematiche gastrointestinali. Nelle coliti, gastriti e ulcere sono utili perchè rafforzano le pareti dell’apparato digerente. E importante inserirle quotidianamente: tritate con olio, sale e limone o come centrifugato.

-      Sono riequilibranti, sia in caso di diarrea che in caso di stitichezza. In caso di stitichezza o diarrea far bollire 1 kg di carote, a pezzi, in 1 lt di acqua per una o due ore. Passate al setaccio e condite con olio extravergine di oliva  e qualche goccia di succo di limone. In alternativa alla purea di carote si può bere il centrifugato.

-      Aiutano la vista al crepuscolo. Bere un decotto di carota ottenuto dalla bollitura di 50 g di carote, a pezzi, in un litro di acqua. Fate bollire per 20 minuti, filtrate e bevete 2 bicchieri al giorno. Per potenziarne l’effetto viene consigliata l’assunzione contemporanea di succo di mirtillo, puro e non zuccherato.

-      Il decotto di carota può essere utilizzato in caso di infiammazioni della gola e del cavo orale. Fare sciacqui e gargarismi più volte al giorno.

-      Per tonificare il fegato e regolare il colesterolo.

-      Facilitano la diuresi.

-      Le carote rientrano fra gli ingredienti di molte maschere di bellezza casalinghe. Una maschera molto semplice prevede di aggiungere ad una carota, tritata finemente, un goccio di olio di oliva fino ad ottenere un impasto morbido da spalmare sul viso e sul collo. È una vera e propria maschera di bellezza nutriente e antinvecchiamento.

CAROTE: in CUCINA, il CENTRIFUGATO, la TISANA e l’OLIO ESSENZIALE

In cucina, come alimento, la carota è largamente impiegata.
Cotte si preparano, in associazione a cipolla e sedano, nel classico soffritto, come contorno, bollito, con prezzemolo, sale e olio, per preparare l’insalata russa … i piatti sono davvero tanti e variegati.
Crude si consumano in insalata, a julienne o grattugiate, con sale, olio e limone. In questo modo si beneficia al massimo dei contenuti vitaminici a cui aggiungere la vitamina C del succo di limone e la E dell’olio extravergine di oliva.
Le carote hanno un alto indice glicemico, sono naturalmente dolci, ma abbinate alle altre verdure la velocità di assorbimento dei loro zuccheri si abbassa.

Il succo o centrifugato è un concentrato ricavato dalla centrifugazione delle carote o prodotto con l’estrattore che, riducendo al minimo il riscaldamento del succo, mantiene intatte le proprietà nutritive.
In un modo o nell’altro, provatelo con 5 carote, una mela e il succo di mezzo limone, rappresenta un pieno di antiossidanti.
Un altro centrifugato che consiglio perché buonissimo si ottiene con il succo di carote, succo di limone e zenzero (io uso 8/9 carote, 1 cm di radice di zenzero e il succo di mezzo limone), provare per credere!

La tisana si ottiene versando 100 ml di acqua bollente su 4 g di semi, coprite per non disperdere gli oli essenziali, molto volatili,  lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate e bevete.

L’olio essenziale si ottiene dalla distillazione a vapore dei semi essiccati.

 LE CAROTE: come si scelgono e come si conservano
Il periodo di maturazione delle carote va da marzo a fine autunno, ma è possibile raccoglierle tutto l’anno.
Le carote possono avere diverse forme: affusolate, cilindriche o coniche a seconda della varietà. La lunghezza varia dai 4 ai 30 cm.
Dovrebbe essere diritta, senza biforcazioni e con un cuore (parte legnosa centrale) dal diametro il più piccolo possibile perché le carote piccole e giovani sono le meno legnose all’interno.
Acquistare le carote con ancora i gambi ci fornisce preziose indicazioni sulla freschezza. I gambi, poi, ricchi di sali minerali e flavonoidi, possono essere utilizzati per preparare minestre o essere aggiunti alle insalate. Purtroppo quando le carote non sono di origine biologica anche i gambi sono irrorati di pesticidi.
Le sostanze più preziose della carota si trovano sulla superficie esterna, per questo motivo è consigliato acquistarle biologiche e spazzolarle bene sotto il getto dell’acqua corrente.
Le carote non vanno lasciate esposte all’aria per lungo tempo perché i betacaroteni contenuti si alterano velocemente con la luce. Quindi grattugiarle appena prima del consumo e aggiungere qualche goccia di limone è buona norma per conservare intatte le proprietà nutritive. Anche cotte mantengono buone quantità di betacaroteni che resistono abbastanza bene al calore.
Si conservano in sacchetti di carta, al riparo da luce e umidità. I semi si conservano in barattoli di vetro.

Mességué scrive: la carota è ricca di zuccheri e di vitamine il che la fa consigliare in tutti i casi di debolezza, anemia e nelle malattie da carenza vitaminica (scorbuto, rachitismo, ecc.). E’ preferibile mangiarla cruda dato che le vitamine resistono male al calore e senza raschiarla perché è sulla parte esterna che si concentra la maggior parte di esse … la carota, inoltre, è diuretica, emolliente, fortemente vermifuga (ragione di più per darne in abbondanza ai bambini) e potremo sempre ricorrervi  quando il fegato fa i capricci. La polpa fresca esercita un’azione lenitiva e cicatrizzante su ulcere, scottature, eczemi, piaghe, ascessi.

SUCCO FRESCO ricostituente, diuretico e vermifugo: bevetene uno o due bicchieri al giorno. Con un po’ di miele e qualche goccia di limone è un ottimo rimedio contro i mali di gola e, più che altro, quando ci si sente “giù di forma” (la mattina a digiuno o prima dei pasti).

DECOTTO: due carote grattugiate in un litro di acqua e dolcificate con miele (2/3 tazze al giorno prima dei pasti).

IMPIASTRI contro ulcerazioni, scottature, eczemi, ecc ..: schiacciate la quantità necessaria di polpa e applicatela a diretto contatto con la parte lesa sotto una pezza di tela. Ripetete le applicazioni diverse volte al giorno. 

BAGNI ALLE MANI E PEDILUVI: stesse indicazioni come per gli impiastri. Mettete la polpa fresca di 3 carote ridotte in poltiglia in un litro d’acqua. Diluite bene. (2 o 3 volte al giorno).

CONTROINDICAZIONI. Essendo piuttosto ricche di zuccheri, se ne consiglia un uso moderato ai diabetici. Cautela nell’uso dell’olio di semi di carota, anche se è stato dimostrato solo in vitro, sembra possa avere effetti collaterali sul sistema nervoso.


 Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.
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lunedì 1 agosto 2016

PIANTAGGINE, antinfiammatoria, lenitiva per la pelle, gli occhi e la tosse

PIANTAGGINE, spontanea, mangereccia, comune e così preziosa.
Antinfiammatoria, lenitiva e cicatrizzante.
Per la pelle, l’acne, la tosse …
Piantaggine in cucina.
Quando raccoglierla e come conservarla.
La piantaggine, Plantago major, P. lanceolata, P. media, della famiglia della plantaginaceae, costituisce un gruppo di erbacee con rizoma fibroso da cui dipartono più steli fiorali (20-30 cm)
E’ chiamata anche lingua di cane, orecchia di asino, mestolaccio …
Le foglie sono disposte a rosetta, spesso aderenti al terreno, con forma lanceolata (P. lanceolata) o ovale ellittica (P. major), solcate da nervature.
Priva di fusto, la piantaggine si distingue per le sue spighe che possono raggiungere i 30 cm.
Il frutto è oblungo e contiene semi neri rugosi.
E’ una pianta molto comune vicino ai sentieri, nei prati e negli incolti, sia in collina che in pianura.

QUANDO SI RACCOGLIE
Le foglie si raccolgono in primavera ed in estate, si utilizzano fresche o essiccate. Anche i semi e la radice si utilizzano, ma meno spesso. I semi si raccolgono da agosto a settembre quando le spighe iniziano ad assumere un colore marrone e vengono essiccati velocemente al sole.

COME SI CONSERVA
Le foglie si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta o tela.
Le spighe essiccate si battono per separare i semi che vengono setacciati e si conservano in recipienti di vetro al riparo dall’umidità.

COSA CONTIENE e quali sono le sue PROPRIETA’
La pianta contiene glucosidi che possiedono proprietà antinfiammatorie e antiallergiche, in particolare l’aucubina.
E’ una pianta ricca di tannini con proprietà astringenti, mucillagini (lenitive e calmanti per l’apparato gastrointestinale), flavonoidi (antiossidanti e anti-radicali liberi) e oligoelementi come lo zinco, ottimo per la funzionalità tiroidea e per il sistema immunitario.
Contiene buone quantità di potassio che regola il battito cardiaco, aiuta i reni ad eliminare le tossine e regola l’attività neuromuscolare.

Tutte le specie raggruppate sotto il nome di piantaggine,  per i principi contenuti, sono vulnerarie (cioè svolgono azione cicatrizzante sulle ferite e sulle piaghe),  sono astringenti e oftalmiche.
La piantaggine è antinfiammatoria, antibatterica, antiallergica e un blando diuretico.
Le mucillagini contenute svolgono un’azione calmante e lenitiva.

L’aucubina e la baicaleina, un flavone, sono efficaci antinfiammatori.

Uno studio del 2015, in vitro, dell’Università di Indianapolis, ha concluso che l’aucubina e la baicaleina riducono la crescita e la formazione di biofilm della Candida Albicans, risultando promettenti antimicotici (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26618515).

COME SI UTILIZZA
Come alimento può essere utilizzata fresca nelle insalate  oppure lessata con altre verdure o nelle minestre. Si raccolgono le giovani foglie della rosetta basale, sono ottime, sempre mischiate con altre erbe, crude o cotte come ripieni per torte salate o condite come gli spinaci.
Le foglie sono disponibili tutto l’anno.
Un’idea veloce? Sbollentate la piantaggine e passatela in padella con olio,  scalogno e sale per insaporire. Riempite della pasta brisèe e cuocete in forno. Per i più golosi, che non hanno problemi con i latticini, si può  aggiungere ricotta e pecorino.

Il succo fresco si ricava dalle foglie fresche con la centrifuga o l’estrattore. Si consuma al momento per mantenere intatte le proprietà nutritive.

La tisana di foglie si ottiene versando 150 ml di acqua bollente su 2 g di foglie essiccate o 4 g di foglie fresche. Coprite e lasciate in infusione per 10 minuti, filtrate e bevete.

L’infuso si utilizza in caso di diarrea, enterite, dissenteria, catarri bronchiali, tosse, ma anche, opportunamente raffreddato, per impacchi su occhi infiammati o con congiuntivite allergica e anche sulla pelle infiammata.

INFUSO di PIANTAGGINE per la flebite. Versare 1 lt di acqua bollente su 5 cucchiai di piantaggine (pianta intera) e un cucchiaino di anice verde (semi), lasciando riposare per 10 minuti. Filtrare e bere 4 tazze al giorno.

Gargarismi, sempre l’infuso, sono utili in caso di mal di gola.

La tintura madre si ottiene macerando in una miscela, di alcol alimentare e acqua, le foglie raccolte fra giugno e luglio. Nelle erboristeria si trova già pronta.
Trova impiego nelle infezioni dello stomaco, dell’intestino e delle vie urinarie.

LA PIANTAGGINE PER LA PELLE
Cataplasmi di foglie pestate e succo si utilizzano su piaghe, piccole ferite, scottature e punture d’insetto. Imbevete una piccola pezzuola e applicate sulla zona infiammata.
BAGNO o COMPRESSA di PIANTAGGINE. Far bollire, per 10 minuti, 50 g di foglie di piantaggine in un litro d’acqua. Filtrate, spremendo bene, e utilizzate per lavaggi o come compressa sulla pelle.

PER LA TOSSE E IL MAL DI GOLA
La sua azione antinfiammatoria, lenitiva ed espettorante la rendono utile in caso di tosse in forma di tisana, tintura madre o gargarismi.

PER GLI OCCHI CONGESTIONATI
Il collirio di piantaggine, ottenuto dalle foglie fresche, aiuta a decongestionare gli occhi irritati. Si trova pronto nelle erboristerie.

PER L’ACNE E LA PELLE SENSIBILE
In cosmetica si impiega l’infuso come lozione per il viso in caso di acne. Gli estratti acquosi possiedono proprietà idratanti e vengono impiegati in maschere e creme per normalizzare le pelli secche e parzialmente disidratate.
Aggiunto all’acqua del bagno ha effetto emolliente e rinfrescante.
In passato si utilizzavano anche i semi per produrre un decotto utile per la tosse.

CURIOSITA’
Le spighe sono appetite dai canarini.
Anticamente era utilizzata per le infiammazioni, per le emorroidi e veniva data agli anemici.
Il folklore popolare le attribuisce da sempre il potere di stimolare la fertilità. In passato, in alcune regioni europee, quando una donna partoriva, la sua placenta si sotterrava, in un campo sotto la piantaggine, pronunciando una formula magica: “Ciò che è coltivato in questo campo si riproduca come la piantaggine”.

CONTROINDICAZIONI
Consultare il medico prima di utilizzarla a scopo terapeutico. Cautela in caso i ipersensibilità ad uno dei componenti, per scongiurare allergie crociate con altre Plantaginaceae. Interazioni farmacologiche con lassativi e ipotensivi.

 Scritto da Angela Ballarati
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sabato 2 luglio 2016

Proprietà e benefici delle CILIEGIE. Tisana di gambi, cuscino e cosmesi

CILIEGIE: dolci e succose delizie!
Cosa contengono le ciliegie e quali sono i benefici per l’organismo.
Tisana di gambi di ciliegia.
Della serie non si butta nulla: cuscino di noccioli di ciliegia per i dolori.

Le ciliegie sono composte in gran parte da acqua (circa l’80%), dal 15% circa di zuccheri e dall’ 1% circa di proteine, quasi assenti i grassi (0,1%).
                  
-      Le ciliegie sono un frutto altamente rimineralizzante, adatto a chi si sente affaticato, per il contenuto in minerali come il potassio che svolge azione diuretica, il fosforo, il calcio, il magnesio e il ferro.

-      Contengono oligoelementi come il rame, essenziale per il corretto funzionamento degli organi e dei processi metabolici, infatti è parte di proteine, svolge funzioni nello sviluppo e nel mantenimento delle ossa, dei tessuti connettivi, del cervello, del cuore, partecipa alla formazione dei globuli rossi e nell’assorbimento del ferro, stimola il sistema immunitario e combatte i radicali liberi.

-      Le ciliegie contengono vitamina A (betacarotene), amica degli occhi e che fornisce al frutto il bel colore vermiglio, e  vitamina C.

-      Sono diuretiche per l’elevato contenuto di potassio e ancora di più lo è il gambo o picciolo, quindi può essere d’aiuto in caso di pressione alta.

-      I peduncoli (gambo) svolgono un’azione diuretica e disintossicante  più spiccata per il maggior contenuto di potassio e tannini. I tannini sono astringenti e rinfrescanti sulla pelle.

-      Uno studio della Michigan University evidenzia che le antocianine, contenute nelle ciliegie in quantità elevate, inibiscono degli enzimi coinvolti nei processi infiammatori con un risultato simile a quello dell’aspirina, senza effetti collaterali. L’effetto antinfiammatorio delle antocianine e di altri flavonoidi presenti nelle ciliegie, riduce i dolori reumatici e artritici.

-       Le antocianine sono flavonoidi con colore dal rosso al blu, presenti anche nei mirtilli, e la loro azione antiossidante e antiradicalica protegge dai processi dell’invecchiamento.  Sembra siano efficaci nell’inibire il cancro al colon. Nelle ciliegie sono presenti nell’ordine di 400 mg per 100 g di alimento.

-      Sono utili per contrastare la gotta.

-      Contengono acido ellagico, sostanza con proprietà antitumorali, che potrebbe esercitare azione preventiva nei confronti di alcuni tipi di tumore (pelle, polmone, esofago), ma c’è di più, l’acido ellagico contrasta l’azione dei radicali liberi ed è in grado di aumentare la produzione di fibre elastiche cutanee, ragion per cui è un ingrediente di molte creme anti-age.

-      Lo zucchero presente è facilmente assimilabile (levulosio) per cui sono meglio tollerate, rispetto ad altri frutti, dai diabetici per il loro basso indice glicemico. Mai eccedere e chiedere il parere medico.

-      Le ciliegie sono povere di calorie, 38 cal. per 100 g di alimento, e ricche di fibre solubili che aumentano il senso di sazietà.

-      Perfette per chi soffre di stitichezza perché lassative.

-      L’acido malico contenuto aiuta l’assimilazione degli zuccheri e l’attività del fegato.

-      Contengono melatonina, un ormone che regola il ritmo sonno-veglia,  per cui facilitano il sonno. Uno studio ha evidenziato come le ciliegie neozelandesi contengano quantità molto superiori alle altre produzioni, di melatonina, merito della latitudine.


LA PIANTA

La raccolta della ciliegie ha inizio dalla metà di maggio fino ai primi di luglio, anche se esistono delle varietà che maturano più tardi, le ciliegie selvatiche in montagna fino ad agosto.
Il ciliegio, Prunus avium della famiglia delle Rosaceae, è un albero che raggiunge i 20 m e può raggiungere età superiori ai cento anni.
E’ diffuso in tutto il territorio italiano e le zone di maggior produzione sono la Campania, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Puglia.
Esistono molte varietà di ciliegie, quelle più note e maggiormente presenti sui banchi ortofrutta sono le ciliegie Ferrovia, grosse e polpose e la Mora di Vignola dolce e succosa. Le varietà più asprigne, visciole, si utilizzano principalmente conservate sotto alcol o per produrre sciroppi.
Il ciliegio è un albero molto interessante e bello, sia per i preziosi frutti che per la fioritura primaverile. E’ un albero che molto spesso troviamo nei giardini, adora il clima mediterraneo ma resiste anche alle temperature fredde. Ama i terreni umidi, ma teme i ristagni idrici, quindi non eccedere con le innaffiature, soprattutto nei periodi di pioggia.
Per uso erboristico vengono utilizzati soprattutto i lunghi piccioli che reggono la ciliegia, chiamati peduncoli, che vengono staccati dal frutto maturo ed essiccati all’ombra.

TISANA di PICCIOLI DI CILIEGIA

Messeguè :”I piccioli delle ciliegie quando sono stati ben essiccati all’ombra (si conservano diversi mesi) sono pronti; fateli ammollare per una giornata in acqua, tritateli al momento dell’uso, misuratene una manciata per un litro d’acqua. (Da tre a quattro tazze al giorno)
Altra ricetta: quando il vostro decotto di piccioli è pronto, invece di berlo tale e quale, versatelo su delle ciliegie fresche o essiccate; lasciate riposare per mezz’ora; filtrate. (Stesse dosi)
Bagni alle mani e pediluvi di piccioli: misuratene una piccola manciata per litro d’acqua. (due volte al giorno)”
Il decotto è diuretico, astringente, antigottoso e antiurico (riduce la concentrazione di acidi urici nel sangue) e utile nelle cistiti. Chiedere sempre il consiglio medico o dell’erborista .
Per uso esterno il decotto è rinfrescante e antinfiammatorio.

CUSCINO DI NOCCIOLI DI CILIEGIO

I noccioli di ciliegia contengono acido cianidrico, quindi sono tossici.
Dopo aver spolpato le ciliegie fate bollire i noccioli per circa un’ora, la polpa residua si staccherà da sola e, dopo una sciacquatura sotto l’acqua fredda, otterrete dei noccioli chiari e pulitissimi.
A questo punto occorre essiccarli al sole, con tanta pazienza perché dovranno essere ben asciutti per evitare la formazione di muffe.
Al cuscino potrete dare la forma che più vi piace, rettangolare o a U, ideale per la cervicale.
Si utilizza caldo (scaldato nel microonde per qualche minuto accertandovi che non scotti) per alleviare dolori articolari o contratture muscolari; rilascia gradualmente il calore.
Si utilizza freddo (lasciatelo nel congelatore per qualche ora) in caso di traumi.

CILIEGIE PER LA PELLE

Il decotto di peduncoli si può utilizzare per lenire le pelli irritate, screpolate o con capillari dilatati. Basta imbibire una pezzuola nel decotto e applicarla sul viso per 15 minuti.
Per una pelle splendente consumate per 15 giorni, al mattino, un frullato con 7 o 8  ciliegie,  mezza mela, mezza carota, il succo di mezzo limone e un cucchiaino di miele. Sembra che il risultato si noti!


COME SCEGLIERE E CONSERVARE LE CILIEGIE

Scegliere frutti sodi e dal colore rosso scuro con il gambo verde brillante ancora attaccato. E’ consigliabile consumare entro due giorni il frutto fresco, in frigorifero meglio non tenerle per più di due giorni. Tenete presente con non tollerano molto il freddo per cui sarebbe meglio consumarle subito, anche per mantenere intatte le proprietà e, fuori dal frigorifero, conservatele in un sacchetto di carta.
Il costo delle ciliegie, non indifferente, è dovuto in gran parte alla  raccolta, anche se industrialmente viene effettuata anche meccanicamente.

CILIEGIE E ANTIPARASSITARI

Anche se le ciliegie non si presentano in cima alla lista nera della frutta più contaminata da antiparassitari, come le pesche, le fragole e le mele, sempre meglio sceglierle biologiche quando non si hanno a disposizione spazi in cui far crescere un proprio albero.
La Francia, da quest’anno, ha vietato l’uso dei pesticidi sugli alberi di ciliegio per proteggerli dai moscerini che riducono la produzione. Questo esempio non è stato seguito dall’Italia e da altri stati. Il Dimetoato, un prodotto utilizzato sui cilliegi, fa parte di una lista di 33 pesticidi definiti interferenti endocrini che disturbano il normale metabolismo ormonale.
Come difendersi?
Sicuramente acquistando biologico e lavare sempre bene la frutta con acqua e bicarbonato, sciacquare e asciugare e non stancarsi mai di pretendere un’agricoltura ecosostenibile che rispetti la salute del consumatore.

CONTROINDICAZIONI
Le ciliegie sono lassative e possono causare diarrea soprattutto ai più piccoli.


Scritto da Angela Ballarati
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Il mio erbario Messegue - it.wikipedia.org/wiki/Ciliegia it.wikipedia.org/wiki/Funzioni_biologiche_del_rame-it.wikipedia.org/wiki/Antociani- Prevenire i tumori mangiando con gusto Villarini Allegro - mypersonaltrainer.it/Tisane/Ingrediente/Ciliegio_prunus_Avium_Picciolo.html- Polichimica – Salute e benessere secondo natura Fabbri - lastampa.it/2012/04/17/scienza/benessere/salute/per-ritrovare-il-sonno-perduto-ci-vogliono-le-ciliegie





martedì 7 giugno 2016

CERFOGLIO: proprietà, usi e come coltivarlo.

Il CERFOGLIO, anthriscus cerefolium, pianta erbacea molto diffusa in Italia come in Europa, è usato fin dall'antichità anche in cucina.
Possiede note virtù medicamentose e, in cucina, sostituisce il prezzemolo ma con un gusto più delicato.
Il cerfoglio è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiacee che è arrivata da noi, dalla Russia o dal Medio Oriente, portata dai romani e si è naturalizzata.

Molto presente nell'hinterland milanese, cresce spontaneamente in luoghi ombrosi lungo gli argini dei canali, ai margini di stradine sterrate, in mezzo alla campagna o nei boschi.
                                            
LA PIANTA

Il nome, cerfoglio, viene dato a diverse specie di piante appartenenti alla stessa famiglia.

Il cerfoglio arriva a 40 - 70 cm di altezza, ha infiorescenze bianche riunite ad ombrella e il frutto è un seme scuro che cadendo a terra riproduce spontaneamente nuove piantine.

Il fusto è cavo internamente, le foglie, frangiate a lamina, ricordano quelle del prezzemolo. Esiste anche una varietà riccia.

Fiorisce da maggio ad agosto e dopo la raccolta, in genere quando raggiunge una certa altezza, rivegeta nuovamente e velocemente permettendo la raccolta per quasi tutto l’anno.

Predilige terreni freschi e ombrosi, ma si adatta molto bene ed è spesso coltivato come pianta aromatica.

Si può coltivare anche in vaso senza particolari attenzioni; fiorisce da maggio ad agosto e si raccoglie da aprile a novembre. I boccioli della pianta possono essere rimossi per promuovere la produzione di foglie.

Della stessa famiglia, le apiacee, fa parte anche Conium Maculatum o Cicuta maggiore (Socrate ha reso questa pianta tristemente nota perchè morì, costretto a berla sotto forma di infuso), molto simile al cerfoglio ma estremamente tossica. Attenti alle ombrellifere simili al cerfoglio, come l’aethusa cynapium o l’anthriscus sylvestris che sono molto tossiche!

Se volete coltivare il cerfoglio potete acquistare la piantina nei vivai, molto più sicuro per chi non è un esperto.

Quali sono le  PROPRIETA’ del CERFOGLIO e come si UTILIZZA

Le principali qualità terapeutiche del cerfoglio  derivano dall’olio etereo che contiene e che non resiste al calore, quindi niente cottura.

Contiene sali minerali come il ferro, il magnesio e il calcio, vitamina A e C.

Il Cerfoglio  è carminativo, cioè facilita l’espulsione dell’aria nell’intestino attenuandone  i dolori, è vulnerario, cioè esplica un’azione cicatrizzante sulle piaghe e sulle ferite, è diuretico, calma la tosse ed è emolliente.

Si utilizza la pianta fresca per succhi, decotti e infusi per la tosse, ma anche per calcoli, disfunzioni epatiche, blefariti, geloni (alcune delle preparazioni che si trovano in farmacia lo contengono), contusioni e occhi arrossati dal vento e dal sole.

L’infuso è utilizzato per curare idropisia, coliche epatiche, reumatismi, gotta e dolori mestruali e purifica il sangue.
Si può utilizzare la pianta fresca o secca ma l’essiccazione fa perdere le qualità aromatiche, non quelle depurative.

Compresse di pianta fresca tritata e succo sono impiegati per punture di insetti , piaghe, geloni ed emorroidi.
Bagni alle mani e ai piedi: una manciata di cerfoglio fresco in un litro di acqua appena calda.

Il decotto (una manciata di foglie secche in un litro d’acqua, al primo bollore ritirate dal fuoco) è da utilizzare per le affezioni della pelle oppure con la pianta fresca si prepara un infuso (a bollore versare la pianta e coprire per 10 minuti) che, opportunamente raffreddato, potrà servire per attenuare il rossore agli occhi utilizzando delle garze imbevute da lasciare in posa.

Per la pelle del viso si utilizza il succo della pianta fresca e si tampona: decongestiona e rende la pelle tonica.

Messèguè scrive “Mio padre lo utilizzava come base di una sorta di cura di primavera destinata a purgare l’organismo dalle tossine accumulate durante l’inverno. La raccomandava a tutti e soprattutto a quei grossi produttori di tossine che sono gli stitici, i reumatici, i gottosi, gli idropici, i malati di fegato e i sofferenti di malattie della pelle … non cercate di raccogliere allo stato naturale le specie selvatiche di questo genere a meno che non siate un botanico esperto: rischiereste di sbagliarvi e di avvelenare la vostra famiglia:”


In cucina, è molto utilizzato in Francia, meno in Italia.
Si usa per aromatizzare insalate, frittate, molti altri piatti, in genere in tutte le preparazioni dove viene utilizzato il prezzemolo, conferendo un aroma più delicato. Aromatizza anche liquori.
Ricordatevi di aggiungerlo a fine cottura per mantenere intatto l’aroma, ma soprattutto i principi attivi, per lo stesso motivo è meglio non essiccarlo o congelarlo.

Curiosità
Il suo  nome, di derivazione greca, significa pianta della gioia ma per alcuni ha origini latine Cere folium, la foglia di Cerere, dea romana delle messi: durante i pasti rituali in suo onore era d'obbligo utilizzare il cerfoglio come aroma.
Il cerfoglio ha effetto repellente per gli insetti.
Gli antichi se ne servivano per le malattie degli occhi e per lavare gli arrossamenti dei neonati.


Scritto da Angela Ballarati
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