domenica 15 marzo 2020

Il tè: nero, verde, bianco, rosso, matcha, bancha ...


Il tè: nero, bianco, verde, rosso …
La pianta
Cosa contiene, i principi attivi e il loro effetto
Quando può essere utile
Come preparare un buon tè
I tè più conosciuti
Tè matcha, la macrobiotica e il tè bancha
Controindicazioni

foto Jsbaw7160

Il tè è una bevanda conosciuta e consumata in tutto il mondo, ne esistono varietà per tutti i gusti e tutti i palati ed è ricchissimo di proprietà. Si calcola che in tutto il mondo si consumino circa 300 miliardi di tazze l’anno, gli italiani ne consumano circa 100 g a testa, consumo che tende a salire.


Il tè verde e il tè nero provengono dalle foglie della  stessa pianta: la Camellia Sinensis. Tutte le varietà di tè provengono dalla medesima pianta, anche il tè bianco, il tè giallo e l’oolong, a cambiare sono i trattamenti a cui sono sottoposti.

La pianta

La pianta del tè è un piccolo albero sempreverde, Camelia sinensis della famiglia botanica delle teaceae, originaria della Cina meridionale e della Birmania, dove viene coltivata fin dall’antichità.

Il suo habitat naturale è nei paesi a clima mite con precipitazioni abbondanti e ad altitudini comprese fra i 500 e i 2000 m;  maggiore è l’altitudine, migliore è la qualità del tè, infatti i tè high grow sono più pregiati rispetto ai medium grow. Oggi viene coltivato in molti stati: Indonesia, Kenya, Mozambico, Tanzania, Brasile,Russia meridionale …

Presenta foglie seghettate di colore verde scuro e profumati fiori bianchi: allo stato spontaneo può raggiungere i 15 m di altezza.
La pianta del tè può dare fino a dieci raccolti l’anno anche se i più pregiati si raccolgono soltanto in  primavera. Dopo il raccolto si prosegue con la lavorazione: da 4 kg di foglie si ottiene 1 kg di tè.


Cosa contiene

Il tè è ricco di alcaloidi, tannini, oli essenziali, flavonoidi, vitamine del gruppo B e minerali come il calcio, il ferro, il fluoro, il fosforo, il magnesio, il potassio, il rame e il sodio.

Caffeina e teina sono due nomi che indicano la stessa molecola, un alcaloide  presente anche nel cacao (teobromina), nella cola, nel guaranà (guaranina), nel mate (mateina) e naturalmente nel caffè. E’ presente nelle foglie, nei semi e nei frutti, dove funge da difesa come insetticida naturale, paralizzante, o con effetto  tossico per  gli insetti.

Un altro alcaloide presente nel tè è la teofillina, contenuta anche nei semi del caffè e del guaranà, viene utilizzata come farmaco antiasmatico e la sua concentrazione, nei vari tipi di tè, varia in base alla durata dell’infuso e al tipo di tè. La teofillina è una metilxantina il cui utilizzo clinico avvenne nel 1902 come diuretico, furono necessari altri 20 anni per scoprire le sue potenzialità come antiasmatico.
La teofillina ha effetti stimolanti sul sistema nervoso e in particolare: rilassa la muscolatura bronchiale, aumenta la frequenza cardiaca e la contrattilità del muscolo cardiaco e ha un’azione di tipo antinfiammatorio.

Viene utilizzata, sempre come broncodilatatore, anche in medicina veterinaria.

La caffeina presenta una dose tossica e letale per l’uomo  raggiungibile solo con un forte abuso degli alimenti che la contengono naturalmente. Il caffeinismo rappresenta una forma di dipendenza da abuso.

La caffeina aumenta i livelli di adrenalina, stimola il sistema nervoso simpatico portando ad un aumento del battito cardiaco e dell’afflusso di sangue ai muscoli, a una diminuzione dell’afflusso di sangue alla pelle e agli organi interni e al rilascio di glucosio del fegato. Inoltre facilita la trasmissione della dopamina (neurotrasmettitore e neurormone che aumenta la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca)  e del glutammato (con la memoria).

Il tè nero contiene alte concentrazioni di caffeina/teina mentre la teofillina è presente in quantità minime; maggiore è il tempo di infusione e maggiori sono le concentrazioni dei due alcaloidi.
A fine articolo un approfondimento sulla dopamina.


Quando può essere utile

Il tè è uno stimolante per il suo contenuto di caffeina, anche se ne contiene  la metà rispetto ad una tazzina di caffè e il suo effetto è più dolce in quanto i tannini ne mitigano l’assorbimento. Quindi la caffeina agisce meno intensamente rispetto a quella contenuta nel caffè.

Sugli effetti del tè, nella letteratura scientifica, sono pubblicati innumerevoli studi e ricerche, solo sulle sue proprietà antitumorali sono oltre 1000.
Questo studio https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4055352/ riassume i lavori  che a partire dal 1988 sono stati pubblicati e che suggeriscono come le catechine e le teaflavine, presenti nel tè, possono ridurre il rischio di vari tipi di tumori nell’uomo.

-      Il tè stimola il metabolismo aiutando in caso di diete ipocaloriche.

-      Le foglie contengono fluoro, combatte l’alitosi, le carie e la placca. Si parla di tè nero.

-      I sali minerali contenuti nel tè lo rendono un buon riequilibrante idrico-salino e lo rendono adatto, sia caldo in inverno che freddo in estate, per gli sportivi e per reintegrare i sali minerali persi con il sudore.

-      E’ utile in caso di diarrea per la funzione astringente dei tannini contenuti. Perfetto con l’aggiunta di  limone.

-      Il tè contiene teofillina, presente in preparazioni per la cura dell’asma e delle riniti allergiche. Le sostanze contenute agiscono come broncodilatatori https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23672674  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20859807

-      In caso di occhiaie, occhi gonfi, arrossamenti e impurità della pelle: i tannini liberano le impurità della pelle rendendola più elastica e tonica. Applicare, per 20 minuti circa,  sulla zona interessata, delle pezzuole imbevute di tè nero forte. Ripetere l’operazione 2 volte al giorno fino a miglioramento, in alternativa è possibile utilizzare direttamente le bustine.


I tipi di tè


I tipi di tè si distinguono sulla base delle lavorazioni subite. Le lavorazioni  si suddividono in: appassimento, arrotolamento, fermentazione ed essicazione.
Con l’appassimento le foglie raccolte vengono aerate con correnti di aria calda per renderle morbide e flessibili.
Con l’arrotolamento, effettuato con macchinari, si rompono le cellule delle foglie che rilasciano oli essenziali ed enzimi che a contatto con l’ossigeno provocano ossidazione chiamata fermentazione.
La fermentazione è la fase che espone le foglie all’aria molto umida che provoca ossidazione e rilascio di aromi.
L’ultima fase è l’essicazione con aria calda e secca che blocca l’ossidazione.

Il tè verde. Non è fermentato. Il gusto del tè verde è più aspro e amaro del tè nero, ma il contenuto in tannini è superiore, mentre quello della caffeina è inferiore. Maggiore è il contenuto in antiossidanti.  Per approfondimenti https://benessere-natural-mente.blogspot.com/search?q=t%C3%A8+verde

Il tè nero. Le foglie di tè nero vengono lasciate appassire in camere ventilate perché si ammorbidiscano. Successivamente vengono arrotolate, permettendo al succo di fuoriuscire, e fermentate per diminuire i tannini e rendere il tè meno astringente. 
Il tè nero è il più diffuso in Occidente ed il suo gusto è più morbido del tè verde.  
Il tè Pu’er è un tè postfermentato che è un processo di fermentazione microbica a cui si sottopongono le foglie dopo che sono state essiccate e laminate. E’ una specialità cinese (Yunnan) e viene spesso indicato come tè nero e viene differenziato in base ad una ulteriore lavorazione in crudo stagionato.  In genere si acquista sfuso o in panetti. L’infusione si può ripetere parecchie volte senza perdere l’aroma. Come preparare il tè Pu’er: https://artedelricevere.it/infusione-orientale-pu-erh/

Il tè bianco, fermentato parzialmente, è coltivato principalmente in Cina, si ottiene dalle gemme o dalle prime foglie della pianta  che vengono lasciate ad essiccare alla luce del sole per prevenire l’ossidazione. Il nome deriva dalla peluria bianco-argentea che ricopre le gemme chiuse. E’ ricco di polifenoli e di metilxantine (teofillina) che agiscono sugli adipociti, la concentrazione nel tè bianco è superiore a quella del tè verde e del tè nero.

Il tè Oolong.  Chiamato anche tè blu è una via di mezzo fra il tè nero e il tè verde. La sua fermentazione viene fermata a metà.

Il tè giallo, come l’Oolong è un tè semifermentato.

Il tè scented. E’ un tè con aggiunta di frutta, fiori e spezie come la cannella, l’arancio o il bergamotto.

Il tè rosso viene chiamato tè impropriamente perché non deriva dalla Camellia Sinensis, come altri tipi di tè, ma dalle foglie dell’Aspalathus Linearis, pianta appartenente alla famiglia delle leguminose che cresce esclusivamente nella regione del Cederberg in Sudafrica. I tè rossi sono chiamati neri in Occidente e sono i tè fermentati come sopra riportato; il rooibos e il carcadè sono in realtà infusi. Dopo il raccolto, le foglie sono tritate, fatte fermentare e lasciate ad asciugare al sole. La caratteristica che lo differenzia dagli altri tè è che non contiene caffeina, sostanza eccitante, e può quindi essere utilizzato più frequentemente senza incorrere in controindicazioni per i più sensibili. Per approfondimenti: https://benessere-natural-mente.blogspot.com/2014/07/terosso-rooibos-antiossidante-dai.html

Si trovano anche tè che sono il frutto di attente miscelazioni.


I tè più conosciuti

I tè più venduti in Europa provengono, per la maggior parte, dalla Cina, dall’India e dallo Sri Lanka.

Fra i tè cinesi, dall’aroma delicato, i più conosciuti sono il Pekoe Orange, proviene dalla prima foglia della pianta e non ha nulla a che fare con le arance, mentre il Pekoe ordinario dalla seconda foglia, il Pekoe fiorito è prodotto solo dal germoglio.

I tè indiani e dello Sri Lanka sono miscele dall’aroma più intenso e, generalmente, prendono il nome dalla zona di provenienza come il Darjeeling, tè molto pregiato, che prende il nome dalla regione himalayana dove è coltivato.

Dello Sri Lanka è conosciuto  il Ceylon dal colore dorato e dal sapore pieno.

L’Earl Grey, prodotto sia in Cina che India, deve il suo nome al conte Grey al quale fu regalata una partita di questo tè. E’ un tè nero profumato al bergamotto.

English breakfast è una miscela, di tè neri, dal gusto forte e corposo.

Il tè Assam, prende il nome da una regione dell’India, ha un gusto deciso ed è ricco di tannini.

I Lemon tea sono una miscela di tè, aromatizzata al limone.

Fra i tè neri aromatizzati troviamo il Rose, aromatizzato con petali di rosa, lo
Spiced tea, aromatizzato con chiodi di garofano e scorze di arancia, il Vanilla, miscela di tè alla vaniglia.

Jasmin, prodotto in Cina è una miscela di tè neri e verdi aromatizzati al gelsomino.

Gunpowder è un tè verde prodotto in Cina e nell’isola di Taiwan (ex Formosa)
 dal gusto aromatico. E’ considerato il migliore tè cinese, accompagna tutti i piatti orientali ed è consigliato anche ai bambini per il suo basso contenuto di caffeina.

Il lung Ching è un tè cinese verde dal sapore delicato.

Come prepararsi un buon tè

Prepararsi  un tè non richiede grandi  conoscenze, però qualche particolarità nel tempo di infusione è utile conoscerla.
La tisana si ottiene versando 100 ml di acqua bollente su 5 g di foglie, si copre e si lascia in infusione da  2  a 10 minuti, in base al gusto individuale. Questo è il modo classico più conosciuto per la preparazioni in infusione.  Se vogliamo preparare un buon tè, meglio utilizzare quello sfuso (non in bustina) e per mantenere integri i principi del tè il suggerimento è quello di aggiungere nella tazza un po’ di acqua fredda per evitare che con l’acqua bollente le foglie si deteriorino e con esse quei composti sensibili al calore.
Con un’infusione breve, 2 o 3 minuti, si ottiene un tè  leggero, ideale come stimolante perché la caffeina si discioglie nell’acqua molto velocemente (la caffeina è idrosolubile).  Con un’infusione più prolungata, oltre i 3 minuti fino a 10, otteniamo un tè forte, con più tannini che rallentano l’assorbimento della caffeina.
Dolcificare il tè con zucchero o miele dipende dal gusto individuale, naturalmente è più calorico, ma occorre tener presente che l’aggiunta di latte, oltre a renderlo meno digeribile (vale anche per il caffè) neutralizza i polifenoli, noti antiossidanti.


Il Giappone, la macrobiotica e il tè

In Giappone si producono dei tè che si distinguono a seconda della parte di pianta utilizzata.
Queste bevande sono state portate in Occidente da George Ohsawa, il fondatore della macrobiotica, che ne ha diffuso l’uso per la cura delle malattie.

Il tè bancha si ottiene dalle foglie più vecchie, dopo il primo taglio, e rappresenta la bevanda macrobiotica per eccellenza. Contiene poca caffeina, favorisce la digestione e aiuta a riequilibrare gli scompensi yin-yang. I macrobiotici consigliano di mettere 1 o 2 cucchiaini di tè bancha in una teiera di ceramica, si versano 4 tazze di acqua bollente, si copre e si lascia in infusione per 5-10 minuti. Si filtra e si beve senza gettare il fondo del tè che verrà riutilizzato ripetendo l’operazione. Quando i fondi raggiungono 2-3 cm, di fondo, si getta tutto e si ricomincia. Il tè bancha è depurativo, diuretico, alcalinizzante e ricco di antiossidanti.

Il tè Kuchica è prodotto dai rametti della pianta del tè, privati delle foglie. In giappone è considerato il meno pregiato, inversamente in macrobiotica  è valutato come il più benefico. Non contiene caffeina, presente nelle foglie, ed è utile in caso di stanchezza, nausea, gastrite, nervosismo e disturbi della vescica. Si prepara mettendo 2 cucchiaini di tè, di tre anni, in una pentola con 4 tazze di acqua fredda, si porta a ebollizione e si cuoce per dieci minuti.

Il tè verde o Ryoku-Cha si ottiene dalle foglie più giovani e tenere raccolte in  primavera. E’ il più utilizzato dai macrobiotici ed è indicato per la digestione dei grassi animali e in caso di colesterolo alto. Si prepara versando 4 tazze di acqua bollente su 2 cucchiaini di tè, si copre e si lascia in infusione per 3-5 minuti.

E’ prodotto in Giappone anche il tè Matcha che sta ottenendo sempre maggiore popolarità. E’ un tè verde, fatto crescere al riparo dal sole, le cui giovani foglie vengono polverizzate e, aggiungendo acqua calda, producono una bevanda dalle molte proprietà.  Secondo alcuni studi conterrebbe otre 100 volte la percentuale di antiossidanti del tè verde. Il tè matcha è energizzante, stimola il metabolismo, favorisce la concentrazione e la memoria, riduce lo stress, è ricchissimo di antiossidanti e di clorofilla, il suo colore verde acceso ce lo indica. Il tè matcha è indicato, da alcune ricerche, come benefico sul sistema cardiocircolatorio e in caso di colesterolo alto.

Per saperne di più
La dopamina viene rilasciata da stimoli fisiologici come il cibo buono, il sesso, l’ascolto della musica o le sostanze stupefacenti.  Svolge funzione di controllo su: movimento, sensazione di piacere, la ricompensa, la produzione di prolattina, sonno, alcune facoltà cognitive e capacità di attenzione.
La cura della depressione consiste nel bloccare un recettore a cui si lega, per far liberare quanta più dopamina possibile e risollevare il tono dell’umore in modo farmacologico.
La dopamina è coinvolta nel determinare le proprietà motivazionali delle sostanze attive a livello del Sistema Nervoso Centrale (SNC). Sostanze come le anfetamine e la cocaina, stimolando i recettori e aumentando il tono dopaminergico, stimolano il rilascio e bloccano la ricaptazione neuronale,in soldoni:  c’è più dopamina in circolo che influisce sull’umore. La nicotina e altri alcaloidi contenuti nelle sigarette agiscono in modo analogo.
Gli antagonisti dopaminergici sono farmaci che si utilizzano in ambito psichiatrico e anche nella malattia di Parkinson e in misura minore come antidepressivi e nelle dipendenze.


Controindicazioni ed effetti collaterali. Il tè non presenta particolari controindicazioni se assunto correttamente.  L’abuso di tè o teismo induce stitichezza, problemi digestivi, disturbi a carico del cuore e dei reni. In caso di dosi elevate può insorgere irritazione e iperacidità gastrica, tremori, irrequietezza, palpitazioni, irritabilità, diminuzione dell’appetito, diarrea, mentre in caso di iperdosaggio anche nausea e spasmi addominali.
E’ bene ricordare che in caso di gastrite, ulcera peptica, allattamento e ipersensibilità è da evitare l’assunzione e da limitare in caso di patologie renali, cardiovascolari e tiroidee. In questi casi è meglio chiedere il parere medico e anche se si assumono farmaci perché interferisce con l’assorbimento. 
    
   
    Scritto da Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              







martedì 14 gennaio 2020

Ribes Nigrum o ribes nero: raffreddori, allergie e dolori


RIBES NIGRUM
Cosa contiene, quando è utile, alcuni studi, curiosità, cosa scrive Mésségue e le controindicazioni
foto di Pezibear


Il ribes nigrum, ribes nero, appartiene alla famiglia delle Grossulariaceae ed è un arbusto spontaneo, alto circa 2 m, che cresce sulle Alpi, nei boschi e lungo i corsi d’acqua. E’ originario delle zone montuose Europee e Asiatiche.

I piccoli frutti sono profumati e aciduli e, anche se cresce spontaneo, si ritiene che sia stato selezionato dall’uomo e che anche il suo sapore abbia subito dei cambiamenti.

Alcuni  nomi locali: Cassis in Toscana, Uva rama in Piemonte, Canestrei in Lombardia, Uva spina nera in Emilia.

E’ privo di spine. I fiori sono piccoli, giallastri e coperti di peli.

Le bacche sono nere all’esterno e rosse all’interno. Compaiono tra agosto e settembre.

Le foglie hanno bordi seghettati e sulla pagina inferiore presentano delle ghiandole che secernono un odore particolare.

I germogli si raccolgono in primavera, le foglie da giugno a luglio ed i frutti in piena estate.

Le foglie essiccate si conservano in recipienti di vetro scuro e i frutti si consumano freschi.
Cosa contiene


I frutti sono ricchissimi di vitamina C (175 mg in 100 g, il triplo dell’arancia e del limone) e betacaroteni, contengono acidi organici, come il malico e il citrico.
Buono è il contenuto di azoto, bromo, calcio, ferro, magnesio, manganese, potassio, zinco e zolfo.
Le foglie contengono terpeni, acidi fenolici, tannini, flavonoidi e oli essenziali.


Utilizzo


Come alimento, il ribes si consuma fresco oppure come marmellate e succhi.  Il succo  di ribes è rinfrescante e dissetante.


La tisana si ottiene versando 100 ml di acqua bollente su 5 g di foglie, si copre e si lascia in infusione per 10 minuti, quindi si filtra. Le foglie vantano proprietà  diuretiche e antireumatiche.


La tintura madre si ottiene dalla macerazione, in una miscela di alcol alimentare e acqua, delle foglie. Si filtra e si utilizza. Si trova pronta nelle erboristerie e farmacie specializzate.

Il macerato glicerinato si produce lasciando macerare i germogli della pianta in una miscela di alcol alimentare e glicerina. Si lascia decantare, si spreme il residuo, si filtra e si diluisce in acqua, glicerina e alcol. Come per la tintura madre, si acquista  pronto all’uso nelle erboristerie e farmacie specializzate.
Il gemmoderivato di ribes nigrum è utilizzato in fitoterapia dagli inizi del Novecento per le sue proprietà antinfiammatorie.

Il succo di bacche di ribes nero è indicato nella fragilità capillare.


Anche i semi sono utilizzati, si produce un olio impiegato soprattutto nell’industria cosmetica per il suo gusto poco piacevole. Si ritiene possa diminuire i sintomi menopausali e la sindrome premestruale.



Quando è utile il ribes nero

E’ un diuretico e depurativo

La pianta stimola l’attività renale e la disintossicazione del fegato. Le foglie di ribes contengono sostanze che favoriscono l’eliminazione di acido urico e delle purine, abbassando contemporaneamente la pressione arteriosa; sono indicate nel trattamento delle diarree, della gotta, delle cistiti,  dei reumatismi e nell’arteriosclerosi.
Si utilizza l’infuso, lontano dai pasti.
Come disintossicante si può associare la tintura madre di carciofo, noto depurativo epatico.


Manifestazioni allergiche: rinite, orticaria, asma allergica

I principi attivi contenuti nella pianta sollecitano la produzione di cortisolo, simile al cortisone (cortisone-like), da parte delle ghiandole surrenali, risultando antinfiammatori senza produrre gli effetti negativi tipici del farmaco.
Si utilizza il gemmoderivato.
L’utilizzo del macerato di ribes nigrum, anche se cortisone-like, non ha gli effetti istantanei del cortisone. In genere viene indicato dai terapeuti come preventivo e da valutare con il proprio medico curante.
I fitoterapeuti e i naturopati lo consigliano in caso di congiuntiviti allergiche, asma, riniti allergiche e per tutte quelle sintomatologie derivanti da allergie a paritaria, pollini, ambrosia ecc…


Raffreddore, mal di gola e sintomi influenzali

 Il gemmoderivato e l’infuso di Ribes Nigrum vengono impiegati anche in caso di raffreddore  e sintomi influenzali, viene considerato un febbrifugo.



Artrite e reumatismi

L’attività antinfiammatoria del ribes nigrum trova indicazione nei dolori artritici e reumatici. Si utilizza la tintura madre e l’infuso.

Immunomodulatore

Il Ribes viene considerato un immunomodulatore e un protettore metabolico. E’ utile in caso di patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide e le malattie metaboliche come il colesterolo alto, la pressione alta e i trigliceridi alti. Viene, in genere, prescritta la tintura madre.



Ricostituente e tonico

Il succo di ribes nero rappresenta un buon ricostituente in virtù delle vitamine e sali minerali contenuti.

Vasotonico

La sua azione vasotonica si esplica per il contenuto in vitamina C e antociani, noti antiossidanti che aiutano in caso di fragilità capillare e cattiva circolazione periferica. E’ adatto quindi anche in caso di emorroidi, couperose, insufficienza venosa e disturbi della retina.


Ribes Nigrum e fitoterapia veterinaria

Il gemmo derivato di Ribes è adatto anche per i nostri amici a quattro zampe. Viene prescritto per infiammazioni in genere,congiuntiviti, allergie, dermatiti e sintomatologia e stati dolorosi osteoarticolari.



Mességué:

“Il ribes nero è astringente sudorifero ed è un tonico formidabile; agevola le funzioni di tutti gli organi del sistema digestivo, arresta le diarree croniche, lenisce le coliche e i dolori di stomaco, è efficace contro le emicranie, è febbrifugo e guarisce molte infezioni della bocca e del retrobocca (angine, mal di gola, infiammazione delle tonsille, gengiviti, ecc.). Ma prima di tutto è un ottimo diuretico e un ottimo rimedio contro i reumatismi.
Ho guarito moltissimi sofferenti di reumatismi cronici ricorrendo solo  a  bagni e infusi di ribes nero. Le stesse applicazioni sono indicate a restituire l’uso dei reni e della vescica agli infelici che sofrono di calcoli o di ritenzione delle urine. Godetevi a volontà il succo di ribes nero crudo o cotto: la stanchezza, i disturbi di fegato, l’artrite, i malanni del sistema urinario, non saranno più che cattivi ricordi. Le foglie della pianta, strofinate sulle punture d’insetti, leniscono meravigliosamente il dolore.”

Alcuni studi pubblicati sul Ribes

Questa review, del Dipartimento di Scienze della Nutrizione Umana dell’Illinois (USA), riassume gli studi degli ultimi dieci anni e fornisce informazioni aggiornate sul ribes nigrum. Gli antociani contenuti sono una ricca fonte di sostanze con proprietà antiossidanti, antimicrobiche antinfiammatorie. Inoltre possono migliorare la salute umana generale, in particolare nelle malattie associate all’infiammazione e alla regolazione della glicemia (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31454085 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31035378 ).

L’Università coreana ha studiato il fotoinvecchiamento della pelle sottoposta a raggi UVB. Il trattamento con Ribes N. ha alleviato i disturbi da fotoinvecchiamento nei fibroblasti cutanei umani (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29768726).

In Turchia le foglie di Ribes sono impiegate nella tradizione popolare per curare le ferite. Sono state studiate le proprietà delle specie di Ribes che crescono in Turchia per valutare la loro attività nella guarigione delle ferite. Sono stati utilizzati estratti  di metanolo delle foglie che hanno aumentato significativamente la resistenza alla rottura della ferita, la riduzione dell’area dei tessuti  interessati e diminuito l’indice di stress ossidativo (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30902746).

Nel Pakistan settentrionale il Ribes Nigrum viene utilizzato nella medicina popolare come rimedio dei reumatismi e dei dolori articolari. Lo scopo dello studio era osservare l’efficacia dell’estratto acquoso etanolico di Ribes Orientale nel trattamento dell’artrite reumatoide ed i risultati supportano il suo utilizzo nel trattamento dell’artrite reumatoide umana.

In questa pubblicazione https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31134806 viene valutata la presenza di antociani nel plasma e nelle urine. E’ importante per valutare il metabolismo degli antociani e la presenza, dopo l’ingestione, di principi biologicamente attivi  visto che i dati sull’assorbimento degli antociani sono molto limitati. Le antocianine prevalenti nel Ribes N. sono delfinidina e la cianidina, rutinosidi. A cinque uomini che assumevano estratto di Ribes N. sono stati eseguiti dei prelievi  e si è rilevato che il picco di concentrazione nel plasma e nelle urine è stato raggiunto dopo 2 ore dall’ingestione. Inoltre la concentrazione di acido protocatecuico è aumentata in modo significativo (questo acido è un metabolita dei polifenoli con comprovata azione antiossidante).

Breve parentesi sull’acido protocatecuico. Secondo la professoressa di scienze alimentari del College of Agricultural dell’Università dell’Illinois, che ha  studiato la buccia dei chicchi di caffè (prodotto di scarto) ricca di acido protocatecuico e acido gallico, questi composti mostrano una capacità antiossidante di molto superiore alla media.


Approfondimento: gli antocianosidi


Gli antociani o antocianosidi sono glucosidi della famiglia dei flavonoidi (raggruppati a volte sotto il nome di vitamina P) responsabili per i colori rosso, blu e violetto di fiori e frutta. Il codice E163 è loro attribuito come additivo alimentare.
Sono presenti in grandi quantità nell’aronia, nelle bacche del sambuco, nelle arance, naturalmente nel ribes, e in minor quantità nella banana, nella pera, nella patata. Non si rilevano nelle piante acquatiche perché necessitano della fotosintesi e di una intensità luminosa tale da non poter essere raggiunta sott’acqua.
Gli antociani sono antiossidanti. Aiutano a neutralizzare i radicali liberi (azione scavenger) risultando antidoto naturale contro l’invecchiamento. Svolgono un’azione protettiva sul microcircolo aiutando in caso di fragilità capillare, ma anche di ritenzione idrica e cellulite.
Agli antociani vengono attribuite proprietà antiaggreganti piastriniche che, insieme all’azione vasodilatatoria e antiossidante, li  rendono protettivi del sistema cardiovascolare.

Curiosità e un po’ di storia

Il Cassis (nome del frutto in francese) o Creme de Cassis è un noto liquore a base di bacche di ribes.
Il suo nome, per alcuni deriverebbe dallo scandinavo, per altri dall’arabo. Quando i Mori raggiunsero la Spagna, in cerca di un surrogato per produrre una bevanda a base di rabarbaro (Rheum ribas), scoprirono il Ribes Nigrum e lo utilizzarono.
Il Ribes rosso o Ribes Rubrum, appartiene alla stessa famiglia del Nigrum, ma le sue proprietà fitoterapiche sono nettamente inferiori. Questo è il motivo per cui viene impiegato nella produzione di sciroppi, marmellate e macedonie e non in fitoterapia.

Controindicazioni. Il Ribes Nigrum è sconsigliato in caso di ipertensione, patologie renali, epilessia e può interagire con anticoagulanti e psicofarmaci. Per la sua azione cortison-like, potrebbe causare nel lungo periodo ritenzione idrica. Sconsigliato l’uso in gravidanza e nei bambini di età inferiore ai 3 anni. Il consulto medico è sempre vivamente consigliato.



Scritto da Angela Ballarati
Metti “mi piace” sulla mia pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.