mercoledì 21 febbraio 2018

Rosmarino: proprietà, ricerche e utilizzo

Rosmarino
Quali sono le sue proprietà, alcuni studi e come può essere utilizzato.
Cosa contiene e come essiccarlo in casa.
Tisana, infuso, macerato e tintura madre.
Rosmarino e cosmetica.
Méssegué e il “principe delle aromatiche”.
Come coltivarlo.


Méssegué lo definisce il “principe delle erbe aromatiche”.

“Il rosmarino è un impareggiabile stimolante. Ho rimesso in sesto, in breve tempo, delle decine di anemici, convalescenti, vecchietti, esauriti e nevrastenici a suon d’infusi e bagni di questa pianta. Il rosmarino è diuretico (questo spiega le sue virtù antireumatiche, la sua raffinata azione contro la gotta, la maniera quasi principesca con la quale combatte e sconfigge i calcoli delle vie genito-urinarie, le coliche renali e la ritenzione delle urine). Il rosmarino è antispasmodico: lo prescrivo contro la tosse, la tosse convulsa, l’asma, le palpitazioni, gli stati nervosi, l’angoscia, l’insonnia e le emicranie di origine nervosa. E’ anche digestivo e colagogo … E’ vermifugo. E’ amico di tutte le donne perché cura e guarisce le malattie della pelle, dà regolarità al ciclo mestruale e guarisce la leucorrea …”Il rosmarino, Rosmarinus officinalis della famiglia delle Lamiaceae, è un arbusto sempreverde che arriva ad un metro, un metro e mezzo.


E’ originario dell’Europa, Africa,  Asia ed ora cresce spontaneamente nell’area mediterranea, lungo i litorali, nelle zone assolate dell’entroterra, dal mare sino in collina, ma è coltivato e si è acclimatato anche nella pianura Padana.

Cresce a cespuglio ed è tipico della macchia mediterranea, ama i luoghi soleggiati e preferisce la zona costiera, ma viene ampiamente coltivato negli orti e in vaso anche in zone interne resistendo a climi più rigidi.

Le foglie, piccole, strette e di forma lineare, hanno una colorazione verde scuro nella parte superiore e argentea nella parte inferiore.

I fiori, azzurro violetto, sono riuniti in piccoli grappoli.  Sono bottinati dalle api, infatti viene prodotto il miele di rosmarino.

Le foglie e i rametti si raccolgono tutto l’anno.

Cosa contiene

Il rosmarino fresco contiene buone quantità di potassio (668 mg per 100 g), Vitamina A, vitamina C, calcio (317 mg),  ferro (668 mg) e magnesio ( 91 mg per 100 g).
Il rosmarino essiccato, a fronte di un logico contenuto minore di acqua, contiene un maggior contenuto di calcio (circa 1200 mg) e di fibre, minore di ferro ( 29,25 mg).
La pianta contiene flavonoidi, acidi (rosmarinico, glicolico e nicotinico), saponine, triterpeni ed è ricca di oli essenziali, infatti l’olio essenziale di rosmarino è uno di quegli oli da non farsi mancare per le sue applicazioni.

L’acido rosmarinico è presente in molte Lamiaceae come l’origano, la salvia, la maggiorana, il timo, la mente piperita e la melissa e presenta attività antiossidante e antivirale.
Nel 2012 è stato pubblicato sul Pakistan Journal of Biological Sciences uno studio sulle proprietà antiossidanti, anti-imbrunimento ed antimicrobiche di  composti naturali applicati sulle mele come conservanti naturali. Nelle prove in vitro, l’acido rosmarinico ha avuto un risultato superiore agli altri.

Fra gli oli essenziali ci sono l’alfa-pinene, l’eucaliptolo, il borneolo, la canfora il linalolo e il limonene.

Il limonene è stato oggetto di molti studi che, anche se sono da ricercare ulteriori conferme, gli attribuiscono proprietà chemiopreventive e anticancerogene.  Pare che promuova il sistema GST (Glutatione-S-Transferasi implicato nell’eliminazione dei carcinogeni) del fegato e dell’intestino, attenuando l’effetto causato dai carcinogeni.
Il limonene è presente nella scorza degli agrumi ed è utilizzato nei profumi, in cosmetica, nell’industria alimentare, come insetticida e anche come sgrassante: tutto questo con un prodotto vegetale e naturale.
Alcuni approfondimenti:




Quali sono le proprietà del rosmarino

Il rosmarino è una pianta aromatica con proprietà digestive, stomachiche (con azione tonica sullo stomaco), stimola l’appetito e la digestione, possiede proprietà carminative (favorisce l’espulsione di gas dallo stomaco e dall’intestino),  è colagogo, è utile nelle gastralgie, nelle dispepsie atoniche cioè nei problemi digestivi dovuti a mancanza di tono della muscolatura gastrointestinale. Utile per la concentrazione e la memoria.  E’ stimolante per il sistema nervoso, il fegato e la cistifellea. Massaggiare il cuoio capelluto e i capelli, con l’infuso di rosmarino o l’olio essenziale, li fortifica e li rende più lucenti. E’ utile nel mal di testa, favorisce la diuresi.

Il rosmarino è utile in caso di:

-      mal di testa. Gli oli essenziali contenuti svolgono un’azione calmante sui nervi. Con una goccia di olio essenziale massaggiare le tempie delicatamente più volte fino a miglioramento, ma anche l’infuso ha effetto per quei mal di testa dovuti a cattiva o lenta digestione;

-      digestione lenta o difficile per insufficiente produzione di bile. Gli oli essenziali contenuti stimolano la contrazione della colecisti e la produzione gastrica di acido cloridrico, aumenta anche le contrazioni intestinali favorendone lo svuotamento; in caso di dolori gastrici, dopo i pasti, una tisana può aiutare a calmare gli spasmi (grazie al borneolo). In caso di digestione difficile viene indicata anche la tintura madre;

-      è colagogo cioè stimola la contrazione della cistifellea favorendo lo svuotamento della bile;

-      è di aiuto nella regolazione della flora batterica intestinale, calma gli spasmi addominali imputabili ad aria nella pancia;

-      è considerato un vermifugo contro i parassiti intestinali;

-      è antibatterico e antisettico;

-      è considerato un tonico nei casi di astenia, affaticamento fisico e mentale, migliora la circolazione cerebrale e funziona come antidepressivo;
-      dolori muscolari, reumatici, artritici e nevralgici. L’olio essenziale di rosmarino, opportunamente diluito in olio vettore, stimola la circolazione capillare e allevia il dolore nevralgico. Massaggiare la parte dolente più volte al giorno;

-      il rosmarino ha effetto sulla concentrazione e sulla memoria è quanto è emerso da uno studio condotto dalla Northumbria University (UK) su un campione di 66 partecipanti. I partecipanti sono stati divisi in due gruppi e posti in due stanze diverse, una delle quali pervasa dal profumo di rosmarino. I risultati hanno mostrato che i partecipanti che si trovavano nella stanza profumata, sottoposti a test di memoria, riportavano risultati migliori rispetto al secondo gruppo. 
Uno dei suoi componenti, il carnosolo, un diterpene presente anche nella salvia, è oggetto di numerose ricerche che, anche se necessitano di ulteriori studi e approfondimenti, mirano a confermare la sua attività antinfiammatoria e antitumorale. Uno dei primi studi, condotto nell’Università di Pisa e pubblicato sull’International Journal of Biochemistry & Cell Biology,  conferma la sua attività antitumorale nei confronti del glioblastoma. Il meccanismo starebbe nell’attivazione di una proteina che funge da soppressore tumorale. Ma sono molti gli studi sul carnosolo: approfondimenti (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3070765/- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26170168)

-      in caso di invecchiamento precoce è utile il macerato glicerinato che stimola il metabolismo e il sistema endocrino;

-      è diuretico, quindi anche detossificante;

-      capelli. Il rosmarino è utilizzato sia essiccato che come olio essenziale. Stimola la microcircolazione favorendo l’afflusso di sangue al bulbo dei capelli prevenendo la caduta e rendendoli più sani, lucenti, morbidi e resistenti. Si utilizza l’olio essenziale, ma anche l’infuso, come lozione, per massaggiare il cuoio capelluto e i capelli.

-      l’infuso si utilizza per gargarismi e lavaggi, come cicatrizzante e antisettico;
-      per le sue proprietà antiossidanti viene utilizzato come additivo in campo alimentare con la sigla E392.

-      I fiori possiedono proprietà simili alle foglie e il loro infuso può essere impiegato, per uso esterno, come stimolante e vulnerario (con proprietà cicatrizzanti).


Come si utilizza e come essiccarlo in casa

Il rosmarino si utilizza in cucina come aromatizzante su carne, pesce e verdure. Gli oli essenziali contenuti nel rosmarino prevengono l’irrancidimento. Quando la carne non può essere conservata in frigorifero, per esempio durante un picnic, si può conservarla avvolta in foglie di rosmarino.
Il rosmarino è una delle piante aromatiche più utilizzate in cucina, viene impiegato per insaporire zuppe, i ceci sono buonissimi con un trito di rosmarino in olio, aglio e qualche pomodorino; si sposa perfettamente con la zucca, con le zucchine, ottimo il risotto con rosmarino e menta … è una vera manna e se al suo sapore aggiungiamo il fatto che favorisce la digestione, beh, tutti dovremmo coltivarne almeno un vaso!

Si aromatizza l’aceto, l’olio ed anche liquori.

La tisana di rosmarino si ottiene versando 100 ml di acqua bollente su 1 cucchiaio da tè  di foglie essiccate, lasciare in infusione per 10-15 minuti a tazza coperta per evitare la dispersione degli oli volatili, quindi filtrare.

Infuso concentrato per uso esterno: lasciare in infusione per 15 minuti, 50 g di sommità fiorite per litro d’acqua bollente. Contro i reumatismi e le distorsioni, applicare un impacco caldo di infuso sulla parte dolente tre volte al dì. Per alleviare il mal di denti e la tracheite effettuare uno sciacquo. Si può usare anche come tonico antirughe;

Il macerato glicerico o glicerinato si produce dalla macerazione in alcol e glicerina delle giovani gemme della pianta. Si lascia decantare, si spreme, si filtra e si diluisce il prodotto ottenuto in una miscela di alcol e glicerina.

La tintura madre si produce sempre con le sommità fiorite, raccolte fra maggio e giugno. Si lasciano macerare per tre settimane in una miscela di alcol alimentare e acqua che successivamente viene filtrata.

L’olio essenziale di rosmarino è molto conosciuto e apprezzato per le sue innumerevoli virtù ed applicazioni. E’ ottenuto dalla distillazione a vapore delle sommità fiorite, ma esiste in commercio l’olio essenziale prodotto utilizzando la pianta intera che viene considerato di qualità inferiore.
Il macerato, la tintura madre e l’olio essenziale si acquistano già preparate in erboristeria, così come il rosmarino essiccato.

E’ possibile essiccarlo in casa: il rosmarino essiccato  perde poche delle sue preziose proprietà. 
Si raccolgono i rametti, in tarda mattinata in modo che sia asciutto, e si appendono (legati ad una estremità) in un luogo ombreggiato e ventilato per 5/7 giorni,  quando si sbriciola se toccato significa che è essiccato. E’ possibile utilizzare l’essiccatore, ma anche più semplicemente il forno che deve avere una bassa temperatura, circa  30/40 gradi, e lo sportello socchiuso per permettere l’evaporazione. Occorrono circa 2/3 ore.
Si conserva in barattoli di vetro, al buio, o in sacchetti di carta o tela.
Bruciando in casa i rametti secchi si ottiene un effetto deodorante che tiene lontano gli insetti.


Rosmarino e cosmetica

L’estratto di rosmarino è utilizzato in cosmetica: vengono impiegate le foglie e i fiori.
Contiene polifenoli, alcaloidi, acidi fenolici e triterpenici che gli attribuiscono proprietà astringenti, antisettiche, cicatrizzanti e purificanti.
Sulla pelle è ottimo per i massaggi in olio vettore, ma anche negli shampoo, per le pelli acneiche, infatti viene utilizzato in creme e oli per la cellulite, ma anche in creme antirughe. Si trova in commercio l’idrolato di rosmarino, ottima lozione per pelli acneiche, è purificante e astringente e può essere utilizzato su tutto il corpo e sui capelli.

Nell’acqua del bagno tonifica e purifica la pelle: si può utilizzare un sacchetto di tela riempito con rametti essiccati di rosmarino da mettere nell’acqua della vasca.

Rappresenta uno stimolante del follicolo e della crescita del capello, contrasta la caduta ed è in grado di regolare la produzione sebacea e di forfora. Inoltre il rosmarino è uno scurente, quindi è adatto per i primi capelli bianchi. Una pratica e veloce lozione per massaggiare il cuoio capelluto è utilizzare direttamente la tisana, opportunamente raffreddata.

Liquore digestivo al rosmarino

Per preparare il liquore al rosmarino si mettono a macerare 40 g di foglie  e la scorza di un limone biologico, per sei giorni, in 70 ml di alcol alimentare al 95%, in un vaso di vetro. La miscela deve essere agitata un paio di volte al giorno. Dopo 6 giorni si filtra e si aggiunge un litro di vino bianco secco.
La macerazione in alcol permette il rilascio degli oli essenziali che estrinsecano le loro proprietà.
Il limone deve essere biologico perché in genere sono trattati con il difenile, una sostanza di origine petrolchimica (E230), utilizzata in agricoltura per impedire il deperimento, ma che penetra facilmente nella buccia.

Come coltivare il rosmarino

Il rosmarino richiede poche cure e generalmente è una pianta che tutti riescono a coltivare e mantenere.
Ama posizioni soleggiate, al riparo dai venti gelidi, e terreni sabbiosi e torbosi ben drenati. Si coltiva bene anche in vaso ponendo dei cocci o dei sassi sul fondo per evitare ristagni.
In primavera si rinnova cimando i getti principali senza ricorrere a potature.
Si moltiplica, per talea dei nuovi getti, in primavera.

E’ interessante sapere che il rosmarino, per difendersi dal caldo e dall’arido (tipici della macchia mediterranea) mette in atto il fenomeno dell’estivazione, arresta cioè la vegetazione in estate per riprendere in tardo autunno o inverno, quando le condizioni climatiche sono più favorevoli.
  
L’utilizzo del rosmarino nella storia

Ros marinus significa rugiada di mare e nell’antica Grecia era considerata una pianta sacra. Rametti di rosmarino venivano bruciati nei templi.
Plinio il Vecchio lo consigliava per il fegato e gli occhi stanchi mentre il medico greco Dioscoride lo utilizzava per i disturbi dello stomaco.

Nel Medioevo venivano eseguite le fumigazioni per allontanare gli spiriti maligni e si riteneva fosse efficace per tenere lontane malattie infettive e la peste.

Veniva usato per incantesimi d’amore e, mettendone un rametto sotto il cuscino, si credeva che allontanasse i cattivi sogni.
L’usanza di bruciare rametti di rosmarino per disinfettare gli ambienti è rimasto in uso, negli ospedali francesi, fino all’inizio del XX secolo.

CONTROINDICAZIONI. E’ sconsigliato in caso di ipersensibilità, ad uno o più, dei suoi componenti. Sconsigliati i fitoterapici  in gravidanza, allattamento (negli animali riduce l’impianto dello zigote), nel periodo pre-operatorio e comunque qualora si intenda farne terapia occorre il parere medico. L’olio essenziale è controindicato per chi soffre di epilessia perché contiene canfora. Il sovradosaggio provoca convulsioni, irritazioni, vomito e principi di paralisi respiratorie.

Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.

https://it.wikipedia.org/wiki/Limonene - https://it.wikipedia.org/wiki/Rosmarinus_officinalis- Salute e Benessere secondo ntura Fabbri Ed. –Mességué i Il mio erbario -- http://www.lastampa.it/2013/04/10/scienza/benessere/medicina-naturale/per-rafforzare-la-memoria-annusa-il-rosmarino-hsb5odZJTgmzM0NWyc3t3O/pagina.html - scoprire riconoscere usare Le Erbe Fabbri editore - http://www.tricomedit.it/prodotti-per-capelli/rosmarino-la-caduta-dei-capelli.html - http://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/rosmarino.html - 200 piante del benessere  Igea - http://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/melissa.html- http://www.freshplaza.it/article/52381/Lacido-rosmarinico-potrebbe-essere-impiegato-come-conservante-alimentare-naturale-per-le-mele-di-IV-gamma-



mercoledì 24 gennaio 2018

Datteri: energetici, rimineralizzanti e digeribili

I datteri sono frutti  digeribili, energetici e rimineralizzanti..
Il frutto in cucina e il decotto utile per raffreddore e catarro.
Cosa contengono e come si scelgono.
La pianta.
Olio di dattero cos’è e quando è utile.


La palma da dattero viene coltivata da tempo immemorabile nelle regioni del Mediterraneo meridionale, in Medio Oriente e nella parte meridionale dell’America del Nord.
Le varietà più comuni sono  Medjool,  Deglet nour e  Halawy.
                                          
Cosa contengono i datteri: principi nutritivi

 100 g di datteri secchi sono costituiti da:
20g di acqua, 2 g di proteine, 0,5 g di grassi, 69 g di carboidrati, 9,2 g di fibre (circa il 25% della RDA Raccomanded Daily Allowance), 35 mg di sodio (3% RDA), potassio 650 mg (80% RDA), magnesio 50 mg (15% RDA), Calcio 65 mg (8% RDA), manganese 150 microgrammi (6% RDA), Ferro 2 mg (12% RDA), Rame 350 microgrammi (17% RDA), Zinco 340 microgrammi (2% RDA), fosforo 55 mg (6% RDA).

Il dattero è un frutto dolcissimo, infatti è composto per il 70% circa da zuccheri. L’associazione con la vitamina B2 ne facilita l’assorbimento.

Un altro componente di rilievo è costituito dal potassio che è un minerale importantissimo per l’organismo. Il potassio interviene nel controllo della pressione sanguigna, nell’equilibrio acido-base, nella regolazione del battito cardiaco, nella digestione, nella salute delle ossa e nella contrazione muscolare.

Buono il contenuto di magnesio, utile contro i crampi, in caso di stress, benefico per l’apparato gastro-intestinale, aiuta a fissare il calcio alle ossa e ai denti è utile in caso di stanchezza e rilassa il sistema nervoso.

Il dattero contiene quasi tutti gli aminoacidi essenziali, in modeste quantità.
Buono il contenuto in fibre, ideali per il nostro intestino, in ferro e sali minerali.

Il dattero contiene anche una discreta quantità di vitamine del gruppo B e caroteni.

Contiene mucillagini che esplicano attività emolliente.

L’apporto calorico varia: se secchi apportano più calorie, mediamente 260 kcal per 100 g, mentre leggermente inferiori sono le calorie dei datteri freschi, circa 150 kcal.

Come si utilizzano i datteri e quando possono essere utili

I datteri si consumano molto spesso, tal quale, come alimento e fin dall’antichità vengono utilizzati nella preparazione di dolci.

Questa è una ricetta di biscotti senza glutine, dove utilizzo la farina di riso, il burro ghi e il burro di cocco. Con la naturale dolcezza dei datteri è possibile diminuire sostanzialmente l’apporto di zucchero (http://benessere-natural-mente.blogspot.it/search?q=biscotti+datteri)  .

I datteri sono molto utili per anziani e bambini perché rappresentano un alimento molto digeribile, energetico e rimineralizzante.

Sostituiscono egregiamente dolci e merendine industriali, molto spesso con scarso valore nutritivo. Essendo dolci è preferibile consumarli  lontano dai pasti, a colazione o come merenda.

E’ possibile ottenere un decotto con 30g di frutti secchi in 500ml di acqua fredda. Si porta ad ebollizione, si lascia cuocere per 20 minuti e si filtra.
Il decotto è utile in caso di raffreddore e, per la sua azione emolliente, per facilitare l’espulsione del catarro. Aggiungendo fichi o uva passa, si aumenta l’efficacia.

Come  sceglierli

I datteri si trovano in commercio secchi, molli o teneri di colore tendente al nero e semi-molli, quindi meno teneri, di colore marrone.

I datteri secchi sono da preferire perchè gli altri tipi vengono spesso glassati con il glucosio, ciò li rende visivamente più accattivanti e dal sapore più dolce, ma ricchi di zuccheri che alterano il sapore naturale e non aggiungono principi nutritivi, ma solo calorie.

I datteri vengono essiccati, questo procedimento, diminuendo l’acqua presente, esalta la presenza di zuccheri rendendoli meglio conservabili. Alcune varietà come Berhi o Hiann sono adatti al consumo fresco, senza essiccazione.

Attenzione anche agli ingredienti, molto spesso per conservarli  viene aggiunto sorbato di potassio (E202), quindi meglio scegliere quelli naturali.

La pianta

Non è una pianta spontanea, può arrivare a 30 m e produce dei veri e propri mazzi di frutti.
Il suo nome scientifico è Phoenix dactylifera della famiglia delle Arecaceae ed è originaria della zona mediorientale del delta fra i fiumi Eufrate e Tigri.
La palma da datteri viene coltivata in Africa settentrionale (Tunisia), in California e Medio Oriente (Israele).
 La maggior parte dell’importazione, nel mercato italiano, è di origine tunisina.
La palma fruttifica dopo il terzo anno d’età, è longeva, esistono esemplari di 300 anni, e può produrre fino a cinquanta chili di datteri riuniti in grappoli da 200 o anche 1000 frutti ciascuno.
I datteri sono bacche con forma oblunga di colore marrone-brunastro, hanno un piccolo seme legnoso, appuntito e anch’esso oblungo al loro interno ed una sottile pellicina che li avvolge.
La maturazione dei frutti richiede oltre sei mesi di esposizione solare ad una temperatura compresa tra i 30 e i 40° C; per questo il dattero è molto zuccherino e straordinariamente energetico.
I datteri possono avere polpa dura o molle, quelli a pasta molle sono più carnosi e più apprezzati nei paesi europei e americani.


OLIO DI DATTERO

L’olio di dattero non è ottenuto dalla palma da dattero, come si potrebbe pensare, ma è l’olio di dattero del deserto, ottenuto cioè da un altro albero che cresce in Africa, soprattutto in Egitto e Burkina Faso.
L’albero è il Balanites Aegyptiaca che si adatta bene alla siccità, ai climi torridi e desertici. I suoi  frutti non sono dolci come il dattero che conosciamo, ma rappresentano comunque una fonte alimentare per la popolazione locale.
L’olio si ricava dai suoi semi, contenuti nelle bacche e il procedimento tradizionale di estrazione è lungo e complesso.
In Africa viene utilizzato anche in cucina, mentre quello che arriva in Europa non è alimentare e viene impiegato solo per fini cosmetici.

L’olio di dattero del deserto, per uso esterno, possiede proprietà:

-       antinfiammatorie e antimicotiche, virtù attribuitegli dal contenuto in saponine;

-      è ricco di antiossidanti che contrastano l’invecchiamento;

-      è un ristrutturante, apporta nutrienti in grado di riequilibrare;

-      è cicatrizzante e quindi aiuta la riparazione cutanea;

-      è ideale nell’idratare e restituire tono all’epidermide stressata da agenti esterni come vento e freddo;

-      possiede proprietà purificanti, quindi adatto sia a pelli secche che grasse.

Si utilizza come olio dopo la doccia su tutto il corpo, si può anche miscelare con altro olio, come quello di mandorle dolci.

Ideale sui capelli sfibrati, li nutre e li ammorbidisce; si utilizza sui capelli umidi, sulle punte (previene le doppie punte) o su tutta la lunghezza come impacco ristrutturante.

E’ presente in molte formulazioni cosmetiche come shampoo, creme per il corpo, maschere per capelli …

CONTROINDICAZIONI E AVVERTENZE. Il dattero è un  frutto, di norma, ben tollerato. Le restrizioni riguardano i diabetici e coloro che seguono una dieta ipocalorica, per il consumo chiedere parere al proprio medico.

Scritto da Angela Ballarati
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martedì 16 gennaio 2018

PLATANO ORIENTALE: in caso di acne, psoriasi e vitiligine.

Platanus Orientalis e pelle.
Del  platano si utilizzano, in fitoterapia, le gemme per ottenere il macerato glicerinato con azione sfiammante nella cura dei disturbi della pelle.

Il platano è un grande albero maestoso, con una ricca chioma e molto comune, che può raggiungere i 30 m di altezza.
Cresce spontaneo nelle zone del Mediterraneo orientale, nelle regioni del Medio Oriente e dell’America settentrionale.
Lo troviamo spesso nei parchi e nei viali, piantumati con lo scopo di ombreggiare.

Quando può essere utile e i rimedi più comuni

Le indicazioni sono prevalentemente quelle cutanee, quindi acne giovanile, vitiligine, dermatiti, calazio (infiammazione delle ghiandole sebacee di Meibomio lungo lo spessore delle palpebre inferiori e superiori dell’occhio) e blefarite (infiammazione delle palpebre).

In gemmoterapia si utilizza nelle affezioni dermatologiche.

Secondo la medicina tradizionale, per la sua azione antinfiammatoria, azione esplicata soprattutto a livello cutaneo, il macerato di gemme di platano è utile, come coadiuvante, nella cura dell’acne rosacea, della psoriasi e della vitiligine che sono patologie autoimmuni.

Per la cura dell’acne comune si assume il macerato glicerinato di Platanus orientalis (M.G.) e, per aumentare l’effetto, si possono associare il macerato di Ulmus campestris, se le pustole sono infettate si associa il M.G. di noce (Juglans regia M.G.).

Molti consigliano, per i macerati glicerinati, di iniziare l’assunzione con 5 gocce e aumentare di 5 gocce ogni giorno sino al raggiungimento della dose consigliata.

Alcune ricerche hanno concentrato gli studi anche su altre parti della pianta di Platanus Orientalis.

La corteccia di Platanus Orientalis, così come quella di Betulla pubescens, contiene acido betulinico che ha mostrato, in vitro, citotossicità per le cellule di neuroblastoma, melanoma e sarcoma di Ewing. In questo studio, su animali, ha mostrato effetto citotossico nei confronti dei cheratinociti umani, del melanoma di topo e cellule tumorali di carcinoma epiteliale cutaneo https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23775831.

I frutti di platanus orientalis sono stati utilizzati in uno studio sulle mosche di drosofila e fibroblasti umani (cellule che costituiscono il collagene e il tessuto connettivo, importanti per la guarigione delle ferite). I risultati evidenziano la potenziale attività anti-invecchiamento dei prodotti naturali derivati dai frutti di Platanus Orientalis (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28887920).

Le foglie di Platanus orientalis sono state utilizzate dalla medicina popolare per guarire le ferite e nei disturbi oftalmici. I derivati del fitolo delle foglie di platano mostrano attività antiulcera. I suoi effetti analgesici e antinfiammatori per i dolori al ginocchio erano noti anche ai persiani https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22771315.

Anche nell’antica Grecia, il decotto di foglie e corteccia, era impiegato, per uso esterno, nelle infiammazioni cutanee.

Come si utilizza

La forma erboristica più utilizzata è il macerato glicerinato.
Si acquista già preparato nelle erboristerie.

Cosa contengono le gemme

Le gemme del platano contengono sostanze che impediscono la crescita incontrollata delle cellule, rivelandosi utili, in particolare, nella cura dei disturbi della cute.
L’acido betulinico, insieme ad altri acidi presenti, è stato oggetto di ricerca per le sue proprietà antinfiammatorie.
Sperimentalmente riducono le gammaglobuline e le alfaglobuline.

COSA SONO I GEMMODERIVATI

I gemmoderivati, chiamati anche macerati glicerinati o glicerici, sono dei preparati erboristici a base di gemme, germogli o radichette dove i principi attivi vengono estratti mediante macerazione in una miscela costituita da alcol etilico alimentare e glicerina in rapporto di 1:20 poi si diluisce ulteriormente in una miscela di acqua, alcol e glicerina in rapporto di 1:10. Diluizione 1DH.
Queste soluzioni permettono l’estrazione dei principi attivi, anche quelli più fragili, senza alterarne l’efficacia.
Le gemme e i germogli della pianta, così come le giovani radichette, i semi o la linfa, costituiscono le parti in via di accrescimento. Sono tutte parti della pianta necessarie al suo sviluppo, particolarmente ricche di enzimi. 
Da un punto di vista energetico, la gemma  è in piccolo la pianta futura, ma con tutto il potenziale per lo sviluppo.
I gemmoderivati esercitano un’azione stimolante sugli organi emuntori, preposti al drenaggio per la disintossicazione dell’organismo.  Si utilizzano nelle malattie croniche, anche più di uno su indicazione del terapeuta, ma anche nelle acute.
I gemmoderivati non presentano, generalmente, tossicità e il medico terapeuta abbina, a volte, altri fitoterapici come le tinture madri a seconda del disturbo.

LA PIANTA

Il Platanus Orientalis L. appartiene alla famiglia delle Platanaceae.

In Italia è spontaneo in Sicilia, Umbria, Lazio, Molise, Calabria, Puglia, Campania, Abruzzo e Piemonte, fino a 600 metri s.l.m.
E’ una pianta longeva, arriva anche a 500 anni nonostante la crescita veloce, che prospera in terreni umidi e freschi, spesso lungo piccoli corsi d’acqua ed è resistente ai geli invernali e alla calura estiva.
Fa parte della stessa famiglia il Platanus Occidentalis, noto anche come platano americano o sicomoro in Nord America. Il Platanus occidentalis è originario dell’America settentrionale, introdotto in Europa nel 1600, mentre l’Orientalis è di origine europea. Il Platanus Hibrida, il più comune, è probabilmente un ibrido.
Molto utilizzato, come albero ornamentale, libera grandi quantità di polline, anche se possiede scarsa importanza allergenica. In molti luoghi, dove viene largamente utilizzato può avere una certa importanza ai fini allergenici.

Le Foglie sono simili al palmo della mano, palmato-lobate con 5 lobi appuntiti, con nervature evidenti di colore verde chiaro che in autunno assumono un bellissimo colore giallo-oro.

La corteccia, liscia da giovane e incisa negli alberi più vecchi, si sfalda assumendo un caratteristico colore grigio-verde  e diventando, negli esemplari più vecchi, rugosa.

I fiori, poco appariscenti, sono globuli piccoli e ispidi di colore verde chiaro che si aprono in aprile-maggio.

I frutti sono acheni (frutti secchi che contengono un solo seme) conici con un solo seme e un ciuffo di peli che facilita la disseminazione.

Le gemme si raccolgono in primavera, appena germogliano.

La riproduzione mediante semina richiede una gran quantità di semi per cui si preferisce la talea.

Controindicazioni e avvertenze : non utilizzare in caso di ipersensibilità verso uno o più dei componenti, in gravidanza, allattamento. In tutti i casi chiedere parere medico.


Scritto da Angela Ballarati
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