domenica 6 novembre 2016

Cacao, proprietà, benefici e valori nutrizionali

Le proprietà nutrizionali del cacao e i vari tipi di cioccolato


La pianta del cacao e la sua produzione.




Cosa contiene il cacao amaro in polvere e i valori nutrizionali.




 Benefici del cacao e quando è utile.




Come si usa il cacao e quale scegliere.


Avete mai pensato ad un bagno nel cioccolato?
Avvertenze e controindicazioni, anche per gli amici a quattro zampe.


La pianta del cacao, Theobroma cacao della famiglia delle Sterculiaceae, cresce spontaneamente in Sudamerica ed è coltivato, sotto il 20° parallelo, in Africa (la Costa d’Avorio è il maggior produttore) e in Asia e può raggiungere i 10 m di altezza.


La pianta del cacao e la sua produzione

I suoi frutti, cabossa,  sono baccelli ovoidali lunghi anche 25 cm e larghi 8. Il baccello passa da un colore verde o rosso fino, a maturazione, a dorato o rosso chiaro.

I semi contenuti, da 25 a 50, di forma rotonda, sono affondati in una polpa biancastra.



I frutti si raccolgono 2 volte l’anno e, schiacciati, vengono fatti riposare per una settimana prima di procedere all’estrazione della polpa e dei semi.



La polpa e i semi vengono fatti fermentare, operazione che evita la germogliazione e addolcisce il cacao, la polpa si liquefa e viene eliminata. I semi vengono poi essiccati, al sole quelli di qualità superiore e negli essiccatoi quelli di qualità inferiore, destinati alle produzioni industriali, per ridurre il contento in umidità evitando così pericolose muffe.
Le fave vengono poi tostate o torrefatte. Questo trattamento col calore consente la formazione dell’aroma del cioccolato per l’evaporazione di composti particolarmente amari.
Successivamente decorticati e degerminati vengono fatti passare attraverso rulli caldi che fondono i grassi contenuti producendo una pasta densa e scura detta massa o pasta di cacao. 
La massa di cacao viene addizionata di carbonato di potassio (solo per prodotti industriali), per amalgamare i grassi e neutralizzare i tannini amari, e viene utilizzata per la produzione di cioccolato.
Se dalla massa di cacao viene separato il grasso (burro di cacao)  si ottengono delle lastre che poi vengono ridotte in polvere ottenendo il cacao in polvere. La polvere di cacao però conserva ancora una parte grassa che, in genere,  viene eliminata con l’utilizzo del vapore e carbonato di sodio o potassio in un procedimento che la rende solubile.

Cosa contiene il cacao amaro in polvere e i valori nutrizionali.


Il cacao amaro in polvere, da non confondersi con quello solubile in commercio, meno interessante dal punto di vista nutritivo per il contenuto in zuccheri (figurano come primo ingrediente), dovrebbe essere composto esclusivamente di cacao, senza ulteriori aggiunte.
Questo alimento contiene una percentuale proteica del 20 % circa, grassi per il 25% e ottime quantità di magnesio, calcio, ferrozinco e vitamine del gruppo B (B2B3B5 e B6). Il magnesio aiuta il calcio a fissarsi alle ossa, lo zinco è il minerale più presente, dopo il ferro, in tutti i tessuti e, associato alle vitamine del gruppo B, interviene nei processi digestivi, stimola il nostro sistema immunitario ….
Per il suo contenuto in carboidrati, sali minerali e vitamine è un alimento energetico
Il cacao amaro fornisce circa 350 Kcal per 100 g, mentre per il cioccolato fondente si arriva a circa 500 kcal perché contiene anche zucchero e burro di cacao.
Il cacao è ricchissimo di fosforone contiene circa 625 mg per 100 g di polvere di cacao, contro i 240 mg del pesce, tanto per fare un paragone. Il fosforo è ritenuto efficace per contrastare l’affaticamento mentale.
Buono è il contenuto in ferro, 12 mg per 100 g di cacao, pensate che gli spinaci ne contengono 4 mg per 100 g.
grassi vegetali sono presenti in quantità elevate e si deve tener conto del fatto che sono grassi simili a quelli dell’olio di oliva, privi di colesterolo.

La teobromina è un alcaloide presente nel cacao che, insieme a caffeina e teofillina, stimola il sistema nervoso centrale,  è un broncodilatatore, è diuretica e cardiotonica. La teobromina ha una struttura chimica simile alla caffeina.

La caffeina, alcaloide dai noti effetti sul sistema nervoso, è contenuta (0,15%)  in percentuali minime rispetto al caffè, per cui difficilmente può indurre nervosismo o insonnia se non nei soggetti molto sensibili.

La feniletilamina è un altro alcaloide del cacao che sembra ricoprire un ruolo nell’innamoramento e che riproduce uno stato di benessere simile a quello delle endorfine organiche prodotte per attenuare il dolore. Anche se deve passare la barriera gastrica, viene utilizzata, in composti, in molti farmaci antidepressivi, anoressizzanti e broncodilatatori.

Fra gli amminoacidi contenuti si distingue il triptofano: amminoacido essenziale perché l’organismo non lo sintetizza, ma deve essere introdotto con l’alimentazione. E’ importante perché è il precursore della serotonina, l’ormone del buonumore, ma anche della vitamina B3 o PP. La sua presenza spiega come il cacao e il cioccolato fondente siano diventati famosi come antidepressivi naturali.

La polvere di cacao contiene polifenoli. Ad uno in particolare, l’epicatechina, sono imputati i maggiori effetti antiossidanti. Per beneficiare di questi antiossidanti è necessario rivolgere l’assunzione al cioccolato fondente che mantiene, in parte, questi benefici nutrienti che, per il loro gusto amaro, vengono rimossi nelle fasi di lavorazione. Sono contenuti in elevate quantità nella fava del cacao, ma variano nel cioccolato.
Gli effetti benefici dell’epicatechina hanno fatto pensare ad alcune aziende di produrre un cioccolato con maggiori polifenoli.      
L’epicatechina è un flavonoide, presente anche nel tè e nel vino, sottoposta a numerosi studi ancora da approfondire, sembra, dai primi dati, che sia in grado di aumentare la lipolisi, cioè aiuta a bruciare grassi. (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20421555 ). Si parla naturalmente di cioccolato fondente.

Il cacao contiene magnesio, minerale spesso carente in chi soffre di depressione, inoltre gli alcaloidi svolgono un ruolo stimolante sul sistema nervoso.

11 Benefici del cacao e quando è utile

  1. Per chi pratica sport, in convalescenza o in tutti quei casi in cui necessitiamo di una maggiore energia, per il suo contenuto di vitamine, sali minerali e carboidrati, è un alimento altamente energetico, infatti è entrato a far parte della dieta degli astronauti della NASA.
  2. E’ utile a chi tende alla depressione per il contenuto di magnesio, minerale spesso carente in chi ne soffre, di feniletilamina e triptofano.
  3. In caso di intensa attività intellettuale: il fosforo contenuto è ritenuto utile nell’affaticamento intellettuale, così come la caffeina che stimola l’attività cerebrale.
  4. I polifenoli, antiossidanti che contrastano la formazione dei radicali liberi, di cui è ricco il cioccolato fondente, costituiscono una protezione contro le malattie cardiovascolari ed è importante anche l’attività che svolgono inibendo i meccanismi che portano alla produzione di agenti infiammatori come le prostaglandine. Il contenuto in polifenoli conferisce al cioccolato un gusto amaro, ecco perché il cioccolato fondente, che contiene più polifenoli, è amaro.
  5. Il contenuto in magnesio lo rende benefico in caso di ipertensione e crampi. 100 grammi di cioccolato fondente contengono circa 300 milligrammi di magnesio, la dose giornaliera raccomandata. Questo non significa che si consiglia l’assunzione di 100 grammi, ma, all’interno di una dieta varia ed equilibrata, uno o due quadratini di cioccolato fondente, nell’arco della giornata, non guastano.
  6. Una ricerca dell’Università Cattolica di Campobasso, in collaborazione con l’Istituto dei Tumori di Milano, svolta su un campione di 20.000 persone ha concluso che l’assunzione abituale di cioccolato fondente (in quantità moderate) riduce la risposta infiammatoriache è, parliamo di stato infiammatorio cronico, responsabile di malattie cardiocircolatorie come l’infarto o l’ictus.
  7. Uno studio condotto dall’Università dell’Aquila che ha visto coinvolti anziani oltre i 90 anni affetti da lieve decadimento cognitivo, dopo tre settimane di assunzione di una bevanda arricchita con flavonoidi del cacao, hanno migliorato la funzionalità cognitiva e i valori pressori.
  8. L’Università di San Diego ha ipotizzato che un modesto consumo di cioccolato apporta benefici metabolici, ossia, pur considerando l’apporto calorico, favorisce la perdita di peso e migliora la massa muscolare. L’effetto è da imputare al contenuto di epicatechina.
  9. Altre ricerche, ancora da valutare e approfondire, hanno rilevato una funzione immunostimolante.
  10. Un studio pubblicato sul Journal of Cosmetic Dermatology è arrivato alla conclusione che gli antiossidanti presenti nel cioccolato svolgono un’azione positiva sulla pelle agendo come protezione nei confronti dei raggi UV (onlinelibrary.wileg.com) Lo studio è stato condotto su un campione di 30 persone che assumevano 20 g di cioccolato ricco in flavonoidi, cioè un cioccolato che permetteva, seguendo le fasi di lavorazione, di conservare la quasi totalità di flavonoidi presenti nella fava del cacao.
  11. Anche in Italia, presso l’università di Pisa, è al via uno studio su campioni di persone con fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, colesterolo alto,familiarità …) a cui verrà chiesto di assumere giornalmente, per 2 mesi, del cioccolato arricchito con antiossidanti, la Toscolata. L’obiettivo del test è quello di confermare i benefici del prodotto sulla salute.

Come si usa il cacao?

Il cioccolato è un buon alimento, ma occorre prestare attenzione alle lavorazioni industriali e agli ingredienti aggiunti per farlo diventare cioccolato, come zucchero e latte, perché il cacao crudo ha un contenuto maggiore, di ben 30 volte, di antiossidanti rispetto al tè verde.
Il cioccolato si trova in commercio sotto varie forme: al latte, fondente, bianco, con le nocciole, aromatizzato, contiene percentuali di cacao diverse … inutile ribadire che il fondente è il tipo con maggior rilevanza ai fini salutistici, sempre da assumere con moderazione.
  • Cacao in polvere: dopo aver estratto il burro di cacao, quel che resta della massa di cacao viene macinata per ottenere il cacao in polvere. In commercio si trova tal quale o, molto spesso, mescolato ad altri ingredienti come lo zucchero, in primis, ma anche latte (nelle bevande) e viene largamente utilizzato nella produzione di merendine, dolci, gelati, biscotti, budini …
  • Cioccolato fondente. E’ ottenuto aggiungendo alla massa o pasta di cacao altro burro di cacao e zucchero. I differenti tipi di cioccolato contengono percentuali diverse di zuccheri e grassi.
  • Il cioccolato fondente risulta essere il migliore, dal punto di vista nutrizionale, perché presenta una maggior percentuale di cacao, quindi più antiossidanti, e meno zucchero.
  • In commercio si trova il cioccolato fondente con l’85% di cacao. Si trovano anche le fave di cacao crude, ottimo alimento che non essendo cotto a temperature elevate mantiene intatte le sue proprietà nutritive.
  • Cioccolato al latte: è composto da una percentuale di cioccolato fondente, al quale si aggiungono zucchero e latte. Rispetto al fondente ha minori concentrazioni di cacao e quindi anche dei suoi effetti benefici. E’ più calorico del fondente.
  • Cioccolato bianco: è costituito da burro di cacao, zucchero e latte. Deve il suo colore dall’assenza di polvere di cacao.

Quale cacao scegliere?

Scegliere la qualità di cacao giusta è molto importante perché non solo condiziona fattori organolettici come il sapore e l’aroma ma anche i potenziali benefici che esso ci conferisce. Il nostro consiglio è quello di preferire il Cacao proveniente dall’Equador, in particolar modo la varietà Arriba National, considerata da molti una delle varietà migliori al mondo.

Siete cioccolato-dipendenti?

Ok, allora dovete sapere che esistono degli alberghi SPA, dove è tutto al cioccolato, fondente o al latte a seconda dei gusti.
I menu prevedono l’uso del cacao, i cioccolatini sono ovunque e ci si può immergere in vasche riempite di cioccolata o farsi rilassare e coccolare da un massaggio al cioccolato!

Quando è sconsigliato il cacao: controindicazioni e avvertenze

Ovviamente è proibito a chi manifesta ipersensibilità,  alcune persone manifestano sintomi allergici o soffrono di emicrania dopo aver assunto cacao.  Non è consigliato ai bambini di età inferiore ai 3 anni perché può scatenare reazioni allergiche e inoltre, essendo ricco di grassi, è impegnativo per il fegato di bambini così piccoli. Stimola il rilascio di istamina per cui non è indicato in caso di dermatite atopica infantile.
In caso di stitichezza, emorroidi e malattie gastrointestinali (reflusso gastroesofageo) è sconsigliato perché irritante. I tannini contenuti esercitano un’azione astringente.
A chi è ipersensibile alla caffeina o a chi soffre di forte nervosismo è bene ricordare che, anche se in percentuali modeste (0,15%),  il cacao contiene caffeina e teobromina che svolgono un’azione eccitante sul sistema nervoso.
Importante per gli amici a quattro zampe: la teobromina contenuta nel cioccolato è tossica per i cani, i cavalli e altri piccoli animali  che non riescono a metabolizzarla.


Scritto da Angela Ballarati per Naturopataonline.org
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 


sabato 22 ottobre 2016

MELA benefici, proprietà, ricerche, studi e molto altro

Cosa contiene la mela?  

Contiene, oltre a vitamine e sali, la pectina, una fibra solubile importante per prevenire alcuni tipi di cancro, diminuire  il colesterolo e stabilizzare la glicemia, mentre l’acido malico trasforma gli alimenti in energia. E la buccia?

Rimedi popolari: decotto di mela, decotto di bucce e sciroppo per la tosse.

Mela e tumori.
Mela e pesticidi.
Mela annurca e colesterolo.

CROSTATA RIPIENA di MELE e ZENZERO, senza GLUTINE e senza FARINE di CEREALI 

L’albero del melo, che allo stato selvatico può raggiungere i 10 m di altezza, nelle coltivazioni non supera i 3/4 m ed è coltivato in tutta Italia, anche se il 75% delle mele sono fornite dal Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia Romagna.
In Europa è il frutto più consumato, costituisce il 50% della frutta venduta.
Il melo, Malus communis della famiglia delle rosaceae,  ha origini asiatiche e risalirebbe al Neolitico, è presente in Italia con oltre 2000 varietà.
La mela,  presente tutto l’anno anche se conservata, matura in Italia da fine agosto a metà ottobre. Le diverse specie sono disponibili in tempi diversi e vengono conservate, dopo il raccolto, a basse temperature e, per periodi prolungati, si ricorre all’atmosfera controllata (più ricca di CO2).
Le varietà più presenti e conosciute sono l’annurca, la fuji, la golden, la granny smith, la renetta, la pink lady, la stark e la red delicius.

COSA CONTIENE?

La mela è un frutto ricchissimo di sali minerali, tannini, pectine, fibre e vitamine come la provitamina A, la E, la C e quelle del gruppo B (B1, B2, B6 e B9 o acido folico).Tutte le vitamine, con flavonoidi e carotenoidi, acido malico e folico, la rendono un ottimo antiossidante. E’ ricca di sali minerali, come potassio, calcio, magnesio, ferro e fosforo ed una discreta presenza di fruttosio.

La mela è un frutto molto digeribile, è il primo frutto, insieme alla pera, consigliato nello svezzamento e, anche se naturalmente dolce, è adatta (con moderazione) ai diabetici, soprattutto quelle meno zuccherine e leggermente acidule come la granny smith.

Importante è il contenuto in acido malico, noto anche come acido di mela o acido fruttico, in quanto si trova nelle mele (soprattutto nella buccia) ed in altra frutta (uva). E’ un acido organico contenuto in piante, animali e nell’uomo.
L’acido malico è indispensabile all’organismo per trasformare gli alimenti in energia e si trova anche in polvere come integratore perché migliora le prestazioni sportive.
E’ codificato con la sigla E296 e utilizzato dall’industria alimentare come acidificante, stabilizzante, aromatizzante (gelatine, confetture, vino …) in farmacologia è presente nelle formulazioni che stimolano il flusso salivare e l’industria cosmetica lo impiega in prodotti schiarenti e antimacchia, ma anche per il trattamento dell’acne e come anti aging.

La fibra contenuta nella mela è sia solubile, come la pectina che forma un gel e cattura lo zucchero riducendo il picco glicemico e quella insolubile che favorisce il transito intestinale.

La  pectina, un carboidrato indigeribile noto per le sue proprietà gelificanti nella produzione (anche casalinga) delle marmellate e nelle confetture, viene siglata con E440. Il contenuto di pectina spiega perchè alcuni frutti, meglio di altri, si addensano con più facilità.
Ogni frutto contiene una percentuale variabile di pectina, i frutti più ricchi sono rappresentati dalle mele, le prugne, le mele cotogne e l’uva spina, ma la fonte più ricca è presente nell’albedo degli agrumi,  quella pellicina bianca che riveste gli spicchi.
Le pectine sono impiegate nei preparati per limitare il rigurgito e per la loro proprietà di intrappolare gli acidi biliari (che utilizzano il colesterolo) riducono le concentrazioni di colesterolo nel sangue.
Essendo una fibra solubile possiede proprietà emollienti che regolarizzano le funzioni intestinali. In caso di diarrea aumenta la consistenza delle feci e in caso di stitichezza, accompagnata da acqua, aiuta il transito intestinale. Favorisce la proliferazione dei germi benefici intestinali ostacolando i patogeni.
I risultati di uno studio in vitro,  che quindi necessita di ulteriori studi e ricerche, del Dipartimento di Biologia di Teheran (www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27697635), ha dimostrato che l’acido pectico può prevenire metastasi per la sua capacità di indurre apoptosi (morte cellulare programmata).

Nell’alimentazione le fibre sono importantissime per prevenire stitichezza, emorroidi e diverticolite, controllare il peso corporeo, prevenire alcuni tipi di cancro come quello al colon, diminuire il colesterolo LDL (cattivo) e stabilizzare la glicemia (intrappola gli zuccheri a livello intestinale rallentandone l’assorbimento) con effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio.

La BUCCIA della MELA
Non dimentichiamoci del fatto che per frutto si intende la polpa ma anche la buccia, e non a caso, perché è appena sotto e nella buccia che si trova la maggior concentrazione di principi nutritivi.
Una ricerca condotta su topi, dall’Università di Montreal con il Dipartimento di Nutrizione, ha valutato gli effetti, preventivi e terapeutici, dei polifenoli presenti nell’estratto secco di buccia di mela (DAPP) sull’infiammazione intestinale per chiarirne i benefici clinici. Le conclusioni a cui sono arrivati i ricercatori sono che il DAPP è un potente anti-infiammatorio a livello intestinale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27630205 ).
Nella buccia della mela è contenuta una sostanza, la fluorizina, un glucoside, che ha la proprietà di bloccare il riassorbimento renale e intestinale del glucosio favorendone l’eliminazione con le urine e risultando quindi un ipoglicemizzante.  
Nel caso della mela come nel caso di molti altri vegetali, non è il singolo elemento, ma l’insieme dei suoi componenti a farne un alimento salutare.

QUANDO E’ UTILE e i RIMEDI più COMUNI
-      Come depurativo, disintossicante e diuretico.  Un’antica cura, per eliminare le tossine e rinvigorire l’organismo dopo un’influenza, parla di nutrirsi per tre giorni unicamente di mele crude. Questa cura, secondo Edgar Cayce, pulisce l’intestino.
-      Per combattere le infezioni intestinali: la mela contiene degli enzimi che combattono i batteri infettivi presenti nell’intestino. La pectina favorisce l’evacuazione mentre l’acido malico è un disinfettante. Per mantenere l’intestino efficiente mangiare al mattino, a digiuno, una mela oppure berne il succo (un centrifugato).

-      La mela contrasta la formazione di acido urico, il cui eccesso è responsabile dei dolori gottosi e di alcuni dolori reumatici,  grazie ai tannini e ai sali di potassio contenuti.

-      In caso di diarrea, anche nei bambini, mangiate 2 volte al giorno una mela grattugiata con qualche goccia di limone.

-      E’ un frutto alleato nelle diete ipocaloriche perché 100 g di mela apportano circa 40 calorie.

-      Come già indicato, la mela è adatta, con moderazione, ai diabetici, soprattutto le mele asprigne. Teniamo presente che l’indice glicemico delle mele è più elevato quando sono cotte rispetto a quelle crude.

-      L’acido ossalico presente nella mela aiuta a mantenere i denti bianchi. Applicare la polpa di mele sui denti gialli può attenuare le macchie ocra e sbiancare i denti gialli.

-      Uno studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute dimostra che la pectina contenuta nelle mele accelera l’eliminazione di alcuni composti cancerogeni presenti nel colon. Il consumo abituale può quindi risultare preventivo del tumore al colon.

-      Uno studio del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II ha evidenziato che i polifenoli contenuti nella mela annurca (Igp) sono in grado di ridurre i livelli di colesterolo.

-      L’Istituto Tumori di Genova, e non solo, ha svolto una ricerca durata parecchi anni e pubblicata sugli Annals of Oncology in cui vengono confermate le proprietà antitumorali della mela. Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori sono che il suo consumo di mele diminuisce dal 9 al 25% il rischio di sviluppare alcuni tipi di tumore come quello alla prostata o al colon.

MELA e PESTICIDI
Oltre ad evidenziare che le mele sono in cima alla lista della frutta più irrorata con pesticidi, considero che i soldi spesi in più per il biologico rappresentino soldi ben spesi, sia per la tutela dell’ambiente (esistono modi differenti di fare agricoltura, non credete a chi vi vuole convincere del contrario), sia per la tutela della nostra salute e quella dei nostri figli.
Greenpeace ha pubblicato (ottobre 2015) i risultati di un’analisi sulle mele acquistate nei supermercati di 11 Paesi europei, Italia compresa. Mentre i test sulle mele biologiche non hanno evidenziato tracce di pesticidi, ben l’83 per cento delle mele prodotte in modo convenzionale sono risultate contaminate da residui di pesticidi, e nel 60 per cento di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche.  
«Dai campi al piatto, i pesticidi chimici sono una presenza troppo frequente nei nostri alimenti», dichiara Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace. «Anche se tutti i residui individuati rientrano nei limiti stabiliti dalle normative, la varietà di sostanze chimiche trovate mostra che nelle coltivazioni convenzionali è pratica comune irrorare i meleti con applicazioni multiple di pesticidi. Tutto questo, insieme alla scarsa conoscenza dei possibili impatti dei “cocktail di pesticidi” sull’ambiente e sulla salute, è fonte di grande preoccupazione. Inoltre non è accettabile che gli agricoltori e le loro famiglie debbano sopportare il carico tossico di questo fallimentare sistema di agricoltura industriale».

UTILIZZI della MELA
Come alimento viene consumata sia cruda che cotta o essiccata. Si presta ad essere cucinata in molti modi, al forno, fritta, bollita, in fagottini di pasta sfoglia e anche in preparazioni salate, ad esempio le granny smith nelle insalate.
Per  usufruire delle sue proprietà va consumata cruda e con la buccia, perciò è importante che sia proveniente da coltivazioni biologiche.
E’ un frutto adatto a bambini ed anziani e, per la sua digeribilità, molti dietologi la ritengono un frutto adatto anche a fine pasto opponendosi alla teoria che consiglia il consumo di frutta lontano dai pasti.
Cruda ha un’azione astringente mentre cotta è leggermente lassativa.
Dalla mela si ricavano il succo, il sidro (succo di mela fermentato) e l’aceto di mele.


RICETTINA semplice e veloce? A cura della naturopata Natascia Ursino.
CROSTATA RIPIENA di MELE e ZENZERO, senza GLUTINE e senza FARINE di CEREALI
Tagliare le mele a dadini, cospargerle col succo di un limone, un cucchiaino di zenzero in polvere, cannella a piacere e qualche cucchiaino (io ne ho messi 2) di zucchero di cocco (ha un basso indice glicemico). Lasciar macerare e insaporire.
Nel frattempo si prepara l’impasto con il mixer inserendo 200 g di farina di mandorle, 80g di farina di platano e due uova. Formare una palla di pasta che andrà divisa in due parti, una per il fondo e, dopo aver riempito con il composto di mele, una per coprire.
Bucare con una forchetta la pasta superiore e infornare a 180° per 20/30 minuti in base al forno.


RIMEDI POPOLARI

DECOTTO DI  MELE
Il decotto di mele si ottiene tagliando a fette 2 o 3 mele con la buccia, preferibilmente del tipo asprigno, tipo granny smith, e cuocendole in un litro di acqua per circa 15 minuti, dopo l’inizio della bollitura. Potete filtrare e consumare a parte la frutta cotta.
Il decotto di mele è utile per aumentare la quantità di urina.

DECOTTO DI BUCCE
Mettere la buccia di 2 mele in 120 ml di acqua. Portare a ebollizione e lasciare cuocere per altri 10 minuti. Filtrate e bevete il decotto (3/4 tazze al giorno) in caso di gotta e dolori reumatici.


La MELA e la MEDICINA CINESE: rimedio per la TOSSE
Per la medicina cinese, la mela, è un frutto dolce-acido, quindi favorisce i fluidi, è benefico per i polmoni, disintossica e aiuta la digestione.
I medici cinesi consigliano di togliere il torsolo e i semi a sei mele, grattugiarle e cuocerne la polpa con 500 g di miele fino ad ottenere un composto gelatinoso. Se ne prendono 2 cucchiaini per 3 volte al giorno, fino a miglioramento.

CURIOSITA’ e BELLEZZA
La mela rientra, come ingrediente, in molte maschere di bellezza perché è un concentrato di vitamine e minerali che la nostra pelle assorbe.
Tantissime maschere sono costituite da una semplice base composta da mele, trasformate in poltiglia, e miele. Ingredienti semplici che, nel caso delle mele, attenuano le macchie cutanee, leniscono gli arrossamenti e liberano i pori nutrendo la pelle, mentre il miele idrata ed è antibatterico.
Pulizia e nutrimento.


CONTROINDICAZIONI.
Di norma è un frutto ben tollerato, ma alcune persone, con lo stomaco  particolarmente delicato possono trovare indigesta la mela cruda, mentre non hanno problemi se è cotta. Inoltre, nelle persone sensibili ad alcuni carboidrati (FODMAPs come la cipolla, l’aglio, i funghi, mele, pere, cachi …) può causare gonfiore.

Scritto da Angela Ballarati
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domenica 9 ottobre 2016

OLIO ESSENZIALE DI INCENSO, antinfiammatorio, repellente e cicatrizzante. Proprietà ed utilizzo.

Olio essenziale di incenso: antinfiammatorio, cicatrizzante, allevia l'ansia, l'umore nero e purifica gli ambienti


Benefici, proprietà terapeutiche e uso

Seconda parte dell’articolo Incenso proprietà e benefici
L’olio essenziale di incenso, distillato in corrente di vapore, viene utilizzato per le sue proprietà balsamiche ed espettoranti, è antisettico, antinfiammatorio e cicatrizzante, quindi utile per le affezioni a carico della pelle. 
E’ un repellente per gli insetti e in aromaterapia viene utilizzato come sedativo per alleviare il nervosismo, l’ansia, l’umore nero, dona coraggio e fiducia. 
Si può utilizzare nel diffusore per le meditazioni, ma anche una goccia nella crema per il viso, unita ad una goccia di olio essenziale di mirra, per ottenere una crema anti-rughe naturale fai-da-te.

Come purificare gli ambienti domestici con l’incenso

I fumi dell’incenso e della mirra rimuovono le vibrazioni negative riportando armonia nell’ambiente. Quando un ambiente è saturo di energie negative, ci sentiamo spesso affaticati, nervosi, irritabili. 
Le fumigazioni costituiscono il principale metodo per purificare un ambiente dopo la malattia o nelle pratiche di guarigione o per modificare lo stato psico-fisico delle persone. Le fumigazioni si effettuano con la luce del sole, nei giorni feriali (non il sabato e la domenica), mai dopo il tramonto e in luna calante.  Si utilizzano degli incensieri in terracotta con tre carboncini, appositi per incensieri. Chiudere le finestre e accendere i carboncini e metterci sopra i grani di incenso. Girare nelle stanze, insistendo negli angoli fino a riempire l’ambiente di fumo. Si termina aprendo le finestre per fare uscire le energie negative. 
Si può anche far seguire una pulizia dei pavimenti con acqua tiepida nella quale avrete sciolto del sale grosso.

Tutela e biodiversità dell’incenso

L’incenso è stato, nel tempo, raccolto sempre più massicciamente, questo, unitamente ad altri fattori come incendi, aggressioni degli insetti e il fatto che i vecchi alberi morti non vengano sostituiti, ha provocato la sua  rarefazione, tanto che è stato indicato come specie in via di estinzione.
Attenzione all’acquisto, molto dell’incenso venduto è sintetico, e può causare mal di testa impregnando l’ambiente con una profumazione ottenuta sinteticamente.

Palo santo: alternativa all’incenso

Tra le popolazioni sudamericane è usato per proteggere dalla “mala energia”  il legno aromatico di Palo Santo la cui profumazione è aromatica, intensa e gradevole. E’ antibatterico e allontana gli insetti favorendo il rilassamento e un ambiente meditativo. Si utilizza più volte, bruciando l’estremità fino a creare la brace che emanerà il fumo. E’ utile in caso di problemi dell’apparato respiratorio.

Scritto da Angela Ballarati e Barbara Buongiorno per Naturopataonline.org
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.





domenica 2 ottobre 2016

INCENSO, la tradizione, la simbologia e i componenti

INCENSO:
tradizione, simbolismo, proprietà e utilizzo
L’incenso è il prodotto secreto, oleoresina, da diverse piante che crescono nella Penisola Arabica e nel Corno d’Africa; si incide la corteccia e si raccoglie la resina giallastra. La tradizione indica un tipo ben preciso di resina, quelladell’Olibano, la Boswellia Sacra, ma ne esistono diverse varietà (B. Serrata, Frereana, Carteri, Papyrifera …) che, dopo l’essicazione, anticamente, veniva bruciata nei bracieri. La resina viene selezionata in qualità differenti, in funzione della purezza, del colore e della grandezza dei grani, ma anche dell’ambiente in cui crescono le piante.
Oggi l’incenso è identificato con i bastoncini, che bruciati, producono aroma e che, oltre alle resine, utilizzano legni aromatici, foglie, fiori e bacche. La Mirra è la resina ottenuta dalla Commiphora Mirra, ma vengono utilizzati anche il legno di sandalo, le foglie di artemisia o le bacche di ginepro, il cardamomo, o radici come quella di assafetida.

L’incenso nella tradizione e l’utilizzo oggi

Nella storia di molte popolazioni si trovano testimonianze dell’utilizzo di cortecce e legni profumati, nelle cerimonie religiose nei templi per ingraziarsi gli Dei, ma anche nelle abitazioni, nelle cerimonie religiose, il fumo che saliva verso il cielo metteva in contatto con l’Aldilà.
Nella Bibbia e nel Corano ci sono riferimenti al suo utilizzo così come in molte culture antiche.
Le testimonianze ci parlano del loro uso nella medicina Ayurvedica, presso gli Assiri, gli Egizi, i Cinesi, gli Indiani d’America e non dimentichiamo la Via dell’Incenso, veniva commerciato con le spezie e sorgevano città, sulle vie carovaniere per l’importanza rivestita dal florido commercio. Nell’antico Egitto si preparava una forma di Kajal che al trucco, univa le qualità antisettiche che prevenivano infezioni agli occhi. .
L’incenso viene bruciato nelle cerimonie cristiane, nelle chiese, e fu uno dei doni dei Re Magi a Gesù di Nazareth che, fin dall’antichità, richiama il sacro; la fumigazione (impiego di fumi) della resina, legata anche al culto degli Israeliti, evoca l’introspezione, il misticismo, la preghiera, la meditazione e l’incontro col Divino.
La resina di Boswellia (incenso/olibano) veniva utilizzata per purificare gli ambienti, questo è uno dei motivi dell’utilizzo nelle Chiese, ma anche nelle cerimonie funebri, le forze spirituali sprigionate accompagnavano l’anima del defunto nel mondo dei morti.
Oggi, come allora, l’incenso viene utilizzato nella medicina Ayurvedica per la preparazione di unguenti contro le piaghe e le eruzioni della pelle, nello yoga, per favorire la meditazione, in aromaterapia, per purificare gli ambienti e per le patologie polmonari come antisettico; in Occidente, oltre all’utilizzo nelle cerimonie religiose, trova impiego nell’industria farmaceutica e dei profumi.
La fumigazione dell’incenso è presente nella Medicina Tradizionale Cinese (moxa), in quella Indiana, in quasi tute le pratiche spirituali e mediche del mondo orientale e presso gli Sciamani Africani e Sudamericani. Dall’inalazione del profumo sprigionato e dall’osservazione del fumo prodotto, si abbandonano le emozioni e i pensieri per entrare nel più interiore mondo spirituale, fatto di pace e di incontro con il divino.

Simbolismo della fumigazione e dell’uso dell’incenso

La valenza simbolica dell’incenso è strettamente legata alla purificazione e alla fumigazione. Purificazione e fumigazione a loro volta richiamano il fuoco. La purificazione è inerente a creare un ambiente interno ed esterno che favorisca uno stato di grazia, ossia la possibilità di volgerci alla componente più elevata del nostro essere umani, lo Spirito, ed entrare in relazione con lo Spirito Divino universale.
Lo Spirito, questa componente di Fuoco del nostro essere, è specifico all’uomo, è quanto lo differenzia dalle altre forme viventi.
Perché si renda possibile questo manifestarsi della presenza spirituale occorre che gli aspetti corruttibili del mondo materiale e della sfera emotiva, quelli che trascinano l’esistenza verso il basso e verso uno stato di disordine, agitazione, conflittualità, mortalità, ossia le forze negative, vengano allontanati.
La fumigazione è il solo mezzo che consente questo purificarsi interiore ed esterno; un bruciare che promuove un ascendere verso il cielo, un elevarsi al di sopra della temporalità e contingenza dell’esistenza, un entrare in contatto con una dimensione universale che supera sia il nostro attaccamento alla dimensione individuale sia la scansione temporale dell’esistenza, un tempo che si ferma.
Non qualsiasi sostanza che brucia produce questo stato. La sola alla quale viene riconosciuta questa qualità è la resina dell’Olibano, è la resina che deve essere posta nell’incensiere e non l’olio essenziale. Può essere accompagnata da altre piante che ne partecipino delle stessa qualità purificatrice, per rafforzarne l’azione.
Per questo troviamo l’ incenso presente soprattutto nei riti religiosi, o altrimenti usato per promuovere il ritorno alla salute, nella tradizione di molte popolazioni. Lo stato di salute per l’uomo è uno stato dove le negatività, visibili e invisibili, vengono allontanate e dove la sua componente spirituale ritrova il suo posto di guida del nostro esistere.

Cosa contiene e quali sono le proprietà dell’incenso

La resina è composta per la maggior parte da polisaccaridi e da acidi Boswellici pentaciclici che sono i responsabili del profumo.
Le sue proprietà come antinfiammatorio sono convalidate da alcuni studi tedeschi che hanno evidenziato come gli acidi boswellici (della varietà Papyrifera) siano in grado di bloccare un enzima, responsabile della sintesi della prostaglandina E2, direttamente coinvolta nei processi infiammatori.
L’incenso è antisetticoantibattericoantivirale e allontana gli insetti.

Come si usa l’incenso e l’uso pratico

Nella tradizione, insieme all’incenso, si univano altri ingredienti miscelati e ridotti in polvere. Oggi si utilizzano degli incensieri di terracotta, venduti nei negozi specializzati o in erboristeria, nei quali viene acceso uno o più carboncini sopra i quali viene posto l’incenso. In alternativa si può utilizzare un pentolino con sabbia sul fondo perché piattini in ceramica o vetro potrebbero rompersi.

Scritto da Angela Ballarati e Barbara Buongiorno per naturopataonline.org
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lunedì 19 settembre 2016

VITE, Vitis vinifera, proprietà, utilizzo

La VITE, le foglie, le bucce e i semi
Cosa contengono e quando utilizzarli
I semi e le bucce contengono OPC e resveratrolo: potenti antiossidanti, antinfiammatori naturali, vaso protettori …
DECOTTO, FOGLIE polverizzate, tintura madre e MACERATO GLICERINATO
La vite, Vitis vinifera della famiglia delle Vitaceae, è un arbusto rampicante che può raggiungere l’altezza di 20/30 m e che si trova allo stato spontaneo, ma che è perlopiù coltivato.
E’ una pianta molto antica, originaria del bacino Mediterraneo, che cresce ed è coltivata nelle pianure e nelle colline soleggiate.
Il frutto, l’uva, viene raccolto a maturità raggiunta tra agosto e ottobre, è di colore variabile, esistono uve bianche, rosate, rosse, nere e grigie che sono da tavola, da vino o adatte ad entrambi gli usi  e da essiccare. Le varietà sono numerose e vengono continuamente migliorate con le tecniche dell’innesto. Fra le più note troviamo la varietà Italia, la Regina, la Cardinal …
Le foglie, per uso terapeutico, vengono raccolte in autunno quando sono rosse; per uso alimentare si raccolgono quelle tenere e giovani in primavera. Importante è che non siano state trattate con antiparassitari e questo varrebbe anche per il frutto.
In fitoterapia si utilizzano anche le giovani gemme.

COME SI CONSERVANO. Le foglie si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti di carta o tela in luogo fresco e asciutto. I frutti si essiccano al sole o in forno a calore moderato e, dopo l’essiccazione, si separano le bacche dai peduncoli.

COSA CONTENGONO  il frutto e le foglie

L’uva è un frutto ricco di flavonoidi, tannini, acidi organici, inositolo e zuccheri semplici facilmente assimilabili dall’organismo. Contiene vitamine e minerali, è un frutto diuretico, lassativo, favorisce l’eliminazione dell’acido urico e la secrezione biliare, è dissetante, rinfrescante e utile nelle cure disintossicanti e ricostituenti.
La cura dell’uva” (ampeloterapia), nota già ai romani che la seguivano per disintossicarsi,  consiste nel consumare, per sette giorni, durante l’autunno, solo uva matura, meglio quella da vino perché più ricca di enzimi, seguita a circa un’ora da un bicchiere di acqua oligominerale. La cura, molto intensa, richiede il parere medico preventivo, è indicata in caso di debolezza, insufficienza epatica, sovrappeso, stanchezza fisica, ritenzione di liquidi, artrite e reumatismi.

Le foglie (i cosiddetti pampini),  in particolare quelle della vita rossa, sono ricche di polifenoli, principi attivi con spiccate proprietà curative.

All’interno dell’acino sono contenuti dei semini, da uno a quattro, chiamati vinaccioli che possiedono importanti proprietà.

L’estratto di questi semi, estratto di vinaccioli, nella varietà rubra, è considerato un potente antiossidante, per alcuni è più potente delle vitamine C, E e betacarotene per la capacità di rimanere nell’organismo fino a 72 ore dopo il consumo, cosa che non avviene per le vitamine. I responsabili dell’attività antiossidante, antiradicali liberi, vaso protettiva, antiflogistica e immunostimolante sono dei particolari bioflavonoidi, denominati OPC (Proantocianidine oligomeriche). Per la loro attività vaso protettiva e antiflogistica sono indicati nell’insufficienza venosa e nella sindrome emorroidaria.
In commercio si trovano sia l’estratto di vinaccioli in polvere che le compresse.

Nelle bucce e nei semi dell’uva è stata  isolata una sostanza, il resveratrolo, che presenta proprietà antinfiammatorie, è un potente antiossidante, agisce come fluidificante del sangue, è antiteratogeno (antitumorale), previene i trombi e rimuove attivamente le placche che occludono i vasi proteggendo dalle patologie cardiovascolari.
Le proprietà del resveratrolo sono state supportate dalla ricerca scientifica e clinica, la sua azione antitumorale è supportata da studi ma è in attesa di conferme cliniche.   Il suo contenuto è massimo principalmente nelle bucce e varia in funzione della varietà, nel vino e nei succhi è presente, solo nel caso siano state macerate le bucce, in minime quantità per cui è sconsigliato l’uso terapeutico dati i dosaggi elevati necessari per ottenere benefici.

ALIMENTO, DECOTTO, FOGLIE polverizzate e MACERATO GLICERINATO

Come alimento, l’uva trova impieghi in pasticceria, sia fresca che sotto forma di uvetta (sultanina, zibibbo, malaga), altamente zuccherina ma che si può conservare tutto l’anno. Si utilizza anche in preparazioni culinarie salate come i peperoni alla palermitana (http://benessere-natural-mente.blogspot.it/2015/04/mandorle-nocciole-arachidi-e-pinoli.html) che associano uvetta e pinoli ai peperoni, ma anche in molti altri piatti soprattutto della cucina mediorientale.
Le foglie di vite, sempre in cucina, lavate e sbollentate in acqua salata si utilizzano per avvolgere i cibi come gli  involtini di riso, tipici della  cucina greca e turca.
Dall’uva si ottiene per distillazione la grappa,  ma anche altri distillati con proprietà digestive, tonificanti ecc.

L’aceto di vino viene utilizzato come aromatizzante, dissetante e astringente intestinale; famosi gli aceti aromatizzati alle spezie o alle erbe. L’aceto si impiega, opportunamente diluito, per lavare piaghe e ferite, per impacchi in caso di contusioni, nelle lozioni di bellezza, come anticalcare è formidabile ed ecocompatibile, miscelato con alcol in preparazioni fai-da-te per la pulizia della casa …  gli usi sono davvero innumerevoli.

Il decotto di foglie di vite si ottiene portando a ebollizione 100 ml di acqua con 4 g di foglie per uso interno. Si lascia bollire per 10 minuti e si filtra. Il decotto è utile in caso di vene varicose o, sotto forma di impacco (8 g con 100 ml di acqua), si utilizza sulla parte interessata (geloni e vasi capillari fragili e dilatati) per almeno 20 minuti, anche più volte al giorno.

E’ interessante anche il decotto di uva passa,  indicato per le infiammazioni della gola e per la tosse, con proprietà emollienti, bechiche (calma la tosse) ed espettoranti.

La polvere di foglie essiccate si ottiene dalla vite rossa (Vitis vinifera varietà tinctoria) e si può reperire sotto forma di capsule o compresse in erboristeria. Anche la polvere è elettiva per le problematiche di insufficienza venosa (varici, emorroidi, geloni) e va a migliorare la circolazione, apportando benefici anche in caso di cellulite. La vite esercita un’azione vaso protettiva e riparatrice dei capillari per il suo contenuto in polifenoli che hanno un effetto tonico sulle pareti venose. Viene utilizzata anche nei disturbi correlati alla menopausa.

Anche la tintura madre di vite rossa si utilizza nei casi di insufficienza venosa così come le creme e le pomate per uso topico.

Il macerato glicerinato  (Vitis vinifera M.G.) di vite si ottiene lasciando macerare, in una miscela di alcol e glicerina, le giovani gemme della pianta; si filtra e si diluisce con acqua, alcol e glicerina, svolge un’azione diversa dall’estratto. E’ disponibile già preparato in erboristeria e si utilizza  in caso di artrosi, artrite e reumatismi. La sua azione antireumatica e antinfiammatoria riduce il gonfiore e il dolore alle articolazioni.  In questi casi si associa anche il macerato glicerinato di ribes nero (Ribes Nigrum M.G.). Riduce anche la concentrazione di acido urico nel sangue.

CONTROINDICAZIONI. In generale l’estratto di vite è ben tollerato, ma una terapia deve obbligatoriamente prevedere il parere medico, soprattutto in caso di terapie farmacologiche in corso. Non utilizzare nei bambini e, a scopo precauzionale, in gravidanza e allattamento.

Scritto da Angela Ballarati
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Scoprire riconoscere usare le erbe Fabbri Ed – Salute e benessere secondo natura Fabbri Ed – ERBE DeAgostini - my-personaltrainer.it/nutrizione/resveratrolo.html - /it.wikipedia.org/wiki/Vitis -