lunedì 20 ottobre 2014

RUTA, r. graveolens e fitoterapia.

Ruta graveolens : proprietà, benefici

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La Ruta è digestiva, combatte le fermentazioni intestinali e l'aria nella pancia.

Una ricerca in vitro dell’Università di Napoli ha dimostrato che l’estratto acquoso della Ruta uccide le cellule di un tipo di tumore del cervello risparmiando le cellule sane.


La RUTA, Ruta Graveolens, appartiene alla famiglia delle rutaceae (come il limone) e le sue sommità fiorite vengono largamente impiegate nella preparazioni di liquori, come aromatizzante. La grappa alla ruta, la grappa è probabilmente ciò che l'ha resa famosa, dopo un pasto abbondante aiuta la digestione. In Italia, la pianta, è molto diffusa ed è presente su tutto il territorio (isole escluse) fino a 1000 metri. Presenta dei piccoli fiori gialli e foglie grigio-verde, può raggiungere l'altezza di un metro.

COSA CONTIENE

La pianta è ricca di eterosidi,  cioè glicosidi che aumentano la resistenza dei capillari sanguigni oltre a svolgere azione antispasmodica e  diuretica ; flavonoidi,  riconosciuti antiossidanti; fucumarine con azione fotosensibilizzante e  vasodilatatoria e oli essenziali. Dalla ruta si estrae un flavonoide particolare, la RUTINA, che viene utilizzato dall'industria farmaceutica per la prevenzione e la cura della FRAGILITA' CAPILLARE.

UNIVERSITA’ DI NAPOLI (SUN)

La Seconda Università degli Studi di Napoli, coordinata da Luca Colucci-D’Amato, docente di Patologia generale, ha dimostrato che l’estratto acquoso di Ruta Graveolens uccide le cellule tumorali del glioblastoma, senza intaccare le cellule sane. Lo studio pre-clinico, condotto in vitro, è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One. Il glioblastoma è un tumore cerebrale molto aggressivo (Ansa).

COME SI UTILIZZA

Come aromatizzante viene tradizionalmente impiegata per aromatizzare liquori e grappe.

Come digestivo, per prevenire l'aria nella pancia e gli spasmi intestinali perchè stimola l'attività gastrica e contrasta la fermentazione.
Si può utilizzare anche in cucina. In piccole quantità, nelle insalate (foglie fresche) o per aromatizzare olio, aceto o piatti di carne. L'infuso di semi di ruta e menta viene utilizzato per marinare la selvaggina prima della cottura.

In casa, per tenere lontano i topi, si possono sistemare dei rametti di ruta fresca nei luoghi dove si sospetta la presenza. L'aroma che emana è sgradito ai roditori ma anche alle zanzare, per questo si coltiva nei giardini.

CURIOSITA' dalla TRADIZIONE

Fin dai tempi della Grecia antica la ruta è stata utilizzata come fitoterapico: per rinforzare la vista, come abortivo e per stimolare le mestruazioni. Si narra che Leonardo la utilizzasse per gli occhi, attribuendo alla piante le sue capacità visive. Veniva considerata l'erba in grado di  scacciare la paura ma anche il contagio dalla peste.
In Lombardia viene chiamata Midigù e Ruda in Veneto.

PRECAUZIONI
L'infuso di ruta, in passato, è stato utilizzato per stimolare le mestruazioni, ma oggi viene sconsigliato in quanto un sovradosaggio
può provocare infiammazioni all'apparato digerente e uro-genitale. Il succo e la polpa venivano applicate sulla pelle per eliminare i porri ma anche questa indicazione è sconsigliata dagli erboristi in quanto la pianta è molto irritante.



Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 



giovedì 16 ottobre 2014

ZUCCA E SEMI DI ZUCCA: PROPRIETA' e BENEFICI


 Stagione della zucca: è indicata nelle diete ipocaloriche, controlla la glicemia, per le mucillagini contenute è lenitiva del tratto gastrointestinale e favorisce il transito intestinale.




I piatti preparati con la zucca sono pressochè infiniti. Dai  ravioli al risotto trova largo impiego in cucina. Ma l'interesse per questo frutto non si ferma all'uso culinario, se ne utilizzano le foglie e i fiori nei decotti e i semi vengono largamente usati in fitoterapia. Vediamo perchè.


La pianta della zucca, Cucurbita Maxima, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, famiglia che comprende anche il cetriolo, il melone, le zucchine ed il cocomero; è una pianta annuale, originaria dell'America Meridionale, dal fusto rampicante o strisciante con grandi foglie a forma di cuore e fiori di colore giallo vivo.

Ne esistono diverse varietà.
La mantovana, prodotto tradizionale lombardo, adatta per tortelli e gnocchi.
La Marina di Chioggia, con la scorza bitorzoluta di colore verde, con polpa saporita e farinosa, ideale per stufati di zucca a cubetti o fritti in padella.
La Lunga di Napoli, profumata con forma allungata e un’estremità più larga, ideale al forno.
Trombetta d’Albenga a forma allungata e scorza verde chiaro, tipicamente ligure e perfetta per le zuppe.

 Il frutto della zucca si chiama peponide e può avere forma sferica, a pera, allungata e, oltre alla forma, variano anche le dimensioni e il peso.

Negli Stati Uniti ogni anno, si svolgono concorsi che premiano la zucca commestibile più grossa: si arriva a zucche di 150 Kg.  La pumpkin pie viene mangiata anche cruda.

All'interno della zucca,  si trovano numerosi semi ovali, appiattiti. Le zucche sono coltivate in zone a clima temperato e i frutti si raccolgono a fine estate, tardo autunno, i fiori e le foglie in autunno. 

COSA CONTIENE la ZUCCA e quali sono gli EFFETTI BENEFICI

La polpa dal colore arancione ci parla del prezioso contenuto in BETACAROTENE, precursore della vitamina A (sostanza che l'organismo utilizza per ricavare la vitamina A), di cui la zucca è molto ricca. 

Contiene MUCILLAGINI, lenitive per il tratto gastrointestinale ma anche per le vie respiratorie e lassative. Le mucillagini sono considerate anoressizzanti per la loro capacità di assorbire acqua e dilatare le pareti dello stomaco apportando senso di sazietà.

Altri componenti sono i glucosidi, la VITAMINA E ed OLIGOELEMENTI, preziosi antiossidanti come il SELENIO, importante sostanza dal comprovato effetto antinvecchiamento, ma anche MANGANESE, ZINCO e RAME.

Uno studio condotto sui Nativi americani, che con la loro occidentalizzazione alimentare hanno registrato un aumento vertiginoso dei casi di DIABETE e SOVRAPPESO, ha concluso che la loro dieta, costituita da mais, fagioli e zucca, era vincente; soprattutto per l'apporto nutrizionale della zucca,  utile nel mantenere i livelli glicemici sanguigni nella norma, ma anche nel controllo del peso e dell'ipertensione.

I SEMI

Capitolo a parte per i  PREZIOSISSIMI semi.
Oltre che per uso alimentare, i semi di zucca vengono largamente utilizzati in fitoterapia.

La Commissione Europea cita come rimedio efficace i semi di zucca in caso di ingrossamento della prostata e di vescica irritabile.
Nei paesi dell'area tedesca sono alla base di diversi medicinali per la cura dei disturbi urologici e della prostata.

I componenti principali sono gli ACIDI GRASSI, linoleico e oleico, i “SALVACUORE”, ma anche carotenoidi e minerali come il ferro, lo zinco, il fosforo, il magnesio e il manganese.
Aggiunti, opportunamente macinati (in un macinino da caffè), alle pietanze, possono fornire la dose quotidiana di OMEGA 3.

Contengono l’amminoacido triptofano precursore della serotonina, l’ormone del buonumore.

I fitosteroli contenuti aiutano ad abbassare i livelli colesterolo ematico.

Sono alcalinizzanti e contengono fibre per il benessere intestinale.

Nella tradizione popolare sono sempre stati usati nelle problematiche prostatiche ma anche come antielmintici (combattono i vermi intestinali) e nei problemi di enuresi notturna nei bambini.  E' stato dimostrato che i semi di zucca provocano l'espulsione dei parassiti per la presenza di un amminoacido, la cucurbitina, senza provocare effetti indesiderati e in assenza di controindicazioni.

Il loro consumo è indicato come preventivo per le affezioni prostatiche, 1 o 2 cucchiaini al giorno interi o macinati.
Quando acquistate una zucca, meglio intera, non gettate i semi ma fateli essiccare su un panno, usufruirete di tutti i benefici di questo ricco frutto autunnale.

Olio di semi di zucca

L'olio di semi di zucca viene impiegato per gli stessi motivi preventivi e curativi dei semi di cui possiede le stesse proprietà.

L’olio di semi di zucca è ricco di acidi grassi polinsaturi, vitamine, soprattutto la E, e minerali. Contiene sali minerali come magnesio, manganese e ferro e la cucurbitina dagli effetti vermifughi.


Il miglior acquisto è pressato a freddo, è costoso e si utilizza rigorosamente a crudo.

E’ di colore verde ed un sapore gradevole e intenso.



QUANDO e COME USARE LA ZUCCA E I SUOI DERIVATI...


                   Come ALIMENTO la zucca trova impiego in molti piatti: tortelli, minestre, risotti, gnocchi … in linea di massima, le stesse ricette delle patate si possono applicare alla zucca.
Le calorie apportate dalla polpa sono veramente pochissime, quindi sono indicate nelle diete ipocaloriche anche per la ricchezza in fibre che facilitano il transito intestinale.

                   Il SUCCO, come quello della carota, può essere ottenuto centrifugando la polpa, è un buon diuretico con effetto anche lassativo, che alcuni medici nutrizionisti consigliano di bere al mattino a digiuno. Per il contenuto in betacaroteni è utile alla vista, per cui berne il succo aiuta quando si presentano disturbi della visione.

                   DECOTTO di FOGLIE. Il decotto si ottiene portando a ebollizione (lasciate bollire per 10 minuti) 20 g di foglie fresche in 100 ml di acqua con un pizzico di sale, filtrate e bevete. UTILE in caso di diarrea.


                   DECOTTO di FIORI. Portare a ebollizione 20 g di fiori freschi in 100 ml di acqua, lasciare cuocere per 10 minuti e filtrare. Usato in caso di tosse, per le mucillagini lenitive ed emolliente.




Ricettina veloce e gustosa

Togliere la scorza dura alla zucca e tagliarla a listarelle, più o meno di 1 o 2 cm e con uno spessore di mezzo cm.
Foderare una leccarda da forno con carta forno e adagiare le listarelle di zucca.
Aggiungete molto rosmarino tagliuzzato, sale e olio, date un bella mescolata e distendete la zucca su tutta la leccarda.  
Infornate per 15/20 minuti, estraete la leccarda e cospargete con scaglie di pecorino o parmigiano infornate di nuovo per 10 minuti.


MEDICINA POPOLARE

Nella tradizione sono presenti medicamenti per combattere l'ASMA BRONCHIALE: un cucchiaino di pasta della radice, con un cucchiaino di miele per un mese.
Anche la polpa rappresentava un rimedio per la stessa problematica: mangiare ogni giorno ½ kg di zucca cotta al vapore, mescolata con miele, riportano gli antichi, apportava miglioramenti.


Scritto da Angela Ballarati

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.


giovedì 9 ottobre 2014

OLIO ESSENZIALE DI YLANG YLANG, PROPRIETA' E UTILIZZO PRATICO per l'acne e per i capelli.

Olio essenziale di YLANG YLANG: afrodisiaco, ipotensivo, lenisce la pelle acneica e nutre i capelli 

COME USARLO?

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Ylang ylang: la pianta

Lo ylang ylang, Cananga odorata, è un albero tropicale originario dell’Asia e diffuso soprattutto in Madagascar, Reunion, Isole Comore, Indonesia e Filippine. E’ caratterizzato da grandi fiori rosa, malva o gialli, molto profumati. I fiori gialli sono considerati i più pregiati per l’estrazione dell’olio essenziale perchè la fragranza è più raffinata. Il nome di questa pianta significa “fiore dei fiori” perchè i fiori, bellissimi e profumatissimi, rammentano il profumo della mandorla e del gelsomino. L’olio essenziale, ricavato mediante distillazione a vapore dei fiori, è di colore giallo pallido con un profumo dolcissimo. Lo si trova in erboristeria e il costo si aggira intorno agli 11 euro. Nota di cuore, profumi floreali con volatilità media ed effetto riequilibrante e vitalizzante, l’olio essenziale di ylang ylang stimola la femminilità e il desiderio di amare.

Cosa contiene

I fiori dell’ylang ylang sono ricchi di oli essenziali come l’eugenolo, il geraniolo e il pinene che conferiscono una fragranza inebriante.

Proprieta’ e applicazioni pratiche dell’ olio essenziale di ylang ylang

L’olio essenziale di ylang ylang svolge un’azione afrodisiaca, antidepressiva ed euforizzante. Combatte la depressione grazie alla sua azione euforizzante. In indonesia, il letto della prima notte di nozze viene cosparso di fiori di ylang ylang per il loro effetto afrodisiaco. Risveglia i sensi stimolando la fantasia e l’eros con la sua fragranza esotica. Un bagno caldo con 10 gocce di olio essenziale, aiuta il tono dell’umore donando un senso di euforia; rimanete immersi per almeno 15 minuti.
In caso di tensione nervosa, stress, agitazione, pressione alta, palpitazioni e tachicardia, gli oli essenziali contenuti hanno effetto sedativo sul sistema nervoso, e allo stesso tempo sono tonici e stimolanti della circolazione, con effetti ipotensivi. Anche in questo caso un bagno caldo è ideale, ma qualche goccia nel diffusore è d’aiuto e rilassa dalle tensioni. Massaggiare il punto antiansia, posto fra l’articolazione temporo-mandibolare e il trago dell’orecchio, con un cucchiaino di olio di mandorle dolci a cui avrete aggiunto 1 goccia di olio essenziale.

Le proprietà cosmetiche dell’olio essenziale di ylang ylang

Per la bellezza della pelle e dei capelli. Per rinforzare i capelli e favorirne la ricrescita, miscelate 20 gocce di olio essenziale in 50 ml di olio di mandorle dolci e frizionate i capelli, lasciando in posa almeno 30 minuti, prima dello shampoo; potete applicare la miscela una volta a settimana. La stessa soluzione può essere applicata sul viso, nutre e calma le pelli irritate ed è più indicata per pelli grasse e acneiche perchè regola la produzione di sebo. E’ possibile anche aggiungere qualche goccia alla crema o al detergente che utilizzate usualmente, rende la pelle più liscia e per questo viene usato spesso negli oli da massaggio per il viso e nelle creme antirughe.
In caso di punture di insetti. Applicate una goccia direttamente sulla zona, allevia il prurito.
La procedura per ottenere quest’olio è molto complessa, vengono distinte 4 distillazioni: la prima è chiamata extra e rappresenta la più pregiata qualitativamente, seguono poi altri 3 distillati chiamati gradi che non posseggono la stessa qualità dell’extra e vengono utilizzati (almeno il grado 3) per saponi, profumi, cosmetici e come aromatizzanti alimentari.

Per l’uso terapeutico è bene assicurarsi che la qualità dell’olio essenziale sia extra o di primo grado.

Controindicazioni dell’uso dell’olio essenziale di ylang ylang

L’olio essenziale di ylang ylang è un olio ben tollerato ma valgono le regole del test sulla cute per accertare eventuali sensibilità individuali, evitare l’uso interno e in gravidanza, allattamento e su bambini piccoli. Per la sua profumazione intensa va usato con moderazione perché può provocare nausea o mal di testa.

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mercoledì 8 ottobre 2014

MENOPAUSA ed ESERCIZIO FISICO, come e perchè mantenersi in forma.

BENESSERE in MENOPAUSA: esercizio fisico per VIVERE MEGLIO e più in FORMA



ESERCIZIO FISICO: ostacola e previene l'osteoporosi, combatte la depressione e l'ansia e aiuta a mantenere il peso forma.

Menopausa significa letteralmente cessazione delle mestruazioni: NON E' UNA MALATTIA. Certo è che con alcuni disturbi si deve convivere e l'accettazione è importante. Accettazione significa considerare che la menopausa è una tappa normale della fisiologia femminile. Talvolta viene vissuta come una perdita: della capacità di procreare ma anche della propria femminilità. Le “catastrofiste” riescono anche a dire, o pensare, “E' l'inizio della fine”. Considerando l'età media per la menopausa, che è di 51 anni, e la durata media della vita della donna, che è di 80 anni, significa che il 40% della vita viene trascorsa nel periodo successivo alla menopausa!
Conosco donne che hanno lasciato il lavoro per il disagio delle sudorazioni improvvise e incontrollate, come Daniela, che all'età di 53 anni ha lasciato il lavoro da interprete perchè le vampate la imbarazzavano a tal punto da perdere il controllo, presa da un vortice di pensieri ansiosi che aumentavano ancora di più la sudorazione e l'imbarazzo, in una spirale terminata col licenziamento volontario.
Sulla mia pelle ho vissuto, come Daniela, un forte imbarazzo. Cercavo di nascondere le vampate e l'arrivo della menopausa; probabilmente a monte vi era una non accettazione: la parte femminile di me si vedeva svilita e sminuita. Non ci sono solo le vampate ma anche il risveglio notturno, l'insonnia, l'ansia, l'irritabilità, la perdita di energia, il desiderio sessuale diminuito … i cambiamenti ci sono, profondi, sia fisici che psichici. Inizialmente demotivata, non riuscivo a combinare nulla se non faccende domestiche, ero assorbita dalla mia condizione, poi … c'è sempre un poi, mi sono resa conto che ho ancora qualcosa da dire come donna!
Che non è un punto di arrivo la menopausa con i suoi 50 anni, ma un punto di partenza, e cambiamento sia!
Possiamo realizzare idee e progetti tenuti nel cassetto perchè i “figli erano troppo piccoli”, lo so che ancora hanno bisogno di noi, ma non usiamola come scusa per non occuparci di noi, dei nostri desideri e di cosa vorremmo realizzare...parola d'ordine: OSARE.
OSARE in ciò che ci rende felici e ci appaga! Non so chi l'abbia detto ma: mamma felice fa figlio felice ... io aggiungo anche il marito.

VEDIAMO INSIEME COME DEI CAMBIAMENTI, FACILMENTE ATTUABILI, POSSANO REGISTRARE UN MIGLIORE STATO DI SALUTE E DI VITA IN MENOPAUSA.

ESERCIZIO FISICO
Studi condotti negli USA dalla Società di Medicina Comportamentale di San Diego hanno concluso che le donne che praticano esercizio fisico, in modo regolare, durante la menopausa, hanno minori livelli di stress e meno disturbi psichici (ansia e depressione).
L'esercizio fisico, apporta diversi vantaggi:
  • RAFFORZA LE OSSA, RIDUCENDO IL RISCHIO DI OSTEOPOROSI. Combatte i dolori causati da rigidità e ostacola lo sviluppo dell'artrosi. Capiamo prima di cosa si parla quando si cita l'osteoporosi. L'osso è una struttura dinamica che si rimodella continuamente; alcune cellule sono deputate alla sua distruzione e altre lo ricostruiscono. Se il lavoro svolto dalle cellule, entrambe, sollecitato da estrogeni e progesterone, è in equilibrio, le nostre ossa godono di buona salute. In menopausa, sia il progesterone che gli estrogeni diminuiscono, mentre aumentano gli ormoni secreti dall'ipofisi che stimolano la loro produzione (FSH e LH). A volte si consiglia la terapia ormonale, ma alcuni medici sostengono che gli estrogeni hanno il compito di rallentare la distruzione del tessuto osseo ma non di promuoverne la ricostruzione, compito del progesterone, e che la menopausa non provoca l'osteoporosi, ma è un processo fisiologico legato all'invecchiamento che comincia diversi anni prima della menopausa e che è paritario tra i due sessi. Anche gli uomini ne sono affetti anche se continuano a produrre testosterone sino a età avanzata. L'osteoporosi è quindi il risultato di vari fattori, primo fra tutti l'invecchiamento, di tutti i tessuti, compreso quello osseo. Consideriamo che, il picco di massima “massa ossea” viene raggiunto intorno ai 25 anni; dopo i 40, inizia un lieve declino che aumenta dopo i 50 anni. Il processo è influenzato da molteplici fattori di stile di vita, alimentazione e farmaci assunti. Sentiamo continuamente pubblicizzare l'assunzione di calcio per evitare o contenere l'osteoporosi ma è doveroso precisare che il calcio senza vitamina D non serve a nulla, perchè è la vitamina D che lo trasporta favorendone l'assorbimento intestinale e la mineralizzazione ossea. La vitamina D, a sua volta, necessita della luce solare per essere attiva, quindi si ritorna all'importanza dell'esercizio fisico all'aria aperta con esposizione ai raggi solari. Riguardo alle razze, le donne caucasiche e asiatiche presentano rischi maggiori di osteoporosi rispetto alle africane, quasi immuni, questo la dice lunga sui benefici dell'esposizione al sole. Anche il magnesio e lo zinco sono minerali che aiutano l'assimilazione del calcio osseo, e anche qui, si sostiene che a volte, non è la mancanza di calcio quanto la carenza di altri minerali la causa dell'osteoporosi. 
  • Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato che nazioni con il più alto consumo di calcio, vantano anche il maggior numero di fratture per osteoporosi. 
  • L'attività fisica consigliata per aiutare a mantenere le ossa sane, prevenendo l'invecchiamento sono quelle che sollecitano l'osso, i muscoli e le articolazioni come la camminata a passo veloce, la corsa, il ballo e la ginnastica a corpo libero.
  • L'esercizio fisico regolare ESERCITA IL CUORE. Riduce le probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca o ictus e aiuta a tenere la pressione e il colesterolo entro la norma. Il calo degli estrogeni, in menopausa, porta la donna ad essere più predisposta all'aumento del colesterolo, all'ipertensione, all'aumento del peso e alla depressione, tutti fenomeni che l'esercizio fisico di lieve e media intensità aiuta a combattere, risultati a cui sono giunti molti studi scientifici. Le attività consigliate sono le passeggiate a passo svelto di almeno 20 minuti al giorno, andare in bicicletta e il nuoto, che mantengono in forma il cuore e il sistema respiratorio, oltre ad abbassare la pressione alta e la glicemia.
  • AUMENTO DI PESO in MENOPAUSA ed ESERCIZIO FISICO mirato. Si parla di esercizio fisico mirato per quelle zone che in menopausa si “arrotondano”. Il calo di estrogeni rallenta il metabolismo (causando anche ritenzione idrica), e non prestando la giusta attenzione all'alimentazione, si ingrassa più facilmente; il grasso, a differenza dell'età fertile, non si accumula su fianchi e glutei ma sull'addome e sul tronco, dando origine alla tanto temuta “pancetta”. A questo, va aggiunto il fatto che disturbi come l'ansia o la depressione, aumentano la fame nervosa, gettando benzina sul fuoco. Anche in questo caso si consiglia la passeggiata a passo veloce, il nuoto, la bicicletta e la corsa, senza esagerare soprattutto se non siete allenate.
  • L'ESERCIZIO FISICO FAVORISCE IL SONNO. L'insonnia notturna è un possibile sintomo della menopausa le cui cause possono essere molteplici: stati ansiosi, irritabilità e calo d'umore, spesso sono correlate al calo ormonale menopausale. L'attività fisica, specialmente se eseguita in compagnia, migliora la condizione di salute, sia mentale che fisica, favorendo di conseguenza il sonno.
  • DEPRESSIONE in menopausa ed ESERCIZIO FISICO. Alcuni ricercatori Svedesi, hanno cercato di confermare l'ipotesi, secondo la quale, l'esercizio fisico produrrebbe nell'organismo sostanze che proteggono dalla depressione; in effetti, il movimento fa produrre al nostro corpo endorfine, sostanze che “aiutano il buonumore”, ma Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori, riguardano altri effetti benefici che indirettamente, aiutano l'organismo a combattere la depressione. Si è scoperto che il movimento promuove la produzione di un enzima che funge da aiuto spazzino nell'espulsione di sostanze nocive, che si accumulano a causa dello stress.
Dei benefici dell'attività fisica si può godere a qualsiasi età, con l'età e con la menopausa è più importante mantenersi in forma, anche se con un po' di pancetta. Accettiamola, fa parte del pacchetto “vita” e non sentiamoci meno belle o meno attraenti, ogni età possiede le sue virtù e i propri affanni che aiutano a crescere come persone. Potete toccare con mano, e in breve tempo, i benefici di una camminata all'aria aperta di almeno mezz'ora al giorno. 
Provare per credere!

Va ricordato che l'attività fisica, in menopausa, non deve essere esagerata, facciamoci consigliare dal medico di fiducia per trovare la forma più adatta al nostro organismo.

Nel prossimo appuntamento parleremo di alimentazione in menopausa. 
Quali sono i cibi più adatti all'età e quali possono aiutarci a superare meglio alcuni disturbi legati a questo periodo.

Buone passeggiate!



Scritto da Angela Ballarati

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venerdì 26 settembre 2014

CURCUMA, ANTITUMORALE e ANTINFIAMMATORIA, ma c'è molto di più, leggete qui.

Curcuma:potente antiossidante e antinfiammatorio con proprietà antitumorali, usi e benefici


Le sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie apportano benefici in molti disturbi come lo stress fisico e mentale, l’artrite, i dolori osteoarticolari, muscolari e molto altro.
In cucina potete aggiungerla a tantissimi piatti, meglio se a freddo,  con una spolverata di pepe che la rende più assimilabile dall'organismo.

Curcuma: proprietà antitumorali, antinfiammatorie, nutrizionali, e usi terapeutici.

La curcuma (Curcuma Longa) è il principale ingrediente del curry indiano. Chiamata anche “zafferano orientale”, ne possiede il colore ma non le proprietà, è stata ultimamente oggetto di numerosi studi e ricerche che l’hanno portata, pubblicizzandola, ad una crescita di notorietà e consumo.
La curcuma viene innanzitutto utilizzata come spezia. Questa abitudine è strettamente collegata alle virtù della pianta, possiede proprietà colagoghe (stimola la secrezione della bile), con conseguente effetto depuratore sul fegato, e stimolatrice dei processi digestivi.

La curcuma, lo zafferano orientale, o delle Indie, è una spezia dai mille benefici: anticolesterolodisintossicante ed epatoprotettrice.

La pianta della curcuma, delle Zingiberaceae (come il prezioso zenzero), non supera il metro di altezza. Le radici crescono su fusti carnos,i chiamati rizomi, dai quali si sviluppano foglie che possono raggiungere il metro di lunghezza.
Originaria dell’Asia meridionale è oggi coltivata anche Cina, Indonesia, Hawai e Costarica.
Il rizoma viene ripulito dalle radichette, bollito per ore ed essiccato, segue la polverizzazione.
La curcuma, come poche altre spezie, mantiene le sue proprietà anche se conservata in polvere. Il suo sapore è speziato, amarognolo e piccantino.
Oltre che alimento, è un colorante alimentare usato in bevande, prodotti da forno, gelati, biscotti, salse ecc.
La chimica della curcumina è nota, ma non lo sono tutti i componenti della radice.

Curcuma e medicina ayurvedica: antinfiammatorio e epatoprotettore

Nella medicina ayurvedica, da sempre, la curcuma viene utilizzata come antinfiammatorio, come epatoprotettore, per purificare il sangue, come antiossidante e antisettico.
Gli impacchi di curcuma, nella tradizione, vengono utilizzati per le malattie della pelle, quali: acne, orticaria, eczemi e micosi e nella disinfezione di ferite.

Per le sue proprietà antinfiammatorie può essere utilizzata per combattere i mali di stagione come tosse e raffreddore.
Come?
Col miele, ad esempio, unendo le sue proprietà antibiotiche a quelle antinfiammatorie della curcuma. Basterà aggiungere a 200 g di miele due cucchiaini di curcuma in polvere, mescolare (conservare in frigorifero per 3/4 giorni) e assumerne un cucchiaino ogni 2 ore in caso di raffreddore per un giorno, poi un cucchiaino per 3 volte al giorno per altri 2/3 giorni.
La curcuma stimola la produzione di bile, per cui è sconsigliata in caso di patologie epatiche, facilita la digestione (un cucchiaino di miele e curcuma prima dei pasti) e promuove l'attività della flora batterica intestinale 

Cosa contiene la curcuma e quali proprietà le sono state attribuite dalle ultime ricerche scientifiche

Le proprietà della pianta sono dovute principalmente all’olio essenziale e alle sostanze coloranti, fra cui la curcumina.
La curcumina è un colorante alimentare, usato per conferire il colore giallo (per questo è chiamata zafferano delle Indie) e siglato dalla normativa europea con la sigla E100.
Gli studi effettuati sulla curcumina, hanno evidenziato una vasta potenzialità terapeutica e preventiva: antinfiammatoria, antiossidante, antiartritica, anti-ischemica e antitumorale, questi sono solo alcuni degli effetti suggeriti dalla ricerca.
  • Protegge il fegato. Evidenziato l’effetto coleretico, cioè stimola la produzione della bile con conseguenti effetti digestivi, anche a piccole dosi.
  • Riduce il colesterolo e l’ipertensione perché previene la coagulazione del sangue estendendo i benefici anche al sistema cardio-vascolare. Sul Journal of Cardiology sono stati resi noti dei risultati che mettevano in luce nei consumatori abituali di curcuma una riduzione di rischio di attacchi post-operatori al cuore. E’ stato osservato una diminuzione dei livelli di fibrinogeno nel sangue, con conseguente minor rischio di trombi.
  • Alcune ricerche hanno evidenziato, sui diabetici, una riduzione degli zuccheri nel sangue. E’ stata pubblicata di recente una review in cui viene passata in rassegna la letteratura esistente sulle applicazioni della curcumina nel diabete (circa 200 articoli su ricerche “curcumina e diabete”) e altre complicanze diabetiche come disturbi epatici, nefropatie, malattie vascolari, disturbi pancreatici… l’interesse è vivo e concreti i risultati.
  • Herpes simplex. Interferisce con la replicazione del virus (Michigan State University 2008).
  • Antiossidante. Agisce come spazzino sui radicali liberi, favorendone l’eliminazione, quindi l’azione è antinvecchiamento a tutti i livelli.
  • Morbo di ALZHEIMER. Per il suo potere antiossidante, inibisce l’accumulo di sostanze distruttive per il cervello, che producono i sintomi della malattia, favorendo l’eliminazione di quelle esistenti. Esami condotti dal CNR, dall’Università di Pavia e dal Chemical College di New York, confermano l’azione antinvecchiamento sul cervello della curcuma, che contrasterebbe i disturbi neurovegetativi. E’ stato inoltre osservato che sindromi come l’Alzheimer e il Parkinson, riportano un’incidenza minore dove è più alto il consumo della spezia.
  • Antitumorale. Sono avviati numerosi studi volti a dimostrare l’effetto anticancerogeno. Gli antiossidanti, è risaputo, svolgono azione antitumorale e uno studio made in USA, ha rilevato che la curcuma rallenta la crescita del melanoma favorendo la morte delle cellule tumorali. L’effetto benefico, esteso al tumore alla prostata, aumenta introducendo altre verdure, come il cavolfiore e i broccoli, noti antitumorali.

Le sperimentazioni sull’essere umano atte a togliere qualsiasi dubbio sulle proprietà benefiche della curcuma

Sono iniziate sperimentazioni sull’essere umano, atte a comprovare gli effetti terapeutici e preventivi sulla psoriasi e vari tipi di tumore come quello al pancreas, al colon e il mieloma.
Il binomio antinfiammatorio-antiossidante può avere effetti positivi sull’evoluzione e la prevenzione dei tumori: la curcuma rientra nelle sostanze studiate proprio per questo.

  • Rafforza il sistema immunitario, attivando la codifica di una proteina in grado di svolgere azione battericida. Gli autori dello studio, pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry, ritengono che un consumo regolare possa aumentare le difese immunitarie contro le infezioni gastrointestinali. L’intestino rappresenta il fronte immunitario più importante dell’organismo, contiene l’80% delle cellule immunitarie, ecco spiegato il motivo dell’importanza nel migliorare la sua azione. Il National Cancer Institute ha annoverato la curcuma come alimento in grado di prevenire l’insorgenza dei tumori intestinali.
  • Uno studio iraniano ha evidenziato l’aumento dell’azione antibatterica di alcuni antibiotici, in concomitanza all’assunzione di curcumina, contro lo Staphylococcus aureus.
  • HIV. Recentissima è la notizia che la curcuma rallenterebbe il virus per la sua azione antiossidante.
  • Alcuni studi dimostrano l’efficacia e i benefici in caso di stress, ansia e depressione. Il suo potere antidepressivo deriva dal fatto che incrementa i livelli di dopamina e serotonina che agiscono sull'umore.
Molti ricercatori sono convinti, e gli studi vanno in questo senso, che la curcuma sia di beneficio in quelle malattie che si manifestano con un’infiammazione, come l’artrite o la psoriasi.
La sua azione, immunostimolante e preventiva di alcune patologie, è dovuta al potere antiossidante e antinfiammatorio e questa è, probabilmente, la ragione del suo successo.
Contiene una percentuale di antiossidanti naturali maggiore rispetto ad altri vegetali ed è quasi priva di effetti collaterali.

Curcuma: considerazioni e avvertenze doverose

Alcune ricerche e studi, sono ancora in via di sperimentazione, come gli effetti sul cancro al polmone, mentre altri non sono stati testati su esseri umani. Quindi, ulteriori sperimentazioni con placebo e in doppio cieco dovranno essere eseguite prima che la scienza riconosca il valore terapeutico della curcumina. Sicuramente va considerato il fatto che in generale, chi mastica di naturopatia, parla più della pianta in toto, in questo caso rizoma, e che molte sperimentazioni prevedono l’utilizzo di alte concentrazioni di curcumina, cosa “leggermente” diversa. La pianta in toto contiene altri elementi, oltre alla curcumina, che come in altre piante, modulano gli effetti sia terapeutici che collaterali … insomma, la natura è più equilibrata rispetto al principio attivo estrapolato e potenziato.
Altre considerazioni, di carattere generale, andrebbero centrate sul fatto che agli studi sperimentali, non corrisponde la clinica. Le case farmaceutiche non hanno molto interesse sulla pianta in toto, non brevettabile, ma sui singoli componenti chimici che potranno sviluppare un farmaco; va da sé che anche i ricercatori non sono motivati in tal senso.
Dimenticavo… oltre che in polvere in capsule (acquistatela titolata al 95% in curcumina), reperibile in erboristeria e come alimento, si può usare in sostituzione dello zafferano ma anche nelle minestre e nelle insalate, esiste anche la tintura madre ottenuta dalla macerazione in alcol del rizoma e l’olio essenziale che, miscelato con olio di mandorle dolci (20 gocce in 50 ml) e massaggiato sulla parte dolente, allevia i dolori muscolari.
Quando la usate nei vostri piatti non cuocetela, ma aggiungetela a fine cottura e accompagnatela ad un pizzico di pepe che aumenta l'assorbimento della curcumina.

Curcuma: avvertenze, controindicazioni e metodi d’uso

Ad alti dosaggi di curcumina, sono stati riscontrati sintomi quali nausea e diarrea. Più recente è lo studio secondo il quale la curcumina potrebbe causare una carenza di ferro e per chi soffre di patologie epatiche, coliche o calcoli biliari, stimolando l’attività, è controindicata.

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lunedì 22 settembre 2014

OLIO ESSENZIALE DI SANDALO, rilassante, ideale per smagliature, pelle secca e disidratata

Olio essenziale di legno di sandalo: proprietà e uso


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In caso di pelle secca e screpolata, per la bronchite, il catarro, la tosse secca  e il mal di gola, l’aromaterapia ci aiuta con l’olio di sandalo.
Risveglia l’energia sessuale: è afrodisiaco e diffuso nell’ambiente lo riscalda con un tocco orientaleggiante.
Lo stress e la tensione nervosa evaporano con un bagno rilassante al sandalo!

Olio essenziale di legno di sandalo: proprietà terapeutiche, uso interno, rimedi naturali e applicazioni per la salute

Il sandalo è originario dell’Asia tropicale ed è diffuso, soprattutto, in India, Sri Lanka, Malesia, Indonesia e Taiwan. Per estrarre l’olio di legno di sandalo è necessario utilizzare piante di almeno 30 anni.
L’olio essenziale che si ottiene dalle radici e dal legno polverizzati ed essiccati, viene prodotto in Asia, in Europa e negli Stati Uniti anche se, il maggior produttore è l’India, dove si produce anche quello della migliore qualità (regione di Mysore). L’olio essenziale di sandalo è viscoso, di colore giallognolo ed ha un profumo dolce, intenso e persistente (nota di base); in commercio se ne trovano di tutti i prezzi ma occorre tenere presente che un buon olio di sandalo non è economico, si aggira intorno ai 25 euro.

Olio essenziale di sandalo: cosa contiene e come si utilizza

Il principale ingrediente del legno di sandalo è il santalolo. Costituisce il 90% degli oli presenti e gli attribuisce le principali proprietà: è battericida, sedativo, antidepressivo e afrodisiaco.
In caso di pelle irritata e sensibile, il sandalo è uno degli oli più delicati per la pelle perché non irrita. Miscelare 30 gocce di olio essenziale di sandalo in 50 ml di olio di mandorle dolci o d’avocado e massaggiare sulle zone da trattare. Il santalolo ha un’azione riequilibrante e cicatrizzante per cui, l’olio di sandalo è indicato anche in caso di acne o scottature solari anche in aggiunta al gel di aloe vera o una buona crema alla calendula. Per gli effetti lenitivi e cicatrizzanti dei composti, in sinergia, potete utilizzarla anche come dopo-barba o dopo la depilazione.

Per pelli secche e disidratate: miscelare 10 gocce di olio di sandalo in 50 ml di crema mescolando bene. Usatela con le stesse modalità con cui usereste la vostra crema, mattino e sera.

Utile anche per le antiestetiche smagliature e l’applicazione, con un lieve massaggio, può essere effettuata con olio di jojoba (30 ml)  a cui si aggiungono 15 gocce di olio essenziale.

Molti oli essenziali hanno un’azione rilassante, il sandalo rientra fra questi: 10 gocce di olio essenziale nell’acqua del bagno donano una piacevole sensazione di relax. Rimanete immersi per almeno 15 minuti.

In caso di perdite vaginali o cistite, si possono fare dei semicupi (immersione della parte in una bacinella di acqua tiepida a cui aggiungere 15 gocce di olio essenziale). Occorre rimanere immersi per almeno 15 minuti una o due volte al giorno, fino a miglioramento.

In caso di bronchite, il santalolo svolge un’azione balsamica e lenitiva. Mettere 20 gocce di olio essenziale in olio di mandorle dolci e massaggiarlo sul petto o, in alternativa, inalare i vapori dopo aver aggiunto 2 gocce di olio di sandalo ad una pentola di acqua calda.

 E’ possibile, come per altri oli antisettici, fare dei gargarismi con 2 gocce d’olio essenziale in un bicchiere d’acqua, quando avete il mal di gola.

In aromaterapia è considerato uno degli oli essenziali dalle proprietà afrodisiache: risveglia l’energia sessuale.

A livello psichico, l’olio essenziale di sandalo calma e rilassa, smorzando le tensioni.  E’ indicato per persone razionali che esercitano un ferreo controllo e si stressano. Qualche goccia nel diffusore crea un’atmosfera rilassante, calda e orientaleggiante.
Volendo miscelarlo con altri oli essenziali, la scelta può cadere sulla rosa, lavanda, gelsomino o bergamotto ma è individuale, sperimentate.

Pianta del sandalo e curiosita’


Santalum album, della famiglia delle Santalaceae, è un piccolo albero sempreverde che può raggiungere l’altezza di 9 metri, è un albero molto bello, con piccoli fiori e frutti carnosi e può vivere fino a 100 anni! Mi ha colpito il fatto che sia una pianta parassita: le sue radici si nutrono della linfa delle radici, delle piante circostanti. Il suo legno, per via degli oli contenuti è molto profumato. Pensate che 20 anni fa ho acquistato a Bali (Indonesia) una piccola scultura in legno di sandalo, che ha mantenuto il profumo per lunghissimo tempo. Ancora oggi, qualche volta la odoro per rivivere e ricordare un viaggio in una terra meravigliosa che non conserva più la spontaneità di un tempo… io sento ancora quel profumo!

Nella medicina ayurvedica la polvere del legno veniva usata per curare la gonorrea, malattia trasmissibile sessualmente, come astringente e diuretico. L’uso della pianta vanta 4000 anni di utilizzo come rimedio in medicina cinese e ayurvedica: incenso, cosmetico, profumo e materiale per l’imbalsamazione; era utilizzato per la fabbricazione di mobili e decorazione dei templi, sia per il profumo ma anche perchè non veniva intaccato dagli insetti.  Gli indiani credevano che il suo profumo allontanasse gli spiriti maligni.
L’industria lo utilizza nei prodotti per l’igiene e la pulizia, nei cosmetici e nei profumi; si producono oggetti intagliati e gli incensi che, bruciati in casa, purificano l’aria scaldando l’atmosfera.

Olio essenziale di sandalo: precauzioni e possibili controindicazioni

Anche se non è un olio irritante, non usare in gravidanza, allattamento, su bambini piccoli e in caso di ipersensibilità. Effettuare il test su una piccola parte di cute (interno del gomito) vi ripara da spiacevoli eruzioni.

Scritto da Angela Ballarati
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