martedì 7 giugno 2016

CERFOGLIO: proprietà, usi e come coltivarlo.

Il CERFOGLIO, anthriscus cerefolium, pianta erbacea molto diffusa in Italia come in Europa, è usato fin dall'antichità anche in cucina.
Possiede note virtù medicamentose e, in cucina, sostituisce il prezzemolo ma con un gusto più delicato.
Il cerfoglio è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiacee che è arrivata da noi, dalla Russia o dal Medio Oriente, portata dai romani e si è naturalizzata.
Molto presente nell'hinterland milanese, cresce spontaneamente in luoghi ombrosi lungo gli argini dei canali, ai margini di stradine sterrate, in mezzo alla campagna o nei boschi.
                                            
LA PIANTA
Il nome, cerfoglio, viene dato a diverse specie di piante appartenenti alla stessa famiglia.
Il cerfoglio arriva a 40 - 70 cm di altezza, ha infiorescenze bianche riunite ad ombrella e il frutto è un seme scuro che cadendo a terra riproduce spontaneamente nuove piantine.
Il fusto è cavo internamente, le foglie, frangiate a lamina, ricordano quelle del prezzemolo. Esiste anche una varietà riccia.
Fiorisce da maggio ad agosto e dopo la raccolta, in genere quando raggiunge una certa altezza, rivegeta nuovamente e velocemente permettendo la raccolta per quasi tutto l’anno.
Predilige terreni freschi e ombrosi, ma si adatta molto bene ed è spesso coltivato come pianta aromatica.

Si può coltivare anche in vaso senza particolari attenzioni; fiorisce da maggio ad agosto e si raccoglie da aprile a novembre. I boccioli della pianta possono essere rimossi per promuovere la produzione di foglie.

Della stessa famiglia, le apiacee, fa parte anche Conium Maculatum o Cicuta maggiore (Socrate ha reso questa pianta tristemente nota perchè morì, costretto a berla sotto forma di infuso), molto simile al cerfoglio ma estremamente tossica. Attenti alle ombrellifere simili al cerfoglio, come l’aethusa cynapium o l’anthriscus sylvestris che sono molto tossiche!

Se volete coltivare il cerfoglio potete acquistare la piantina nei vivai, molto più sicuro per chi non è un esperto.

Quali sono le  PROPRIETA’ del CERFOGLIO e come si UTILIZZA

Le principali qualità terapeutiche del cerfoglio  derivano dall’olio etereo che contiene e che non resiste al calore, quindi niente cottura.
Contiene sali minerali come il ferro, il magnesio e il calcio, vitamina A e C.
Il Cerfoglio  è carminativo, cioè facilita l’espulsione dell’aria nell’intestino attenuandone  i dolori, è vulnerario, cioè esplica un’azione cicatrizzante sulle piaghe e sulle ferite, è diuretico, calma la tosse ed è emolliente.

Si utilizza la pianta fresca per succhi, decotti e infusi per la tosse, ma anche per calcoli, disfunzioni epatiche, blefariti, geloni (alcune delle preparazioni che si trovano in farmacia lo contengono), contusioni e occhi arrossati dal vento e dal sole.

L’infuso è utilizzato per curare idropisia, coliche epatiche, reumatismi, gotta e dolori mestruali e purifica il sangue.
Si può utilizzare la pianta fresca o secca ma l’essiccazione fa perdere le qualità aromatiche, ma non quelle depurative.

Compresse di pianta fresca tritata e succo sono impiegati per punture di insetti , piaghe, geloni ed emorroidi.
Bagni alle mani e ai piedi: una manciata di cerfoglio fresco in un litro di acqua appena calda.

Il decotto (una manciata di foglie secche in un litro d’acqua, al primo bollore ritirate dal fuoco) è da utilizzare per le affezioni della pelle oppure con la pianta fresca si prepara un infuso (a bollore versare la pianta e coprire per 10 minuti) che, opportunamente raffreddato, potrà servire per attenuare il rossore agli occhi utilizzando delle garze imbevute da lasciare in posa.
Per la pelle del viso si utilizza il succo della pianta fresca e si tampona: decongestiona e rende la pelle tonica.

Messèguè scrive “Mio padre lo utilizzava come base di una sorta di cura di primavera destinata a purgare l’organismo dalle tossine accumulate durante l’inverno. La raccomandava a tutti e soprattutto a quei grossi produttori di tossine che sono gli stitici, i reumatici, i gottosi, gli idropici, i malati di fegato e i sofferenti di malattie della pelle … non cercate di raccogliere allo stato naturale le specie selvatiche di questo genere a meno che non siate un botanico esperto: rischiereste di sbagliarvi e di avvelenare la vostra famiglia:”


In cucina, è molto utilizzato in Francia, meno in Italia.
Si usa per aromatizzare insalate, frittate, molti altri piatti, in genere in tutte le preparazioni dove viene utilizzato il prezzemolo, conferendo un aroma più delicato. Aromatizza anche liquori.
Ricordatevi di aggiungerlo a fine cottura per mantenere intatto l’aroma, ma soprattutto i principi attivi, per lo stesso motivo è meglio non essiccarlo o congelarlo.

Curiosità
Il suo  nome, di derivazione greca, significa pianta della gioia ma per alcuni ha origini latine Cere folium, la foglia di Cerere, dea romana delle messi: durante i pasti rituali in suo onore era d'obbligo utilizzare il cerfoglio come aroma.
Il cerfoglio ha effetto repellente per gli insetti.
Gli antichi se ne servivano per le malattie degli occhi e per lavare gli arrossamenti dei neonati.


Scritto da Angela Ballarati
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“Erbe che curano” Giunti – “il mio erbario” Messeguè – “Salute e benessere secondo natura” Fabbri -



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