martedì 14 gennaio 2020

Ribes Nigrum o ribes nero: raffreddori, allergie e dolori


RIBES NIGRUM
Cosa contiene, quando è utile, alcuni studi, curiosità, cosa scrive Mésségue e le controindicazioni
foto di Pezibear


Il ribes nigrum, ribes nero, appartiene alla famiglia delle Grossulariaceae ed è un arbusto spontaneo, alto circa 2 m, che cresce sulle Alpi, nei boschi e lungo i corsi d’acqua. E’ originario delle zone montuose Europee e Asiatiche.

I piccoli frutti sono profumati e aciduli e, anche se cresce spontaneo, si ritiene che sia stato selezionato dall’uomo e che anche il suo sapore abbia subito dei cambiamenti.

Alcuni  nomi locali: Cassis in Toscana, Uva rama in Piemonte, Canestrei in Lombardia, Uva spina nera in Emilia.

E’ privo di spine. I fiori sono piccoli, giallastri e coperti di peli.

Le bacche sono nere all’esterno e rosse all’interno. Compaiono tra agosto e settembre.

Le foglie hanno bordi seghettati e sulla pagina inferiore presentano delle ghiandole che secernono un odore particolare.

I germogli si raccolgono in primavera, le foglie da giugno a luglio ed i frutti in piena estate.

Le foglie essiccate si conservano in recipienti di vetro scuro e i frutti si consumano freschi.
Cosa contiene


I frutti sono ricchissimi di vitamina C (175 mg in 100 g, il triplo dell’arancia e del limone) e betacaroteni, contengono acidi organici, come il malico e il citrico.
Buono è il contenuto di azoto, bromo, calcio, ferro, magnesio, manganese, potassio, zinco e zolfo.
Le foglie contengono terpeni, acidi fenolici, tannini, flavonoidi e oli essenziali.


Utilizzo


Come alimento, il ribes si consuma fresco oppure come marmellate e succhi.  Il succo  di ribes è rinfrescante e dissetante.


La tisana si ottiene versando 100 ml di acqua bollente su 5 g di foglie, si copre e si lascia in infusione per 10 minuti, quindi si filtra. Le foglie vantano proprietà  diuretiche e antireumatiche.


La tintura madre si ottiene dalla macerazione, in una miscela di alcol alimentare e acqua, delle foglie. Si filtra e si utilizza. Si trova pronta nelle erboristerie e farmacie specializzate.

Il macerato glicerinato si produce lasciando macerare i germogli della pianta in una miscela di alcol alimentare e glicerina. Si lascia decantare, si spreme il residuo, si filtra e si diluisce in acqua, glicerina e alcol. Come per la tintura madre, si acquista  pronto all’uso nelle erboristerie e farmacie specializzate.
Il gemmoderivato di ribes nigrum è utilizzato in fitoterapia dagli inizi del Novecento per le sue proprietà antinfiammatorie.

Il succo di bacche di ribes nero è indicato nella fragilità capillare.


Anche i semi sono utilizzati, si produce un olio impiegato soprattutto nell’industria cosmetica per il suo gusto poco piacevole. Si ritiene possa diminuire i sintomi menopausali e la sindrome premestruale.



Quando è utile il ribes nero

E’ un diuretico e depurativo

La pianta stimola l’attività renale e la disintossicazione del fegato. Le foglie di ribes contengono sostanze che favoriscono l’eliminazione di acido urico e delle purine, abbassando contemporaneamente la pressione arteriosa; sono indicate nel trattamento delle diarree, della gotta, delle cistiti,  dei reumatismi e nell’arteriosclerosi.
Si utilizza l’infuso, lontano dai pasti.
Come disintossicante si può associare la tintura madre di carciofo, noto depurativo epatico.


Manifestazioni allergiche: rinite, orticaria, asma allergica

I principi attivi contenuti nella pianta sollecitano la produzione di cortisolo, simile al cortisone (cortisone-like), da parte delle ghiandole surrenali, risultando antinfiammatori senza produrre gli effetti negativi tipici del farmaco.
Si utilizza il gemmoderivato.
L’utilizzo del macerato di ribes nigrum, anche se cortisone-like, non ha gli effetti istantanei del cortisone. In genere viene indicato dai terapeuti come preventivo e da valutare con il proprio medico curante.
I fitoterapeuti e i naturopati lo consigliano in caso di congiuntiviti allergiche, asma, riniti allergiche e per tutte quelle sintomatologie derivanti da allergie a paritaria, pollini, ambrosia ecc…


Raffreddore, mal di gola e sintomi influenzali

 Il gemmoderivato e l’infuso di Ribes Nigrum vengono impiegati anche in caso di raffreddore  e sintomi influenzali, viene considerato un febbrifugo.



Artrite e reumatismi

L’attività antinfiammatoria del ribes nigrum trova indicazione nei dolori artritici e reumatici. Si utilizza la tintura madre e l’infuso.

Immunomodulatore

Il Ribes viene considerato un immunomodulatore e un protettore metabolico. E’ utile in caso di patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide e le malattie metaboliche come il colesterolo alto, la pressione alta e i trigliceridi alti. Viene, in genere, prescritta la tintura madre.



Ricostituente e tonico

Il succo di ribes nero rappresenta un buon ricostituente in virtù delle vitamine e sali minerali contenuti.

Vasotonico

La sua azione vasotonica si esplica per il contenuto in vitamina C e antociani, noti antiossidanti che aiutano in caso di fragilità capillare e cattiva circolazione periferica. E’ adatto quindi anche in caso di emorroidi, couperose, insufficienza venosa e disturbi della retina.


Ribes Nigrum e fitoterapia veterinaria

Il gemmo derivato di Ribes è adatto anche per i nostri amici a quattro zampe. Viene prescritto per infiammazioni in genere,congiuntiviti, allergie, dermatiti e sintomatologia e stati dolorosi osteoarticolari.



Mességué:

“Il ribes nero è astringente sudorifero ed è un tonico formidabile; agevola le funzioni di tutti gli organi del sistema digestivo, arresta le diarree croniche, lenisce le coliche e i dolori di stomaco, è efficace contro le emicranie, è febbrifugo e guarisce molte infezioni della bocca e del retrobocca (angine, mal di gola, infiammazione delle tonsille, gengiviti, ecc.). Ma prima di tutto è un ottimo diuretico e un ottimo rimedio contro i reumatismi.
Ho guarito moltissimi sofferenti di reumatismi cronici ricorrendo solo  a  bagni e infusi di ribes nero. Le stesse applicazioni sono indicate a restituire l’uso dei reni e della vescica agli infelici che sofrono di calcoli o di ritenzione delle urine. Godetevi a volontà il succo di ribes nero crudo o cotto: la stanchezza, i disturbi di fegato, l’artrite, i malanni del sistema urinario, non saranno più che cattivi ricordi. Le foglie della pianta, strofinate sulle punture d’insetti, leniscono meravigliosamente il dolore.”

Alcuni studi pubblicati sul Ribes

Questa review, del Dipartimento di Scienze della Nutrizione Umana dell’Illinois (USA), riassume gli studi degli ultimi dieci anni e fornisce informazioni aggiornate sul ribes nigrum. Gli antociani contenuti sono una ricca fonte di sostanze con proprietà antiossidanti, antimicrobiche antinfiammatorie. Inoltre possono migliorare la salute umana generale, in particolare nelle malattie associate all’infiammazione e alla regolazione della glicemia (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31454085 - https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31035378 ).

L’Università coreana ha studiato il fotoinvecchiamento della pelle sottoposta a raggi UVB. Il trattamento con Ribes N. ha alleviato i disturbi da fotoinvecchiamento nei fibroblasti cutanei umani (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29768726).

In Turchia le foglie di Ribes sono impiegate nella tradizione popolare per curare le ferite. Sono state studiate le proprietà delle specie di Ribes che crescono in Turchia per valutare la loro attività nella guarigione delle ferite. Sono stati utilizzati estratti  di metanolo delle foglie che hanno aumentato significativamente la resistenza alla rottura della ferita, la riduzione dell’area dei tessuti  interessati e diminuito l’indice di stress ossidativo (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30902746).

Nel Pakistan settentrionale il Ribes Nigrum viene utilizzato nella medicina popolare come rimedio dei reumatismi e dei dolori articolari. Lo scopo dello studio era osservare l’efficacia dell’estratto acquoso etanolico di Ribes Orientale nel trattamento dell’artrite reumatoide ed i risultati supportano il suo utilizzo nel trattamento dell’artrite reumatoide umana.

In questa pubblicazione https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31134806 viene valutata la presenza di antociani nel plasma e nelle urine. E’ importante per valutare il metabolismo degli antociani e la presenza, dopo l’ingestione, di principi biologicamente attivi  visto che i dati sull’assorbimento degli antociani sono molto limitati. Le antocianine prevalenti nel Ribes N. sono delfinidina e la cianidina, rutinosidi. A cinque uomini che assumevano estratto di Ribes N. sono stati eseguiti dei prelievi  e si è rilevato che il picco di concentrazione nel plasma e nelle urine è stato raggiunto dopo 2 ore dall’ingestione. Inoltre la concentrazione di acido protocatecuico è aumentata in modo significativo (questo acido è un metabolita dei polifenoli con comprovata azione antiossidante).

Breve parentesi sull’acido protocatecuico. Secondo la professoressa di scienze alimentari del College of Agricultural dell’Università dell’Illinois, che ha  studiato la buccia dei chicchi di caffè (prodotto di scarto) ricca di acido protocatecuico e acido gallico, questi composti mostrano una capacità antiossidante di molto superiore alla media.


Approfondimento: gli antocianosidi


Gli antociani o antocianosidi sono glucosidi della famiglia dei flavonoidi (raggruppati a volte sotto il nome di vitamina P) responsabili per i colori rosso, blu e violetto di fiori e frutta. Il codice E163 è loro attribuito come additivo alimentare.
Sono presenti in grandi quantità nell’aronia, nelle bacche del sambuco, nelle arance, naturalmente nel ribes, e in minor quantità nella banana, nella pera, nella patata. Non si rilevano nelle piante acquatiche perché necessitano della fotosintesi e di una intensità luminosa tale da non poter essere raggiunta sott’acqua.
Gli antociani sono antiossidanti. Aiutano a neutralizzare i radicali liberi (azione scavenger) risultando antidoto naturale contro l’invecchiamento. Svolgono un’azione protettiva sul microcircolo aiutando in caso di fragilità capillare, ma anche di ritenzione idrica e cellulite.
Agli antociani vengono attribuite proprietà antiaggreganti piastriniche che, insieme all’azione vasodilatatoria e antiossidante, li  rendono protettivi del sistema cardiovascolare.

Curiosità e un po’ di storia

Il Cassis (nome del frutto in francese) o Creme de Cassis è un noto liquore a base di bacche di ribes.
Il suo nome, per alcuni deriverebbe dallo scandinavo, per altri dall’arabo. Quando i Mori raggiunsero la Spagna, in cerca di un surrogato per produrre una bevanda a base di rabarbaro (Rheum ribas), scoprirono il Ribes Nigrum e lo utilizzarono.
Il Ribes rosso o Ribes Rubrum, appartiene alla stessa famiglia del Nigrum, ma le sue proprietà fitoterapiche sono nettamente inferiori. Questo è il motivo per cui viene impiegato nella produzione di sciroppi, marmellate e macedonie e non in fitoterapia.

Controindicazioni. Il Ribes Nigrum è sconsigliato in caso di ipertensione, patologie renali, epilessia e può interagire con anticoagulanti e psicofarmaci. Per la sua azione cortison-like, potrebbe causare nel lungo periodo ritenzione idrica. Sconsigliato l’uso in gravidanza e nei bambini di età inferiore ai 3 anni. Il consulto medico è sempre vivamente consigliato.



Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.




giovedì 29 agosto 2019

Galium: erba spontanea cicatrizzante, drenante e diuretica che elimina le tossine


Galium  o attaccamani: un’erba spontanea utilizzata nella tradizione come cicatrizzante e come verdura
Possiede proprietà antispasmodiche, astringenti, diuretiche, cicatrizzanti, antiflogistiche, ipotensive e sudorifere
E’ un efficace drenante, la sua azione sul sistema linfatico e come diuretico permette di aiutare ad eliminare tossine e  sostanze di rifiuto
Alcuni studi e ricerche

Galium Aparine

Galium aparine è una piccola pianta, molto comune, che cresce spontaneamente negli incolti. Appartiene alla famiglia delle Rubiaceae.



Il Galium L. è il genere più grande delle Rubiaceae, con circa 667 specie distribuite in tutto i mondo. Fra le più conosciute con importanza alimentare ed officinale ci sono: il Galium Aparine, il Galium Verum e il Galium Mollugo.
Il Galium Verum possiede le stesse proprietà del Galium Aparine, mentre il Mollugo è meno considerato perché le sue proprietà officinali sono inferiori rispetto ai precedenti, ha un fusto più legnoso,  foglie più grandi e rade, e spesso si confonde con l’aparine.

Il suo nome deriva dal greco gàla, cioè latte, perché ha la proprietà di coagulare il latte e aparein che significa attaccarsi perché si attacca ai vestiti e al pelo degli animali.

E’ di facile identificazione perché i peli ruvidi che la rivestono si attaccano ai vestiti, alle mani e, per questo, si è guadagnata il nome di “attaccamani o attacca vestiti”.
E’ una pianta strisciante il cui fusto, quadrangolare, possiede foglie lineari ed oblunghe.

I fiori, bianchi e ascellari,  sono molto piccoli e con quattro petali.

Il frutto è come un chicco di riso, è coperto di spine uncinate che rimangono attaccate a tutto ed in questo modo si propagano.

E’ una pianta molto diffusa in Nord America ed Eurasia. Cresce negli incolti e a lato carreggiata fino a 2500 m di altitudine.

Si raccoglie in primavera o ad inizio estate, comunque prima della fioritura.


Medicina popolare

Il Galium è stato utilizzato nella medicina popolare della tradizione per problemi cutanei e ferite, utilizzando impacchi e cataplasmi.
La radice veniva impiegata per colorare tessuti, i semi tostati si usavano per produrre bevande mentre le foglie erano considerate alla stregua di verdura.
I suoi germogli sono commestibili, lessati, ma solo in primavera.
In Cina, dove si mangiano anche i nutrienti germogli, è considerata una verdura.


Principi attivi

Contiene glicosidi (galiosina), flavonoidi, tannini e vitamina C.
L’enzima fitochinasi è responsabile della coagulazione del latte.
Contiene asperuloside, un glicoside con proprietà simili all’aucubina.

Quando è utilizzata

La pianta si utilizza sia fresca che essiccata e vanta proprietà antispasmodiche, astringenti, diuretiche, cicatrizzanti, antiflogistiche, ipotensive e sudorifere.
E’ un efficace drenante, la sua azione sul sistema linfatico e come diuretico permette di aiutare ad eliminare tossine e  sostanze di rifiuto. E’ quindi un depurativo che aiuta a rimuovere tossine riducendo gonfiori e infiammazioni.

L’effetto diuretico, promuovendo un aumento della minzione, rimuove e libera da tossine  il tratto urinario e, con la sudorazione, attiva un ulteriore canale per l’eliminazione delle sostanze di rifiuto.
Risulta quindi uno spazzino che agisce attraverso la sudorazione, il sistema linfatico e quello urinario.

La pianta viene utilizzata per problemi legati al tratto urinario come la cistite ed allevia i disturbi della prostata.

La radice, dopo essere torrefatta, si utilizza come succedaneo del caffè, tipo cicoria, con un gusto amaro, ma anche i semi, tostati, sostituiscono il caffè senza contenere caffeina.
Il suo utilizzo più antico era come caglio per formaggi.  In Inghilterra lo Cheshire è un formaggio prodotto con latte cagliato utilizzando il Galium.
Le specie di Galium sono sempre state utilizzate nella medicina popolare come antitumorale,  antiossidante, antinfiammatorio, antimicrobico e cardioprotettivo.
 
 Uno studio in vitro, molto promettente anche se necessita di conferme in vivo, suggerisce che potrebbe  avere potenziali effetti anticancro contro le cellule del cancro al seno senza alterare le normali cellule epiteliali del seno. L’estratto di metanolo di Galium ha indotto la morte cellulare non apoptotica https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27085941

Anche con l’estratto secco di Galium Verum sono stati effettuate molte ricerche. Come antistress per la ricchezza in flavonoidi e acidi fenolici, in particolare per l’azione di due noti modulatori antistress: l’acido clorogenico e la rutina. Lo studio (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29969484) condotto su animali ha ridotto il danno ossidativo ripristinando l’equilibrio antiossidante.

E’ stata analizzata dal Dipartimento di  Otorinolaringoiatria di Wuerzburg (Germania) l’influenza del decotto di Galium Verum sulle cellule di cancro alla testa e al collo e si è dimostrato tossico, per le cellule cancerose, ad alte dosi https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25017936 .
Nei cheratinociti della mucosa, il decotto di Galium, ha protetto il DNA dal benzapirene, uno degli agenti tossici nel fumo di sigaretta. In conclusione, l’estratto di Galium può essere utile come approccio terapeutico nel carcinoma della testa e del collo.

Uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Mediche Serbe e Russe, condotto sui ratti,  ha valutato gli effetti dell’estratto di metanolo di Galium Verum dopo ischemia. I risultati hanno dimostrato che l’estratto ha preservato la funzionalità cardiaca e i danni strutturali al cuore dopo l’ischemia. Inoltre l’estratto di G. Verum modulava l’attività degli enzimi antiossidanti e alleviava la produzione di pro-ossidanti https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30632812.

Come si utilizza

Del Galium Aparine si utilizzano le foglie o lo stelo essiccati per tisane.
Si può utilizzare la tisana anche per uso esterno nell’acqua del bagno o per impacchi su scottature, eritemi e tagli.
In erboristeria si trova anche la tintura madre.

Omeopatia

Il Galium Aparine, così come il Galium Album risultano come componenti di specialità omeopatiche.
Si riscontrano in preparati compositi cioè in associazioni ad altri rimedi con indicazioni purificanti profonde e disintossicanti dell’intero organismo.

Questi rimedi fanno parte dell’Omotossicologia che è considerata una corrente dell’Omeopatia  ed è basata sullo studio dei fattori tossici per l’uomo, chiamati omotossine. L’omotossicologia nacque per opera di HansHeinrich Reckeweg nel secolo scorso. Egli formulò composizioni di farmaci omeopatici complessi, in diluizione decimale, partendo dall’assunto che la malattia è il risultato dell’interazione fra noxa patogena, fattori ambientali e reattività individuale, quindi come espressione della lotta dell’organismo per compensare i danni provocati dalle tossine, neutralizzarle ed espellerle.

CONTROINDICAZIONI. Evitare l’assunzione in caso di ipersensibilità al  Galium, ai suoi componenti o ad altre specie delle Rubiaceae. Non utilizzare in caso di assunzione di diuretici, antinfiammatori, lassativi, antigottosi o altri farmaci senza consulto medico. Non utilizzare in gravidanza, allattamento o in bambini. Chiedere sempre il parere medico preventivo.


Scritto da Angela Ballarati
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martedì 18 giugno 2019

Olio essenziale di cipresso: varici, emorroidi, cellulite e tosse


Un olio essenziale che non deve mancare in casa:olio essenziale di cipresso
L’olio essenziale di Cipresso ha effetti benefici: sulla circolazione venosa, in caso di  emorroidi, di cellulite, come deodorante, per dolori articolari, come antireumatico, come sedativo ed espettorante nella tosse


                                                       foto Hans

Il Cipresso, cupressus sempervirens, è un albero sempreverde della famiglia delle cupressaceae che può raggiungere i 50 m di altezza. 
La gran parte delle specie di Cipresso sono naturalizzate in tutto l’emisfero settentrionale a clima temperato, ma sono originarie della California e del Messico. Il cupressus sempervirens è la specie naturalizzata in Italia.
Alto e snello, il cipresso  possiede foglie di colore verde, verde-azzurro molto intenso.
I suoi  frutti, detti “galbuli” o “gazzozzole”, sono dei coni legnosi tondeggianti provvisti di piccole squame che, a maturità, si aprono rilasciando i semi.
L’olio essenziale è distillato dai rami, dalle foglie, dalle cime fresche della pianta ed ha una  gradevole profumazione. Per ottenere un kg di olio essenziale occorrono circa 70 Kg di rami di cipresso.
Dal Cupressus sempervirens, anche chiamato cipresso francese si ottiene un olio essenziale che si trova ad un prezzo inferiore rispetto all’olio essenziale ottenuto dal cipresso giapponese, Chamaecyparis Obtusa, che ha caratteristiche diverse.


Cosa contiene

I principali componenti sono: pinene, canfene, cupressene, 3-carene, silvestrene  …
Il colore è paglierino e il profumo, balsamico e legnoso, si sposa con arancio e lavanda.



Quando può essere utile e come utilizzarlo

Cellulite
 L’olio essenziale di cipresso è un vasocostrittore che riattiva la circolazione venosa decongestionando il sistema venoso-linfatico, per questo  è utile nei casi di cellulite.
Si utilizza nell’acqua del bagno, 10 gocce, agitando un po’ l’acqua  per emulsionare l’olio. Si possono aggiungere i sali da bagno, magari quelli del Mar Morto, notoriamente efficaci in caso di cellulite. 
Se usate abitualmente la doccia, versatene 4 o 5 gocce  nella dose di  detergente liquido da utilizzare e con un guanto di  spugna bagnato o di crine  frizionate per almeno 5 minuti.  Riattiva il sistema linfatico aiutando così  a drenare i liquidi in eccesso.
E’ possibile preparare un olio da massaggio  miscelando olio di mandorle dolci e olio essenziale, che non deve superare l’1% del totale.

Stasi venosa, varici, gambe pesanti o con capillari

Per le gambe pesanti o con varici agisce riattivando e favorendo la circolazione venosa.
Dona tonicità grazie ai tannini contenuti che gli conferiscono proprietà astringenti.
Come vasocostrittore contrasta la formazione di edemi e aiuta in caso di fragilità capillare.
Si utilizza qualche goccia nell’acqua del bagno oppure miscelata ad olio vettore (15 gocce in 30 ml di olio vettore) come quello di jojoba o di calendula.  Si massaggiano le gambe con movimenti circolari dal basso verso l’alto. Sempre per il massaggio, è possibile aggiungere 4 o 5 gocce ad una crema base come quella alla calendula, antinfiammatoria.


In caso di emorroidi

Fra gli oli essenziali è ritenuto il più efficace in caso di emorroidi.
Reca immediato sollievo per le sue proprietà anestetiche.
Il consiglio è di immergere la parte interessata in una bacinella dove avrete versato 15 gocce in 2 litri di acqua tiepida. Emulsionate e rimanete immersi per una quindicina di minuti. Ripetere almeno 2 volte al giorno fino a miglioramento.
Anche la modalità impacchi è di ausilio: dopo aver portato a ebollizione 300 ml di acqua, e successivamente fatta raffreddare, aggiungere 15 gocce di o.e. e imbibire una garza. Gli impacchi devono essere giornalieri, fino a miglioramento.

Pediluvi

Per deodorare i piedi con traspirazione eccessiva e apportare sollievo dopo ore di lavoro in piedi e con scarpe chiuse: 5-10 gocce nell’acqua del pediluvio.

Antiossidante

Le proprietà antiossidanti dell’olio essenziale di cipresso sono sostenute da numerosi studi e ricerche.
L’Istituto di ricerca cardiovascolare iraniano ha indagato le proprietà antiossidanti e anti-glicazione  degli oli essenziali di Cupressus sempervirens L var. horizontalis. Le conclusioni a cui sono giunti suggeriscono che l’olio essenziale possiede proprietà antiossidanti e, in particolare, antiglicative. Queste proprietà possono essere impiegate nella prevenzione delle complicanze diabetiche e cardiovascolari, anche se a fronte di ulteriori indagini di approfondimento (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23167275).

Acne

Combatte l’acne e gli eccessi di sebo. Si possono preparare delle maschere con argilla verde e qualche goccia di olio essenziale di cipresso.

Ansia e depressione

Come altri oli essenziali, ha effetto riequilibrante sul sistema nervoso attenuando gli stati depressivi. In questo caso si utilizza la modalità diffusore domestico.

Antidolorifico

Come antireumatico, per dolori articolari, muscoli contratti ed irrigiditi si massaggia la parte con olio vettore a cui si aggiungono 2 gocce di olio essenziale di cipresso.

Tosse e naso chiuso

Anche per la tosse e la congestione nasale, l’olio essenziale di cipresso,  rappresenta un buon rimedio come espettorante, sedativo e antinfiammatorio del tratto respiratorio. L’utilizzo principe è coi suffumigi, ma anche nel diffusore e una goccia sul cuscino (lontano dalla zona dove si appoggiano gli occhi).

Antisettico

E’ come tutti gli oli essenziali un antisettico e si può utilizzare su graffi come disinfettante (attenzione: brucia).

In questa ricerca, che evidenzia anche  i componenti dell’o.e. di cipresso, sono state studiate le proprietà antimicrobiche e antiobiofilm e se consiglia l’utilizzo come conservanti naturali in alimenti o prodotti farmaceutici https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4052795/


Repellente per insetti

Alle proprietà sopra indicate si aggiunge quella di allontanare gli insetti, uso che vale la pena di provare dato il suo gradevole profumo,  inoltre si può utilizzare per  rigenerare il profumo dei fiori vecchi del pot-pourri.
Questo studio dimostra la validità degli oli essenziali, di otto specie di cupressaceae, fra cui il sempervirens,  come larvicidi e repellenti  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23263252.

Per riassumere: per massaggi si utilizzano soluzioni al 2% in olio vettore (40 gocce in 100 ml), sempre per massaggi ma in zone sensibili si utilizzano soluzioni meno concentrate, 20 gocce in 100 ml. Nell’acqua del bagno di usano 15 gocce e nei vaporizzatori da 5 a 8 gocce.

Un po’ di storia e medicina tradizionale

Anticamente i greci solevano far respirare l’aria balsamica dei boschi di cipresso ai malati di petto. Ippocrate ricorreva lle ibre di cipresso per curare le malattie dell’utero e del retto. Galeno lo prescriveva, i fiori femmina, per le diarree. Nel Medio Evo, i rami di cipresso acquisirono fama di curare le emorroidi.

Mességué: “Il mio erbario

“in primavera, quando la linfa sale, cogliete i ramoscelli del cipresso. In maggio-giugno, subito dopo la fecondazione, raccogliete i frutti teneri ancora verdi e carnosi (galbuli); non aspettate che si induriscano perché allora avranno perso quasi tutte le loro virtù curative. Il legno lo si può prelevare in qualsiasi stagione.
Semicupi a base di ramoscelli di cipresso (per curare le emorroidi): 2 semicupi al giorno: uno al risveglio e uno prima di coricarvi
Decotto per uso esterno (impacchi, e compresse): 7 o 8 galbuli frantumati per litro d’acqua.”


Simbologia


E’ l’albero tipico dei cimiteri perché le sue radici scendono a fuso nella terra, senza interferire con le aree circostanti, ma è anche associato al culto dei morti, fin dall’antichità.
Simbolo di vita eterna, di immortalità, era considerato sacro, soprattutto in Persia. Mentre nell’antica Grecia era legato ad Apollo e Artemide.
Il mito racconta che il giovane Ciparisso, di cui si era invaghito il Dio Apollo, possedeva un cervo addomesticato. Un giorno, Ciparisso, esercitandosi con l’arco, uccide il cervo e, disperato, invoca la sua morte. Apollo, intenerito dal dolore di Ciparisso, lo trasformò in un albero a cui diede il nome di Cipresso che diventò il simbolo dell’eternità.
E’ l’albero di Ade, Dio degli inferi.
La sua verticalità, il suo fusto fusiforme che si erge verso l’alto indica l’anima, che trascende la vita terrena,  si avvia verso l’alto regno celeste.

Precauzioni d’uso. Come per tutti gli oli essenziali è consigliabile, prima dell’utilizzo, effettuare un test cutaneo su una piccola zona per scongiurare eventuali sensibilità e/o reazioni allergiche. In linea di massima non utilizzarli puri ma in olio vettore e mai su neonati o bambini piccoli.  E’ importante scegliere oli essenziali di buona qualità e puri, meglio se bio. Non usare in gravidanza, allattamento , ipertensione e in caso di donne iperestrogeniche.



Scritto da Angela Ballarati

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  https://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/cipresso.html#5 – Alimentazione e benessere secondo natura Fabbri ed. -  Mességué Il mio erbario