mercoledì 17 settembre 2014

CAFFE', PROPRIETA', BENEFICI, CONTROINDICAZIONI

Caffè: proprietà, benefici, rischi, ricerche scientifiche e controindicazioni di una delle più famose bevande


large_7864852790

Il caffè è, fra le bevande, quella più amata, ma anche quella più demonizzata.  Ma esistono dei benefici in quella tazzina? E tutte le controindicazioni? Come berlo e quali abitudini evitare per gustarlo al meglio? Pensate di sapere tutto sulla bevanda più bevuta in Italia e nel mondo? Sapevate che esiste anche il rimedio omeopatico? E che il DNA della pianta è stato recentemente mappato per intero?

Caffè: proprietà e benefici, controindicazioni e rischi

Del caffè, esiste una vasta letteratura, è stato detto di tutto e di più…
La pianta del caffè cresce nelle regioni tropicali e, spontaneamente raggiunge anche i 12 metri. I fiori bianchi emanano un profumo che ricorda il gelsomino e danno origine a bacche, che in tre mesi, raggiungono la maturazione. Le bacche non mature presentano una colorazione verde e vengono usate anche così, mai sentito parlare di caffè verde? Le bacche sono le stesse ma non vengono tostate, cioè torrefatte, per cui si conservano quasi intatte le vitamine e le proprietà antiossidanti; è ritenuta una bevanda dagli effetti dimagranti … ma la discussione è ancora aperta.

Torniamo alle nostre bacche.  Contengono, di solito, due semi o chicchi di colore verde che, una volta sottoposti a torrefazione, diventeranno i chicchi del caffè e assumeranno un colore scuro. Da un punto di vista commerciale, le varietà di piante del caffè più interessanti sono la Coffea arabica e la Coffea canephora, più conosciuta come Robusta. L’Arabica fornisce i ¾ della produzione mondiale di caffè, è la varietà più pregiata e proviene da coltivazioni di alta montagna; di sapore più gradevole, ha un contenuto minore di caffeina. La Robusta, dal sapore più amaro e astringente, è una pianta più resistente agli attacchi dei parassiti ed è diffusa soprattutto in Africa. I chicchi di caffè torrefatti, degradano molto velocemente se esposti alla luce e all’aria.

E’ stato sequenziato il genoma della pianta del caffè, varietà robusta. Oltre che per la classificazione botanica, gli studi sono utili per l’ottenimento di varietà migliori e per fermarne l’impoverimento genetico.

Caffè: cosa contiene e quali sono gli effetti sull’organismo

Il principale costituente del caffè è la caffeina, ma sono presenti bioflavonoidi, vitamine e sali minerali che annullano, in parte, gli effetti negativi della caffeina. Si avvicinano a 1000, i composti chimici presenti nel caffè, è una continua ricerca.  Alcuni di essi, si pensa possano risultare utili alla ricerca farmaceutica per la produzione di farmaci per il cuore ma altri, studiati, si sono rivelati tossici.

La caffeina è un alcaloide che nell’organismo:


  1. in dosi limitate stimola la corteccia cerebrale,  acuisce la concentrazione e la capacità di attenzione; assunta in dosi eccessive è causa di eccitazione e insonnia.
  2. Ha effetto sui reni, aumentando la diuresi.
    Stimola la secrezione gastrica e biliare, facilitando i movimenti della muscolatura intestinale. E’ quindi blandamente digestiva ma, in dosi eccessive e, peggio ancora a digiuno, può provocare bruciore, acidità di stomaco ed esofagite.
  3. Stimola l’attività cardiaca. Dilata i vasi sanguigni accelerando i battiti e, sempre ad alte dosi può provocare tachicardia ed aritmie.
    Combatte l’affaticamento muscolare nei casi di sforzi prolungati; determina un aumento della resistenza negli sport che implicano uno sforzo moderato. In dosi elevate può indurre: tremori, insonnia, eccitabilità e ansia.
  4. Alza la pressione. Chi soffre di ipertensione, non dovrebbe consumare caffè o perlomeno non eccedere.
  5. Ha un’azione dilatatrice dei bronchi, quindi nei soggetti asmatici potrebbe risultare benefica, sempre in dosi moderate.
    Alcuni studi rilevano una riduzione del rischio di diabete di tipo 2, per i derivati dell’acido clorogenico che sono antiossidanti e ipoglicemici, anche se queste caratteristiche appartengono più al caffè verde che mantiene il suo valore nutrizionale perchè non soggetto a tostatura. Uno studio del 2012, pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition, conferma questa proprietà. Ma, a onor del vero, va aggiunto che un altro studio, tutto italiano, durato 6 anni e condotto dall’Ospedale di San Daniele del Friuli, ha evidenziato che chi soffre di ipertensione ed è “predisposto geneticamente” è più a rischio diabete. Nel 24% dei soggetti è stata diagnosticata una forma di pre-diabete: chi assumeva da uno a tre caffè al giorno rischiava il 34% in più; chi ne assumeva di più, ed era lento metabolizzatore di caffeina, rischiava addirittura il 50%.
  6. Il consumo di caffè è stato associato ad una riduzione dell’incidenza di alcuni tumori fra cui quello alla prostata e al colon-retto. La Harvard school of Public Health ha condotto una ricerca su uomini che bevevano più di 6 tazze al giorno di caffè. Il risultato riferito è una riduzione del rischio del cancro alla prostata del 60%.
  7. Denti e bocca. Uno studio della Boston University condotto sull’osservazione di più di 1000 pazienti, sostiene che gli antiossidanti del caffè riducano la perdita ossea parodontale. Certo è che il caffè macchia i denti.
  8. Riduce l’assorbimento di calcio e ferro. Pensate quindi, in dosi eccessive, quali possono essere le conseguenze, soprattutto per le donne in menopausa!
  9. In generale, tutti gli effetti negativi, peggiorano se al caffè associamo alcol e fumo.
  10. Fecondità. Secondo uno studio, condotto dall’Istituto Americano di Salute Ambientale, le donne che non assumono caffè hanno il doppio delle probabilità di rimanere, incinte rispetto alle accanite bevitrici di caffè.
  11. Le aziende farmaceutiche stanno studiando farmaci, con azione simile a quella del caffè sul cervello, per prevenire il morbo di Parkinson.
    Certo bisogna considerare che la torrefazione, procedimento termico, trasforma alcuni componenti producendo sostanze tossiche,  che avviene in modi diversi a seconda anche della miscela e in alcuni casi,  aumenta il contenuto in caffeina. Il caffè ottenuto da una tostatura spinta e una macinatura fine, ha un contenuto maggiore di caffeina.

Parliamo del caffe’ decaffeinato?

I metodi per estrarre la caffeina non sono sempre privi di effetti, forse quello che usa l’acqua è il migliore (la caffeina è idrosolubile) ma spesso si fa uso di prodotti chimici che lasciano tracce nel prodotto. Sicuramente contengono meno caffeina, anche se è presente e la normativa ne stabilisce il contenuto massimo.
E’ ovvio che i benefici del caffè, riguardano solo il caffè di qualità, ben torrefatto, macinato al momento dell’uso e aggiungo, BIO. Le caratteristiche di un buon caffè sono molte e molto spesso quello che beviamo non le soddisfa. A questo si aggiungono le ricerche e gli studi spesso incompleti e non concordi che, ora lo demonizzano, ora lo incensano… i dubbi ci sono e sono concreti, anche considerando il fatto che economicamente, le multinazionali del caffè hanno un grosso peso e, alcune ricerche sono da loro finanziate.
Alla ricerca della verità,  un caffè a metà mattina me lo concedo, mi piace e non sono una “caffeinomane”.

…e se lo vogliamo bere…

  • meglio biologico, l’ho già detto. Quello che ho tralasciato è che le colture di caffè sono pesantemente irrorate di pesticidi che possono inficiarne i benefici.
  • Il caffè irrancidisce e può assere attaccato da muffe, per questo meglio acquistarlo in grani e macinarlo al momento, l’aroma rimane intatto.
  • Aggiungere il latte è un’abitudine che rende il caffè indigesto perchè provoca la formazione di tannato di caseina, sostanza che si scioglie a fatica nello stomaco. In aggiunta: il latte riscaldato rende indigesta anche la caseina contenuta proprio nel latte.
  •  Se utilizzate le cialde, acquistatele con filtri non sbiancati, perchè le sostanze usate per sbiancarle, passano nella tazzina.

Evitate tazzine in plastica e polistirolo che rilasciano molecole nocive.

Possibili controindicazioni e avvertenze sul consumo di caffè

Sicuramente è controindicato alle donne in gravidanza ma anche gli ipertesi, i cardiopatici, gli ansiosi e a chi è soggetto ad attacchi di panico. Chi soffre di dolori premestruali dovrebbe eliminarlo e anche chi soffre di malattie gastrointestinali, visto che la caffeina aumenta la secrezione gastrica. E’ ovviamente sconsigliato a chi sospetta un’ipersensibilità alla caffeina, considerando che è presente anche nel cacao, nel tè e nelle bevande a base di cola. Evitare in caso di ridotta attività delle surrenali.

Curiosità


Nella medicina taoista il caffè è una bevanda molto yin, per cui devono astenersi coloro che hanno una costituzione Yin. Le malattie di tipo Yin sono quelle proliferative come l’obesità e l’acne.
Alcune persone, accanite consumatrici di caffè, sviluppano la sindrome del caffeinismo che presenta gli stessi sintomi dell’ansia: palpitazioni, insonnia, tensione muscolare, irritabilità, nervosismo, bruciore di stomaco e diarrea. Crisi d’astinenza si possono verificare, con emicrania, quando si è forti consumatori di caffè.

Coffea: rimedio omeopatico molto interessante, sperimentato nel 1823 dal dott. Stapf (allievo di Hahnemann)

Nella  medicina omeopatica, il rimedio cura sintomi,  rivelati  dalla sperimentazione, che lo stesso produce  su persone sane. L’abuso di caffè provoca sintomi molto simili a quelli che il rimedio cura. Viene prescritto a persone iperattive, irrequiete e nervose. Il tipo Coffea, reagisce con stati di eccitazione ad eventi belli o molto brutti, è incapace di calmarsi e vive stati di eccessiva allegria o eccessiva disperazione. E’ un soggetto dotato di grande fantasia e tenacia nel realizzare le sue innumerevoli idee, che mette al servizio degli altri. Può dimostrare ipersensibilità al dolore ma anche ai rumori o agli odori. Coffea può essere utile in caso di insonnia per attività mentale eccessiva e iperideazione; il soggetto non riesce a calmare la mente e si sveglia al minimo rumore. Anche le cefalee e le nevralgie facciali sono sintomi del rimedio e spesso sono scatenate da stress e tensione; migliorano stando immobili al buio e peggiorano, manco a dirlo, col caffè. Il mal di denti lancinante, altro sintomo di Coffea, migliora con le applicazioni di ghiaccio e peggiora con il calore. Il rimedio viene preparato partendo dai chicchi di caffè non tostati e macerati in alcol ed è utile ricordare che l’omeopatia è esclusiva medica e che è controindicato il fai-da-te. Ogni paziente è unico, con sintomi unici, che vanno valutati da un’attenta visita omeopatica per poter prescrivere il rimedio più “simile” ai sintomi riportati, in toto.

Autore: Naturopata Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

martedì 9 settembre 2014

TERAPIA con i DELFINI e INTELLIGENZA ANIMALE.

Delfinoterapia: terapia assistita con delfini per bambini autistici

delfinoterapia-bambini-autistici
La delfinoterapia e le applicazioni di questa terapia fatta con i delfini per molte patologie, incluso l'autismo, in cui trovano benefici soprattutto i bambini. Ma cos'è esattamente la delfinoterapia e dove si pratica? Quali sono i comportamenti e le reazioni dei delfini in tutto questo?

Delfinoterapia: I bambini che soffrono d'autismo trovano aiuto nella terapia con i delfini

Chi sono i delfini, come vivono e perchè sono definiti intelligenti e sociali. 

Il delfino è un mammifero acquatico fra i più amati. Nell'immaginario collettivo, grazie ad una vasta letteratura soprattutto cinematografica, viene  “umanizzato”.
Personalmente, ho potuto ammirarli da vicino seguendo spettacoli che li vedevano protagonisti,  insieme a delle orche, dove facevano mostra della loro intelligenza unita alle doti acrobatiche. Credo che non parteciperò più ad uno spettacolo simile, pur sapendo che è l'unico modo per vederli da vicino, perchè ho maturato con gli anni  l'idea  che l'amore per gli animali significa rispettarli nel loro ambiente e che, molto spesso, tutto viene trasformato in una grande industria che vede come unico scopo il profitto. In quest'ottica e con questa prospettiva vengono perpetrate nefandezze vergognose a cui sottraggo volentieri il contributo del mio biglietto d' ingresso.
Dopo questa premessa che, per onestà intellettuale, ci tenevo a riferire, entriamo nel merito e vediamo un po', da un punto di vista anatomico e strutturale, le principali caratteristiche fisiche.

Cenni anatomici e alimentazione dei delfini

Il delfino è un cetaceo la cui vita media si aggira intorno ai 20/30 anni.
Presenta una lunghezza variabile fra i 200 e i 250 cm e un peso che va dai 70 ai 120 kg. E' un abile nuotatore che raggiunge, grazie al suo corpo estremamente IDRODINAMICO, la velocità di 45 Km/h ed è anche abilissimo a “cavalcare le onde”,  senza sforzo muscolare, sfruttando i flussi del vento o delle prue delle navi.
La coda dei  delfini rappresenta una caratteristica peculiare dei cetacei in quanto, a differenza degli altri pesci, si sviluppa in orizzontale.
E' un animale a sangue caldo che mantiene il calore grazie alle dimensioni maggiori, rispetto a quelli a sangue freddo, e allo spesso strato di grasso sottocutaneo.
La loro alimentazione comprende: pesci (aringhe...), calamari e crostacei a seconda della disponibilità. Il cibo viene inghiottito intero perchè i denti servono solo ad afferrarlo.
I delfini organizzano vere e proprie battute di caccia in gruppo e utilizzano  il sonar per localizzare le prede, probabilmente anche per stordirle.

L'organizzazione è quella di una comunità

I delfini vivono in branchi, un'unità sociale coesa, anche per lunghi periodi e alcuni branchi si aggregano temporaneamente.
All'interno dei gruppi viene stabilita una rigorosa gerarchia sociale.
I gruppi familiari hanno generalmente come leader la femmina più anziana, ma durante la riproduzione il maschio dominante prende il sopravvento con una serie di comportamenti intimidatori tipo morsi e battiti di coda sull'acqua.
Il sistema sociale dei delfini è basato però anche sull'aiuto reciproco: è una questione di sopravvivenza. Poco prima della nascita, ad esempio, i delfini si riuniscono attorno alla futura madre per proteggerla dai predatori (orche e squali) oppure se un membro è in difficoltà, e incapace di nuotare, i compagni lo sorreggono portandolo in superficie a respirare.
I comportamenti atti a rinsaldare sempre di più l'unità del branco sono preponderanti all'interno della giornata.

Intelligenza: uomo e delfino a confronto

Anche se intelligenza  è un termine che può significare molte cose è opinione comune che i delfini siano intelligenti. E' veramente così?
Alcuni studi hanno messo in relazione l'intelligenza con alcune caratteristiche del cervello.
Il cervello umano e quello dei cetacei sono comparabili in quanto a dimensioni.
Lo sviluppo della corteccia  (in stretta relazione con l'intelligenza perchè sede della creatività e del ragionamento) è molto importante nei delfini e le sue funzioni di comando nel cervello superano quelle dell'uomo. Questo spiega le capacità eccezionali degli organi sensoriali.
Se consideriamo il peso (del cervello), in media, quello del delfino è maggiore.
Un altro fattore correlato all'intelligenza è il coefficiente di  encefalizzazione, pari a 7,4 per l'uomo e 5,6 per il delfino.
Altre similitudini si riscontrano analizzando le sezioni del cervello dove è stata evidenziata una densità cellulare paragonabile a quella umana.
In sostanza, più o meno la stragrande maggioranza è convinta della superiorità intellettiva del delfino nei confronti di molte specie animali, ma “addirittura paragonarlo all'uomo ?!?!?”
Beh, sentite un po'.....
L'intelligenza di cui sono dotati li avvicina all'uomo più di altre specie animali, infatti gli studi hanno dimostrato che è pari, se non superiore, a quella delle scimmie antropomorfe che tanto somigliano ai nostri antenati.
Da altri studi, effettuati sui delfini in cattività, è emerso che sono in grado di imparare esercizi fisici complessi e soprattutto di rispondere a suoni diversi fatti dall'uomo modificando il loro comportamento al variare delle istruzioni ricevute.
Sorpresa: si hanno prove della trasmissione delle informazioni da un individuo all'altro e si ritiene che siano dotati di memoria e capaci di imparare un linguaggio.

La delfinoterapia o terapia assistita con i delfini

La DAT, terapia assistita con i delfini, è una terapia che prevede una stretta interazione con i delfini, nuotando con loro, in cattività o nel loro ambiente naturale.
E' una terapia proposta come trattamento e palliativo di malattie e invalidità.
Terapia molto giovane negli USA, i pionieri la praticano dagli anni 70, in Italia viene praticata nel delfinario di Rimini dal 1993.
La capacità dei delfini di interpretare dati nuovi e di agire di conseguenza può spiegare l'impressione che essi capiscano l'umore delle persone con cui entrano in rapporto. Chi si è immerso con loro, infatti, li descrive timidi, con chi ha timore (non si avvicinano mai troppo a chi mostra paura), giocosi con chi è più attivo e tranquilli con chi è rilassato.
Il “gioco” con il delfino e il contatto fisico apportano un livello diverso di comunicazione anche alle persone più chiuse in se stesse.
Per questo motivo vengono impiegati per gettare un ponte comunicativo con le persone affette da autismo. E' stato rilevato che si riesce, in qualche modo, a spezzare la gabbia dell'isolamento e dei comportamenti ripetitivi (i delfini inventano giochi e trucchi sempre nuovi) tipici degli autistici.  L'autismo e la depressione sono i disturbi che meglio si prestano a questa terapia.
Ma i problemi di isolamento non sono le uniche patologie curabili con l'aiuto dei delfini.
I ricercatori del Dolphin Plus Centre in Florida hanno sottoposto con successo alla delfinoterapia anche i malati terminali, i paraplegici e le persone che hanno patito gravi amputazioni nonché ragazzi ciechi e sordociechi.

Il Delfinario di Rimini e i programmi per i bambini autistici

Nel delfinario di Rimini, i programmi per bambini autistici prevedono incontri preselettivi e colloqui degli psicologi con le famiglie, oltre a sessioni riabilitative con i ragazzi. Sono previsti anche incontri per adulti. Qui potrete trovare disponibile il loro sito.

La società per delfini e balene dell' America del Nord

Per dovere di cronaca, riporto alcune conclusioni della relazione della WDCS (Whale and Dolphin Conservation Society – North America) che ha chiesto il divieto della terapia assistita con i delfini perchè, oltre a non avere adeguati riscontri scientifici, preleva i delfini nel loro ambiente naturale e, dato il crescente numero di impianti dove si effettua la DAT, ha serie implicazioni nella conservazione e nel benessere di questi animali. Ultimo, la DAT è molto costosa mentre altre terapie disponibili sono più economiche e più facili da ottenere.
A voi le conclusioni finali!

Scritto da Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: Benessere Natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili altrove solo citando la fonte: blog e link attivo.


lunedì 8 settembre 2014

VERBASCO o TASSO BARBASSO: utile nella tosse, per le varici e le emorroidi.

Verbascum thapsus L.

Le proprietà benefiche della pianta del verbasco




Verbasco, anche conosciuto come “tasso barbasso”, è una pianta molto comune che può raggiungere i 2 metri di altezza e la si trova ai margini delle strade, nei luoghi incolti. Originaria dell'Europa e dell'Asia, si diffonde con facilità, in Italia si trova nelle zone marittime e submontane ed io l'ho notata anche nell'hinterland milanese, a lato delle carreggiate.
 Verbasco: proprietà, benefici e usi di una pianta officinale utile per varici, emorroidi e per i disturbi delle vie respiratorie.

Pianta officinale citata da Edgar Cayce, grande guaritore americano.

Il verbasco, anche conosciuto come “tasso barbasso”, è una pianta molto comune che può raggiungere i 2 metri di altezza e la si trova ai margini delle strade, nei luoghi incolti. Originaria dell'Europa e dell'Asia, si diffonde con facilità, in Italia si trova nelle zone marittime e submontane ed io l'ho notata anche nell'hinterland milanese, a lato delle carreggiate.
Il suo nome scientifico è Verbascum thapsus e appartiene alla famiglia delle Scrofulariaceae. Il suo fusto è simile ad una verga, mentre i fiori, di colore giallo, sono riuniti in gruppo. Le foglie, di forma ovale allungata, sono vellutate e di colore verde pallido. I fiori si raccolgono in giugno-agosto, appena si aprono. Il nome della famiglia botanica a cui appartiene il verbasco, Scrofulariaceae, deriva da scrofula, un ingrossamento delle ghiandole linfatiche che, in seguito, venne identificato come una forma di tubercolosi. Gli studi scientifici hanno dimostrato che la pianta in provetta, inibisce la crescita dei batteri responsabili della Tbc, patologia che si riteneva quasi scomparsa e che oggi è tornata a seminare ansia e preoccupazione.

Cosa contiene e quando può essere utile.    

La pianta è ricca di flavonoidi che, come è ormai noto, svolgono un'azione anticancerogena oltre che antinfiammatoria  e potenziano l'azione della vitamina C. Il verbasco contiene saponine, sostanze (glucosidi) così chiamate per la loro caratteristica di formare schiuma a contatto con l'acqua, che svolgono un'azione di fluidificazione del muco e sono presenti in quasi tutte le piante. Le mucillagini che calmano la tosse, hanno un effetto antianfiammatorio ed emolliente anche nei confronti dello stomaco e dell'intestino (con azione lassativa).  I tannini hanno, come caratteristica principale, quella di essere astringenti. Contiene anche iridoidi, sostanze con proprietà antinfiammatoria, acidi fenolici e olio essenziale.
In caso di affezioni delle prime vie respiratorie, i suoi componenti risultano utili e confermano la validità del suo uso tradizionale come emolliente, espettorante, calmante e antinfiammatorio.
Per le emorroidi e le irritazioni della pelle: i principi attivi della pianta svolgono un'azione antinfiammatoria, calmante e astringente.

Come si utilizza e i rimedi di uso più comune.

L'utilizzo più comune è rappresentato dalla tisana che si ottiene versando una tazza di acqua bollente su 1 cucchiaino di fiori secchi (reperibili in qualsiasi erboristeria). Lasciate riposare 10 minuti, filtrate e dolcificate con miele. Ha un sapore dolciastro, inizialmente, ma  poi, amaro e per questo io la dolcifico un po'. Si trova in erboristeria anche l'estratto secco, in capsule e la tintura madre, ottenuta dalla macerazione in alcol alimentare e acqua, dei fiori.
Per la tosse, la faringite, il catarro,  la tracheite, la bronchite, il raffreddore e il mal di gola: bere 2  tazze di tisana al giorno o la tintura madre.
Per le emorroidi: cuocere 3 cucchiai di fiori secchi in poco latte fino ad ottenere una poltiglia. Applicatela calda, ma non troppo, sulla zona interessata, tre volte al giorno per 20 minuti, fino a miglioramento.
In caso di  leggere scottature, foruncoli, pruriti, piccole piaghe o ferite: imbevete una pezzuola nella tisana e applicatela sulla zona interessata più volte al giorno, fino a miglioramento.

Edgar Cayce e Pierantonio Di Coste.

La stesura di questa breve ricerca sul verbasco nasce dalla lettura del libro “Il manuale della salute di Edgar Cayce”. E' un libro che si consulta inizialmente per ciò di cui si soffre e poi, cattura per la quantità di informazioni utili e utilizzabili.
Edgar Cayce (1877-1945) fu il “profeta dormiente”, molto conosciuto negli USA. A lui si rivolsero personaggi famosi e, anche se il suo metodo diagnostico era decisamente paranormale, le sue cure non lo erano. Le sue cure comprendevano esercizi fisici, osteopatia, fisioterapia, idroterapia, massaggi e rimedi di tipo alimentare, a volte strani ma efficaci. Trentasei libri diffusi in milioni di copie e innumerevoli articoli su giornali e riviste sono stati scritti su Cayce, in Italia è stato studiato e tradotto da Pierantonio Di Coste, fondatore spirituale del sito Naturopataonline, e grande ricercatore e  conoscitore dello spirito umano.
Cayce, nel caso del verbasco, ne consigliava impacchi con foglie verdi direttamente sulle varici delle gambe, una volta la settimana e tè una volta al giorno.

Verbascum thapsiforme e omeopatia

Il verbasco è conosciuto anche come rimedio omeopatico ed utilizza le estremità fresche fiorite. E' un rimedio indicato per individui apatici, pigri che facilmente si distraggono presi dai loro pensieri. I sintomi fisici associati al rimedio sono dolori nevralgici soprattutto facciali e dentali con una maggiore lateralità sinistra. Verbascum viene anche prescritto per i raffreddori con catarro abbondante, lacrimazione, sensazione di orecchie otturate, tosse e voce cavernosa. I sintomi migliorano con la respirazione profonda e peggiorano con le correnti d'aria, con i cambiamenti di temperatura, masticando forte, parlando o leggendo ad alta voce. E' un rimedio prescritto soprattutto negli acuti ma che comunque necessita la prescrizione attenta di un medico omeopata.

Autore: Naturopata Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente

.Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.

venerdì 5 settembre 2014

RUCOLA, PROPRIETA' e BENEFICI

Rucola: benefici e proprietà terapeutiche, nutritive, afrodisiache





La rucola, è antitumorale, antidiabetica e antianemica. Il tutto confermato dalla ricerca scientifica.
Vi piace la rucola??? Siete fortunati! Sì perchè la rucola, col suo gusto piccantino, non piace a tutti ma, per quelli come me che l'adorano... ho buone notizie.Per le perennemente a dieta: la rucola fornisce 30 calorie per 100 grammi!!!

La rucola, antitumorale, dai grandi benefici nutrizionali e terapeutici: 6 proprietà nutrizionali e terapeutiche.
La coltivazione della rucola e le sue caratteristiche.
Come usare la rucola in cucina come alimento, ma anche come decotto.
La rucola nella tradizione.

La rucola, antitumorale, dai grandi benefici nutrizionali e terapeutici
La rucola, rughetta o anche ruca, contiene vitamina C che stimola il sistema immunitario e discrete quantità di betacarotene (protovitamina A: anticancerogena, utile alla vista, alla pelle...), oltre che sali minerali come il ferro (antianemico), il calcio (attenzione a chi soffre di renella)  e il magnesio, utili per la salute delle ossa, ma anche potassio e fibre. Insieme alla vitamina C, contiene ben 110 mg di vitamina C in 100 gr come i broccoli, e più del succo di limone che ne contiene 50 mg, ha fra i suoi componenti anche la K (attenzione a chi assume anticoagulanti), la A, la B5 e l'acido folico.
E' importante ricordare che la vitamina C aumenta l'assorbimento del ferro e qui ci sono entrambi, in buone quantità.

Rucola: 6 proprietà nutrizionali e terapeutiche
  1. Aiuta la digestione, stimolando la produzione di succhi gastrici.
  2. Stimola l'appetito, col suo sapore amarognolo.
  3. E' depurativa .
  4. Antidiabetica e antitumorale per il suo contenuto in sulforafano. Questa sostanza è presente nelle brassicaceae o crocifere, famiglia a cui appartiene la rucola insieme ai broccoli, al rafano, ai cavolfiori & Co., piante caratterizzate da gusto amarognolo e leggermente piccante a crudo e dall'odore di zolfo (quello sgradevole di uova marce per intenderci), quando vengono cucinate.
  5. E' antibatterica, sempre per il contenuto in sulforafano, sostanza che aiuta la pianta a difendersi da vermi e funghi e che sull'uomo ha effetto anti-cancro.
  6. Protegge la mucosa gastrica quindi è un utile alleato in caso di iperacidità e ulcera.

La coltivazione della rucola e le sue caratteristiche

La rucola, Eruca vesicaria o sativa, è una pianta erbacea annuale che raggiunge l'altezza di 50 cm. E' coltivata negli orti ma cresce anche spontanea nei campi dell'Italia centrale e meridionale. Le foglie sono di colore verde intenso con lobi irregolari e i fiori sono giallo pallido; si raccoglie da maggio a settembre. La rucola selvatica, chiamata anche rughetta, in realtà è la Diplotaxis muralis che ha sapore uguale a quello della rucola ma molto più penetrante. Seminata nel mio orto, in poche settimane era pronta per la raccolta e l'anno successivo, è cresciuta spontaneamente. Si può seminare anche in inverno, avendo l'accortezza di coprire i semi con un po' di terra. Non necessita di particolari accorgimenti e cresce bene in pieno sole o leggera ombra, al riparo dal vento, in qualsiasi tipo di terreno, meglio se calcareo ed arido (più il terreno è arido, più è saporita) perchè è sensibile ai ristagni d'acqua.La rucola coltivata è sostanzialmente annuale e non richiede antiparassitari, mentre quella selvatica è perenne. Dal momento della semina, in primavera, dopo poche settimane ha già completato la crescita e per chi non ha orto, si può seminare in vaso.  

 Come usare la rucola in cucina come alimento, ma anche come decotto

Come alimento, le foglie di rucola si consumano crude in insalata. Gli abbinamenti più riusciti sono quelli con cicoria, radicchio, ravanelli, tarassaco, crescione e soncino. Una delle mie insalate preferite è composta da: pomodorini datterini, rucola, carote e zucchine a julienne e soncino ma a volte aggiungo anche una cipollina. Il tutto condito con olio evo e glassa all'aceto balsamico (BIO). Se volete renderla più ricca e nutriente aggiungete un cucchiaino di semi di chia. E' deliziosa!
Ovviamente il massimo beneficio si ottiene con la rucola cruda ma vi sono anche dei piatti che prevedono la cottura (almeno in parte). La pasta con pomodori e rucola è molto saporita. Si usano i pomodori secchi tagliati a pezzetti con olio e aglio. A fuoco moderato si fanno ammorbidire, aggiungendo un po' di acqua e, quasi a fine cottura (5-10 minuti), viene aggiunta, la rucola tritata e si fa cuocere per altri 2-3 minuti. Saltate la pasta in padella col sugo e impiattate guarnendo con altra rucola fresca. E' un ottimo sughetto per chi è amante della rucola.
La pasta si può gustare anche con il pesto di rucola: ricetta gustosa e superveloce. Basta mettere nel mixer rucola e pecorino in rapporto di 1 a 3 (50 gr di rucola e 150 di pecorino), aggiungete i pinoli o le mandorle se preferite, l'aglio, l'olio evo e il sale. Lessate la pasta e voilà, tutto è pronto!
Ricordate che è aperitiva ma anche digestiva!
Come decotto la rucola  è utile, in caso di ritenzione di liquidi e sovraffaticamento dell'organismo, per le sue qualità diuretiche e depurative. Portare a ebollizione 5 g di foglie in 150 ml di acqua e lasciate cuocere per 10 minuti, quindi filtrate.
Dall'antichita'.
Sia nel periodo romano che in quello rinascimentale era considerata afrodisiaca, magica e sacra. Veniva utilizzata nel culto della dea Cerere, legata alle piante medicinali. I romani la chiamavano erba “lussuriosa”e ne consumavano anche i semi.
Autore: Naturopata Angela Ballarati
Pagina facebook: benessere natural-mente
.Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.

mercoledì 3 settembre 2014

AVOCADO: PROPRIETA' E BENEFICI

AVOCADO: energetico, digeribile, con pochi zuccheri e tante fibre. Uso in cucina e in cosmetica naturale.

L'avocado: alimento ricco e digeribile, nonché un buon equilibratore del sistema nervoso. Per il suo contenuto ci dona una sferzata di energia con pochi zuccheri ed è idratante e alcalinizzante! Per un pasto leggero e completo è l'ideale ed è utile per i bambini in crescita, in gravidanza e in convalescenza.
 Avocado: prezioso frutto adatto a chi soffre di diabete e dalle proprietà benefiche per il colesterolo e la pelle
Per la sua ricchezza in grassi monoinsaturi, l'avocado è paragonabile alle nostre olive. Questo frutto, usato in cucina anche come dolce, è provvisto di vitamine, minerali e antiossidanti, contiene pochi zuccheri e buone quantità di fibre oltre a proteine e carboidrati. E' primo per contenuto in fosforo e vitamina B2, particolarmente utile per la salute della pelle.
L'avocado è il frutto di una pianta originaria dell'America centrale, poi diffusa anche nella zona mediterranea. E' un frutto, che si trova tutto l'anno, ha la buccia verde, nera o violacea, spessa e rugosa o sottile e, se presenta macchie nere, significa che è in stato di avanzata maturazione quindi non acquistatelo. Il frutto, al giusto grado di maturazione, è morbido al tatto, come una pera ben matura e non va mai conservato in frigorifero, ma a temperatura ambiente. La polpa è di colore giallo chiaro. 

Una ricerca in vitro, svolta dalla Facoltà di Farmacia di Waterloo, in Canada, e pubblicata sulla rivista Cancer Research, sulla leucemia mieloide acuta, ha testato una molecola presente nell'avocado (avocatin B, composto lipidico) ed ha evidenziato che si rivolge alle cellule staminali selettivamente, risparmiando le cellule sane. Ancora ulteriori studi sono necessari per elaborare un farmaco e prima dell'effettivo utilizzo, ma è una strada aperta (Health Buzz: Avocados May Hold Key to Leukemia Treatment).

 I contenuti nutrizionali dell' avocado e i suoi effetti sul colesterolo cattivo
L'Avocado è un frutto straordinario, lo so che non è un frutto italiano, che proviene dall'estero e si sa che per arrivare sino a noi viene trattato e raccolto non maturo, ma possiede virtù che ha pochi eguali, e da non molto, viene coltivato anche in Sicilia. Vi ho convinto? Leggete il resto.

Riduce i livelli di colesterolo “cattivo” (LDL), stimolando la produzione di quello “buono” (HDL) nel sangue quindi, riduce il rischio di malattie cardiache, aiuta a regolare la pressione sanguigna perchè ricco di magnesio e potassio, più della banana, ed è anche ricco in vitamina E ed A, comprovati antiossidanti che aiutano le cellule a liberarsi dei radicali liberi, rallentandone l'invecchiamento.

Contiene grassi monoinsaturi in grande quantità che come è noto sono i grassi benefici che oltre a ridurre il colesterolo, aiutano  l'assorbimento di beta-carotene. 
Aggiungere l'avocado all'insalata contenente carote aumenta l'assorbimento del beta-carotene (contenuto nelle carote) di 14 volte, ma anche del carotene contenuto nella lattuga.

Oltre ai grassi che lo compongono per circa l'80%, altri componenti nobili presenti (per il 15%) sono le proteine: sono presenti tutti e 18 gli amminoacidi essenziali, costituenti proteici facilmente digeribili rispetto alle proteine animali.
Utile per i diabetici, l'avocado non contiene amidi e pochissimi zuccheri.
FIBRE: ogni avocado ne contiene ben 10 grammi circa, in base alle dimensioni. Ottimo quindi per l'intestino e lo stomaco, le fibre danno senso di sazietà e aiutano l'intestino pigro.

Calcio e magnesio:l'avocado è ricco di questi due minerali utili per l'organismo femminile: il magnesio infatti attenua i disturbi della sindrome premestruale e il calcio, sappiamo quanto sia importante in gravidanza, allattamento e menopausa per combattere l'osteoporosi.
In caso di diarrea, in sostituzione del solito tè, preparate una crema di avocado con qualche goccia di limone...
Per quelle sempre attente alle calorie: un frutto di medie dimensioni fornisce circa 500 calorie, come 200 gr di riso o 3 uova.

Cosmesi naturali e avocado: come prendersi cura della propria pelle

Cosmesi. Con l'avocado si possono ottenere ottime maschere di bellezza.  Ha potere idratante e lenitivo in caso di irritazione e scottature. Una maschera veloce e semplice da produrre in casa si ottiene aggiungendo alla polpa frullata di mezzo avocado, un cucchiaino di miele e due cucchiai di yogurt intero. Spalmatela sul viso e lasciatela in posa per almeno 20 minuti, evitando il contorno occhi. Sciacquate con acqua tiepida. Ottimo anti-age.

Olio di avocado. E' utile e necessario aprire una parentesi e parlare dell'olio di avocado, ottenuto dalla spremitura a freddo o centrifugazione della polpa del frutto. L'avocado viene sbucciato, denocciolato e pressato. Segue la macerazione, la centrifugazione e successivamente viene rettificato per renderlo appetibile perché il suo utilizzo è alimentare e cosmetico. La migliore qualità si ottiene dalla spremitura a freddo che conserva i nutrienti ed in genere è, naturalmente di colore verde (salvo sofisticazioni con clorofilla), quelli di colore più chiaro sono stati raffinati.
Il suo contenuto in acidi grassi è molto simile a quello dell'olio di oliva, ha un alto punto di fumo e non irrancidisce facilmente. E' ricco di acidi grassi monoinsaturi e quindi utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari (uso moderato) e ha  un contenuto modesto di grassi saturi (quelli il cui uso deve essere limitato). L'olio di avocado è inoltre ricco di vitamina E (tocoferoli) e carotenoidi (precursori della vitamina A), fitosteroli, acidi volatili, alcoli terpenici e avocatine che costituiscono la “frazione insaponificabile”. E' grazie a quest'ultima, unitamente agli acidi grassi, a rendere l'olio di avocado un nutrimento perfetto per le pelli secche, disidratate o eczematose. Come l'olio di oliva è dermoaffine, nutre, idrata e rigenera la pelle, stimolando il rinnovamento cellulare e la produzione di collagene, nota sostanza responsabile dell'elasticità cutanea che invecchiando tende a diminuire. Queste sue proprietà, unite alla capacità di ripristinare il film idrolipidico della pelle, lo rendono prezioso ingrediente nei trattamenti antirughe, rasssodanti e antismagliature.
Per le scottature solari ungete la pelle con olio di avocado.

Trattamento per le unghie.L'olio di avocado è ricchissimo di zolfo e con il succo di limone si può utilizzare per rafforzare le unghie fragili. Miscelare il succo di 2 limoni con 50 ml di olio di avocado e prima di andare a letto ungete le unghie. Indossate un paio di guanti di cotone e lasciate in applicazione tutta la notte.

Avocado: uso in cucina, come preparare il guacamole e sfiziose insalate

GUACAMOLE, gustosa salsa da gustare su crostini di pane tostato o gallette di mais, verdure cotte o crude.
Ingredienti: 1 avocado maturo, meno di mezzo cucchiaino di paprika dolce, mezzo pomodoro maturo, mezza cipolla bianca, 1 cucchiaio da cucina di succo di limone e una presa di sale (assaggiate e salate a vostro piacimento).
Dividete in due l'avocado, privatelo del seme e della buccia. Frullate la polpa in un frullatore con la cipolla (sbucciata e tagliata) e il pomodoro a pezzi (sbollentato, sbucciato e privato dei semi). Ottenuta una crema morbida, aggiungete il succo di limone, la paprika e il sale. La vostra salsa guacamole è pronta!

INSALATA DI AVOCADO. Un'insalata sfiziosa e semplice unisce l'avocado a dadini con pomodorini datterini, olive verdi e nere da condire con olio evo, sale e limone. Divertitevi ad aggiungere anche foglie di insalata, lattuga o valeriana, germogli, carote e zucchine a julienne ...

E' sconsigliato il consumo del frutto in caso di eccessiva acidità dell'urina.

Autore: Naturopata Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente

Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog con link attivo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

martedì 2 settembre 2014

Proprietà del PREZZEMOLO, ricco di VITAMINA C e FERRO.

Il PREZZEMOLO (Petroselinum crispus) è tra le piante più ricche di VITAMINA C, contiene un'elevata percentuale di VITAMINA A ed è ricco di minerali, tra cui il FERRO. 
ANTIANEMICO, DIURETICO, LASSATIVO e DEPURATIVO. 
Attenzione in gravidanza.







Il prezzemolo è una pianta aromatica molto conosciuta e usata in cucina ma è anche ricco di proprietà benefiche: è antitumorale per la presenza di antiossidanti, ha proprietà lassative, stimola l'appetito, previene l'anemia perchè ricco in ferro e, anche se non confermato dalla ricerca scientifica, trova utilità nelle irritazioni del tratto urinario, probabilmente per via della sua azione diuretica (soprattutto la radice) e, come diuretico, possiede una capacità depurativa. Promuove il flusso mestruale cioè è emmenagogo, è sudorifero e nella Medicina Cinese viene usato in caso di pressione alta.

QUALI SONO I COMPONENTI CHE LO RENDONO BENEFICO?

E' un'erba ricca di vitamine: la A, che migliora la vista e la C, che oltre a rafforzare il sistema immunitario, aumenta l'assorbimento del ferro (connubio perfetto nel prezzemolo) e aiuta nella sintesi del collagene, che rinforza i vasi sanguigni, la pelle, i muscoli e le ossa. Non è finita qui. Il prezzemolo è una buona fonte di vitamina K, utile nel mantenere i livelli di alcuni fattori della coagulazione nel sangue e altre vitamine del gruppo B. I flavonoidi lo rendono antiossidante e antitumorale perchè proteggono le cellule dai danni dell'ossidazione. Nel prezzemolo sono presenti anche l'acido folico (viatamina M o B9) che è importante per la crescita cellulare e per questo, prescritto alle donne che decidono di concepire, per prevenire l'insorgenza di malformazioni fetali e non dimentichiamoci del potassio che riduce la pressione arteriosa e contribuisce a mantenere normale il ritmo cardiaco. I minerali presenti, calcio, ferro, zolfo, rame e fosforo, rendono l'abitudine al suo consumo un gesto salutare.

GLI USI DEL PREZZEMOLO POCO (o quasi) CONOSCIUTI.

Masticare qualche fogliolina di prezzemolo fresco, aiuta a combattere l'alitosi, per il suo contenuto in clorofilla ... ma questo lo sanno anche i sassi!
Per uso esterno viene usato l'impacco di foglie pestate in caso di punture di insetti o contusioni.
LA TISANA di prezzemolo si può bere facendo riposare un cucchiaino di foglie di prezzemolo, in una tazza di acqua calda, per circa 10 minuti. Filtrare e aggiungere un po' di miele. Per la ricchezza in vitamine, soprattutto la A e la E, contribuisce a donare elasticità alla pelle. In caso di RITENZIONE di LIQUIDI, dopo aver consultato il vostro medico, si possono bere 2 tazze di tisana di foglie, versando 100 ml di acqua bollente su 4 g di foglie. Fate riposare 10 minuti e filtrate.
L'infuso si ottiene anche dai semi, che vengono bolliti come si fa con il tè.
Del prezzemolo esiste anche la Tintura Madre, indicata per amenorrea, dismenorrea, gas gastrointestinali e oliguria. E'ottenuta dalle foglie, dai semi e dalle radici che vengono macerati in alcol; dai semi, per distillazione in corrente di vapore, si ottiene l'olio essenziale. L'olio essenziale però, al contrario della pianta fresca, è moderatamente tossico ed irritante, per cui è sconsigliatissimo in gravidanza. Trova impiego in rimedi digestivi e nell'industria alimentare, che lo usa come aromatizzante.
Per chi soffre di REUMATISMI, ARTRITE o SCIATICA, 30 gocce di olio essenziale in 50 ml di olio di mandorle dolci servono per lenire il dolore. Massaggiare le zone dolenti più volte al giorno.

DESCRIZIONE BOTANICA...breve...
Il prezzemolo è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae, che può raggiungere i 60 cm di altezza e che, in alcune varietà, le più diffuse, presenta foglie arricciate (Petroselinum crispus) ma anche liscie o piatte. I fiori giallo-verdognoli si riuniscono in piccole ombrelle, i frutti sono piccoli e i semi leggermente schiacciati. La radice è a fittone, grossa e carnosa e ricorda quella della carota. Le foglie si raccolgono dalla primavera all'autunno mentre i semi e le radici in autunno.

USO IN CUCINA.

Sicuramente, quello culinario, è l'uso più conosciuto del prezzemolo. E' fra gli ingredienti che meglio si sposa con qualsiasi pietanza, dalle salse (famosa la salsa verde che insaporisce il bollito o le verdure al vapore) alle minestre, al tocco finale per insaporire o guarnire tantissimi piatti, non a caso si dice “essere come il prezzemolo”. Non dimentichiamoci però che può essere aggiunto nei succhi di verdura (pomodoro, carote, sedano...), utili per disintossicarci e per fare un pieno di vitamine e sali minerali. L'importante è utilizzarlo a crudo, a fine cottura, per mantenere intatti i benefici e l'aroma. Si conserva in frigorifero insieme a frutta e verdura per uno o due giorni. Per mantenerlo fresco più a lungo, mettetelo a bagno in un bicchiere con l'acqua o coltivatelo in vaso sul balcone (qualcuno ancora non lo fa???).

RIMEDI E CREDENZE POPOLARI.

Vi ricordate il detto “occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio”? Beh, fin dall'antichità il prezzemolo è legato al male come mezzo di protezione. Si aggiungeva ai piatti ma anche ai bagni, per proteggersi dalle disgrazie, per evitare il concepimento ma anche per indurre le mestruazioni. Fra i rimedi popolari ho scelto quello per RENDERE LUCENTI I CAPELLI. Aggiungere mezza manciata di foglie a mezzo litro di acqua bollente e fate riposare 15-20 minuti. Lasciate raffreddare e utilizzate il preparato per sciacquare i capelli dopo lo shampoo.


PRECAUZIONI e CONTROINDICAZIONI
Il consumo alimentare della pianta fresca è considerato sicuro ma, non è ben definita la soglia di tossicità e le eventuali interazioni, per cui è meglio evitare il consumo eccessivo e, data la sua proprietà di stimolare le contrazioni uterine, è da evitare in gravidanza e allattamento. E' sconsigliato in persone con malattie renali, soprattutto per quanto riguarda l'olio essenziale. Da evitare o assumere occasionalmente in piccole quantità per chi assume anticoagulanti data l'alta presenza di vitamina K. Il prezzemolo fresco, per il suo contenuto in psoralene, una sostanza che può causare irritazione nelle persone sensibili, se maneggiato a lungo può provocare arrossamenti e fotosensibilità e aumento della predisposizione alle scottature solari. E' velenoso per pappagalli, gatti e piccoli animali che però evitano di cibarsene.

E PER FINIRE... George Ohsawa, fondatore della macrobiotica, usava dire che il prezzemolo crudo non dovrebbe mai mancare sulla vostra mensa!


Scritto da Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.