mercoledì 29 ottobre 2014

OLIO DI RICINO, PROPRIETA', BENEFICI E USO per i capelli, le unghie, i dolori ...

Ricino (ricinus communis): proprietà e rimedi




Ricino (ricinus communis): proprietà terapeutiche, benefici, impieghi della pianta e metodi d’uso

E’ stato sperimentato in omeopatia.
Vi hanno mai raccontato, i vostri nonni, l’uso dell’olio di ricino, derivato dalla pianta Ricinus communis?  Veniva utilizzato, due volte l’anno, per pulire l’intestino, come depurativo e nell’Italia fascista era la “purga del sovversivo”. Ma il caro e vecchio olio di ricino possiede altre virtù oltre a quelle relative all’intestino: utilissimo per ristrutturare i capelli sfibrati, viene citato da Cayce nei suoi impacchi, per svariati disturbi: costipazione cronica, disturbi alla cistifellea, artrite e molti disturbi addominali.

Ricinus communis: benefici per capelli, ciglia, sopracciglia e unghie

La tradizione popolare ci tramanda l’uso dell’olio di ricino, non solo come lassativo, ma come terapia per il trattamento di svariati disturbi. Probabilmente, tutti conoscono il suo uso come cosmetico per i capelli: per le sue proprietà ammorbidenti in caso di secchezza o per capelli sfibrati da trattamenti liscianti e tinture. Riequilibra il grasso in eccesso, previene le doppie punte e si può produrre una miscela, in ragione di due parti di olio di mandorle dolci (o olio di cocco) e una parte di olio di ricino, con la quale massaggiare i capelli inumiditi su lunghezze e punte.  Partendo dalla miscela precedente, si può, aggiungendo del miele ottenere un ottimo impacco reidratante e ristrutturante. Sempre sui capelli inumiditi, stendere la miscela avvolgendo i capelli in una cuffia da doccia o un asciugamano caldo, lasciare in posa per almeno un’ora. E’ efficace se tenacemente riuscirete a perseverare, almeno 2 impacchi a settimana per un mese. Non eccedete con l’olio che, essendo viscoso, ha necessità di un buon lavaggio, ne basta poco. L’olio di ricino è ristrutturante anche per ciglia e sopracciglia; per questa applicazione potrete servirvi di un vecchio applicatore del mascara.
E’ noto, dalle varie pubblicità, che capelli, ciglia, sopracciglia e anche le unghie (applicate la miscela anche lì, rinforza le unghie fragili) hanno in comune la cheratina,  proteina presente appunto, nelle unghie e nei peli (anche nelle corna dei mammiferi!). Si presume, non vi è ancora certezza scientifica, che l’olio di ricino abbia notevole affinità con la cheratina e questo spiega le sue proprietà e il suo ampio utilizzo dell’industria cosmetica; per uso esterno rientra nei componenti di oli solari, oli da bagno e prodotti per il cuoio capelluto.
E' idratante: massaggiato sulla pelle, forma un film che riduce l’evaporazione dell’acqua, trattenendo l’idratazione fisiologica.

Ricinus communis: caratteristiche della pianta

E’ una pianta perenne, spesso coltivata come annuale e a
scopo ornamentale, con fusti alti fino a 2-3 metri. Le foglie palmate sono dentellate ai margini, i fiori sono riuniti in pannocchie all’apice e i frutti sono capsule che contengono grossi semi marmorizzati, estremamente velenosi per la presenza di ricina , una proteina altamente tossica; ne bastano 5-6 per uccidere un uomo. Nella spremitura per ottenere l’olio, la ricina rimane nel pannello residuato dalla compressione.
La pianta, della famiglia delle euforbiaceae, è nativa dell’Africa tropicale e il suo uso risale all’antichità. L’uso dell’olio di ricino per le lampade ma anche come unguento per il corpo è conosciuto dall’antico Egitto; in India, oltre alle lampade era usato come lassativo.

Cosa contiene l’olio derivato dal ricinus communis?


L’olio di ricino è un olio molto viscoso, caratteristica mantenuta a temperature molto basse e molto alte, è poco infiammabile e non secca all’aria . E’ un trigliceride dell’acido ricinoleico e probabilmente a questo acido, presente per il 90%,  si deve la maggior parte delle sue proprietà.
Oltre che per i capelli… È stata dimostrata l’efficacia come preventivo nei confronti di alcune specie di virus, batteri, lieviti e muffe; infatti viene usato per trattare la tinea, infezione micotica che colpisce le unghie (onicomicosi) il cuoio capelluto,  la barba e altre parti del corpo. Anche la cheratosi, alterazione dell’epidermide che si inspessisce, con le abrasioni, l’acne e il prurito trova lenimento nell’applicazione dell’olio di ricino.

Un panno imbevuto di olio di ricino viene usato come impacco sulla zona da trattare nei casi di malattie della cute.

Alcuni studi hanno evidenziato che gli impacchi di olio di ricino possono migliorare la funzionalità del timo e del sistema immunitario.

Le proprietà del ricinus communis e dell’olio di ricino secondo Edgar cayce

Il famoso, quanto discusso cayce, il “profeta dormiente”, l’uomo più misterioso d’America era un grande sostenitore degli impacchi e dei massaggi con l’olio di ricino. Attribuiva molte proprietà all’olio di ricinus communis, spesso collegate al sistema linfatico; ripuliva il sistema  per detossificare e poi procedeva con la cura. Lo indicava per favorire il flusso di  latte, in caso di verruche, per le problematiche relative alla colecisti, per le coliti, costipazioni, calcoli biliari, indolenza del fegato, cellulite, artrite… “Le irrigazioni del colon, con gli impacchi di olio di ricino e la manipolazione, sono veramente il marchio di fabbrica caratteristico della terapia senza farmaci di Cayce”. Mentre le proprietà dell’olio di ricino sono note ai guaritori popolari da migliaia di anni, per i mali di stomaco e dei reni e per le coliche infantili, l’uso che Cayce faceva degli impacchi di olio di ricino sembra essere esclusivamente suo".  I suoi impacchi venivano eseguiti piegando una flanella intrisa di olio di ricino con l’applicazione di un termoforo, l’impacco doveva essere tenuto per un’ora e ripetuto ogni giorno fino a miglioramento. Il massaggio invece, si esegue con movimenti che seguono il percorso linfatico per migliorarne la circolazione e favorire l’espulsione delle tossine.

Edgar Cayce e Pierantonio Di Coste

Anche questa ricerca sull’olio di ricino, che segue quella sul verbasco, nasce dalla lettura del libro: “il manuale della salute di Edgar Cayce”. E’ un libro che si consulta inizialmente per ciò di cui si soffre e poi cattura per la quantità di informazioni utili e utilizzabili.
Edgar cayce (1877-1945) fu il “profeta dormiente”, molto conosciuto negli USA. A lui si rivolsero personaggi famosi e, anche se il suo metodo diagnostico era decisamente paranormale, le sue cure non lo erano. Le sue cure comprendevano esercizi fisici, osteopatia, fisioterapia, idroterapia , massaggi e rimedi di tipo alimentare, a volte strani ma efficaci. Trentasei libri diffusi in milioni di copie e innumerevoli articoli su giornali e riviste sono stati scritti su cayce; in italia è stato studiato e tradotto da Pierantonio Di Coste, fondatore spirituale del sito naturopataonline, e ricercatore dello spirito umano.
Precauzioni: evitare il fai-da-te e consultare preventivamente il medico di fiducia. Utilizzare oli di qualità, pressati a freddo.

Ricinus communis in omeopatia

In omeopatia, i semi maturi del ricinus communis, altamente tossici, vengono macerati in alcol, filtrati, diluiti e succussi…tranquilli, il rimedio non è tossico!
Anche in omeopatia, il rimedio derivato dal ricinus communis è elettivo per l’apparato digerente. I sintomi per cui in genere è prescritto (insieme ai sintomi psichici del paziente) sono: nausea, vomito abbondante, diarrea. A questi sintomi si associano, spesso, disidratazione, prostrazione per via della diarrea, sete intensa e inappetenza. E’ un rimedio che andrebbe sperimentato ulteriormente, che annovera fra le generalità il peggioramento con la pressione sull’addome.

Autore: Naturopata Angela Ballarati

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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

mercoledì 22 ottobre 2014

MENOPAUSA E ALIMENTAZIONE, alimenti ALCALINI e ACIDI, cereali integrali ...

MOSSA 2: MENOPAUSA e ALIMENTAZIONE.
Come, un approccio più sano alla salute del corpo, aiuta ad affrontare meglio la menopausa e i disturbi che possono derivare.

Perchè e quale aiuto ci arriva dall'alimentazione? Può fare veramente la differenza? Tutte le donne soffrono di vampate? Sapevate che le donne giapponesi non conoscono la parola che indica la vampata?
Un approccio più sano alla salute del corpo ci permette di affrontare meglio la vita in generale e la menopausa in particolare, perchè un corpo sano permette una maggiore efficienza nell'adattamento ai cambiamenti.
Entrare in un nuovo ordine di idee in cui si fa spazio al cambiamento di stile di vita è fondamentale. Le statistiche ci parlano di dati, sempre relativi, ma che danno un quadro generale. Il 25% delle donne arriva alla menopausa prima dei 47 anni, il 50% entro i 50, il 75% entro i 52 anni e il 5% dopo i 55 anni. Non tutte le donne presentano “sintomi”, un 25% non lamenta vampate, irritabilità, risvegli notturni ecc. Le donne giapponesi e in genere le orientali, non presentano gli stessi disturbi delle occidentali e questo è stato spiegato con un'alimentazione più ricca di fitoestrogeni (con azione simile agli estrogeni) contenuti nella soia.
In che modo è possibile cambiare il regime alimentare e migliorare il periodo particolare della menopausa?
Possiamo iniziare introducendo i CEREALI INTEGRALI nella nostra dieta. Perchè?
Iniziamo col dire che nell'ultimo secolo abbiamo assistito ad una RAFFINAZIONE di cereali, zucchero e sale, spremitura a caldo degli oli, tutto questo, in aggiunta a questo, la manipolazione industriale utilizza sostanze come l'olio di palma o i grassi idrogenati (sostanze nuove che i nostri enzimi non riescono a metabolizzare) , ha portato un IMPOVERIMENTO nutritivo della nostra alimentazione. E' necessario, soprattutto in menopausa, introdurre i CEREALI INTEGRALI.

Perchè?
Perchè sono ricchi di proteine, vitamine, enzimi, grassi e minerali come il calcio, il fosforo, il ferro … facilitano il transito intestinale combattendo stitichezza e problematiche ad essa collegate.
Perchè i cereali raffinati che abitualmente presentiamo sulle nostre tavole sono quasi del tutto privi di elementi nutritivi e apportano una rapida sensazione di benessere e sazietà, per il loro rapido assorbimento, ma poi ci lasciano con una nuova sensazione di fame e bisogno di nuovi zuccheri. Questo, unito al fatto che sono tutti cibi ad alto o altissimo indice glicemico (l'indice è la misura dell'aumento della glicemia data dall'assorbimento di un cibo), ci dovrebbero far propendere per i CEREALI INTEGRALI che alzano anch'essi l'indice glicemico, ma in maniera più lenta ed è in questo modo che, l'assimilazione più lenta, determina un senso di sazietà più duraturo. I popoli che, da sempre, utilizzano cereali integrali registrano tassi bassissimi di stitichezza, diverticolite, emorroidi, diabete e cancro del colo-retto. Il transito intestinale è più veloce e produce una flora batterica utile, riducendo i batteri nocivi. Lo squilibrio delle colonie batteriche intestinali portano un aumento della permeabilità intestinale, ritenuta responsabile del rapido aumento delle patologie autoimmunitarie (allergie, asma, dermatiti...). Anche il metodo KOUSMINE identifica nella “moderna” alimentazione industriale, la causa di svariate patologie provocate dalla carenza di elementi nutritivi come le vitamine, i minerali, gli enzimi e gli acidi grassi polinsaturi. Prendete in considerazione anche di alternare i cereali o introducetene alcuni “nuovi” come la quinoa, il grano saraceno, il miglio, l'avena, l'amaranto... sperimentate nuovi gusti e cimentatevi in nuove ricette, siate creative, il gusto ci guadagna!

Avrete già sentito parlare di CIBI ALCALINIZZANTI e CIBI ACIDIFICANTI, cosa hanno a che fare con la menopausa?

Le scorie acide sono il prodotto dello smaltimento delle proteine, degli zuccheri ecc. Il ciclo mestruale rappresenta, oltre che il fisiologico ciclo ormonale legato alla fertilità, anche una via di smaltimento di queste scorie. Chiaro che, con la menopausa, questa “copertura” diminuisce e l'organismo si vede costretto, in caso di iperacidificazione, a prelevare minerali dal suo serbatoio “alcalino” (quindi i cibi alcalini rimineralizzano) e, se scarseggiano da ossa e denti. Si è osservato che, una acidificazione organica protratta, alimenta situazioni infiammatorie che possono dare origine a patologie degenerative. I cibi, che più di altri acidificano, sono le proteine animali (carne, formaggio, salumi) i cereali raffinati, i dolci, ma non tralasciamo quel nemico, a volte indistinto e silenzioso, rappresentato dallo stress. Riportare l'organismo ad una situazione di equilibrio è utile e possibile, con un'alimentazione ALCALINIZZANTE.

Quali sono i cibi alcalinizzanti?
FRUTTA dolce (quella acida deve essere consumata lontano dall'assunzione di carboidrati), VERDURA, meglio se cruda, yogurt magro fresco, miele, fibre solubili ed insolubili, spinaci e pomodori crudi... la lista prosegue. Bisogna ricordare, che anche i cereali integrali e i legumi sono acidificanti se assunti troppo spesso, e prestare attenzione a non assumere cereali e frutta insieme o la frutta a fine pasto perchè crea fermentazione e quindi acidificazione; vale anche per gli zuccheri + amidi.
Una dieta adeguata prevede proteine (soprattutto vegetali) con appropriate combinazioni alimentari che contrasteranno l'eccessiva acidificazione.
In linea di massima, una giusta colazione può prevedere, a digiuno al risveglio, un bicchiere di acqua tiepida con mezzo limone spremuto, frutta di stagione, yogurt naturale, fette biscottate e magari del tè rosso (meglio evitare il pane e marmellata che essendo zucchero+amido è acidificante). A pranzo preferire i primi piatti a base di riso o pasta integrale e a cena le proteine, alternandole e accompagnandole a verdura cruda (non usare aceto sull'insalata).
Alcuni suggerimenti di ordine generale riguardano i formaggi: prediligere quelli di capra o di pecora; eliminare le bevande gassate, niente dolciumi e zucchero raffinato, l'acqua a pasto ostacola l'assimilazione dei grassi, non combinare le patate (amidi) con le proteine e nemmeno il caffè col latte (indigesto).

FRUTTA e VERDURA sono i nostri alleati per la presenza di antiossidanti, sono antinvecchiamento e aiutano il nostro organismo a neutralizzare i RADICALI LIBERI in eccesso, perchè è comunque organizzata una fisiologica offensiva. Quotidianamente a tutte le età, ma necessariamente in menopausa, assumere alimenti ricchi di VITAMINA A, BETACAROTENE, VITAMINA E, VITAMINA C ma anche preziosi minerali come il CALCIO, lo ZINCO, il RAME, il SELENIO... assicura al nostro organismo il giusto apporto di nutrienti.
Gli alimenti vegetali più ricchi di antiossidanti sono quelli di colore verde ( kiwi, broccoli, prezzemolo, spinaci, erbette, crescione, fave e piselli...), giallo arancione (arance, carote, zucca, pesche, papaia, alghe, zafferano...), i cavoli e in generale le crucifere, la cipolla, l'aglio e la frutta in generale. Quindi, una buona dieta in MENOPAUSA che sia antinvecchiamento dovrebbe comprendere frutta e verdura cruda, legumi, germogli, semi oleosi o pesce. Con antinvecchiamento non si intende avere un aspetto più giovanile, anche se è conseguenza di uno stato di benessere psico-fisico, ma un generale e fisiologico stato di salute.

Nel prossimo appuntamento parleremo ancora di alimentazione, di grassi utili, di quelli il cui consumo andrebbe moderato e quelli da evitare; dei semi oleosi, preziosi alleati in menopausa e dei legumi, spesso dimenticati. Alla prossima.

Scritto da Angela Ballarati.
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lunedì 20 ottobre 2014

RUTA, r. graveolens e fitoterapia.

Ruta graveolens : proprietà, benefici

ruta_graveolens

La Ruta è digestiva, combatte le fermentazioni intestinali e l'aria nella pancia.

Una ricerca in vitro dell’Università di Napoli ha dimostrato che l’estratto acquoso della Ruta uccide le cellule di un tipo di tumore del cervello risparmiando le cellule sane.


La RUTA, Ruta Graveolens, appartiene alla famiglia delle rutaceae (come il limone) e le sue sommità fiorite vengono largamente impiegate nella preparazioni di liquori, come aromatizzante. La grappa alla ruta, la grappa è probabilmente ciò che l'ha resa famosa, dopo un pasto abbondante aiuta la digestione. In Italia, la pianta, è molto diffusa ed è presente su tutto il territorio (isole escluse) fino a 1000 metri. Presenta dei piccoli fiori gialli e foglie grigio-verde, può raggiungere l'altezza di un metro.

COSA CONTIENE

La pianta è ricca di eterosidi,  cioè glicosidi che aumentano la resistenza dei capillari sanguigni oltre a svolgere azione antispasmodica e  diuretica ; flavonoidi,  riconosciuti antiossidanti; fucumarine con azione fotosensibilizzante e  vasodilatatoria e oli essenziali. Dalla ruta si estrae un flavonoide particolare, la RUTINA, che viene utilizzato dall'industria farmaceutica per la prevenzione e la cura della FRAGILITA' CAPILLARE.

UNIVERSITA’ DI NAPOLI (SUN)

La Seconda Università degli Studi di Napoli, coordinata da Luca Colucci-D’Amato, docente di Patologia generale, ha dimostrato che l’estratto acquoso di Ruta Graveolens uccide le cellule tumorali del glioblastoma, senza intaccare le cellule sane. Lo studio pre-clinico, condotto in vitro, è stato pubblicato sulla rivista scientifica PLOS One. Il glioblastoma è un tumore cerebrale molto aggressivo (Ansa).

COME SI UTILIZZA

Come aromatizzante viene tradizionalmente impiegata per aromatizzare liquori e grappe.

Come digestivo, per prevenire l'aria nella pancia e gli spasmi intestinali perchè stimola l'attività gastrica e contrasta la fermentazione.
Si può utilizzare anche in cucina. In piccole quantità, nelle insalate (foglie fresche) o per aromatizzare olio, aceto o piatti di carne. L'infuso di semi di ruta e menta viene utilizzato per marinare la selvaggina prima della cottura.

In casa, per tenere lontano i topi, si possono sistemare dei rametti di ruta fresca nei luoghi dove si sospetta la presenza. L'aroma che emana è sgradito ai roditori ma anche alle zanzare, per questo si coltiva nei giardini.

CURIOSITA' dalla TRADIZIONE

Fin dai tempi della Grecia antica la ruta è stata utilizzata come fitoterapico: per rinforzare la vista, come abortivo e per stimolare le mestruazioni. Si narra che Leonardo la utilizzasse per gli occhi, attribuendo alla piante le sue capacità visive. Veniva considerata l'erba in grado di  scacciare la paura ma anche il contagio dalla peste.
In Lombardia viene chiamata Midigù e Ruda in Veneto.

PRECAUZIONI
L'infuso di ruta, in passato, è stato utilizzato per stimolare le mestruazioni, ma oggi viene sconsigliato in quanto un sovradosaggio
può provocare infiammazioni all'apparato digerente e uro-genitale. Il succo e la polpa venivano applicate sulla pelle per eliminare i porri ma anche questa indicazione è sconsigliata dagli erboristi in quanto la pianta è molto irritante.



Scritto da Angela Ballarati
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giovedì 16 ottobre 2014

ZUCCA E SEMI DI ZUCCA: PROPRIETA' e BENEFICI


 La ZUCCA è indicata nelle DIETE IPOCALORICHE, controlla la GLICEMIA, è lenitiva del tratto gastrointestinale per le mucillagini contenute e favorisce il transito intestinale 
I SEMI sono preziosi per la salute della PROSTATA.



I piatti preparati con la zucca sono pressochè infiniti. Dai ravioli al risotto, trova largo impiego in cucina. Ma l'interesse per questo frutto non si ferma all'uso culinario, se ne utilizzano le foglie e i fiori nei decotti e i semi, vengono largamente usati in fitoterapia. Vediamo perchè.

La pianta della zucca, Cucurbita Maxima, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, famiglia che comprende anche il cetriolo, il melone, le zucchine ed il cocomero; è una pianta annuale, originaria dell'America Meridionale, dal fusto rampicante o strisciante con grandi foglie a forma di cuore e fiori di colore giallo vivo. Il frutto della zucca si chiama peponide e può avere forma sferica, a pera, allungata e, oltre alla forma, variano anche le dimensioni e il peso. Negli Stati Uniti ogni anno, si svolgono concorsi che premiano la zucca commestibile più grossa: si arriva a zucche di 150 Kg. All'interno della zucca, si trovano numerosi semi ovali, appiattiti. Le zucche sono coltivate in zone a clima temperato e i frutti si raccolgono a fine estate, tardo autunno, i fiori e le foglie in autunno.

COSA CONTIENE la ZUCCA e quali sono gli EFFETTI BENEFICI.

La polpa dal colore arancione ci parla del prezioso contenuto in BETACAROTENE, precursore della vitamina A (sostanza che l'organismo utilizza per ricavare la vitamina A), di cui la zucca è molto ricca. Contiene MUCILLAGINI, lenitive per il tratto gastrointestinale ma anche per le vie respiratorie e lassative. Le mucillagini sono considerate anoressizzanti per la loro capacità di assorbire acqua e dilatare le pareti dello stomaco apportando senso di sazietà. Altri componenti sono i glucosidi, la VITAMINA E ed OLIGOELEMENTI, preziosi antiossidanti come il SELENIO, importante sostanza dal comprovato effetto antinvecchiamento, ma anche MANGANESE, ZINCO e RAME. 
Uno studio condotto sui Nativi americani, che con la loro occidentalizzazione alimentare hanno registrato un aumento vertiginoso dei casi di DIABETE e SOVRAPPESO, ha concluso che la loro dieta, costituita da mais, fagioli e zucca, era vincente; soprattutto per l'apporto nutrizionale della zucca, utile nel mantenere i livelli glicemici sanguigni nella norma, ma anche nel controllo del peso e dell'ipertensione.

I SEMI di ZUCCA, preziosi alleati della salute

Capitolo a parte per i PREZIOSISSIMI semi. Oltre che per uso alimentare, i semi di zucca vengono largamente utilizzati in fitoterapia. La Commissione Europea cita come rimedio efficace i semi di zucca in caso di ingrossamento della prostata e di vescica irritabile. Nei paesi dell'area tedesca sono alla base di diversi medicinali per la cura dei disturbi urologici e della prostata.
I componenti principali sono gli ACIDI GRASSI, linoleico e oleico, i “SALVACUORE”, ma anche carotenoidi e minerali come il ferro, lo zinco, il fosforo, il magnesio e il manganese. 
Aggiunti, opportunamente macinati (in un macinino da caffè), alle pietanze, possono fornire la dose quotidiana di OMEGA 3 senza assumere prodotti animali, come l'olio di fegato di merluzzo. 
Nella tradizione popolare sono sempre stati usati nelle problematiche prostatiche ma anche come antielmintici (combattono i vermi intestinali) e nei problemi di enuresi notturna nei bambini. 
E' stato dimostrato che i semi di zucca provocano l'espulsione dei parassiti per la presenza di un amminoacido, la cucurbitina, senza provocare effetti indesiderati e in assenza di controindicazioni. 
Il loro consumo è indicato come preventivo per le affezioni prostatiche, 1 o 2 cucchiaini al giorno interi o macinati, e anche l'olio di semi di zucca viene impiegato in fitoterapia per gli stessi motivi. 
Quando acquistate una zucca, meglio intera, non gettate i semi ma fateli essiccare su un panno, usufruirete di tutti i benefici di questo ricco frutto autunnale.

QUANDO e COME USARE LA ZUCCA E I SUOI DERIVATI...
  • Come ALIMENTO la zucca trova impiego in molti piatti: tortelli, minestre, risotti, gnocchi … in linea di massima, le stesse ricette delle patate si possono applicare alla zucca.
    Le calorie apportate dalla polpa sono veramente pochissime, quindi sono indicate nelle diete ipocaloriche anche per la ricchezza in fibre che facilitano il transito intestinale.
  • Il SUCCO, come quello della carota, può essere ottenuto centrifugando la polpa, è un buon diuretico con effetto anche lassativo, che alcuni medici nutrizionisti consigliano di bere al mattino a digiuno. Per il contenuto in betacaroteni è utile alla vista, per cui berne il succo aiuta quando si presentano disturbi della visione.
  • DECOTTO di FOGLIE. Il decotto si ottiene portando a ebollizione (lasciate bollire per 10 minuti) 20 g di foglie fresche in 100 ml di acqua con un pizzico di sale, filtrate e bevete. UTILE in caso di diarrea.
  • DECOTTO di FIORI. Portare a ebollizione 20 g di fiori freschi in 100 ml di acqua, lasciare cuocere per 10 minuti e filtrare. Usato in caso di tosse, per le mucillagini lenitive ed emolliente.
MEDICINA POPOLARE

Nella tradizione sono presenti medicamenti per combattere l'ASMA BRONCHIALE: un cucchiaino di pasta della radice, con un cucchiaino di miele per un mese.
Anche la polpa rappresentava un rimedio per la stessa problematica: mangiare ogni giorno ½ kg di zucca cotta al vapore, mescolata con miele, riportano gli antichi, apportava miglioramenti.

Scritto da Angela Ballarati.

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giovedì 9 ottobre 2014

OLIO ESSENZIALE DI YLANG YLANG, PROPRIETA' E UTILIZZO PRATICO per l'acne e per i capelli.

Olio essenziale di YLANG YLANG: afrodisiaco, ipotensivo, lenisce la pelle acneica e nutre i capelli 

COME USARLO?

Olio_essenziale_di_ylang_ylang

Ylang ylang: la pianta

Lo ylang ylang, Cananga odorata, è un albero tropicale originario dell’Asia e diffuso soprattutto in Madagascar, Reunion, Isole Comore, Indonesia e Filippine. E’ caratterizzato da grandi fiori rosa, malva o gialli, molto profumati. I fiori gialli sono considerati i più pregiati per l’estrazione dell’olio essenziale perchè la fragranza è più raffinata. Il nome di questa pianta significa “fiore dei fiori” perchè i fiori, bellissimi e profumatissimi, rammentano il profumo della mandorla e del gelsomino. L’olio essenziale, ricavato mediante distillazione a vapore dei fiori, è di colore giallo pallido con un profumo dolcissimo. Lo si trova in erboristeria e il costo si aggira intorno agli 11 euro. Nota di cuore, profumi floreali con volatilità media ed effetto riequilibrante e vitalizzante, l’olio essenziale di ylang ylang stimola la femminilità e il desiderio di amare.

Cosa contiene

I fiori dell’ylang ylang sono ricchi di oli essenziali come l’eugenolo, il geraniolo e il pinene che conferiscono una fragranza inebriante.

Proprieta’ e applicazioni pratiche dell’ olio essenziale di ylang ylang

L’olio essenziale di ylang ylang svolge un’azione afrodisiaca, antidepressiva ed euforizzante. Combatte la depressione grazie alla sua azione euforizzante. In indonesia, il letto della prima notte di nozze viene cosparso di fiori di ylang ylang per il loro effetto afrodisiaco. Risveglia i sensi stimolando la fantasia e l’eros con la sua fragranza esotica. Un bagno caldo con 10 gocce di olio essenziale, aiuta il tono dell’umore donando un senso di euforia; rimanete immersi per almeno 15 minuti.
In caso di tensione nervosa, stress, agitazione, pressione alta, palpitazioni e tachicardia, gli oli essenziali contenuti hanno effetto sedativo sul sistema nervoso, e allo stesso tempo sono tonici e stimolanti della circolazione, con effetti ipotensivi. Anche in questo caso un bagno caldo è ideale, ma qualche goccia nel diffusore è d’aiuto e rilassa dalle tensioni. Massaggiare il punto antiansia, posto fra l’articolazione temporo-mandibolare e il trago dell’orecchio, con un cucchiaino di olio di mandorle dolci a cui avrete aggiunto 1 goccia di olio essenziale.

Le proprietà cosmetiche dell’olio essenziale di ylang ylang

Per la bellezza della pelle e dei capelli. Per rinforzare i capelli e favorirne la ricrescita, miscelate 20 gocce di olio essenziale in 50 ml di olio di mandorle dolci e frizionate i capelli, lasciando in posa almeno 30 minuti, prima dello shampoo; potete applicare la miscela una volta a settimana. La stessa soluzione può essere applicata sul viso, nutre e calma le pelli irritate ed è più indicata per pelli grasse e acneiche perchè regola la produzione di sebo. E’ possibile anche aggiungere qualche goccia alla crema o al detergente che utilizzate usualmente, rende la pelle più liscia e per questo viene usato spesso negli oli da massaggio per il viso e nelle creme antirughe.
In caso di punture di insetti. Applicate una goccia direttamente sulla zona, allevia il prurito.
La procedura per ottenere quest’olio è molto complessa, vengono distinte 4 distillazioni: la prima è chiamata extra e rappresenta la più pregiata qualitativamente, seguono poi altri 3 distillati chiamati gradi che non posseggono la stessa qualità dell’extra e vengono utilizzati (almeno il grado 3) per saponi, profumi, cosmetici e come aromatizzanti alimentari.

Per l’uso terapeutico è bene assicurarsi che la qualità dell’olio essenziale sia extra o di primo grado.

Controindicazioni dell’uso dell’olio essenziale di ylang ylang

L’olio essenziale di ylang ylang è un olio ben tollerato ma valgono le regole del test sulla cute per accertare eventuali sensibilità individuali, evitare l’uso interno e in gravidanza, allattamento e su bambini piccoli. Per la sua profumazione intensa va usato con moderazione perché può provocare nausea o mal di testa.

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mercoledì 8 ottobre 2014

MENOPAUSA ed ESERCIZIO FISICO, come e perchè mantenersi in forma.

BENESSERE in MENOPAUSA: 4 MOSSE per VIVERE MEGLIO e più in FORMA.

PRIMA MOSSA: ESERCIZIO FISICO, ostacola e previene l'osteoporosi, combatte la depressione e l'ansia e aiuta a mantenere il peso forma.

Menopausa significa letteralmente cessazione delle mestruazioni: NON E' UNA MALATTIA. Certo è che con alcuni disturbi si deve convivere e l'accettazione è importante. Accettazione significa considerare che la menopausa è una tappa normale della fisiologia femminile. Talvolta viene vissuta come una perdita: della capacità di procreare ma anche della propria femminilità. Le “catastrofiste” riescono anche a dire, o pensare, “E' l'inizio della fine”. Considerando l'età media per la menopausa, che è di 51 anni, e la durata media della vita della donna, che è di 80 anni, significa che il 40% della vita viene trascorsa nel periodo successivo alla menopausa!
Conosco donne che hanno lasciato il lavoro per il disagio delle sudorazioni improvvise e incontrollate, come Daniela, che all'età di 53 anni ha lasciato il lavoro da interprete perchè le vampate la imbarazzavano a tal punto da perdere il controllo, presa da un vortice di pensieri ansiosi che aumentavano ancora di più la sudorazione e l'imbarazzo, in una spirale terminata col licenziamento volontario.
Sulla mia pelle ho vissuto, come Daniela, un forte imbarazzo. Cercavo di nascondere le vampate e l'arrivo della menopausa; probabilmente a monte vi era una non accettazione: la parte femminile di me si vedeva svilita e sminuita. Non ci sono solo le vampate ma anche il risveglio notturno, l'insonnia, l'ansia, l'irritabilità, la perdita di energia, il desiderio sessuale diminuito … i cambiamenti ci sono, profondi, sia fisici che psichici. Inizialmente demotivata, non riuscivo a combinare nulla se non faccende domestiche, ero assorbita dalla mia condizione, poi … c'è sempre un poi, mi sono resa conto che ho ancora qualcosa da dire come donna!
Che non è un punto di arrivo la menopausa con i suoi 50 anni, ma un punto di partenza, e cambiamento sia!
Possiamo realizzare idee e progetti tenuti nel cassetto perchè i “figli erano troppo piccoli”, lo so che ancora hanno bisogno di noi, ma non usiamola come scusa per non occuparci di noi, dei nostri desideri e di cosa vorremmo realizzare...parola d'ordine: OSARE.
OSARE in ciò che ci rende felici e ci appaga! Non so chi l'abbia detto ma: mamma felice fa figlio felice ... io aggiungo anche il marito.

VEDIAMO INSIEME COME DEI CAMBIAMENTI, FACILMENTE ATTUABILI, POSSANO REGISTRARE UN MIGLIORE STATO DI SALUTE E DI VITA IN MENOPAUSA. Qui parliamo di esercizio fisico.

ESERCIZIO FISICO. Studi condotti negli USA dalla Società di Medicina Comportamentale di San Diego hanno concluso che le donne che praticano esercizio fisico, in modo regolare, durante la menopausa, hanno minori livelli di stress e meno disturbi psichici (ansia e depressione).
L'esercizio fisico, apporta diversi vantaggi:
  • RAFFORZA LE OSSA, RIDUCENDO IL RISCHIO DI OSTEOPOROSI. Combatte i dolori causati da rigidità e ostacola lo sviluppo dell'artrosi. Capiamo prima di cosa si parla quando si cita l'osteoporosi. L'osso è una struttura dinamica che si rimodella continuamente; alcune cellule sono deputate alla sua distruzione e altre lo ricostruiscono. Se il lavoro svolto dalle cellule, entrambe, sollecitato da estrogeni e progesterone, è in equilibrio, le nostre ossa godono di buona salute. In menopausa, sia il progesterone che gli estrogeni diminuiscono, mentre aumentano gli ormoni secreti dall'ipofisi che stimolano la loro produzione (FSH e LH). A volte si consiglia la terapia ormonale, ma alcuni medici sostengono che gli estrogeni hanno il compito di rallentare la distruzione del tessuto osseo ma non di promuoverne la ricostruzione, compito del progesterone, e che la menopausa non provoca l'osteoporosi, ma è un processo fisiologico legato all'invecchiamento che comincia diversi anni prima della menopausa e che è paritario tra i due sessi. Anche gli uomini ne sono affetti anche se continuano a produrre testosterone sino a età avanzata. L'osteoporosi è quindi il risultato di vari fattori, primo fra tutti l'invecchiamento, di tutti i tessuti, compreso quello osseo. Consideriamo che, il picco di massima “massa ossea” viene raggiunto intorno ai 25 anni; dopo i 40, inizia un lieve declino che aumenta dopo i 50 anni. Il processo è influenzato da molteplici fattori di stile di vita, alimentazione e farmaci assunti. Sentiamo continuamente pubblicizzare l'assunzione di calcio per evitare o contenere l'osteoporosi ma è doveroso precisare che il calcio senza vitamina D non serve a nulla, perchè è la vitamina D che lo trasporta favorendone l'assorbimento intestinale e la mineralizzazione ossea. La vitamina D, a sua volta, necessita della luce solare per essere attiva, quindi si ritorna all'importanza dell'esercizio fisico all'aria aperta con esposizione ai raggi solari. Riguardo alle razze, le donne caucasiche e asiatiche presentano rischi maggiori di osteoporosi rispetto alle africane, quasi immuni, questo la dice lunga sui benefici dell'esposizione al sole. Anche il magnesio e lo zinco sono minerali che aiutano l'assimilazione del calcio osseo, e anche qui, si sostiene che a volte, non è la mancanza di calcio quanto la carenza di altri minerali la causa dell'osteoporosi. Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition ha evidenziato che nazioni con il più alto consumo di calcio, vantano anche il maggior numero di fratture per osteoporosi. L'attività fisica consigliata per aiutare a mantenere le ossa sane, prevenendo l'invecchiamento sono quelle che sollecitano l'osso, i muscoli e le articolazioni come la camminata a passo veloce, la corsa, il ballo e la ginnastica a corpo libero.
  • L'esercizio fisico regolare ESERCITA IL CUORE. Riduce le probabilità di sviluppare insufficienza cardiaca o ictus e aiuta a tenere la pressione e il colesterolo entro la norma. Il calo degli estrogeni, in menopausa, porta la donna ad essere più predisposta all'aumento del colesterolo, all'ipertensione, all'aumento del peso e alla depressione, tutti fenomeni che l'esercizio fisico di lieve e media intensità aiuta a combattere, risultati a cui sono giunti molti studi scientifici. Le attività consigliate sono le passeggiate a passo svelto di almeno 20 minuti al giorno, andare in bicicletta e il nuoto, che mantengono in forma il cuore e il sistema respiratorio, oltre ad abbassare la pressione alta e la glicemia.
  • AUMENTO DI PESO in MENOPAUSA ed ESERCIZIO FISICO mirato. Si parla di esercizio fisico mirato per quelle zone che in menopausa si “arrotondano”. Il calo di estrogeni rallenta il metabolismo (causando anche ritenzione idrica), e non prestando la giusta attenzione all'alimentazione, si ingrassa più facilmente; il grasso, a differenza dell'età fertile, non si accumula su fianchi e glutei ma sull'addome e sul tronco, dando origine alla tanto temuta “pancetta”. A questo, va aggiunto il fatto che disturbi come l'ansia o la depressione, aumentano la fame nervosa, gettando benzina sul fuoco. Anche in questo caso si consiglia la passeggiata a passo veloce, il nuoto, la bicicletta e la corsa, senza esagerare soprattutto se non siete allenate.
  • L'ESERCIZIO FISICO FAVORISCE IL SONNO. L'insonnia notturna è un possibile sintomo della menopausa le cui cause possono essere molteplici: stati ansiosi, irritabilità e calo d'umore, spesso sono correlate al calo ormonale menopausale. L'attività fisica, specialmente se eseguita in compagnia, migliora la condizione di salute, sia mentale che fisica, favorendo di conseguenza il sonno.
  • DEPRESSIONE in menopausa ed ESERCIZIO FISICO. Alcuni ricercatori Svedesi, hanno cercato di confermare l'ipotesi, secondo la quale, l'esercizio fisico produrrebbe nell'organismo sostanze che proteggono dalla depressione; in effetti, il movimento fa produrre al nostro corpo endorfine, sostanze che “aiutano il buonumore”, ma Le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori, riguardano altri effetti benefici che indirettamente, aiutano l'organismo a combattere la depressione. Si è scoperto che il movimento promuove la produzione di un enzima che funge da aiuto spazzino nell'espulsione di sostanze nocive, che si accumulano a causa dello stress.
Dei benefici dell'attività fisica si può godere a qualsiasi età, con l'età e con la menopausa è più importante mantenersi in forma, anche se con un po' di pancetta. Accettiamola, fa parte del pacchetto “vita” e non sentiamoci meno belle o meno attraenti, ogni età possiede le sue virtù e i propri affanni che aiutano a crescere come persone. Potete toccare con mano, e in breve tempo, i benefici di una camminata all'aria aperta di almeno mezz'ora al giorno. Provare per credere!
Va ricordato che l'attività fisica, in menopausa, non deve essere esagerata, facciamoci consigliare dal medico di fiducia per trovare la forma più adatta al nostro organismo.
Nel prossimo appuntamento parleremo di alimentazione in menopausa (seconda mossa). Quali sono i cibi più adatti all'età e quali possono aiutarci a superare meglio alcuni disturbi legati a questo periodo.

Buone passeggiate!

Scritto da Angela Ballarati.
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