domenica 5 maggio 2019

Achillea millefolium, tante virtù in una sola pianta


Achillea millefoglie: emostatica, antinfiammatoria, antispasmodica, carminativa, coleretica ed antimicrobica

Utile nei disturbi digestivi, in caso di emorroidi,  per ragadi e bruciature
Cosa scrive Messèguè
Utilizzo e controindicazioni
Storia e simbologia

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L’Achillea millefolium (Yarrow), il cui nome deriva dal greco Achylleys, immortale, e dal latino Millefolium, dalle tante foglie, appartiene alla famiglia delle asteracee o compositae.
E’ molto comune nell’Italia settentrionale, nei prati e negli incolti, lungo i margini dei sentieri fino a 2200 m. Non soffre la siccità o il freddo, ma l’umidità. E’ spontanea in tutto l’emisfero boreale.
Alcuni nomi locali attribuiti sono: sanguinella in Toscana, Erba del soldato, Erba del marchese, Stagna dora, Stagna sangue in Liguria, Erba de feridas in Sardegna.
Possiede un rizoma ramificato e strisciante ed il fusto, diritto, può raggiungere i 60 cm di altezza.
Le foglie sono a forma di penna, lunghe e frastagliate a cui si deve il nome, millefolium.
I fiori, bianchi o rosati, formano una specie di tettuccio uniti l’uno con l’altro.
Le parti utilizzate (droga) sono le sommità fiorite e le foglie che si raccolgono durante la fioritura. Subito prima della fioritura completa,consiglia Mességué, tra giugno e agosto.
Si essicca in luogo aerato, teme la luce e l’umidità.
Si conserva in barattoli di vetro ben chiusi.
Si trova in tutti i prati asciutti e non è difficile coltivarla, basta seminarla in un luogo ben soleggiato. Darà ogni anno delle pianticelle a patto di non estirparne le radici.
Per la coltivazione è possibile acquistarla nei garden e interrarla, in primavera,  in luoghi soleggiati e asciutti  rispettando la distanza di 20/30 cm fra una piantina e l’altra.

Cosa contiene

L’achillea (i fiori e le foglie) contiene: terpeni, flavonoidi, steroli, lattoni, cumarine.  Acidi organici come  l’acido salicilico e il caffeico che le conferiscono proprietà antinfiammatorie e che stimolano la ricostruzione dei tessuti.
Contiene tannini la cui azione astringente è utile per fermare le emorragie.
Gli alcaloidi contenuti riducono gli spasmi digestivi e uterini aumentando la secrezione di bile.
Gli oli essenziali, achilletina e achilleina, stimolano la coagulazione del sangue, mentre il camazulene, olio essenziale contenuto anche nella camomilla, rilassa la muscolatura liscia dello stomaco, quindi la rende indicata in caso di crampi allo stomaco. Altri oli essenziali sono l’azulene, il beta-pinene, il tujone, borneolo e il cariofillene.

Utilizzo

In cucina si utilizzano le giovani foglioline, con altre erbe selvatiche, nelle minestre, nelle insalate, con rucola e valerianella per esempio, o anche nelle torte salate insieme a zucchine o altre verdure a piacimento. Con l’achillea si aromatizzano burro e liquori. Gli estratti di achillea sono sicuri nelle bevande, ma il prodotto finito deve essere privo di tujone (il tujone, presente anche nell’assenzio e nel tanaceto, è neurotossico).
Il gusto è amarognolo, meno quello delle giovani foglie che è più aromatico, ma quando sono più vecchie, le foglie sono più amare e anche l’aroma è più intenso per cui molti le utilizzano come spezie.

La tisana si ottiene versando 200 ml di acqua bollente su 2 g di pianta (2 cucchiaini da tè), lasciare in infusione per 10 minuti, quindi filtrare.

Il decotto si ottiene versando 2 cucchiai di pianta intera in 300 ml di acqua, si porta ad ebollizione e si lascia bollire per 5/10 minuti. Il decotto si utilizza esternamente: nell’acqua del bagno per ragadi e ulcere, oppure si applica con garza sterile imbevuta sul viso in caso di acne o pelle grassa.

La tintura madre, reperibile nelle erboristerie, è ottenuta dalla macerazione in alcol delle sommità fiorite.

L’olio essenziale si produce per distillazione in corrente di vapore della pianta essiccata. Si utilizza miscelato con acqua o olio vettore per impacchi e applicazioni esterne, anche in sinergia con altri oli essenziali come la camomilla, la lavanda o il neroli. Ha un colore verde/ blu scuro.


Quando può essere utile ed i rimedi più comuni

Disturbi digestivi
L’achillea è utile in caso di crampi allo stomaco e inappetenza; per stimolare la produzione di bile bere una tazza di tisana o, in alternativa, si impiega la tintura madre. Possiede un’azione antispasmodica, inferiore a quella della camomilla, ed aiuta in caso di cattiva digestione dovuta ad ipocloridria o tensione nervosa.

Azione sul fegato
L’azione dell’achillea sul fegato è coleretica (aumenta la secrezione biliare).
In questa minireview fra le altre proprietà si indica, oltre all’azione antinfiammatoria,  quella epatoprotettiva https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23959026.
L’azione coleretica è svolta dagli acidi dicaffeilchinici https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17704978

Crampi all’utero e metrorragie
Il contenuto in camazulene, olio essenziale, svolge azione rilassante sulla muscolatura calmando gli spasmi. Aiuta a regolarizzare il ciclo in caso di metrorragie pre-menopausali.
Nel periodo che precede e durante le mestruazioni è utile la tisana.

Attività antiflogistica
L’achillea è tradizionalmente utilizzata nel trattamento dei disturbi gastro-intestinali ed epato-biliari, ma anche come antiflogistico (antinfiammatorio).
Il Dipartimento austriaco dell’Università di Vienna ha valutato l’azione antiflogistica in vitro per comprenderne i meccanismi. I risultati confermano l’attività antinfiammatoria dovuta in parte all’azione inibitoria della frazione flavonoide https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17689902
Le glicosidi fenoliche possiedono proprietà analgesiche ed antinfiammatorie simili all’aspirina  inibendo la produzione di prostaglandine (PG), riducendo il dolore e calmando la febbre (Williamson & Evans 1988).
Il camazulene, presente in alcune varietà di Achillea millefolium, è fortemente antinfiammatorio ed antiallergenico. Il meccanismo della sua attività antiflogistica non è stato elucidato (Safayhi et al 1994 Evans 1989).

Infiammazioni intestinali, flatulenza e diarrea
I flavonoidi e l’acido salicilico agiscono come antinfiammatori.
Svolge un’azione carminativa, cioè favorisce l’espulsione dei gas, da stomaco e intestino. Indicata la tisana e la tintura madre.

Ragadi, piccoli tagli  e bruciature
La sua azione emostatica è principalmente svolta dall’achilletina e dall’achilleina che stimolano la coagulazione, così come i tannini con la loro azione astringente. Pertanto  l’achillea è utile applicata sulle piccole ferite. Oltre all’azione emostatica, ha effetto antisettico, antinfiammatorio e analgesico.

Azione antimicrobica
Gli oli essenziali presenti nell’achillea si sono dimostrati attivi contro i batteri (G+ G-) ed anche su Candida albicans (Barel et al 1991).

Insufficienza venosa ed emorroidi
E’ utile in forma di semicupio per le emorroidi sanguinanti (il decotto) ed anche come decongestionante per gli arti inferiori, pesanti e con stasi venosa. Si miscela l’olio essenziale con un olio vettore, calendula o mandorle dolci e si massaggia dolcemente dal basso verso l’alto.
Per la sua azione sul sistema circolatorio viene considerata un aiuto in caso di ipertensione.

Azione sedativa
L’achillea contiene un terpene, il tujone, con attività ipnotico-sedativa che ad alte dosi è tossico, quindi occorre attenersi alle indicazioni consigliate.
Su modello animale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22155391),  l’estratto idroalcolico, ha esercitato effetti ansiolitici senza alterare l’attività locomotoria.
Il tujone si distingue in alfa-tujone e beta-tujone (l’alfa-tujone è 2/3 volte più attivo)  ed è il principale responsabile degli effetti psicoattivi, quindi è potenzialmente neurotossico. Questo è il motivo per cui trattare con estrema cautela le piante che lo contengono (assenzio e tanaceto). 

Cosmesi
L’infuso può essere utilizzato come lozione, tonico per il viso.
L’estratto di Achillea al 2% ha dimostrato, in vivo, un miglioramento  significativo dell’aspetto delle rughe e dei pori rispetto al placebo e anche rispetto all’acido glicolico (molecola di riferimento) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21711463.
Occorre fare attenzione nell’utilizzo perché può determinare fenomeni di fotosensibilizzazione.

Repellente per zanzare
L’estratto di achillea ha dimostrato di allontanare le fastidiose zanzare.


Mességué nel suo “il mio erbario” scrive: “Le foglie e i fiori son un buon tonico del sistema digerente. La considero antispasmodica, calmante del cuore e del sistema circolatorio, e pertanto la raccomando a quanti sono predisposti all’angina pectoris e a dolori toracici. Ho spesso fatto ricorso all’achillea per curare disturbi nervosi refrattari ad altre medicazioni e per ridonare il ritmo mestruale alle adolescenti, come pure a donne in menopausa. E’ un efficace depurativo in grado di sconfiggere dermatosi squamose e acne. E’ un buon rimedio contro i calcoli urinari, Raccomando l’infuso per combattere i crampi di stomaco, stimolare la digestione e agevolare l’espulsione dei gas intestinali. Posso aggiungere ben poco agli elogi che sono stati fatti all’achillea come rimedio sovrano nella cura delle ferite. E’ innegabile che abbia poteri emostatici maggiori di quelli di qualsiasi altra pianta, e non esagero dichiarando che è una panacea per guarire piaghe, ulcerazioni, paterecci, screpolature, emorroidi e tutte le emorragie superficiali comprese quelle dal naso. Ciò che è meno noto è che ha delle sorprendenti qualità antisettiche; tutte le virtù riunite in una pianta! Con l’achillea non c’è rischio di infezioni. E’ il mercurocromo e la tintura di iodio che ci offrono le nostre campagne.”

Storia

Il suo nome deriva probabilmente da Achille, l’eroe greco cantato da Omero nell’Iliade e nell’Odissea, la utilizzava per guarire le numerose ferite riportate in battaglia. All’assedio di Troia, quando Achille fu ferito da Paride, la dea Venere gli raccomandò di servirsi di questa pianta per lenire il dolore. Si narra che lo stesso Achille guarì le ferite di Telefo, re della Misia.
Nacque così la reputazione come rimedio per le ferite. E’ a questa leggenda che si devono i tanti nomi locali: sorriso di Venere, erba dei falegnami, era dei tagli che testimoniano le virtù che i nostri nonni attribuivano a questa cugina della camomilla.

Nella MTC Medicina Tradizionale Cinese si utilizza per i dolori mestruali e per curare le emorroidi.
In Ayurveda viene usata come febbrifugo.
Hildegarda da  Bingen, 1098/1179, celebre naturalista tedesca, Santa e dichiarata Dottore della Chiesa da Papa Benedetto XVI, indicava l’achillea per emorragie nasali e mestruazioni dolorose.

Nel Seicento l’erborista inglese Culpeper scriveva: “Cura le ferite, attenua le emorragie, è benefica per le infiammazioni ed è eccellente per le emorroidi”.

Nel Novecento, nel “Supplemento alla Farmacopea Ufficiale Americana” di King, l’achillea è il rimedio per la diarrea, le emorroidi e i crampi mestruali.

Simbologia

L’achillea viene considerata la pianta dell’invulnerabilità grazie ad  Achille, l’invincibile eroe greco.
E’ una pianta che viene in aiuto in caso di fragilità emotiva, insicurezza e vittimismo. Anche per chi ricerca l’approvazione altrui e che dimostra una certa rigidità e nervosismo.
E’ considerata una pianta protettiva, oltre che fisicamente, anche da dinamiche psichiche che portano a fragilità.

Controindicazioni. L’achillea è controindicata in gravidanza, allattamento e nei bambini sotto i 6 anni. E’ sconsigliata l’esposizione solare per fenomeni di fotosensibilizzazione. Chiedere parere medico perché, per la sua azione coagulante e per l’influenza sul sistema circolatorio, può interferire con terapie farmacologiche in atto. L’olio essenziale deve essere utilizzato con cautela, così come la pianta fresca. Il contatto può determinare dermatite da contatto e, come spesso accade con le Asteraceae, reazioni allergiche in soggetti sensibili.


Scritto da Angela Ballarati
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