venerdì 25 marzo 2016

Le proprietà dei MIRTILLI, potenti antiossidanti.

MIRTILLO , uno dei più potenti antiossidanti
 Cosa contiene e quali sono i benefici
Come si coltiva
Attenzione a cosa acquistate …
mirtilli e pesticidi

Il mirtillo, Vaccinium myrtillus famiglia delle Ericaceae, è un piccolo arbusto alto circa 50 cm con le foglie seghettate di un bel verde scuro. I fiori sono di colore bianco-rosato e il frutto è una bacca rotondeggiante, grossa come un piccolo acino, carnosa, di colore nero-violaceo.
Si trova frequentemente nei boschi montani e subalpini fino a oltre 2000 m d’altitudine.

COME SI COLTIVA

Ne esistono più di 130 specie, ma il più coltivato è il mirtillo gigante americano che è il più resistente al freddo. Coltivato vive bene anche in pianura.
Le gelate e la grandine possono danneggiare la pianta, per questo è necessario un posto riparato ed, in estate, evitare di sistemarlo in pieno sole perché le radici soffrono la siccità.
Il terreno non deve essere troppo calcareo o argilloso, meglio mischiare al terreno della torba o del compost vegetale. E’ difficile coltivarlo partendo dai semi, per cui è meglio procurarsi una piantina nei vivai e trapiantarlo alla fine della stagione invernale.
La maturazione, che varia a secondo della varietà, avviene in tutta la stagione estiva.
E’ importante riparare la piantina con pacciamatura per mantenere il terreno umido. Non necessita di trattamenti antiparassitari e si coltiva anche in vaso, in luogo riparato dal vento, ma che possa godere di alcune ore di sole.
La fioritura avviene in primavera e si distinguono il mirtillo nero, il mirtillo rosso e blu che hanno molte caratteristiche in comune.

MIRTILLI e PESTICIDI

I mirtilli rappresentano uno dei frutti con la maggior concentrazione di pesticidi, subito dopo le mele, in pole position, seguite da pesche, fragole, nettarine e uva.
Ne sono stati rilevati ben 50 di pesticidi, quelli congelati sono meno trattati …

COME PROTEGGERSI?

Sicuramente acquistando prodotti biologici.
Sono più cari?
Sì, ma offrono la certezza che non si sono utilizzate sostanze dannose che finiscono nel piatto. 
Dove non si scelga il biologico è meglio prediligere: frutta di stagione  e a Km0.
I motivi stanno nel fatto che, in genere, non vengono raccolti acerbi e che, soprattutto, non necessitano di sostanze chimiche per la conservazione perché le distanze, fra i campi di raccolta e i mercati, sono minime.
Lavare bene la frutta è d’obbligo, soprattutto per quella che è priva di buccia, come i mirtilli. Si può utilizzare acqua acidulata con limone o una punta di bicarbonato.

COSA CONTIENE IL MIRTILLO e QUALI SONO GLI EFFETTI BENEFICI

Il mirtillo contiene diversi acidi, come l’acido citrico, l’acido malico e l’acido folico, clorofilla, fitosteroli e procianidine.
E’ ricco di vitamine, principalmente la A e la C, flavonoidi e tannini.
Molte delle sue proprietà dipendono da glucosidi chiamati antocianosidi, tra cui la mirtillina.
Proprietà: antidiarroico, antiossidante, antibatterico, antinfiammatorio.

-      Rafforzano i vasi sanguigni ed è utile nei problemi circolatori, come couperose e varici. Gli antocianosidi presenti esercitano un’azione benefica sulla mircrocircolazione rinforzando i capillari, le arterie e le vene. Riducono la permeabilità e contrastano le emorragie. Quindi è benefico per il sistema cardiovascolare e protegge i vasi sanguigni dai danni del diabete e del fumo.

-      Migliorano la vista. Sempre gli antocianosidi rigenerano il tessuto della retina dell’occhio e aumentano la capacità visiva,  soprattutto in situazioni di scarsa illuminazione.

-      Sono utili nelle ulcere gastriche. I mirtilli proteggono la mucosa gastrica e svolgono un’azione antinfiammatoria.

-      Sono antiossidanti. I mirtilli hanno un alto indice ORAC (scala del potere antiossidante degli alimenti in base alla loro capacità di assorbimento dei radicali). Per proteggersi dai radicali liberi, imputati di essere la base di numerose patologie degenerative come il cancro, si consiglia di assumere almeno 5000 unità ORAC al giorno, con gli alimenti. Una tazza di succo di mirtillo equivale a 3500 unità ORAC.

-      Disturbi intestinali. I tannini contenuti nel mirtillo hanno un’azione astringente, utili in caso di diarrea.

-      Infezioni del tratto urinario. Le proantocianidine rallentano la riproduzione batterica responsabile dell’infezione. Può essere utilizzato nelle cistiti ricorrenti (non in associazione con antiaggreganti o anticoagulanti).

-      Rinforzano il collagene. Le antocianidine e la vitamina C preservano il collagene, essenziale per l’elasticità della pelle, delle mucose e dell’osso (costituendo la matrice del 90%).

COME SI UTILIZZA

Come alimento il mirtillo è utilizzato in molte preparazioni come marmellate, gelatine, frullati, cocktail e salse. Un esempio: la salsa al mirtillo per il tacchino.
Il meglio è consumarli freschi, aggiungerli a smoothie con le mele e datteri ad esempio per ottenere un pieno di energia e antiossidanti.

Tintura madre. I frutti vengono fatti macerare in una miscela di acqua e alcol alimentare. Si acquista in erboristeria e viene indicato in caso di ulcera gastrica.

Il succo puro si ottiene per spremitura a freddo dei frutti. Ne esistono molti in commercio ed è utile ricordare che per essere certi che si tratti di puro succo la confezione deve recare la scritta: succo di mirtillo al 100%. Altra cosa sono quelli con aggiunta di acqua e/o zucchero.

CONTROINDICAZIONI. Il mirtillo è controindicato in caso di ipersensibilità e a chi soffre di stitichezza ostinata (è astringente). L’utilizzo delle foglie di mirtillo è in disuso per il rischio di intossicazioni e per le interazioni farmacologiche.

Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.
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lunedì 14 marzo 2016

La CHUFA, tubero e farina senza GLUTINE

CONOSCETE LA CHUFA?
E’ UN TUBERO ricco di minerali e vitamine 
E' SENZA GLUTINE e si trova anche in FARINA
La chufa è un alimento quasi sconosciuto.
E’ un piccolo tubero coltivato in Spagna e anche in Sicilia, dove è conosciuto col nome di Zigolo dolce o Babbagigi.  Può essere utilizzato crudo, cotto o essiccato e sotto forma di farina.

La farina è interessante per l’alimentazione di chi è affetto da celiachia, ma può diventare una valida alternativa alle farine raffinate e variare un’alimentazione troppo ricca di glutine per tutti. Il glutine, che spesso viene aggiunto alle farine per panificazione e a quelle industriali, è correlato all’insorgenza e all’aumento non solo di patologie quali la celiachia, la permeabilità intestinale e la gluten-sensivity, ma anche ad alcune malattie auto-immuni.
La farina si utilizza per produrre dolci, possiede un sapore dolce e un leggero aroma di mandorla.

Con il tubero si ottiene la bevanda Horchata de Chufa, erroneamente chiamata orzata,  che costituisce una bevanda energetica e nutriente tipica di Valencia.
E’ possibile prepararla anche in casa  e segue, a grandi linee, il procedimento per produrre il latte di mandorla; potrebbe costituire un valido sostituto se non fosse per la non facile reperibilità del tubero: risulta ancora, anche se coltivato in Sicilia, poco commercializzato.
Si mette a mollo il tubero in acqua per circa 24 ore (l’acqua si cambia ogni 6 ore circa) perché si ammorbidisca, poi dopo averlo ben lavato si aggiunge l’acqua, lo zucchero, si frulla il tutto e si filtra. Si lascia in frigorifero a raffreddare per almeno un paio d’ore e si beve tal quale o con l’aggiunta, a piacere, di cannella e scorza di limone.
L’Horchata vanta proprietà digestive, è nutriente e rimineralizzante, infatti contiene minerali, oltre a lipidi, vitamine, proteine e carboidrati.
La chufa è un tubero della pianta Cyperus esculentus, naturalmente gradevole, introdotta in Spagna dagli arabi, durante l’occupazione.  
Vanta una coltivazione millenaria nella regione valenciana e sembra sia stata conosciuta nell’antico Egitto.
Si piantuma in aprile, si raccoglie in novembre e predilige zone umide e temperate.

Questo tubero sembra possedere ottime proprietà, oltre ad essere energetico e buona fonte di vitamine e minerali.

Contiene vitamina C, E e beta-carotene.
Fra i minerali troviamo potassio, fosforo, calcio, ferro e magnesio che ne fanno un ottimo rimineralizzante.
Contiene aminoacidi essenziali come l’arginina.
I grassi presenti sono per la maggior parte monoinsaturi, acido oleico (come l’olio di oliva), che ne fanno un alimento in grado di contrastare il colesterolo LDL (cattivo).
Le fibre contenute favoriscono il senso di sazietà e facilitano il transito intestinale.
E’ diuretica, contiene pochissimo sodio, ed è digestiva.

Le sue proprietà sono state confermate dagli studi condotti dall’Università di Valencia.

In rete si acquista 1 Kg di chufa essiccata a circa 7 euro, la farina a circa 8 euro per 300 grammi.

Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e link attivo del blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

sabato 5 marzo 2016

TORTA senza GLUTINE con farina di TEFF

TORTA di farina di Teff alle NOCI e MELE
Naturalmente senza glutine

Mai sentito parlare della farina di Teff?

Il teff (Eragrostis tef) è uno pseudo cereale della famiglia delle graminaceae, naturalmente senza glutine. La pianta raggiunge l’altezza di metro circa e i suoi chicchi sono tra i più piccoli al mondo. La caratteristica importante della farina di teff è che può essere panificata, ha una resa superiore alla farina di riso e ad altre farine senza glutine.

Ho sperimentato un po’, con questa farina e il risultato si è rivelato ottimo.
Provare per credere!

Ingredienti:

6 cucchiai (da minestra) colmi di farina integrale di teff
3 uova
3 cucchiai colmi di zucchero di cocco
2 cucchiai di miele
40 g di burro ghi
70 grammi di noci tritate grossolanamente
2 mele golden
1 bustina di lievito vanigliato
1 cucchiaino da caffè di cannella in polvere
La scorza grattugiata di un limone bio
Succo di mela o latte di riso (facoltativi)

Lavorate, con lo sbattitore, le uova con 2 cucchiai di zucchero e il miele per 5 minuti. Aggiungete il burro ammorbidito e la farina setacciata, se l’impasto si rivelasse un po’ duro, aggiungere un po’ di latte di riso o succo di mela.
Il composto deve risultare morbido.

Incorporare la cannella (tenetene un po’ per spolverizzare la superficie della torta), la scorza del limone e il lievito.

Aggiungere le mele tagliate in piccoli tocchetti e le noci.

Foderare una tortiera del diametro 26 con carta forno e versare l’impasto.
Utilizzare la mezza mela rimasta decorando a piacere con fettine di mela.
Spolverizzare la superficie con un spruzzata di cannella e dello zucchero di cocco.

Infornare a 180° per 35/40 minuti.

La maggior parte delle mie ricette sono a cucchiai, ritengo che sia più veloce e semplice in questo modo. Certamente non è così preciso, ma per chi è un po’ abituato a spignattare, non ci saranno problemi. Per maggior precisione potete pesare gli ingredienti e registrarli nella vostra ricetta.

Ottima alternativa ai prodotti industriali, come spuntino o per merenda, unisce le proprietà della frutta cotta a quelle delle noci, energetiche, diminuendo l’impatto glicemico per l’utilizzo dello zucchero di cocco.


Scritto da Angela Ballarati
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