domenica 28 giugno 2015

CHELIDONIUM M. o celidonia, pianta spontanea per verruche, porri, duroni ...

CHELIDONIUM Majus o CELIDONIA, pianta spontanea molto potente
Ha effetti sul FEGATO e COLECISTI, è SPASMOLITICA e si utilizza per PORRI, VERRUCHE e DURONI.

La chelidonia o celidonia, famiglia delle papaveraceae, è una pianta erbacea spontanea di circa 60 cm con fusto eretto e ramificato, dotato di lunghi peli. All’interno del fusto vi è un lattice color giallo-arancio, irritante per la pelle, e i fiori, di un bel giallo vivo, hanno quattro petali.
E’ una pianta molto diffusa, lungo le siepi e i cespugli, tra i ruderi, in pianura come in montagna. Si raccoglie in primavera fino ad estate inoltrata e si usa la pianta intera. Gli animali al pascolo la evitano per il sapore disgustoso.

QUANDO è UTILE e QUALI sono i PRINCIPI ATTIVI contenuti
Si utilizza il LATTICE all’interno del fusto e la TINTURA MADRE, ottenuta dalla macerazione in alcol e acqua delle parti aeree che si acquista già preparata nelle erboristerie.
I principi contenuti più interessanti dal punto di vista terapeutico sono gli ALCALOIDI, che sono presenti in maggiore concentrazione nelle radici. La pianta contiene anche degli enzimi proteolitici, che scindono le proteine in aminoacidi.
Questa pianta è conosciuta e utilizzata fin dall’antichità per calmare il dolore.
I numerosi alcaloidi contenuti facilitano l’attività della COLECISTI e del FEGATO, e producono effetti nelle affezioni delle vie biliari, in quelle dello STOMACO e dell’INTESTINO. Come altre papaveraceae è sedativa e spasmolitica, oltre che purgante. In caso di crampi allo stomaco e per facilitare la digestione si utilizza la tintura madre, ma sotto prescrizione medica in quanto a dosi elevate è una pianta tossica.
Elimina le VERRUCHE, PORRI, CALLI e DURONI. Si spalma il lattice, di colore giallo-arancione, sulla parte, evitando le zone circostanti. Ad un cerotto può essere praticato un foro, in modo da far fuoriuscire il callo o la verruca che verrà spennellata con il lattice. Lasciare agire per 24 ore e ripetere l’operazione. E’ efficace come il lattice di fico. 

La chelidonia per uso interno non è più consentita, quindi non reperibile.
E’ una pianta appartenente alle papaveraceae, come il papavero da oppio, con effetti analgesici e sonniferi.

La sua azione inibente la sintesi e l’attività dei principali enzimi infiammatori (COX-1, COX-2 … responsabili della sintesi delle prostaglandine e coinvolti nella neoangiogenesi di cellule tumorali) le conferisce proprietà antinfiammatorie e antitumorali.

Messeguè, nel suo “Il mio erbario” scrive: “… siamo cauti perché è una traditrice, potrà sembrare gracilina ma è una falsa debole … in realtà è un esplosivo vegetale … è una parente del temibile Papaver Somniferum che secerne l’oppio e del gentile rosolaccio … per conto mio la raccomando unicamente per uso esterno … la celidonia è diuretica, purgativa: da raccomandare dunque ai reumatici, ai gottosi, ai sofferenti di coliche renali. E’ un farmaco specifico per il fegato … E’ calmante, concilia il sonno e combatte gli spasmi organici; la raccomando a quanti hanno il sonno difficile, ai sofferenti di angosce, agli asmatici, agli ipernervosi, ai bronchitici cronici, ai sofferenti di allergie gravi, agli infelici minacciati dall’arteriosclerosi e a quanti vanno incontro all’angina pectoris … guarisce le oftalmie croniche, la dermatosi, cura la tigna, fa scomparire le verruche … Applicata in impacchi sull’addome, è il miglior vermifugo. In pediluvi regolarizza i cicli delle donne e ripristina le mestruazioni interrotte. Ne faccio largo uso nei miei preparati dove agisce come un ottimo fattore sinergico e attivatore delle proprietà delle altre piante.”

CHELIDONIUM, il RIMEDIO OMEOPATICO
I soggetti che necessitano del rimedio presentano tratti aggressivi e dispotici, sono più pratici che intellettuali. Viene utilizzato, come in fitoterapia, per problematiche epatiche, come fegato ingrossato e dolore che si estende alla schiena e alla scapola destra con colorito giallognolo e calcolosi biliare con dolore sempre alla parte destra. Il dolore peggiora con i cibi grassi ed è, talvolta, presente uno spiccato desiderio di bevande calde e formaggio. Altri sintomi presenti sono: cefalea con sensazione di pesantezza alla parte destra, nevralgia e torpore facciale; la lingua è coperta da una patina giallastra con impronta dei denti; dolori alle spalle con sensazione di gelo ai polpastrelli con possibile associazione a nausea e sudorazione; polmonite con dispnea e dolore quando si tossisce. I sintomi tendono ad essere localizzati nella parte destra del corpo.
I sintomi migliorano con i bagni caldi, con l’evacuazione, con i cibi e le bevande calde, con la pressione sulla zona interessata.
I sintomi peggiorano sdraiandosi sul lato destro, dalle 4 alle 16, con il movimento, con i cibi grassi.
Chelidonium fu sperimentato da Hahnemann e inserito nella Materia Medica Pura (A. Lockie Enciclopedia dell’omeopatia).
Il rimedio omeopatico viene prescritto dal medico omeopata dopo un’attenta osservazione dei sintomi mentali e fisici del paziente.

UN PO’ DI STORIA e CURIOSITA’
Dioscoride (40-90 d.C.), famoso medico, botanico e farmacista che esercitò a Roma ai tempi di Nerone, denominò la pianta dal termine greco chelidon=rondine, perché la celidonia fiorisce nel periodo migratorio delle rondini.
Gli alchimisti si servivano della celidonia nella ricerca della pietra filosofale e le dettero il nome di coeli donum, dono del cielo.  Paracelso la considerava un’erba insanguinata, cioè adatta a curare i disturbi circolatori e un’erba gialla per curare l’itterizia e altre malattie epatiche.
Messeguè la chiamava “erba delle rondini” osservando una rondine con una goccia di lattice nel becco che lo portava ai rondinini per proteggerli dalla cecità.

CONTROINDICAZIONI. Controindicata nei soggetti con problematiche epatiche o di calcolosi, bambini e donne in gravidanza. La celidonia è una pianta tossica per uso interno. L’assunzione interna necessita di parere medico.

Scritto da Angela Ballarati
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