martedì 29 luglio 2014

BASILICO, PROPRIETA', BENEFICI e COME COLTIVARLO


Come coltivare il basilico in vaso e le sue proprietà terapeutiche

basilico-coltivazione-vaso-proprietà-terapeutiche
Il basilico è particolarmente ricco di eugenolo, olio essenziale che gli conferisce l'aroma, che possiede azione disinfettante e stimolante. La pianta, utilizzata soprattutto in cucina, possiede proprietà digestive , diuretiche e antinfiammatorie. Nella medicina Ayurvedica si usa per guarire le malattie da raffreddamento mentre in quella cinese è utilizzato come rimedio per disturbi digestivi.

Ocimum basilicum o Basilico: coltivazione, uso in cucina e benefici per la digestione, diuresi e come antinfiammatorio

Il basilico, Ocimum basilicum, è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Lamiaceae ed è  conosciuta come pianta aromatica per il suo frequente utilizzo in cucina, in Italia, ma anche in molti altri paesi soprattutto asiatici. Il suo nome ha origine greche, significa “regale” ma la pianta è di origine Indiana, dove veniva utilizzata nei riti funebri per lavare le salme dei defunti in vasche, dove galleggiavano foglie di basilico che favorivano l'accesso al paradiso.
Ne sono state classificate 60 varietà circa, che si differenziano per l'aspetto e l'aroma: il tipo genovese è il più profumato, quello napoletano è più delicato, ma è difficile identificare esattamente l'identità botanica, per l'impollinazione incrociata.
In primavera lo semino in due o tre grossi vasi, perchè anche se non lega facilmente con altre erbe aromatiche, adoro il suo profumo e il tocco, fresco e delicat,o che apporta ai piatti. Quale sia la varietà, ricordatevi di aggiungerlo all'ultimo momento perchè la cottura così come l'essiccazione attenua il sapore e alcune proprietà, il sapore si mantiene se è congelato. Ma se siete amanti,  usatelo il più possibile a crudo e fresco.  Si conserva bene sott'olio.

Come coltivare il basilico in vaso.

Tutti coltiviamo il basilico: nell'orto, per chi ha spazi verdi a disposizione, o in vaso, sul balcone. Non è difficile vero?  E' sufficiente un terreno ben drenato, una distanza di 15-20 cm fra una piantina e l'altra, posizione soleggiata e annaffiature frequenti fino ad attecchimento e di tanto in tanto, ma abbondanti, poi. Ma sapevate che quando il fusto presenta 4 coppie di foglie bisogna tagliarne la cima, mentre i rametti laterali vanno cimati quando compaiono 3 coppie di foglie? Grazie a queste operazioni di potatura il basilico si infoltisce. Provare per credere!

Cosa contiene e come si utilizza

L'uso più frequente  è senza dubbio come alimento. E' l'ingrediente principale del pesto (esistono varianti sostituendo il basilico con la salvia, le zucchine...), si aggiunge all'insalata, ottimo sui pomodori con uno spicchio d'aglio, rotto grossolanamente con le mani (tagliato col coltello perdono molto olio essenziale) ma anche agli spaghetti coi datterini freschi (appena scottati in olio e aglio)...vera delizia! Ma si aggiunge anche alle minestre e a tantissime verdure cotte: zucchine, melanzane, peperoni...
  • Tisana: versare 3 g di foglie fresche (circa 10 foglie ma dipende dalla grandezza) in 150 ml di acqua bollente. Far riposare per 10 minuti a tazza coperta, filtrare e bere. Per facilitare la digestione e attenuare crampi allo stomaco o all'intestino. Si possono fare anche degli sciacqui o gargarismi in caso di gola infiammata o per purificare l'alito.
  • Bagno: per un bagno tonificante e deodorante, mettete un mazzetto di foglie di basilico in un sacchetto di tela che immergerete nella vasca.
  • Olio essenziale: ottenuto per distillazione di vapore  ha numerosi indicazioni: acne, crampi muscolari ma...ne riparliamo in un articolo interamente dedicato.
  • Aceto al basilico: il basilico si può utilizzare per aromatizzare l'aceto. Le foglie si puliscono con un panno umido e si sistemano in un vaso. Per ogni manciata di foglie si fa bollire un litro di aceto di vino rosso di ottima qualità; quindi lo si versa sul basilico, si chiude il vaso e si lascia a riposare per 3 giorni, poi si filtra. Ottimo come condimento.
  • Olio aromatizzato al basilico: mettere in un barattolo di vetro 25 foglie di basilico ben pulite e asciutte, versarci sopra mezzo litro di olio, extravergine di oliva, facendo attenzione che le foglie rimangano ben sommerse dall'olio. Chiudere bene e porre al buio, in luogo fresco e asciutto per 20 giorni. Filtrare e imbottigliare in vetro scuro. Si utilizza nelle minestre, nelle insalate, sui pomodori.
    Ti è piaciuto l'articolo? Leggi anche Olio essenziale di basilico.
  • CONSIGLI:  il basilico essiccato contiene estragolo, un composto organico naturale, ma tossico. Per conservarlo anche per i mesi freddi è quindi vivamente consigliato congelarlo.
    Quanto al basilico fresco, meglio non usare le foglie più giovani.
Autore: Naturopata Angela Ballarati
Pagina facebook: benessere natural-mente
Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

sabato 26 luglio 2014

OLIO ESSENZIALE DI BASILICO, IL MIGLIORE COME TONICO NERVOSO

OLIO ESSENZIALE di BASILICO: proprietà terapeutiche, benefici e uso



L'olio essenziale di basilico possiede proprietà tonificanti, soprattutto sui nervi, tanto che gli aromaterapisti ritengono che sia tra i migliori tonici nervosi perchè calma i nervi senza sedare. E' un  antispasmodico efficace contro gli spasmi gastrici ed è utile nei disordini intestinali, aerofagia e indigestione. Contrasta l'affaticamento mentale e l'ansia, libera la mente infondendo al pensiero forza e chiarezza, stimola la memoria e scaccia lo stress.

Le proprietà dell' olio essenziale di basilico: benefico per capelli, disordini intestinali, dolori reumatici, ecco alcuni dei molti modi per beneficiare delle sue virtù

Il basilico è un corto arbusto spontaneo introdotto in Europa attraverso l'Asia nel sedicesimo secolo. Viene coltivato in tutti i climi per le sue foglie, utilizzate ampiamente in cucina, e per la sua popolarità è stato molto ibridizzato.
Il basilico africano presenta un profumo simile alla canfora mentre il basilico opale adatto al pot-pourri ha un profumo molto intenso ma il basilico impiegato a scopo officinale e culinario è il basilico dolce o comune.
Il gusto delle foglie è amaro ma anche dolce e l'olio essenziale ha la caratteristica di essere caldo e freddo insieme.
Viene estratto dalle parti aeree della pianta fresca e presenta un color paglierino.

L'olio essenziale di basilico, un tonico per i nervi ma anche portentoso repellente contro insetti e zanzare

L'olio essenziale di basilico potenzia le funzioni intellettive quindi è ottimo, diffuso nell'ambiente, quando si studia o per ritrovare l'equilibrio psico-fisico dopo un forte stress. Come la menta piperita è utile in caso di sinusite, per calmare la tosse ed eliminare il catarro.  Per la pelle, può essere usato come tonico generale, rinvigorisce e allevia l'acne.
Viene utilizzato nei trattamenti dei dolori reumatici e muscolari perchè riattiva la circolazione. In ultimo agisce come repellente degli insetti attenuando il dolore dopo essere stati punti. Uno studio dell'89 ha rilevato che l'olio essenziale ha proprietà fungicide ed è tossico per le zanzare.

Uso pratico dell'olio essenziale di basilico

Per dolori e crampi muscolari, è un eccellente analgesico e antinfiammatorio. Mettere 20 gocce di olio essenziale in 40 ml di olio di mandorle dolci o di germe di grano e massaggiare la parte interessata.

Per la pelle con l'acne, preparare la miscela di olio come per i dolori, se si preferisce utilizzare l'olio di jojoba che non unge, e con un batuffolo di ovatta tamponare delicatamente il viso.

Per catarro e tosse, respirare i vapori a capo coperto dopo aver aggiunto ad acqua bollente 5 gocce di olio essenziale.

In caso di digestione difficile o aerofagia, massaggiare l'addome con movimenti circolari da destra a sinistra (in senso orario) diluendo 3 gocce di olio essenziale in un cucchiaio di olio di mandorle dolci o di oliva.

Come Anti-nausea versare 2 gocce su un fazzoletto e inalare.
Prima di un esame o un impegno importante si possono versare 2 gocce di olio essenziale su un fazzoletto e inalarne i vapori, per schiarire i pensieri e infondere forza.

Utilissimo per i Capelli  se aggiunto allo shampoo, 15 gocce nel flacone, per rinforzarli, ridurre la caduta e stimolare la crescita riattivando la circolazione sanguigna del cuoio capelluto.

Nell'acqua del bagno si utilizza per donare energia ma anche nei diffusori per rigenerare e stimolare la concentrazione. Versare 7-8 gocce nell'acqua ed emulsionare sbattendo con la mano o versare nei sali da bagno.

In caso di ferite che faticano a rimarginarsi, mescolare 250 ml di acqua calda con mezzo cucchiaio di aceto di mele e 3 gocce di olio essenziale e fare degli impacchi da lasciare in posa per qualche ora o anche per tutta la notte.

Avvertenze e controindicazioni prima di utilizzare l'olio essenziale di basilico

Anche se è un olio ben tollerato, come tutti gli oli essenziali non va assunto in gravidanza, allattamento e sui bambini piccoli. Non ha particolari controindicazioni, è atossico e non è sensibilizzante ma è sconsigliato l'uso interno e non va mai applicato sulla pelle prima di essere opportunamente diluito.
Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 

giovedì 24 luglio 2014

OLIO DI SEMI DI LINO e SEMI DI LINO, PROPRIETA' e BENEFICI

Olio di  semi di lino : proprietà e benefici. 

Preziosa fonte di omega 3 e 6, riduce lo stato infiammatorio, il rischio di malattie cardiovascolari e aiuta l'intestino pigro.

L'olio di lino e i suoi semi sono preziose fonti di omega 3 e 6  perchè naturalmente ricchi di acidi grassi polinsaturi che proteggono il cuore,  e mucillagini lenitive per l'intestino.
Consumarne un cucchiaino a colazione, nel latte con fiocchi d'avena e un po' di miele, aiuta l'intestino e carica per tutta la mattinata.

Semi e olio di lino: proprietà e usi. Preziose fonti di omega 3 e 6

Il lino (Linum usitatissimum) è una pianta della famiglia delle linaceae caratterizzata da un unico stelo che si ramifica nella parte finale, ha foglie strette e lunghe e fiorellini azzurri. Cresce spontanea in tutta Italia in luoghi aperti e soleggiati e viene coltivata per i suoi semi da cui si ricava l'olio e per il prezioso tessuto.

I preziosi componenti del lino e l'azione benefica sull'organismo

Il lino è composto dal 30 al 45% di grassi, prevalentemente acido linoleico e linolenico: precursori dei più famosi omega 3 e 6, che l'organismo non produce e deve necessariamente assumere attraverso l'alimentazione. Questi acidi grassi sono preziosi per la loro azione sul mantenimento del giusto funzionamento del sistema immunitario, riducono il rischio di malattie cardiovascolari, neurogenerative e infiammatorie. E' ricco di MUCILLAGINI (dal 3 al 6 %) e di Pectine che possiedono proprietà gelificanti ed emollienti, utili in caso di diarrea perchè aumentano la consistenza delle feci e anche in caso di stitichezza, purchè accompagnata da giuste quantità di acqua, almeno 1-1,5 litri al giorno; ecco perchè si consiglia sempre la frutta, soprattutto quella contenente pectina come le mele, le prugne e gli agrumi consumati interi, con la pellicina bianca chiamata albedo. I semi di  lino costituiscono un blando lassativo che agisce in virtù  della loro capacità di gonfiarsi di acqua, aumentano la massa fecale e favoriscono l'evacuazione. Contiene ben il 18% di proteine e sali minerali come il fosforo, il rame, il magnesio e il manganese ma anche fibre. Sono presenti anche vitamine del gruppo B e vitamina E con proprietà antiossidanti. I SEMI DI LINO, sono utilizzati da alcuni metodi nutrizionali, vedi metodo Kousmine, perchè oltre agli acidi grassi, contengono FITOESTROGENI (lignani), con capacità antiossidante e di riequilibrio ormonale, quindi indicati in periodi come quello della menopausa. Da notare che i lignani contenuti nei semi di lino, non sono contenuti nell'olio, perchè presenti nella parte più esterna del seme e si perdono con la spremitura, per contro, l'olio è più ricco di omega-3. 

Come utilizzare semi e olio di lino?

Come alimento il lino ha un uso limitato, sono solo i semi e l'olio ad essere utilizzati. I semi si possono aggiungere (1 cucchiaino) alle zuppe, alle insalate, ad alcuni tipi di muesli ma anche ai cereali, a freddo. L'olio,  si usa come condimento per le insalate ed entrambi sono ricchissimi di acido linolenico. L'ideale è un cucchiaino di semi con un bel bicchiere d'acqua a digiuno ma sono ottimi anche in aggiunta al latte di soia, con fiocchi di avena e un cucchiaino di miele... se mangiate anche un frutto, la vostra colazione è perfetta e vi mette al riparo da cali energetici. Usarli a crudo è importante per mantenere intatte le proprietà che la cottura altera, soprattutto per gli acidi grassi. La dose giornaliera per non incorrere in problematiche da sovraddosaggio è di 6 grammi. I semi di lino sono insapore e per godere appieno delle proprietà vanno frantumati in un mortaio o macinati (esistono dei piccoli macinini come i macina-caffè) perchè la parte esterna del seme è particolarmente dura e passerebbe nell'intestino tal quale.
Anche il macerato si beve al mattino a digiuno dopo aver fatto riposare 1 cucchiaio di semi in acqua fredda, circa una tazza, per tutta la notte. Il macerato è utile in caso di colon irritabile osservando alcune avvertenze: mai assumere i semi senza che siano gonfi di acqua perchè potrebbero risultare irritanti e per evitare la formazione di gas, bere sempre in concomitanza, molta acqua. Anche per la stitichezza è utile il macerato, ricordando che i semi sono molto calorici (100g = 470 calorie) quindi attenzione se si è in sovrappeso.

Olio di semi di lino: un prezioso alleato per la nostra salute

Dai semi di lino si ottiene l'olio di lino, olio alimentare molto pregiato che contiene, come i semi, acidi grassi (omega 3 e 6), preziosi alleati anticancerogeni e mucillagini, consigliate per problemi di stipsi (un cucchiaio al mattino, a digiuno, accompagnato da almeno ¼ di lt di acqua). Due cucchiaini al giorno, rappresentano la dose consigliata. Si aggiunge alle insalate, contro il bruciore di stomaco ma anche per migliorare la digestione, aiuta ad abbassare il colesterolo e la pressione alta e protegge  dalle malattie cardiache. E' un antinfiammatorio naturale in caso di dolori articolari e per i suoi componenti è indicato in menopausa, in caso di psoriasi, osteoporosi, per rigenerare unghie e capelli fragili. L'olio di lino si trova nelle erboristerie ed è meglio sceglierlo ottenuto per spremitura a freddo e biologico, in modo che siano garantite le proprietà. Una volta aperta la bottiglia, conservatelo in frigorifero, al riparo da luce e calore; l'olio di lino irrancidisce molto facilmente, per cui consumatelo entro un paio di mesi. 

Rimedi naturali per capelli con il lino

Si può utilizzare anche il decotto mettendo 30 g di semi di lino in un litro d'acqua fredda che porterete ad ebollizione. Cuocete per un paio di minuti e lasciate riposare per 12 ore. E' ottimo, filtrato, da aggiungere all'acqua del bagno per la bellezza delle pelle perchè emolliente e lenitivo nei casi di prurito e infiammazione. L'olio di semi di lino è molto indicato per la cura dei capelli infatti lo si trova in molti shampoo o in oli  ma volendo si può ottenere un impacco lasciando 2 cucchiai di semi di lino in ammollo in acqua, mezzo litro, e cuocerli a fuoco medio per 15 minuti. Raffreddare e filtrare, aggiungere qualche goccia di olio, a scelta, e mettere in posa per 25 minuti sui capelli che poi procederete a lavare come di solito. Se perseverate ed arrivate ad una decina di impacchi, i capelli risulteranno più forti e lucidi, un vero trattamento di bellezza!
In caso di foruncoli, pruriti, irritazioni della pelle è possibile applicare un cataplasma, ben caldo ma non bollente (non scottatevi) fino a quando non si raffredda. Il cataplasma si ottiene dalla cottura dei semi polverizzati (farina di lino), in acqua, fino ad ottenere una polentina densa; 60 g in 250 ml di acqua. La polentina ottenuta la avvolgete in un panno e la applicate sulla parte.
I semi e la farina di lino, devono essere freschi perchè le lunghe conservazioni li irrancidiscono, meglio conservarli in luogo fresco lontano da fonti di calore in barattoli di vetro, se li macinate conservateli in frigor per 24 ore.

Impacco per capelli secchi e sfibrati o con doppie punte. Miscelare un cucchiaino di olio di semi di lino in un cucchiaino di altro olio, jojoba o d'oliva, inumidire i capelli e passarlo con le dita formando delle ciocche, senza toccare il cuoio capelluto, insistendo sulle punte. Lasciare in posa per almeno mezz'ora con un asciugamano umido caldo in testa (l'umidità fa penetrare meglio l'olio) e risciacquare con shampoo delicato. E' una maschera che va ripetuta, una volta alla settimana per 3 o 4 volte per ottenere buoni risultati, ma sono garantiti capelli nutriti e più lucidi. L'olio di semi di lino ha proprietà sebo-riequilibranti quindi adatto a tutti i tipi di capelli ma non insisterei troppo sui capelli grassi.

Curiosità
L'olio di lino crudo viene usato per trattare il legno mentre quello cotto viene usato per il restauro dei mobili, solitamente non quello per uso alimentare che è più costoso. E' un componente della crema Budwig, del metodo Kousmine, che aggiunge 2 cucchiaini di olio ad uno yogurt magro, al succo di mezzo limone, 1 banana matura, 2 cucchiaini di semi oleosi (sesamo, noci, mandorle, nocciole...), 2 cucchiaini di cereali crudi (riso integrale, grano saraceno...) e frutta fresca di stagione, il tutto frullato, per una colazione sana e naturale a prova di cali energetici.
Controindicazioni: consultare il medico prima dell'assunzione.  Con un intestino  particolarmente irritato e infiammato, il lino risulta irritante. In caso di ipotiroidismo perchè i semi contengono sostanze che diminuiscono l'attività della tiroide, assunto per  lunghi periodi. Non superare le dosi consigliate (6 grammi al dì, 2 cucchiaini) per non incorrere in episodi di nausea, diarrea, gas intestinali e mal di stomaco.
Autore: Naturopata Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 


mercoledì 23 luglio 2014

AROMATERAPIA: manuale pratico sui principali OLI ESSENZIALI.

Manuale pratico all'uso degli oli essenziali e all'aromaterapia


Introduzione all'uso degli oli essenziali,  una pratica guida che ci descrive i meccanismi di funzionamento dell'aromaterapia, i principali oli essenziali e i benefici apportati. Dai massaggi fino alla cosmesi, sono svariati i metodi d'uso degli oli essenziali, le cui indicazioni spaziano dall'acne, alle emorroidi, all'Herpes labiale e non solo!

Manuale di aromaterapia, introduttivo all'uso dei principali oli essenziali, da non far mancare mai in casa.

Iniziamo col dire cos'è l'aromaterapia e come viene veicolata.
L'aromaterapia è una branca della medicina naturale che utilizza come rimedi gli oli essenziali molto concentrati detti anche essenze. L'aromaterapia si basa su principi olistici, esamina il problema nel suo complesso, non solo i sintomi, soffermando l'attenzione sul modo in cui le essenze possono dare benefici all'uomo. La parola aromaterapia è stata utilizzata per la prima volta dal chimico francese Renè Gattefosse, che lavorava nel campo dei profumi e che, essendosi scottato la mano, applicò l'olio essenziale di lavanda e osservò che la lesione cicatrizzava in tempo inferiore alla norma. Egli mise a punto un test, aromatogramma, per misurare la capacità degli oli come antibatterici, antimicotici e antivirali. Verso il 1950, gli studi del medico Jean Valnet, riconobbero scientificamente le proprietà delle essenze. Oggi gli studi vengono effettuati in laboratori universitari e confermano l'efficacia nei confronti dei diversi germi patogeni.
Gli oli derivano da un'unica pianta e sono presenti in piccole quantità rispetto alla massa del vegetale. Vengono suddivisi, secondo l'impressione olfattiva suscitata, in tre categorie chiamate NOTE.
  • Note di testa: si riferisce agli oli ricavati dai frutti o dalle bucce, come gli agrumi, con effetti dinamizzanti e rinfrescanti, adatte alle attività intellettuali perchè stimolano il piano mentale.
  • Note di cuore: raggruppa tutti quegli oli ottenuti dal fusto, dalle foglie e dalle parti aeree (fiori e petali). Esplicano un'azione riequilibrante sull'affettività ed evaporano in tempi più lunghi rispetto ai precedenti. Appartengono a questo gruppo la Lavanda, la Rosa e il Neroli.
  • Note di base: presenta oli persistenti, come il sandalo e il vetiver, che possiedono azione rilassante e sedativa.
Gli oli essenziali sono odorosi, oleosi, molto volatili (evaporano rapidamente), sono solubili in alcol e negli oli, insolubili in acqua e infiammabili. Gli oli essenziali di una pianta sono l'equivalente degli ormoni, hanno una chimica complessa, sono estremamente concentrati e rappresentano l'anima della pianta, l'informazione energetica che esercita un'azione fisica ma anche psichica e spirituale. Le specie botaniche che più si prestano alla produzione di essenze si distribuiscono prevalentemente nelle zone calde, dove il sole col suo calore e la sua luce ha maggiore intensità. A seconda della pianta, le essenze possono essere ricavate dai petali dei fiori, dalle foglie, dalle radici o dal legno. In molte piante, gli oli sono addirittura distinguibili sotto forma di minuscole goccioline come nelle foglie del rosmarino, nei fiori di lavanda o nella buccia delle arance (se schiacciate la buccia di una arancia, le minuscole goccioline che schizzano sono olio essenziale).
Metodi di estrazione
L'estrazione delle essenze varia a seconda della pianta, il metodo più utilizzato è la distillazione in corrente di vapore , utilizzata in genere per fiori e foglie, la spremitura a freddo utilizzata per gli agrumi, l'ENFLEURAGE che utilizza un grasso animale (oggi molto spesso sostituito da solventi) per estrarre l'essenza e l'estrazione per mezzo di solventi.

Come funziona l'aromaterapia e i suoi benefici

Le vie che veicolano l'informazione dei vari oli sono, oltre a quella orale che è sconsigliata se non sotto stretto controllo medico, la via olfattiva, l'applicazione sulla pelle e attraverso l'aria inspirata.
I RECETTORI OLFATTIVI captano le molecole e veicolano l'informazione, attraverso il nervo olfattivo, direttamente alla corteccia cerebrale senza mediazione,  che risponde producendo neurotrasmettitori e altre sostanze chimiche atte a rilassare o stimolare il sistema nervoso e conseguentemente l'organismo. I recettori del naso, sono collegati con quella parte del cervello interessata alla memoria e alle emozioni: a tutti è capitato di sentire un odore che rievoca ricordi che pensavamo perduti. L'olfatto è molto influente sul cervello, basti pensare che il neonato riconosce l'odore della pelle della madre oppure che l'attrazione sessuale è fortemente condizionata dall'odore dei feromoni. I neurobiologi hanno dimostrato che lavorare in un ambiente profumato aumenta le prestazioni di un individuo.
La Pelle è un altro veicolo utilizzato in aromaterapia, attraverso il massaggio perchè gli oli essenziali vengono assorbiti dall'epidermide. Oltre al massaggio, in caso di contratture muscolari, problemi articolari, di circolazione sono utili come antibatterici, antisettici e antimicotici se, opportunamente diluiti vengono utilizzati per pulire ferite o facilitare la cicatrizzazione, in caso di candidosi o per tenere lontani gli insetti.
Il Respiro porta l'olio, in minuscole quantità, negli alveoli polmonari e al sangue   risultando espettorante e disinfettante nelle infezioni e infiammazioni del tratto respiratorio ma, apporta benefici anche in caso di tensione nervosa, ansia o tristezza.

Proprieta' degli oli essenziali e utilizzi per indicazione

Le proprietà degli oli essenziali sono innumerevoli e note sin dall'antichità: antisettici, antibatterici, antimicotici, cicatrizzanti, antireumatici, antinevralgici, digestivi, tonificanti, antispastici, anticatarrali, espettoranti, stimolanti la sessualità, sedativi, riequilibranti migliorano la circolazione venosa.

Applicazioni per metodo: dai massaggi fino alla cosmesi

Massaggi. L'olio essenziale non va mai applicato puro sulla pelle, deve essere miscelato con olio vegetale, come l'olio di jojoba, di mandorle dolci o anche extravergine di oliva, l'importante è che siano spremuti a freddo. In linea di massima: 2 gocce in un cucchiaio di olio vettore, o 15 gocce in una boccetta contenente 50 ml di olio. Dopo il bagno, quando i pori sono dilatati, è il momento migliore e comunque dipende poi dalla necessità per cui si effettua il massaggio. Ad esempio,  un massaggio che migliori la circolazione venosa a livello delle gambe, si effettua più volte nell'arco della giornata soprattutto in estate...Impacchi. Per preparare un impacco freddo, usare acqua fredda in una bacinella, alla quale potrete aggiungere qualche cubetto di ghiaccio e 5 o 6 gocce di olio essenziale (agitate con la mano per emulsionare l'olio). L'impacco caldo invece, si ottiene facendo scorrere acqua calda dal rubinetto con o.e. e, in entrambe i casi, immergete un panno di lino o di cotone, strizzatelo e applicatelo sulla parte. Quando il panno si è intiepidito, ripetete l'operazione.
Vapori e inalazioni. Aggiungere 1 o 2 gocce di o.e. in 1 litro di acqua bollente e, con un asciugamano sulla testa respirate a fondo i vapori per alcuni minuti. Se avete il naso chiuso cercate di respirare con il naso se è la gola ad essere infiammata, respirate con la bocca. 
Colluttorio. Con 2 gocce di o.e. in 200ml di acqua minerale, agitate bene, è possibile fare sciacqui e gargarismi. Non ingerire.
Per profumare gli ambienti e allontanare gli insetti. Qualche goccia nella vaschetta del calorifero o nei diffusori (in vendita nelle erboristerie), liberano dagli odori cattivi e persistenti, allontanano gli insetti, disinfettano e sono d'aiuto nelle malattie da raffreddamento e per placare gli stati d'ansia.
Bagno. Riempite la vasca a metà, aggiungete qualche goccia dell'olio scelto e terminate di riempire. Ricordatevi di agitare l'acqua con la mano per emulsionare l'olio che altrimenti, essendo insolubile in acqua, galleggerebbe.
Olio per la pelle. Si prepara come l'olio per massaggio e si usa come una comune crema dopo bagno. Si può sostituire l'olio di mandorle con quello di jojoba, che non unge ed è anti-age, o di avocado, sempre anti-age ma anche anti-rossore e leggera protezione solare.
Compressa. Mettere 4 o 5 gocce di o.e. in acqua fredda o calda e immergervi un panno che, strizzato, sarà applicato sulla parte.
Acqua floreale di o.e. 20 gocce in 100 ml di acqua minerale (non gasata), mettete a riposo per 5 giorni e voilà la vostra acqua floreale da applicare sulla pelle. Scegliete l'olio essenziale più indicato al vostro tipo di pelle o la fragranza che più vi cattura. Io la preparo con o.e. di lavanda, lenitiva e rilassante, la passo sul viso picchiettando e poi stendo un velo di olio di argan o jojoba, che non unge...pelle vellutata in 2 mosse!
Sul fazzoletto. 2 gocce di o.e. sul fazzoletto, rappresentano il metodo più semplice per sfruttare le proprietà degli o.e. Annuserete il fazzoletto in caso di attacco di mal di testa o come rilassante o ancora per liberare il naso. In caso di insonnia si può tenere il fazzoletto sul cuscino o versarne una goccia direttamente.Cosmesi. Gli usi degli o.e. sono veramente innumerevoli, anche in cosmetica è possibile aggiungere qualche goccia di o.e. alla crema da giorno o da notte scegliendo fra quelli più indicati per il vostro tipo di pelle.

L'uso degli oli essenziali in base al disturbo

In linea di massima, gli oli essenziali che non devono mai mancare o meglio che  io non  mi faccio mai mancare, sono:  lavanda, tea tree, eucalipto, camomilla romana o comune e limone. Questo perchè sono i più versatili e adatti a molti disturbi,  quindi non partite senza, ciò non toglie che anche gli altri trovano impiego possedendo una loro specificità.
Legenda: O.e = Olio essenziale
  1. Acne. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, rosmarino, tea tree e calendula. Applicazioni: compresse fredde, acque floreali.
  2. Agitazione e ansia.  O.e. di melissa, bergamotto, lavanda vera. Massaggi sul corpo, spalle e collo, bagni caldi, nei diffusori.
  3. Tosse- O.e. di eucalipto, pino palustre o silvestre. Massaggi al petto, inalazioni.
  4. Tosse cronica. O.e. di issopo. Incenso, mirto. Massaggi al petto, inalazioni.
  5. Raffreddore. O.e. eucalipto, pino palustre o silvestre. Bagni caldi, inalazioni.
  6. Catarro. O.e. di eucalipto, lavanda vera, pino palustre o silvestre, tea tree. Massaggi al petto, inalazioni.
  7. Mal di gola. O.e. di timo, issopo, salvia sclarea. Inalazioni.
  8. Sinusite. O.e. di lavanda vera, pino palustre, tea tree. Inalazioni.
  9. Calli. O.e. di ginepro, limone. Una goccia al giorno sul callo.
  10. Contusioni, strappi, distorsioni. O.e. di lavanda vera. Compresse fredde, applicazione in loco di o.e. in olio vettore.
  11. Dolori agli arti, alla schiena, reumatismi, artrite. O.e. di lavanda vera, camomilla comune o romana, rosmarino. Massaggi, compresse calde, bagni caldi.
  12. Eczema. O.e. di camomilla comune o romana, lavanda vera. Applicazioni di olio in olio vettore sulla parte, acqua floreale, bagni tiepidi.
  13. Emorroidi. O.e. di cipresso, achillea millefoglie. Compresse fredde, bagni tiepidi.
  14. Herpes labiale, foruncoli. O.e. tea tree, bergamotto. Applicazione in olio vettore sulla parte.
  15. Punture d'insetto. O.e. di tea tree, il più efficace. Applicazione sulla parte di o.e. in olio vettore.
  16. Insonnia, stress, tensione. O.e. di melissa, lavanda vera, camomilla romana o comune, fiori d'arancio. Massaggi al corpo, bagni caldi, vaporizzazioni.
  17. Mal di testa tensivo. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, menta ppiperita. Massaggi alle tempie, compresse fredde alle tempie, vaporizzazioni.
  18. Mal di testa pulsante. O.e. di lavanda vera. Compresse fredde alle tempie.
  19. Mestruazioni dolorose. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, salvia sclarea o spagnola. Compresse calde, massaggi al basso ventre.
  20. Gonfiori addominali. O.e. di finocchio. Massaggiare l'addome in senso orario con o.e.  in olio vettore.
  21. Vertigini, vomito, nausea. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, menta. Mettere 1 o 2 gocce sul fazzoletto e inalare.
  22. Energizzante. O.e. di limone, lavanda vera, timo. Massaggio con i tre o.e. in 2 cucchiai di olio di mandorle.
  23. Rinfrescante. O.e. di cipresso, geranio. Lavanda. Limone. Bagno.
  24. Afrodisiaco. O.e. di cedro, sandalo, ylang-ylang, cannella. Bagno e massaggio.
  25. Capelli. O.e. di lavanda o rosmarino per la caduta dei capelli. O.e. di tea tree per i pidocchi. O.e. di limone e cedro per i capelli grassi. O.e. di cedro per la forfora. Miscelare 2 gocce di o.e. in 1 cucchiaio di olio di jojoba e massaggiare il cuoio capelluto poi avvolgere la testa con un asciugamano umido impregnato di 4-5 gocce di o.e. per 20/30 minuti.
Le esigue quantità estraibili da ogni pianta, insieme alla cura e precisione dell'estrazione incide sul costo del prodotto quindi è meglio diffidare di oli essenziali con un prezzo troppo basso e deve essere indicato “Olio essenziale purissimo” e il metodo di estrazione, meglio se bio. La conservazione deve avvenire in luoghi lontani da fonti di calore, luce, aria o umidità per non comprometterne la qualità.Ricordatevi di non usarli in gravidanza e con i bambini sotto i 2 anni. Alcuni oli, tutti gli agrumi, sono sconsigliati prima di una esposizione al sole.
Scritto da Angela Ballarati
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Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare, evitare in caso di ipersensibilità accertata verso uno dei componenti. I suggerimenti e le indicazioni descritte in quest'articolo non intendono in alcun modo sostituire le terapie consigliate dal proprio medico curante. L'autrice non è responsabile delle possibili conseguenze legate all'incompleta od erronea interpretazione del testo. Le foto e i testi sono riproducibili, non a scopo di lucro, altrove, solo citando la fonte: autore e blog attivo. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché è aggiornato senza nessuna periodicità, pertanto , non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. 




martedì 22 luglio 2014

PSICOSOMATICA: IL LINGUAGGIO DELLA MALATTIA

Trasformare la paura della malattia e come affrontarla



Quando un sintomo di una malattia si affaccia nella nostra vita, subito ci adoperiamo per annientarlo, senza ascoltare, è una presenza nemica che pensiamo sia arrivata per distruggerci e talvolta ci riesce. La natura del sintomo, la sua duplice natura: nasce da noi e ci vuole distruggere, ci fa piombare in uno stato di disequilibrio che cerchiamo di sopprimere con ogni sorta di medicinale e quant'altro, pur di non ascoltare.

Perchè ci ammaliamo? Siamo sicuri che sia “solo” un problema biologico?

Non siamo abituati a soffermarci ad ascoltare. Il nostro corpo parla ad uno sconosciuto e, il messaggio che ci porta, di disagio e paura, assume un'accezione solo negativa.
La 
malattia ci ostacola, ostacola il trascorrere “normale” della nostra vita, ci rovina la giornata; ancora di più di  questi tempi, dove l'efficienza, la prestanza, la bellezza sono estremamente importanti (probabilmente troppo, non trovate?).
Un brutto raffreddore, un'influenza, non devono alterare il nostro ritmo e, come queste patologie stagionali, altre patologie più importanti e invalidanti, vengono vissute con rabbia e frustrazione allontanandoci da una qualsiasi altra chiave di lettura.

Abbiamo mai pensato alla malattia in modo “diverso”? E se sì, perchè è riconosciuta dalla medicina una matrice psicologica ad alcune malattie?

A volte, un'osservazione più attenta può rivelarci che la nostra vita non scorreva del tutto tranquilla, che forse qualche segnale si era già rivelato, che forse quella vita non era totalmente nostra. Pensiamo solo a piccoli segnali che ci arrivano dal nostro corpo quando siamo a disagio per  un discorso in pubblico ad esempio, potremo rilevare: sudorazione, problemi intestinali, tachicardia.....
Di più, pensiamo alle donne che entrano in menopausa, oggi vista come “l'inizio della fine”.... si sentono meno attraenti, sentono l'avvicinarsi della vecchiaia e tutto questo può portare all'acuirsi dei disturbi legati al periodo (vampate, ansia,....) fino a vere e proprie patologie.
Spunta quindi la malattia, il sintomo fastidioso, quel mal di stomaco che ci debilita, che se non fosse placato da spasmolitici e anti-acido, ci obbligherebbe a soste sul divano, a momenti di stasi e forse a domandarci come mai? Perchè?
E forse, inseriamo sempre il forse, anche se la medicina tradizionale ha riconosciuto per la gastrite una radice psicosomatica, a rivedere un ultimo periodo vissuto con preoccupazione o ansia (perchè il mal di stomaco, non colpisce solo in primavera).
La malattia quindi, interrompe un continuum, un equilibrio che viene spezzato dalla 
crisi. Questa parola che ha per noi un significato esclusivamente negativo, rappresenta nella filogenesi e nell'ontogenesi, una tappa del processo evolutivo che da sempre accompagna la materia vivente.
E' attraverso la crisi che la vita rimescola la sua materia biologica, questo è avvenuto e avviene nell'intero cosmo e nello stesso modo, con a disposizione gli stessi elementi di base, anche nel nostro organismo.

La Malattia, un momento che interrompe la nostra vita

La malattia quindi può essere rivisitata come crisi: momento che interrompe, ma con una valenza sia biologica che esistenziale.
Darwin diceva che non sopravvive il più forte ma chi si adatta meglio, in questo modo EVOLVE.
Pensiamo ora al nostro sistema immunitario, riconosce le malattie con cui è entrato in contatto. Alcune di queste, non vengono contratte nuovamente....non è una forma evolutiva che in qualche modo ci fortifica?
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TE' VERDE: PROPRIETA', BENEFICI e come si prepara.

Te' verde: proprietà antitumorali e benefici contro il cancro

Anche se dai noi è più diffuso il tè nero, ultimamente, a causa degli studi effettuati e dei risultati pubblicati, sta prendendo sempre più piede l'abitudine al consumo di questo prezioso tè.
I Cinesi lo conoscono da 3000 anni e lo utilizzavano per curare il mal di testa e per “preservare la giovinezza”. Da un'analisi dell'Università di Yale del 2006, si è puntata l'attenzione sulle grandi quantità di tè verde consumato a fronte di una minore incidenza di malattie cardiovascolari e cancro.

Te' verde: proprietà e benefici. 

Esperimenti lo dimostrano: è un anti-cancro naturale

Una tazza al giorno leva il medico di torno?

Eh...sì,  facciamola diventare una piacevole e utile abitudine!

Il tè verde, proveniente quasi esclusivamente dalle foglie della Camellia Sinensis, non  è fermentato, per questo motivo le foglie conservano il loro colore verde. La lavorazione, in linea di massima, prevede l'esposizione al sole per qualche ora, poi vengono passate al vapore e asciugate, ben essiccate e raffinate, per eliminare la polvere e i detriti,  e infine impacchettate. Tutti i tipi di tè hanno origine dalla lavorazione delle foglie, dei germogli e di altre parti della Camellia  S., sono i metodi di lavorazione che differenziano le varie tipologie.

Componenti e benefici

La composizione del tè verde, rispecchia quella delle foglie. Contiene per il 30% polifenoli:antiossidanti naturali presenti nelle piante, che reagiscono con i radicali liberi, eliminandoli. Sono accertati gli effetti  positivi a livello cardiovascolare, arresto della crescita tumorale e malattie legate alla vecchiaia.  Fra i polifenoli del tè verde, ci sono le catechine, composti con azione astringente (fanno sentire il palato ruvido come succede con la frutta acerba) e, una fra queste, pensate che è 100 volte più efficace della Vitamina C: I benefici del tè verde, corrispondono in massima parte all'effetto delle catechine e dei flavonoidi, altri polifenoli presenti con azione antiossidante.  Oltre ai polifenoli, contiene VITAMINE del gruppo B, la C e la K, betacarotene, alcaloidi (come la caffeina, ma in percentuale minore rispetto al tè nero e molto inferiore al caffè espresso),  l'aminoacido L-teanina che riduce lo stress mentale e fisico, e anche l'assorbimento della caffeina, saponine e minerali come lo Zinco, il Manganese, il Potassio e il Magnesio.
Gli innumerevoli benefici del tè verde e come prepararlo.
Da qualche anno, si sono moltiplicate le ricerche scientifiche volte a  dimostrare i suoi numerosi benefici: primo fra tutti l'attività ANTICANCRO (in modelli animali) degli antiossidanti presenti, che inibiscono la proliferazione cellulare e costituiscono un ottimo preventivo nei tumori della pelle, del polmone, dell'esofago, dello stomaco, del fegato, del piccolo intestino, del pancreas, del colon, della vescica e della prostata. Uno studio italiano ha dimostrato come gli estratti di tè verde prevengano l'ipertensione e i danni d'organo da essa derivanti.

Altri effetti benefici:

  • Aiuta a ridurre il tasso di colesterolo nel sangue.
  • Alcune ricerche affermano che contrasterebbe l'Helicobacter Pilori.
  • Riduce il rischio di calcoli biliari e il rischio di cancro alla colecisti e alle vie biliari.
  • Aumenta la concentrazione mentale riducendo il senso di affaticamento fisico e mentale.
  • Incrementa l'utilizzo dei grassi a scopo energetico e accelera il metabolismo, unitamente all'effetto drenante è quindi un valido aiuto nel trattamento dell'obesità e nelle diete ipocaloriche.
  • Diminuisce i livelli di glicemia nel sangue.
  • Rallenta la formazione e lo sviluppo delle placche aterosclerotiche.
  • Previene ed è benefico in caso di diarrea.
  • Diminuisce la pressione sanguigna.
  • Migliora la respirazione e diminuisce i rischi di formazioni di coaguli nel sangue.
  • Utile per la pelle, i capelli e le ossa perchè rimineralizzante.
  • E' un antinfluenzale e tonico, rinforza il sistema immunitario.
  • Riduce l'acidità di stomaco perchè alcalinizzante.
te-verde-ghiacciatoE' stata pubblicata una ricerca sull'American Journal of Clinical Nutrition in cui si dice che una tazza di tè verde al giorno, aumenta la densità ossea nelle donne in menopausa. Sempre made in USA è la ricerca che dimostra che i soggetti che consumavano almeno 4 tazze di tè verde, prevenivano l'artrite reumatoide e ne diminuivano i sintomi a chi ne era già affetto. Una ricerca giapponese sostiene che rallenta la perdita delle facoltà cognitive e protegge le cellule cerebrali dai danni delle malattie neurogenerative (Parkinson e Alzheimer) in base a questi dati si spiegherebbero le basse percentuali di demenza senile in Giappone dove, da secoli, il tè verde è un rito quotidiano.
 Tutte le proprietà sono supportate da studi scientifici che per brevità, non riporto ma che possono essere facilmente reperibile in rete, aggiungo solo che in alcuni casi, gli studi riportano effetti significativi con l'assunzione di 4/5 tazze di tè al giorno. Ma, per buon senso, direi che 1 o 2 tazze al giorno, rappresentano, se non esistono controindicazioni, la dose che garantisce un apporto corretto di catechine, considerando anche  che 254 mg di catechine al giorno, bastano per ottenere gli effetti benefici e una tazza apporta 100/150 mg di catechine. Le controindicazioni? Un po' come per il caffè, consideriamo il fatto che contiene caffeina e può causare ansia e nervosismo e che l'eccesso, aumentando la diuresi può provocare disidratazione. Assunto a digiuno e troppo concentrato, può provocare nausea e vomito. Un consumo esagerato può causare danni epatici e attenzione, sempre alle interferenze con i farmaci.
In conclusione, il tè verde è una panacea per tutti i mali??? Sembrerebbe di sì, ma occorre anche una giusta preparazione.

Come preparare una tazza di te' verde che non alteri le sue preziose proprietà

Per preparare una buona tazza di tè verde occorre portare a ebollizione l'acqua e farla raffreddare per 1 minuto perchè l'acqua a 100°,  può cuocere le foglie e distruggere i componenti e l'aroma, apportando un gusto più amaro. L'infusione non deve essere coperta ma va lasciata libera di evaporare e quindi di raffreddarsi. Se si riesce a non versare l'acqua calda direttamente sulle foglie ma sulle pareti della tazza (un cucchiaino per tazza di foglie) è meglio. Lasciare in infusione per 2/3 minuti, un tempo più lungo dona un sapore più amaro, filtrare e gustare. Non aggiungete latte perchè la caseina rischia di neutralizzare i polifenoli. Potete prepararlo e una volta raffreddato,  nel frigorifero diventerà  una fresca e dissetante bevanda estiva.
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